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Il re dei giochi

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 821)

3.8
(1915)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838924791 | Isbn-13: 9788838924798 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ritornano i quattro vecchietti detective del BarLume di Pineta, con il nipote Massimo il «barrista» e la brava banconista Tiziana. Dopo La briscola in cinque e Il gioco delle tre carte, con Il re dei giochi si può dire che ora siamo alla serie, sia per la caratterizzazione ben sagomata e viva di ciascun personaggio che lo rende familiare, sia per il brio naturale con cui, come un meccanismo ben avviato, funziona l'eccentrico amalgama che struttura le storie. "Re dei giochi" è il biliardo nuovo all'italiana giunto al BarLume. Ampelio il nonno, Aldo l'intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune (per distinguerlo da altri tre Del Tacca) vi si sono accampati e da lì sezionano con geometrica esattezza gli ultimi fatti di Pineta. Tra cui il terribile incidente della statale. È morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Sono gli eredi di un ricchissimo costruttore. La madre è anche la segretaria di un uomo politico impegnato nella campagna elettorale. Non sembra un delitto. Manca il movente e pure l'occasione. «Anche quest’anno sembrava d’aver trovato un bell’omicidio per passare il tempo e loro vengono a rovinarti tutto». Ma la donna muore in ospedale, uccisa in modo maldestro. E sulle iperboliche ma sapienti maldicenze dei quattro ottuagenari cala, come una mente ordinatrice, l'intuizione logica del «barrista», investigatore per amor di pace.
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  • 3

    Mi avevano parlato molto bene di questo scrittore e di questa serie. Il libro che ho letto non mi è piaciuto molto. Mi è sembrato piuttosto semplicistico e banale. Forse avrei dovuto iniziare la serie ...continua

    Mi avevano parlato molto bene di questo scrittore e di questa serie. Il libro che ho letto non mi è piaciuto molto. Mi è sembrato piuttosto semplicistico e banale. Forse avrei dovuto iniziare la serie con il primo uscito "La briscola in cinque" che sicuramente deve avere quelle caratteristiche che mi sono state descritte come piacevoli e che qui compaiono poco.
    Unica cosa carina i dialoghi in livornese che, per me che sono di quelle parti, risultano particolarmente divertenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Seguì un altro momento di silenzio, interrotto da un doppio schiocco e da un inizio di bestemmia.
    Quando le palle fanno tata', posa la stecca e vai a paga' - disse Ampelio con saggezza millenaria butt ...continua

    Seguì un altro momento di silenzio, interrotto da un doppio schiocco e da un inizio di bestemmia.
    Quando le palle fanno tata', posa la stecca e vai a paga' - disse Ampelio con saggezza millenaria buttando giù il giornale

    ha scritto il 

  • 2

    Per la prima volta i vecchietti del BarLume non mi hanno entusiasmato come sempre. Forse perché parte della storia l'ho vista nella serie in tv, forse perché di giallo e investigazione c'è un po' poch ...continua

    Per la prima volta i vecchietti del BarLume non mi hanno entusiasmato come sempre. Forse perché parte della storia l'ho vista nella serie in tv, forse perché di giallo e investigazione c'è un po' pochino, forse per alcune parti un po' dispersive. In ogni modo la lettura è sempre scorrevole, la risata improvvisa scatta e ogni tanto torna alla mente per ciò che si è letto.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ci credo che di mattina non entra più nessuno, a parte i giapponesi, che tanto non capiscono un cazzo. Come sono sempre sereni, i giapponesi. Dev'essere per via del culto degli antenati defunti.

    Ora ho capito come funziona: non pregano direttamente gli antenati, ringraziano il cielo per averglieli tolti dai coglioni. Ecco perchè sono così pacifici."
    Nulla di sostanziale da aggiungere ne' da m ...continua

    Ora ho capito come funziona: non pregano direttamente gli antenati, ringraziano il cielo per averglieli tolti dai coglioni. Ecco perchè sono così pacifici."
    Nulla di sostanziale da aggiungere ne' da modificare rispetto a quanto scritto a proposito del precedente libro, rispetto al quale questo è ancora meno giallo, se ciò fosse possibile.
    Ho preferito restare nell'ordine in cui i romanzi sono stati scritti, per gustarmi l'eventuale evoluzione o duolermi di un'altrettanto eventuale involuzione, ma la scrittura di Malvaldi -ben certa e configurata fin dal primo romanzo-, non denota maggiore sicurezza, ne' scioltezza.
    I personaggi ed i caratteri rimangono sulla linea tracciata -e questo sia inteso nel senso positivo, non è noioso ne' stucchevole, e men che meno cade nella caricatura (che con i vecchietti sarebbe stato gran facile)-.

    ha scritto il 

  • 0

    Oltre alle "tette" di Tiziana e altre "leggerezze", ci sono anche parti su cui fermarsi a riflettere:
    “Questa cosa a Massimo faceva rabbia: constatare che su certi argomenti la gente non cambia opinio ...continua

    Oltre alle "tette" di Tiziana e altre "leggerezze", ci sono anche parti su cui fermarsi a riflettere:
    “Questa cosa a Massimo faceva rabbia: constatare che su certi argomenti la gente non cambia opinione, perché non è disposta a ragionarci sopra. Farsi domande sincere, dirette, e tirare conclusioni che magari mettono in dubbio gran parte del modo in cui hanno vissuto fino a quel momento. Su alcuni argomenti – religione e politica, prima di tutto – molte persone non vogliono ragionare semplicemente perché hanno paura. Paura di scoprire che le certezze a cui si sono affidate in realtà non sono fortezze della Verità, ma piccoli e micragnosi dogmi postulati da persone affette da nanismo morale, che prendono messaggi meravigliosi e pieni di speranza come quello di Gesù Cristo e lo riducono in regole, precetti e proibizioni; gentucola incapace di vedere l’uomo in tutta la grandezza della sua intelligenza, e buona solo a infilare il proprio pastorale tra le ruote del progresso.”
    Interessante anche la tecnica adottata per togliersi dai piedi i testimoni di Geova (pagina 102).

    ha scritto il 

  • 4

    Carino

    Classico giallo di Malvaldi con i ben noti ingredienti (come hanno già detto altri): i vecchietti, il bar, la storia "gialla" sullo sfondo. Quel tono umoristico che deriva (anche) dalla parlata toscan ...continua

    Classico giallo di Malvaldi con i ben noti ingredienti (come hanno già detto altri): i vecchietti, il bar, la storia "gialla" sullo sfondo. Quel tono umoristico che deriva (anche) dalla parlata toscana.
    Carino da leggere, veloce e leggero.

    ha scritto il 

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