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Il re dei giochi

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 821)

3.8
(1825)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838924791 | Isbn-13: 9788838924798 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ritornano i quattro vecchietti detective del BarLume di Pineta, con il nipote Massimo il «barrista» e la brava banconista Tiziana. Dopo La briscola in cinque e Il gioco delle tre carte, con Il re dei giochi si può dire che ora siamo alla serie, sia per la caratterizzazione ben sagomata e viva di ciascun personaggio che lo rende familiare, sia per il brio naturale con cui, come un meccanismo ben avviato, funziona l'eccentrico amalgama che struttura le storie. "Re dei giochi" è il biliardo nuovo all'italiana giunto al BarLume. Ampelio il nonno, Aldo l'intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune (per distinguerlo da altri tre Del Tacca) vi si sono accampati e da lì sezionano con geometrica esattezza gli ultimi fatti di Pineta. Tra cui il terribile incidente della statale. È morto un ragazzino e sua madre è in coma profondo. Sono gli eredi di un ricchissimo costruttore. La madre è anche la segretaria di un uomo politico impegnato nella campagna elettorale. Non sembra un delitto. Manca il movente e pure l'occasione. «Anche quest’anno sembrava d’aver trovato un bell’omicidio per passare il tempo e loro vengono a rovinarti tutto». Ma la donna muore in ospedale, uccisa in modo maldestro. E sulle iperboliche ma sapienti maldicenze dei quattro ottuagenari cala, come una mente ordinatrice, l'intuizione logica del «barrista», investigatore per amor di pace.
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  • 4

    "Ci credo che di mattina non entra più nessuno, a parte i giapponesi, che tanto non capiscono un cazzo. Come sono sempre sereni, i giapponesi. Dev'essere per via del culto degli antenati defunti.

    Ora ho capito come funziona: non pregano direttamente gli antenati, ringraziano il cielo per averglieli tolti dai coglioni. Ecco perchè sono così pacifici."
    Nulla di sostanziale da aggiungere ne' da modificare rispetto a quanto scritto a proposito del precedente libro, rispetto al quale que ...continua

    Ora ho capito come funziona: non pregano direttamente gli antenati, ringraziano il cielo per averglieli tolti dai coglioni. Ecco perchè sono così pacifici."
    Nulla di sostanziale da aggiungere ne' da modificare rispetto a quanto scritto a proposito del precedente libro, rispetto al quale questo è ancora meno giallo, se ciò fosse possibile.
    Ho preferito restare nell'ordine in cui i romanzi sono stati scritti, per gustarmi l'eventuale evoluzione o duolermi di un'altrettanto eventuale involuzione, ma la scrittura di Malvaldi -ben certa e configurata fin dal primo romanzo-, non denota maggiore sicurezza, ne' scioltezza.
    I personaggi ed i caratteri rimangono sulla linea tracciata -e questo sia inteso nel senso positivo, non è noioso ne' stucchevole, e men che meno cade nella caricatura (che con i vecchietti sarebbe stato gran facile)-.

    ha scritto il 

  • 0

    Oltre alle "tette" di Tiziana e altre "leggerezze", ci sono anche parti su cui fermarsi a riflettere:
    “Questa cosa a Massimo faceva rabbia: constatare che su certi argomenti la gente non cambia opinione, perché non è disposta a ragionarci sopra. Farsi domande sincere, dirette, e tirare conc ...continua

    Oltre alle "tette" di Tiziana e altre "leggerezze", ci sono anche parti su cui fermarsi a riflettere:
    “Questa cosa a Massimo faceva rabbia: constatare che su certi argomenti la gente non cambia opinione, perché non è disposta a ragionarci sopra. Farsi domande sincere, dirette, e tirare conclusioni che magari mettono in dubbio gran parte del modo in cui hanno vissuto fino a quel momento. Su alcuni argomenti – religione e politica, prima di tutto – molte persone non vogliono ragionare semplicemente perché hanno paura. Paura di scoprire che le certezze a cui si sono affidate in realtà non sono fortezze della Verità, ma piccoli e micragnosi dogmi postulati da persone affette da nanismo morale, che prendono messaggi meravigliosi e pieni di speranza come quello di Gesù Cristo e lo riducono in regole, precetti e proibizioni; gentucola incapace di vedere l’uomo in tutta la grandezza della sua intelligenza, e buona solo a infilare il proprio pastorale tra le ruote del progresso.”
    Interessante anche la tecnica adottata per togliersi dai piedi i testimoni di Geova (pagina 102).

    ha scritto il 

  • 4

    Carino

    Classico giallo di Malvaldi con i ben noti ingredienti (come hanno già detto altri): i vecchietti, il bar, la storia "gialla" sullo sfondo. Quel tono umoristico che deriva (anche) dalla parlata toscana.
    Carino da leggere, veloce e leggero.

    ha scritto il 

  • 3

    Squadra che vince...

    I soliti ingredienti (la simpatia dei tetragenari, l'ironia della descrizione di persone e luoghi, anche un certo brio narrativo) permettono a Malvaldi di presentare una buona ricettina, come sempre. Piacevole da leggere ma non incisiva come potrebbe essere.
    Peccato perchè secondo me le cap ...continua

    I soliti ingredienti (la simpatia dei tetragenari, l'ironia della descrizione di persone e luoghi, anche un certo brio narrativo) permettono a Malvaldi di presentare una buona ricettina, come sempre. Piacevole da leggere ma non incisiva come potrebbe essere.
    Peccato perchè secondo me le capacità ci sono, manca forse la voglia di rischiare un poco e scommettere sul proprio talento, tanto la pagnotta a casa la si è portata.
    Discreto, ma potrebbe fare di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Terzo episodio della saga BarLume e sempre la stessa piacevolezza nel leggere questi romanzi. Qui si può quasi dire che la trama sia in secondo piano rispetto ai personaggi, però Malvaldi è uno scrittore che si fa leggere volentieri per l'ironia e la linearità dei suoi libri.

    ha scritto il 

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