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Il re della pioggia

Di

Editore: Garzanti

3.6
(612)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 340 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Polacco , Spagnolo

Isbn-10: A000193924 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luciano Bianciardi

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
«Questo mio romanzo, <Il re della pioggia>,» dice Saul Bel-low, «è stato capito da pochi nella sua essenza, che è comica. Troppi americani credono che la serietà li dispensi dall'esercizio dell'intelligenza, e forse il gusto della satira, della commedia, si va perdendo anche in Europa.» «Il re della pioggia» è, in realtà, una favola morale, oltre che comica: il protagonista, un miliardario americano stanco della ricchezza, in viaggio per un'Africa tutta inventata, impara a sue spese il significato della vita e della morte da cui le finzioni della civiltà lo avevano sempre in qualche modo protetto; e, se l'intensità dei suoi desideri e dei suoi capricci è sempre comica, la sua volontà di conoscenza non lo è. Ma Bellow ama questo suo personaggio più degli altri per la furiosa vitalità che è riuscito ad infondere in lui: «Di Henderson,» dice, «mi piace la grande innocenza, l'ingenuità che si misura con l'esperienza senza corrompersi. E mi divertii immensamente a scriverlo: pensavo alla prosa di Laurence Sterne, a Fielding, a Diderot: ogni giornata di lavoro era una giornata felice.» • Saul Bellow è nato a Lacine, presso Quebec, in Canada, nel 1915. Nel 1924 si stabilì con la famiglia a Chicago. Oggi insegna lettere alla Chicago University. La critica ufficiale americana riconosce in fui uno dei migliori narratori della nuova maniera. A Bellow è andato, per il romanzo «Herzog», il Premio Internazionale degli Editori.
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  • 3

    non lo so.
    forse averci messo troppo tempo nel leggerlo mi ha fatto perdere qualcosa.
    forse ci vuole una rilettura.
    o forse sono io che non sono riuscito ad entrare in feeling con il protagonista e la sua vicenda, nonostante possa capire benissimo quell'insoddisfazione che bruci ...continua

    non lo so.
    forse averci messo troppo tempo nel leggerlo mi ha fatto perdere qualcosa.
    forse ci vuole una rilettura.
    o forse sono io che non sono riuscito ad entrare in feeling con il protagonista e la sua vicenda, nonostante possa capire benissimo quell'insoddisfazione che brucia nella sua anima.

    ha scritto il 

  • 4

    Le mie aspettative, su questo libro di Bellow anche in virtù dell'intrigante trama, erano molto alte. Leggendolo ne sono rimasto in parte deluso, ammetto che mi aspettavo qualcosa di più.


    Mi è comunque piaciuto il percorso intrapreso dal protagonista: dalla sua apparente felicità, ad una r ...continua

    Le mie aspettative, su questo libro di Bellow anche in virtù dell'intrigante trama, erano molto alte. Leggendolo ne sono rimasto in parte deluso, ammetto che mi aspettavo qualcosa di più.

    Mi è comunque piaciuto il percorso intrapreso dal protagonista: dalla sua apparente felicità, ad una ricerca di se stesso più profonda e meno superficiale.
    Tutto ciò che Henderson possedeva è ciò che comunemente viene invidiato dagli esseri umani, eppure lui si sentiva poco appagato, incapace di accontentarsi e godersi quanto ottenuto, avvertendo dentro di se la continua presenza di una voce che esclamando: "voglio, voglio, voglio" lo spingeva ad assimilare sempre più facilmente quanto raggiungeva, per provare subito dopo insoddisfazione per quanto ancora gli mancava, in un vortice senza conclusione, ricordando un paradosso sulla relazione tra felicità ed economia elaborato da Easterlin.

    Il viaggio alla riscoperta di se stesso mi ha convinto più all'inizio che alla fine della sua avventura africana, che ritengo potesse esser descritta in modo più significativo ed anche coinvolgente per il lettore.

    Voto: 7+/10

    ha scritto il 

  • 4

    Da dove partire? Ah, sì, partiamo con il dire che Saul Bellow è uno di quegli autori che piacciono a me, uno di quegli americani che hanno aperto, spesso inconsapevolmente, le porte al postmodernismo, un po’ come John Barth o Philip Roth o DeLillo, gente che un giorno, subito dopo la seconda guer ...continua

    Da dove partire? Ah, sì, partiamo con il dire che Saul Bellow è uno di quegli autori che piacciono a me, uno di quegli americani che hanno aperto, spesso inconsapevolmente, le porte al postmodernismo, un po’ come John Barth o Philip Roth o DeLillo, gente che un giorno, subito dopo la seconda guerra mondiale, si sono messi alla loro scrivania e hanno iniziato a buttar giù storie che ritraessero i loro contemporanei, spesso da un punto di vista imparziale, a tratti volutamente cinico e/o umoristico, riconducendosi idealmente alla cultura dei decenni precedenti ma rivisitandola (e in alcuni casi stravolgendola) in chiave moderna. Saul Bellow, canadese naturalizzato statunitense, pubblica "Il re della pioggia" (quinto di una bibliografia che conta quasi una ventina di libri) nel 1959, un libro di poco meno 400 pagine in cui ci racconta l’esperienza del signor Henderson, miliardario che si comporta "come un barbone" e che, ad un certo punto della sua travagliata vita, costituita da due matrimoni e un imprecisato numero di figli, decide di partire per l’Africa. Qui si immerge in un continente a lui del tutto nuovo, dove a contatto con popolazioni primitive si trova a dover far fronte ad inaspettate avventure, avventure che hanno lo scopo di smuovere l’animo di questo rozzo miliardario un po’ trasandato, esempio dell’uomo moderno alla perenne ricerca del vero significato della vita. Divertente nella prima parte, in cui potremmo associare lo stile di Bellow a quello dei primi lavori di John Barth, più lento e "meditativo" nella seconda, "Il re della pioggia" è un libro sicuramente consigliato, forse non il capolavoro di Bellow (ma parlo io che ho letto solo questo – è che spero di essere smentito da altri libri ancor più riusciti), ma sicuramente consigliato, questo sì. E poi, visto che vi voglio bene, a fine di questo post trovate l’incipit del libro, così vi convincete a prenderlo.

    Continua qui: http://wp.me/p2CQ76-9v

    _

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sa che non l'ho capito...

    Le recensioni erano splendide, Bellow è un principe della letteratura americana... ma a pagina 200 non ne potevo più di questo tizio odioso e le sue avventure africane! Proverò di nuovo, magari con i racconti.

    ha scritto il 

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