Il re della pioggia

Di

Editore: Garzanti

3.6
(674)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 340 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Polacco , Spagnolo

Isbn-10: A000193924 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luciano Bianciardi

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
«Questo mio romanzo, <Il re della pioggia>,» dice Saul Bel-low, «è stato capito da pochi nella sua essenza, che è comica. Troppi americani credono che la serietà li dispensi dall'esercizio dell'intelligenza, e forse il gusto della satira, della commedia, si va perdendo anche in Europa.» «Il re della pioggia» è, in realtà, una favola morale, oltre che comica: il protagonista, un miliardario americano stanco della ricchezza, in viaggio per un'Africa tutta inventata, impara a sue spese il significato della vita e della morte da cui le finzioni della civiltà lo avevano sempre in qualche modo protetto; e, se l'intensità dei suoi desideri e dei suoi capricci è sempre comica, la sua volontà di conoscenza non lo è. Ma Bellow ama questo suo personaggio più degli altri per la furiosa vitalità che è riuscito ad infondere in lui: «Di Henderson,» dice, «mi piace la grande innocenza, l'ingenuità che si misura con l'esperienza senza corrompersi. E mi divertii immensamente a scriverlo: pensavo alla prosa di Laurence Sterne, a Fielding, a Diderot: ogni giornata di lavoro era una giornata felice.» • Saul Bellow è nato a Lacine, presso Quebec, in Canada, nel 1915. Nel 1924 si stabilì con la famiglia a Chicago. Oggi insegna lettere alla Chicago University. La critica ufficiale americana riconosce in fui uno dei migliori narratori della nuova maniera. A Bellow è andato, per il romanzo «Herzog», il Premio Internazionale degli Editori.
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  • 4

    Questa recensione la voglio scrivere in stile quarta di copertina:
    Gran romanzo, comico e intenso allo stesso tempo. Henderson è un personaggio eccessivo, la cui natura irruente, impulsiva, impaziente ...continua

    Questa recensione la voglio scrivere in stile quarta di copertina:
    Gran romanzo, comico e intenso allo stesso tempo. Henderson è un personaggio eccessivo, la cui natura irruente, impulsiva, impaziente è inconciliabile con il conformismo borghese. La guerra con se stesso e il mondo in cui vive lo porta in Africa, dove combina altri disastri, fino all'incontro con il proprio destino.

    ha scritto il 

  • 2

    boh...

    Un uomo pieno di sé che attraverso uno stranissimo viaggio in Africa diventa un po' meno pieno di sé. Lettura non appassionante (secondo il mio gusto, s'intenda) e non sempre 'facile', ma non perché, ...continua

    Un uomo pieno di sé che attraverso uno stranissimo viaggio in Africa diventa un po' meno pieno di sé. Lettura non appassionante (secondo il mio gusto, s'intenda) e non sempre 'facile', ma non perché, a monte, l'autore avesse questo preciso intento. Per me è **. Anche un po' stentate. (Mi scusino gli estimatori di SB)

    ha scritto il 

  • 2

    Anche nel cuore più profondo dell'Africa nera si trova qualcuno che parla l'inglese di Oxford

    Mi dispiace dover stroncare un libro di Bellow, che è uno dei miei autori preferiti, ma questo romanzo non mi è piaciuto. Henderson, il protagonista, è un altro personaggio liquido di Bellow, come Au ...continua

    Mi dispiace dover stroncare un libro di Bellow, che è uno dei miei autori preferiti, ma questo romanzo non mi è piaciuto. Henderson, il protagonista, è un altro personaggio liquido di Bellow, come Augie March, ma non vi ho trovato traccia di leggerezza in tutta la narrazione, e sì che vorrebbe essere un romanzo umoristico. L'ho trovato invece greve, sopra le righe, confusionario, velleitario.
    Certo, Bellow è sempre Bellow e quindi è normale che ci rifili qualche bella pagina, più di una finezza, pensieri profondi etc, ma gli elementi positivi sembrano più prodotto di mestiere che di reale ispirazione.
    Ciò che mi ha lasciato più perplessa è l'ambientazione africana, di un'Africa che risulta più estranea del mondo alieno di un racconto di fantascienza e perciò profondamente pretestuosa. Ma pretesto di che, di una satira dell'Americano tonto? Cioè tutto un romanzo costruito sull'incontro con l''altro, con l'estraneo da te, solo come come pretesto di una visione che più americanocentrica non si può? Ma che noia!

    ha scritto il 

  • 4

    Henderson!

    Nonostante il tema possa sembrare ovvio e ormai superato, si ha sembrerebbe la sensazione di leggere pagine originali e intense.
    La storia è assurda ma il personaggio Henderson è indimenticabile ...continua

    Nonostante il tema possa sembrare ovvio e ormai superato, si ha sembrerebbe la sensazione di leggere pagine originali e intense.
    La storia è assurda ma il personaggio Henderson è indimenticabile

    ha scritto il 

  • 3

    lettura singhiozzante ma ne vale la pena

    Devo dire che più volte nel corso della lettura ho pensato di abbandonarla. In alcuni punti l'ho trovata incomprensibile, come se l'autore avesse voluto tirarla troppo per le lunghe. Alla fine però m ...continua

    Devo dire che più volte nel corso della lettura ho pensato di abbandonarla. In alcuni punti l'ho trovata incomprensibile, come se l'autore avesse voluto tirarla troppo per le lunghe. Alla fine però mi sono ricreduta. La sensazione che ho provato è stata quella di aver accompagnato Henderson per tutta la durata del suo viaggio, dall'inizio alla fine. Ed è strano da far comprendere, ma credo che nonostante l'approccio critico, questo libro qualcosa dentro mi ha lasciato. Provare per credere.

    ha scritto il 

  • 4

    “Il mio romanzo è stato capito da pochi nella sua essenza, che è comica” scrive Saul Bellow

    Premio Nobel per la letteratura nel 1976, Saul Bellow ne Il re della pioggia racconta la storia del miliardario americano Eugene Henderson. Un omone enorme, è rude, passionale, impulsivo, pieno di vi ...continua

    Premio Nobel per la letteratura nel 1976, Saul Bellow ne Il re della pioggia racconta la storia del miliardario americano Eugene Henderson. Un omone enorme, è rude, passionale, impulsivo, pieno di vita, insopportabile. Henderson possiede tutto ciò che gli esseri umani vogliono: ha avuto due mogli, ha diversi figli, è ricco, ha una posizione sociale invidiabile. Si è dilettato a studiare, ha lavorato, ha viaggiato, ha fondato un’azienda. Nonostante una vita ricca – da tutti i punti di vista – Henderson si sente inappagato, insoddisfatto, incapace di godersi quanto ottenuto.

    “Il mio romanzo è stato capito da pochi nella sua essenza, che è comica” scrive Saul Bellow.Henderson avverte una continua presenza di una voce dentro di sé che reclama “voglio, voglio, voglio!” che lo porta a viaggiare, sposarsi, fondare imprese. Una voragine di desiderio che scema appena raggiunto l’obiettivo del suo desiderio. Giunto a cinquantacinque anni pieno di donne, di figli e di denaro, fugge nel cuore dell’Africa alla ricerca di verità elementari sul mondo e su stesso: ne emerge un ritratto fortemente comico, ma insieme inedito e corrosivo, del tradizionale “innocente” americano, a formare un classico della letteratura di tutti i tempi.
    Henderson , anziano, rude, passionale, impulsivo, pieno di vita, insopportabile è un personaggio che ho adorato. In questo libro combatte, suda, si strappa i capelli, ride e si dispera per imparare ad amare se stesso. Camaleontico e trasformista, caparbio e comico, ribalta tutta la sua vita per inseguire la voce che gli grida dentro “voglio, voglio, voglio”. Queste sono tre frasi che mi sono piaciute di questo libro:
    Henderson lettore. “Io sono lettore nervoso ed emotivo. Mi avvicino un libro agli occhi e basta una frase buona per trasformarmi il cervello in un vulcano; comincio a pensare a tutte le cose insieme e una vera e propria lava di pensieri mi fluisce giù per i fianchi.”
    Henderson filosofo.“Tutto sta nell’avere un buon modello nella corteccia (n.d.r.: corpo). Infatti un nobile concetto di sé è tutto. Quale il concetto, tale l’uomo. In altre parole, tu sei nella carne quel che è la tua anima. E, al modo che si è detto, un uomo è davvero l’artista di sé medesimo. Corpo e faccia sono dipinti, in segreto, dallo spirito dell’uomo, che opera attraverso la corteccia e i ventricoli cerebrali tre e quattro, i quali dirigono il flusso dell’energia vitale, in ogni parte”.
    Henderson e la felicità. Non c’è tempo nella felicità. In cielo hanno buttato via tutti gli orologi.
    Un libro difficile? Non tutti ritengono che Il re della pioggia sia un bel libro. Alcuni trovano la lettura lenta o ostica, altri e credo che questi abbiano ragione, osservano che la scrittura minuziosa, ora scrittura minuziosa, ossessiva nei confronti dei particolari, diventa quasi prolissa persino in certi tratti. Beh, è vero. Alcuni non amano le riflessioni esistenziali, elementi che si scontrano e accordano con la visione netta dell’ateo Io trovo che queste siano la parte più bella. Infatti l’Africa in questo romanzo non è da intendersi come un’Africa geografica, reale, è più un luogo incontaminato, reso accessibile dall’urgenza di un ritorno alla percezione primitiva dell’uomo, al suo essere una cosa sola con gli animali, con la natura. E la pioggia non è altro che il simbolo della liberazione dalla schiavitù delle proprie paure, dalle censure dei sentimenti, e di tutto ciò Eugenie è ormai il re. “Ci vorrà ancora tempo” scrisse E.L. Doctorow “per valutare la profonda influenza che Bellow ha esercitato sugli scrittori della mia generazione. Io credo che sia stato l’anello che ha collegato la letteratura della generazione di Faulkner, Hemingway e Fitzgerald con gli scrittori che si sono affermati dopo la seconda guerra mondiale”.

    ha scritto il 

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