Il re e il suo giullare

L'autobiografia di Enrico VIII annotata dal buffone di corte Will Somers

Di

Editore: TEA (I grandi della Tea)

4.3
(419)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 944 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850223250 | Isbn-13: 9788850223251 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Rambelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Uomo dispotico e gaudente, rozzo e smodato negli appetiti, inarrivabile nelle ambizioni come nelle bassezze: questo è il ritratto convenzionale che abbiamo di Enrico VIII. Ma chi fu veramente questo sovrano che fu sul trono d'Inghilterra e d'Irlanda dal 1509 al 1547? A gettare luce su questo gigante della storia, questo re che ebbe sei mogli, delle quali due mandò a morte e tre ripudiò, che promosse lo scisma anglicano e si proclamò capo della Chiesa inglese, che fece giustiziare senza esitazioni Tommaso Moro, giunge ora questo romanzo imponente: dilagante autobiografia - immaginaria, sì, ma saldamente documentata - contrappunta dalla annotazioni del buffone di corte. Un poderoso romanzo storico, un'inarrestabile epopea, un magistrale «romanzo dal vero» sul più famoso monarca d'Inghilterra e sulla vita di corte del XVI secolo.
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  • 5

    La vita di Enrico VIII narrata dal punto di vista del protagonista, sempre alla ricerca dell'Amore e protagonista, fra mille dubbi ed incertezze, dello scisma anglicano. Grande risalto quindi più ai s ...continua

    La vita di Enrico VIII narrata dal punto di vista del protagonista, sempre alla ricerca dell'Amore e protagonista, fra mille dubbi ed incertezze, dello scisma anglicano. Grande risalto quindi più ai suoi sentimenti che alla descrizione dettagliata degli eventi storici, descritti però con notevole accuratezza storica.
    Assolutamente da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Autobiografia di un uomo qualunque

    Sembrerà strano sentirmi definire "un uomo qualunque" Enrico VIII, uno dei sovrani più celebri della Storia e probabilmente il più famoso d'Inghilterra dopo il leggendario Re Artù...Eppure questa bell ...continua

    Sembrerà strano sentirmi definire "un uomo qualunque" Enrico VIII, uno dei sovrani più celebri della Storia e probabilmente il più famoso d'Inghilterra dopo il leggendario Re Artù...Eppure questa bella autobiografia fa entrare così intimamente nell'animo del protagonista e voce narrante da farlo sentire per quello che in fondo era: un uomo qualunque, che il caso (o la volontà di Dio per chi ci crede, e come di certo avrebbe detto lui ^^) aveva fatto nascere figlio di re e fratello minore di un principe troppo gracile per sopravvivere alla durezza di quegli anni, ma che in fondo nulla aveva di diverso da qualsiasi altro uomo costretto a barcamenarsi in una situazione che facile non era di sicuro.
    Re a soli 18 anni (proviamoci oggi, a mettere un diciottenne a capo di una Nazione! xD) di un regno solo da poco pacificato, oltre alle normali preoccupazioni legate al governo di una grande nazione fu costretto a guardarsi da coloro che avrebbero voluto spodestarlo, tradirlo, raggirarlo, piazzare una figlia/sorella/nipote nel suo letto... e chi più ne ha più ne metta! xD La mancanza di un erede maschio (che lo portò a ripudiare la moglie Caterina d'Aragona, probabilmente l'unica che lo amasse davvero) e la ricerca della volontà di Dio (spesso mal interpretata xD) furono le costanti della sua vita, e a dispetto della fama di lussurioso che si è portato addosso ebbe più mogli che amanti, cosa che di certo non si poteva dire di molti re xD Commovente l'amore per la terza moglie Jane Seymour: se non fosse morta, la storia di questo re sarebbe stata molto diversa.
    Insomma, Margaret George è riuscita nella difficile impresa di farmi affezionare perfino a una figura storica che avevo sempre disprezzato! Complice lo stile coinvolgente e la puntuale esattezza dei fatti storici (fin nei minimi particolari...certe pagine sembrano tratte da Wikipedia xD). Era da quando nel lontano 2003 lessi la biografia romanzata di Ramses scritta da Cristian Jacq che non mi immergevo così a fondo nella vita di un personaggio storico, e nonostante un po' di stanchezza finale per le 900 e passa pagine direi che ne è valsa la pena ^^
    L'espediente di far parlare anche il giullare (e confidente) del re offre maggiore completezza all'autobiografia, offrendo di tanto uno sguardo esterno sugli avvenimenti. Consigliatissimo a chi ama i romanzi storici e soprattutto i Tudor! ^^

    ha scritto il 

  • 5

    Una scrittura eccezionale e una caratterizzazione straordinaria trasformano la Storia in un vero e proprio romanzo. Politica e teologia diventano avvincenti come gli intrighi e le passioni di corte. S ...continua

    Una scrittura eccezionale e una caratterizzazione straordinaria trasformano la Storia in un vero e proprio romanzo. Politica e teologia diventano avvincenti come gli intrighi e le passioni di corte. Si parla di storia, quella vera, ma sembra di essere in un film in costume.
    Quest'autobiografia, seppur "inventata", fa scoprire un personaggio (Enrico VIII) esagerato e irascibile ma con il quale è impossibile non "empatizzare". Il sanguinario, tirannico e spietato Enrico VIII si presenta nella sua veste più umana e vulnerabile: un re fondamentalmente solo che più di ogni altra cosa desidera essere amato e che, anche quando questo accade come con la sua "principessa" d'Aragona, non se ne accorge.
    Questo libro rende finalmente giustizia a un'anima tormentata.

    ha scritto il 

  • 4

    Enrico VIII non finirà mai di stupirmi e di affascinarmi, un personaggio storico imponente e una figura oltremodo moderna, visionario e creativo proprio per questo fortemente innovativo.
    La George lo ...continua

    Enrico VIII non finirà mai di stupirmi e di affascinarmi, un personaggio storico imponente e una figura oltremodo moderna, visionario e creativo proprio per questo fortemente innovativo.
    La George lo propone sotto forma di diario e qualche annotazione di Will, la lettura risulta così fluida e ci fa percepire quelli che forse erano i sentimenti e il sentire di questo uomo originale.
    Di Enrico spesso si conosce solo la parte sanguinaria e altrettanto spesso c’è la convinzione che abbia fatto decapitare tutte le sue mogli, niente di più lontano dalla realtà.
    Di Caterina di Spagna, la prima moglie, era realmente innamorato, e sarà forse questo il suo limite con tutte le mogli successive perché Enrico voleva fortemente amare ed essere riamato. Tornando a Caterina, il suo rapporto con questa grandissima regina era iniziato in in età giovanile, fu proprio lei a “educarlo” e ad elevarlo allo studio, alle arti, al sapere, ma Caterina non poteva essergli totalmente fedele, aveva un padre re ed era profondamente cattolica, i primi dissidi fra loro sorsero per problemi politici e non personali, e la risoluzione di divorziare da lei extra Sacra Rota fu dettata anche dall’ansia di avere un figlio maschio. Però egli amò e rispettò Caterina tutta la vita, cercando di rendere il suo duro esilio il più confortevole possibile. Le azioni crudeli come quella di separarla dalla figlia Maria erano prettamente politiche e non personali.
    Soffiavano già in Europa venti di dissidi religiosi, Lutero, i protestanti gli anabattisti e altre correnti, non sorprende che anche l’Inghilterra ne fosse contagiata ed Enrico mise in atto tutte quelle misure pratiche al nuovo che avanzava soprattutto negli aspetti finanziari come la chiusura dei conventi che erano per la maggior parte dei bordelli nel vero senso della parola!
    Mi ha un poco deluso come la George ci presenta il grande Tommaso Cromwell, infido e arrivista, io penso invece (e in altre letture ho trovato la stessa affinità verso questo personaggio storico) che fu uno dei più grandi uomini politici del passato, dal pensiero razionale e moderno, dalla visione futuristica di una società fondata sul lavoro e sulla economia, impensabile all’epoca ma un precursore dello spirito inglese, in poche parole un pragmatico.
    Però sto divagando, la George non gli da il giusto risalto e lo riduce ad una macchietta, peccato davvero.
    Per il resto credo invece che la sua interpretazioni delle successive mogli di Enrico sia corretto, ed è molto interessante il tipo di rapporto che Enrico intratteneva con le sue figlie, Maria ed Elisabetta, che saranno poi grandi figure storiche.
    Altrettanto interessante è la descrizione delle regole di corte, delle funzioni, della preparazione al Natale, dei palazzi restaurati o di nuova costruzione che ancora esistono, della società londinese e del tipo di vita che si svolgeva nelle campagne.
    Un accenno non troppo approfondito viene dato alla questione degli scozzesi, più spazio la George lo dedica alla politica estera ai rapporti con Francesco di Francia e con Carlo imperatore.
    Comunque nel complesso una lettura gratificante e pienamente soddisfacente.

    ha scritto il 

  • 4

    É un libro denso, corposo e ben costruito. Enrico VIII torna in vita grazie ad una ricerca accurata e approfondita. Dall'infanzia, la giovinezza, gli onori e il declino, riusciamo ad avere il ritratto ...continua

    É un libro denso, corposo e ben costruito. Enrico VIII torna in vita grazie ad una ricerca accurata e approfondita. Dall'infanzia, la giovinezza, gli onori e il declino, riusciamo ad avere il ritratto di un uomo conscio del proprio ruolo, capriccioso e incline a seguire i suoi desideri nonostante tutti, ma sempre rivolto a capire cosa possa volere Dio da un sovrano, con i suoi moniti e messaggi spesso incomprensibili. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il fatto che sia una autobiografia, se pur immaginaria, è il punto di forza del romanzo visto che avvicina al lato umano di Enrico, ma è anche il suo limite in quanto ne da solo una versione parzial ...continua

    Il fatto che sia una autobiografia, se pur immaginaria, è il punto di forza del romanzo visto che avvicina al lato umano di Enrico, ma è anche il suo limite in quanto ne da solo una versione parziale e di parte del personaggio. Sarebbe stato interessante approfondire il ruolo del buffone citato nel titolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il re e il suo giullare è l’autobiografia, immaginaria ma del tutto verosimile anche perché frutto di 15 anni di preparazione, del più famoso monarca di casa Tudor, Enrico VIII. La ponderosa opera ci ...continua

    Il re e il suo giullare è l’autobiografia, immaginaria ma del tutto verosimile anche perché frutto di 15 anni di preparazione, del più famoso monarca di casa Tudor, Enrico VIII. La ponderosa opera ci restituisce l’immagine di un uomo a tutto tondo, con le sue paure, i suoi sogni, le sue aspirazioni, le sue meschinità, le sue grandezze, i suoi sentimenti e riesce a farci amare questo personaggio che, nell’immaginario collettivo, è passato per crudele e spregiudicato; l’Autrice, invece, riesce a dare in modo convincente delle motivazioni credibili e condivisibili di quasi tutti i passaggi importanti della sua vita, a cominciare dal susseguirsi delle sue 6 mogli.
    Con questo libro mi è stato possibile, a volte, immedesimarmi nel re e vedere il mondo coi suoi occhi, e questo credo sia la riprova della riuscita delle fatiche dell’Autrice e del suo sforzo di finzione nella ricostruzione di personaggi e tempi lontani da noi.
    La lettura non è mai stata difficoltosa, lo stile è godibile e piano.
    Personalmente ho trovato eccessivo intitolare il libro anche al giullare, Will, la cui presenza è visibile giusto all’inizio e alla fine del romanzo e per il resto è appena percepibile: insomma, credo che abbia avuto troppo poco spazio per elevarlo al rango di co-protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    Che meraviglia! questo è uno di quei romanzi che ti dispiace aver finito di leggere, l'ho centellinato fino alla fine gustandone ogni pagina, consigliato assolutamente a chi vuole immergersi nella fan ...continua

    Che meraviglia! questo è uno di quei romanzi che ti dispiace aver finito di leggere, l'ho centellinato fino alla fine gustandone ogni pagina, consigliato assolutamente a chi vuole immergersi nella fantastica vita di corte!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Un ottimo libro per chi è appassionato dell'epoca Tudor. E' come se lo stesso Enrico ci portasse per mano nel corso della sua vita e del suo lungo regno, ci fa conoscere le regine che sono state 'ecli ...continua

    Un ottimo libro per chi è appassionato dell'epoca Tudor. E' come se lo stesso Enrico ci portasse per mano nel corso della sua vita e del suo lungo regno, ci fa conoscere le regine che sono state 'eclissate' dal fascino di Caterina d'Aragona e Anna Bolena, ci racconta un'epoca fatta di intrighi e tradimenti e soprattutto ci racconta la solitudine di un re. Ottimo, assolutamente da leggere.
    Unica pecca: L'italianizzazione dei nomi propri dei personaggi, ecco questo proprio non mi è piaciuto, sarebbe il caso di rivedere questo aspetto se mai venisse pubblicata una nuova edizione!

    ha scritto il 

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