Il reddito di cittadinanza

Una proposta per l'Italia e per l'Europa

Di

Editore: EGA Edizioni Gruppo Abele (I ricci)

5.0
(1)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8865790199 | Isbn-13: 9788865790199 | Data di pubblicazione: 

Genere: Affari & Economia , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Il venir meno della promessa del lavoro per tutti (mito degli anni Cinquanta) e l'affermarsi di condizioni lavorative saltuarie pone il problema di come assicurare a tutti condizioni di vita dignitose. Il tema è quello del "reddito garantito" o "reddito di cittadinanza" o "basic incom", cioè di un reddito minimo assicurato dallo Stato in mancanza di attività lavorativa. La soluzione, molto discussa a livello teorico, è oggi adottata in tutti i paesi europei eccettuate l'Italia, la Grecia e l'Ungheria. In Italia c'è una sola sperimentazione, prevista da un decreto legislativo del 1998, ormai abbandonata nel tempo. Sui fondamenti etici e politici del reddito di cittadinanza, sulle realizzazioni in Europa e sulle possibilità in Italia, fa il punto il volume di Giuseppe Bronzini, magistrato, autore di numerose pubblicazioni in materia.
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  • 5

    Purtroppo solo delle riflessioni!

    Il titolo che ho dato a questa recensione e' sarcastico.

    Il tema affrontato nel saggio e' quello del Reddito di Cittadinanza, Basic Income, Reddito Minimo Garantito; effettivamente non sinonimi ma ric ...continua

    Il titolo che ho dato a questa recensione e' sarcastico.

    Il tema affrontato nel saggio e' quello del Reddito di Cittadinanza, Basic Income, Reddito Minimo Garantito; effettivamente non sinonimi ma richiamanti tutti un concetto che guida il lettore attraverso le 150 pagine: ius existantiae, diritto all'esistenza.

    Il Reddito di Cittadinanza non e' soltanto una misura caritatevole per chi perde il lavoro, ma una garanzia per coltivare e declinare nella sostanza, non soltanto nell'idea, il diritto all'esistenza. Oltre tutte le considerazioni abbastanza intuitive si trova uno spunto molto interessante e, almeno per me, del tutto nuovo: tale misura deve essere vista come influente non soltanto nella sfera del lavoro, ma anche in quella del non lavoro dove, si conclude, esistono tante occasioni di crestita (e, mi sembra di aver capito, per le stesse imprese che operano sul mercato); una misura che renda liberi i cittadini di usufruire dei beni comuni.

    L'aspetto legislativo e' tanto interessante (tantissimi riferimenti) quanto deprimente, almeno per l'Italia. Un Paese, il nostro, che, infrangendo tutte le raccomandazioni a vari livelli emesse dalle istituzioni (carta dei Diritti dell'Uomo e Carta Europea - riferimenti piu' chiari all'interno; io sono stato volontariamente sbrigativo), e' l'unico in Europa (insieme alla Grecia) che non ha adottato nessuna misura.

    Cosa fare, quindi? Due almeno le indicazioni che emergono:
    1. Creare un movimento a livello europeo sfruttando la normativa secondo cui puo' essere proposto un referendum purche' interessi almeno 7 nazioni e un milione di persone.
    2. sensibilizzare l'opinione pubblica

    Agli scettici l'autore piu' volte fa notare che una misura (adottata su base locale in Italia dalla Regione Lazio ma poi, con la Polverini, eliminata) del genere e' economicamente sostenibile se si ha finalmente il coraggio di tagliare le spese.

    ha scritto il