Il regno animale

Di

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.1
(328)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804591196 | Isbn-13: 9788804591191 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Musica

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Descrizione del libro
Alberto è arrivato a Milano dalla provincia toscana, attirato da un lavoro precario. Vorrebbe fare lo scrittore, o almeno il giornalista fighetto. E ha dei problemi di erezione. Susi è bella e magra,vorrebbe volare via da quel puzzo di piscio, hashish, benzina, cocaina bruciata e Chanel numero 5 e i milioni di essenze del piano terra della Rinascente. Nel frattempo si taglia il corpo con una lametta. Sandro da bambino pescava le rane con Alberto. Lui è rimasto in provincia, è molto ingrassato, è in cassa integrazione e sta ubriaco di Fernet al bancone del bar. Francesco, cantante di una band indie di successo, è l’unica vittima di un attentato in una festa alla moda nella quale si sentiva pure un po’ a disagio. Le loro vite sprecate si toccano in una Milano che ha i colori di tutte le sfumature delle piume dei piccioni, in un mondo in cui sembra perduta ogni speranza di purezza. Lirico, spietato, immaginifico e sfacciatamente contemporaneo. Francesco Bianconi, leader del gruppo musicale dei Baustelle e acclamato poeta del rock, ha confermato le aspettative che il mondo cult ha su di lui e ha scritto un romanzo di forza e spessore. Con note a piè di pagina che diventano racconti struggenti, e una capacità rara di penetrare lo spirito del tempo, questa Vita agra cinquant’anni dopo sembra perfetta per diventare l’inno letterario di una generazione.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Decisamnte migliore della successiva "Resurrezione": non so neppure se lo si possa definire un romanzo, o piuttosto una serie di narrazioni legate dal protagonista, Alberto, ma ci sono una serie di sp ...continua

    Decisamnte migliore della successiva "Resurrezione": non so neppure se lo si possa definire un romanzo, o piuttosto una serie di narrazioni legate dal protagonista, Alberto, ma ci sono una serie di spunti interessanti, per fans e non.
    Ho ascoltato per la prima volta la voce di Bianconi nella playlist di un matrimonio in Salento, anni fa: "Un romantico a Milano", mentre mi appartavo dalla noia e dalla folla percorrendo una serie di piattaforme digradanti verso il mare (in breve raggiunta da uno zio dello sposo, testimone di Geova inspiegabilmente persuaso che stessi meditando il suicidio). L'ho ascoltata, ne sono rimasta incantata e, grazie alla mia inenarrabile pigrizia musicale, l'ho lasciata andare: solo in questi mesi mi sono immersa nella discografia baustelliana, sprofondando nel puro innamoramento.
    Ecco, insomma, perchè ho letto questo libro.
    Ora, mi rimane sufficiente lucidità per constatare che il Bianconi scrittore si mette sotto l'ascela il Bianconi cantautore. Tuttavia, è interessante leggere di una certa Milano: quella squallida, quella modaiola, quella modaiola e squallida; di un'infanzia e un'adolescenza toscane, del provincialismo da cui credevo immune certi posti solo perchè baciati dalla bellezza e, suppongo, intrisi di cultura in ogni poro.
    Mi è piaciuto, anche, l'espediente del doppio alter ego (il doppio torna anche nel finale de "La resurrezione della carne"): Alberto/Bianconi giornalista esordiente (vedi varie interviste), Bianconi/Bianconi, lucido contestatore interno di un certo sistema, squallida preda sessuale falcidiato con la patta ancora abbassata e un sorriso demente. Non male.

    ha scritto il 

  • 4

    Sapevo che il frontman della band italiana che amo di più aveva scritto un romanzo, ma non mi ero ancora deciso a leggerlo - perché un conto sono i testi in versi delle canzoni, un altro un intero, lu ...continua

    Sapevo che il frontman della band italiana che amo di più aveva scritto un romanzo, ma non mi ero ancora deciso a leggerlo - perché un conto sono i testi in versi delle canzoni, un altro un intero, lungo, testo in prosa. Poi per varie ragioni me ne ero anche dimenticato e quindi non ci ho nemmeno più pensato, finché un pomeriggio, bighellonando tra gli scaffali della biblioteca, non l'ho trovato per puro caso. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma Francesco di solito non delude e allora me lo sono portato a casa, e devo dire che ho fatto benissimo.
    Ci vuole poco a capire che dietro il protagonista si cela in grandissima parte Bianconi stesso, ma questo non fa che aumentare il legame affettivo col personaggio. Bianconi in queste pagine parla principalmente della provincia, del distacco da essa e di Milano, sembra quasi che abbia riscritto molte delle sue canzoni in prosa (il capitolo Le rane altro non è che la versione narrativa dell'omonima canzone), ma in realtà ci offre altre prospettive sulla sua visione della realtà, quella passata, quella presente, quella eventualmente futura. E' sorprendente come sappia districarsi in più stili diversi, sa far distogliere lo sguardo dalle pagine con descrizioni ai limiti dello splatter, sa far commuovere con episodi e riflessioni di pura poesia e sa anche far ridere col suo sarcasmo e il suo senso dell'umorismo sempre un po' snob, ma anche con una grande (forse insospettabile, a volte) autoironia (inserisce addirittura se stesso nel racconto come se stesse parlando di un personaggio alla stregua di tutti gli altri e parla di sé in maniera assolutamente ironica e bonaria).
    Non do cinque stelline solo perché è il suo primo romanzo e ha deciso di parlare di cose che conosce bene, che probabilmente ha vissuto e che vede tutti i giorni, però Il regno animale è bello e quindi bravo, Francesco.

    ha scritto il 

  • 1

    deludente

    Anche se, secondo me, Bianconi è uno dei più bravi cantautori attuali, il suo libro invece sembra scritto da un adolescente precoce. Ingenuo, vuole fare critica sociale e viene fuori una lamentela sco ...continua

    Anche se, secondo me, Bianconi è uno dei più bravi cantautori attuali, il suo libro invece sembra scritto da un adolescente precoce. Ingenuo, vuole fare critica sociale e viene fuori una lamentela scocciata. Credo che ce la farà a crescere come scrittore, ma questa volta è andata male.

    ha scritto il