Il regno del drago d'oro

Di

Editore: Feltrinelli (Fuori Collana)

3.7
(2352)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8807420996 | Isbn-13: 9788807420993 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Liverani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
Un piccolo e paradisiaco paese, il Regno Proibito, incastonato tra le montagne dell'Himalaya, che vive in uno splendido e pacifico isolamento da milleottocento anni; un monaco buddista che si sta occupando della formazione spirituale del giovane erede al trono; un prezioso oracolo in grado di predire il futuro in una lingua sconosciuta, quella anticamente usata dagli yeti.Questi sono gli ingredienti della nuova avventura di Nadia e Alexander, già protagonisti di La città delle bestie, ora alle prese con una pericolosa setta di sanguinari banditi indiani assoldati da un'organizzazione criminale internazionale per trafugare la preziosa statua dai poteri divinatori e per rapire il re che sa come interpellarla.
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  • 4

    Segunda entrega de la trilogía “Las memorias del Águila y el Jaguar”. Otra aventura protagonizada por Alexander y Nadia, solo que esta vez, cambiamos los calores de la selva Amazónica, por el frío Him ...continua

    Segunda entrega de la trilogía “Las memorias del Águila y el Jaguar”. Otra aventura protagonizada por Alexander y Nadia, solo que esta vez, cambiamos los calores de la selva Amazónica, por el frío Himalaya.
    La verdad es que ha sido una lectura muy entretenida, que te lleva a recordar imágenes de películas tipo “Indiana Jones”, sobre todo hacia el final de la novela y que de nuevo pondrá a prueba el valor y el buen corazón de los protagonistas, en claro contraste con la avaricia y maldad de los “malos” de esta historia.
    La autora nos pasea por las costumbres, cultura y paisaje de una exótica tierra amante y respetuosa con la naturaleza, mientras vivimos una trepidante aventura con Nadia y Alexander, donde también tendrán cabida los famosos “yetis”,descritos en esta historia de una forma muy distinta a como normalmente los imaginamos, o al menos a cómo los imagino yo.
    Quizás le ha faltado ese toque de humor que yo encontré en el primer libro gracias a un personaje que aquí apenas aparece mencionado, pero la irritable y simpática abuela Kate, seguirá vigilando de cerca (siempre que no se le escape) a su nieto y a Nadia y probablemente se pensará muy mucho volverlos a llevar con ella en una nueva aventura.
    Evidentemente, lo hará (digo yo), pero para eso tendré que leer el último volumen de esta trilogía y desde luego ganas no me faltan, porque Isabel Allende lo ha vuelto a hacer y ha sabido envolverme con su prosa en una nueva historia que no me ha decepcionado en absoluto.

    ha scritto il 

  • 3

    «Il cambiamento deve essere volontario e non imposto. Tutti possiamo cambiare, ma nessuno può obbligarci a farlo»

    Un piacevole romanzo che se ne sta lì, in bilico tra realtà e fantasia, storia e legge ...continua

    «Il cambiamento deve essere volontario e non imposto. Tutti possiamo cambiare, ma nessuno può obbligarci a farlo»

    Un piacevole romanzo che se ne sta lì, in bilico tra realtà e fantasia, storia e leggenda. Una Allende un po' diversa, ma non per questo meno amabile, che si cimenta in un libro pensato soprattutto per ragazzi ma che alla fine risulta decisamente apprezzabile anche per un pubblico adulto.
    Purtroppo, mea culpa ho inconsapevolmente iniziato a leggere Il regno del drago d'oro senza sapere che avesse un “episodio 1”, ossia La città delle bestie (e poi anche un seguito, a ben vedere!!) ... ero al mare e mi risultava difficile reperire il primo volume, così l'ho finito ugualmente. La storia va da sé, e può essere letta anche da sola, certo.. ma i molti riferimenti ai fatti precedenti sono rimasti (inevitabilmente) avvolti nell'ombra...

    ha scritto il 

  • 4

    Il secondo volume della trilogia dell'Allende parte al rallentatore con un riepilogo dei fatti essenziali del primo volume e ripropone gli stessi personaggi ma un diverso luogo e una diversa filosofia ...continua

    Il secondo volume della trilogia dell'Allende parte al rallentatore con un riepilogo dei fatti essenziali del primo volume e ripropone gli stessi personaggi ma un diverso luogo e una diversa filosofia di vita. Anche in questo romanzo colpisce il desiderio di incontrare culture diverse e diverse visioni del mondo. E' come se l'autrice si chiedesse se il nostro modo di vita sia l'unico e il più ragionevole e si risponda di no. Questa volta Isabel ci porta nell'Himalaya a incontrare i monaci tibetani e culture molto pacifiste dove si coltiva molto lo spirito, il distacco dalla materia, e l'armonia con l'universo. Anche qui Isabel cerca e trova una cultura in cui la materia, la vita e la morte non abbiano molto peso ma ciò che conta è lo spirito. E' come se in ogni romanzo cercasse un antidoto alla sofferenza e alla malattia della figlia, un modo di vedere le cose per alleggerire la pena per il distacco e contemporaneamente la soluzione, cioè la medicina miracolosa. Anche in questo caso al nipote Alexander viene fatto dal monaco un dono inaspettato inaspettato: una medicina per la madre che in teoria sta bene, è già perfettamente guarita dalla malattia. Sembra che Isabel sente la malattia incombere ancora e non possa far a meno di scrivere ogni storia per "curare" figlia e nipoti.
    In ogni caso l'avventura è bella e il cattivo viene subito identificato. L'Allende non cura molto i colpi di scena. Se oltre alla nonnina Kate gira una donna bella, fin troppo bella, come nel precedente volume bisogna stare in guardia. Nonna Kate si fa rubare la scena solo dal nipote e dalla sua amica Nadia. Mentre nel precedente volume si imparava a vedere con il cuore, qui si deve imparare a parlare con il cuore, cioè senza usare le parole.

    ha scritto il 

  • 3

    Aquila e Giaguaro nell'Himalaya

    In questo secondo libro della trilogia per ragazzi (esperimento interessante, ma non del tutto riuscito, a mio avviso) si cambia del tutto scenario: dalla foresta amazzonica alle montagne tibetane.
    Ca ...continua

    In questo secondo libro della trilogia per ragazzi (esperimento interessante, ma non del tutto riuscito, a mio avviso) si cambia del tutto scenario: dalla foresta amazzonica alle montagne tibetane.
    Carino e piacevole, ma il primo (La città delle bestie) era leggermente migliore.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo romanzo è il secondo della trilogia della scrittrice Isabel Allende,scrittrice cilena esiliata dal suo paese e trasferitasi in Venezuela. È una delle scrittrici latino americane più famosa del ...continua

    Questo romanzo è il secondo della trilogia della scrittrice Isabel Allende,scrittrice cilena esiliata dal suo paese e trasferitasi in Venezuela. È una delle scrittrici latino americane più famosa del mondo ma lo è diventata per lo più grazie a libri come “La casa degli spiriti”. Il libro è stato pubblicato nel 2003 dalla casa editrice Feltrinelli. Questa altra avventura di Alex parla del monaco lama Tensing, il principe Dil Bahadur e naturalmente Nadia e Alexander che devono affrontare la setta dello scorpione e lo Specialista misterioso. Tensing e Dil Bahadur, due monaci, stanno scalando le montagne dell'Himalaya per raggiungere la terra degli yeti, una specie a rischio di estinzione per colpa dell'acqua avvelenata. A New York intanto Kate e Alexander sono arrivati all'aeroporto dall'Amazzonia. Quando Alex scopre di un nuovo reportage della nonna, la supplica di andare con lei nel Regno Proibito e lei accetta. Reincontra la sua amica Nadia dalla nonna e poi partono per Nuova Delhi dove incontrano Tex Armadillo, un tipo che non convince per niente Aquila e Giaguaro. Dopo che Alexander viene colpito dalla povertà di Nuova Delhi, Alex e Nadia vanno a visitare una roccaforte indiana, e, scendendo nelle segrete, scoprono Tex Armadillo insieme alla malavita indiana: La Setta dello Scorpione. Partono finalmente per la loro destinazione, il Regno Proibito dove incontrano la loro guida Wandgi e osservano Judit amata dal popolo tibetano. Wandgi gli mostra la capitale, Tunkhala, e poi vanno a visitare il re. Intanto il Collezionista sta tramando con lo Specialista per rubare il drago d'oro, simbolo del Regno Proibito e per rapire il re capace di interpretare le profezie della statuetta. Le peripezie saranno innumerevoli, ma la posta in palio è molto alta: ne va della reputazione e dell'armonia di un pacifico popolo.
    Dal momento che il romanzo è parte della trilogia con cui l’autrice si è cimentata nella letteratura per ragazzi, ritroviamo gli stessi personaggi già conosciuti nel libro precedente (La città delle Bestie); dal punto di vista della definizione dei protagonisti non vi è alcuna novità, al contrario vengono fissati i caratteri già descritti: la nonna anticonformista e avventurosa, il ragazzo che si misura con i propri limiti, la ragazzina temeraria e saggia. Diversamente dal primo libro, gli altri personaggi dell’avventura sono ragazzi anch’essi (il giovane principe, la figlia della guida) e questo crea il contrasto tra Alex e Nadia “occidentali” e gli altri personaggi frutto dell’educazione orientale. Finisce qui la novità del libro, che per il resto si snoda secondo una trama già conosciuta: i buoni vincono i cattivi, grazie a una straordinaria convergenza di qualità positive (coraggio, motivazione, giusta esperienza, astuzia) e al soccorso provvidenziale dei soliti poteri soprannaturali.

    ha scritto il 

  • 3

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2013/12/impressioni-il-regno-del-drago-doro-di.html

    Tra le cime innevate dell'Himalaya, un regno pacifico isolato dal resto del mondo e privo delle tecnologie moder ...continua

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2013/12/impressioni-il-regno-del-drago-doro-di.html

    Tra le cime innevate dell'Himalaya, un regno pacifico isolato dal resto del mondo e privo delle tecnologie moderne, i cui abitanti vivono in armonia con la natura. Un uomo talmente avido che per impadronirsi del leggendario Drago d'oro - la preziosa statua che si dica possa predire il futuro - sarà disposto a tutto. Un re saggio e privo di qualsiasi vanità. Suo figlio, partito 6 anni prima insieme ad un monaco buddista per essere formato a diventare il nuovo sovrano e infine Kate Cold e suo nipote Alexander accompagnati dalla amica Nadia. Questi i personaggi e l'ambientazione per il secondo libro della trilogia, romanzo a sé come gli altri due, legati insieme solo dalla presenza dei 3 protagonisti: Kate, Alexander e Nadia.
    Il “Regno del Drago d'Oro” è un'avventura piena di pericoli, di situazioni drammatiche ma anche ricca di ironia e divertimento, ma è un libro per ragazzi (definire un qualcosa per ragazzi ai giorni nostri non ha più senso XD, a 12 anni ormai chi gioca più con bambole, lego e giochi da tavolo?) e per questo le situazioni, per quanto siano tragiche, son esposte sempre in maniera leggera, quasi fosse una favola. Interessante l'ambientazione e belle le dettagliate descrizioni dei luoghi e dei costumi di quel regno isolato dal mondo.
    La lettura è scorrevole e piacevole ma non suscita emozioni, non c'è suspense, non ci si affeziona ai protagonisti, non si sta in pena per loro né ci si rallegra; quelle poche situazioni che avrebbero dovuto avere l'effetto di un colpo di scena, si comprendono prima che vengano narrate. A voler essere cattivello potrei dire che a tratti il racconto è risultato banale ma considerando che è un romanzo per ragazzi di non più di 10 anni, nel complesso il giudizio non può essere negativo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il regno del drago d’oro è il secondo libro della trilogia che l’Allende ha scritto per un pubblico di più giovani, se prima ci trovavamo in Amazzonia ora siamo tra le montagne dell’Himalaya. Ora ci s ...continua

    Il regno del drago d’oro è il secondo libro della trilogia che l’Allende ha scritto per un pubblico di più giovani, se prima ci trovavamo in Amazzonia ora siamo tra le montagne dell’Himalaya. Ora ci si trova in Oriente, l’autrice immagina un luogo dove regna la pace e la prosperità che però rischia di essere meno in pericolo dall’avidità e dalla sete di gloria del Collezionista, che ha il sogno e la pretesa di diventare l’uomo più ricco del mondo. Il luogo paradisiaco deve la sua ricchezza al Drago d’oro una statua di assoluta importanza che ha dei poteri divinatori, e di cui il Collezionista ha messo gli occhi sopra per farla sua. Ancora una volta ci troviamo in compagnia di Alex e Nadia, e dell’immancabile nonna Kate che sono in spedizione per conto dell’International Geographic, che resteranno coinvolti nel progetto criminoso portato avanti dal Collezionista. Numerosi colpi di scena la storia presenta, facendoci conoscere anche le tradizioni e la cultura attraverso i Guerrieri blu, gli yeti, e uno sguardo al buddhismo. Questa volta affiancheranno i protagonisti anche altri personaggi come il monaco buddhista Tensin, e il suo discepolo Dil Bahadur. Un libro secondo me non solo per i più piccoli, anche se molto indicato che insegna ad aver rispetto dell’uomo, per la religione, per la natura, per la cultura altra, cercando sempre di porre fiducia in ciò che è giusto e che chiede rispetto.

    ha scritto il 

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