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Il respiro del cane

Di

Editore: Piemme

3.3
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8856610329 | Isbn-13: 9788856610321 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
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  • 4

    Da il meglio nelle vignette

    lo stile è bello ma il racconto è troppo polimorfo
    Se dovessi paragonarlo ad un dolce direi che gli ingredienti sono buoni, il pasticciere è blavo ma la forma e il sapore non rende

    ha scritto il 

  • 4

    molto molto carino... l'autore, con un senso dell'umorismo tipicamente toscano, descrive situazioni anche tragiche in cui il lettore (io) non sa se mettersi a ridere o a piangere... io ovviamente, essendo toscana, ho riso, anche se me ne sono un po vergognata...
    secondo me è da leggere

    ha scritto il 

  • 3

    Ruvido

    Questo di Vauro è molto crudo e rabbioso rispetto agli altri che ho letto. Ho ritrovato il Vauro delle vignette in molte pagine. Mi è mancata la dolcezza che invece mi ha sorpresa nella lettura dei libri precedenti.
    Rimane sempre un testimone importante dei luoghi di guerra che ha vissuto, ...continua

    Questo di Vauro è molto crudo e rabbioso rispetto agli altri che ho letto. Ho ritrovato il Vauro delle vignette in molte pagine. Mi è mancata la dolcezza che invece mi ha sorpresa nella lettura dei libri precedenti.
    Rimane sempre un testimone importante dei luoghi di guerra che ha vissuto, probabilmente questo vissuto non sempre esce addolcito, ha anche la sua logica.

    ha scritto il 

  • 3

    internazionale

    ce la potremmo forse cavare etichettandolo come residuato internazionalista d'antan con scappellamento a destra, il solito bischeraccio toscano di ritorno insomma, ma sarà poi del tutto vero? oddio, sul bischeraccio sarei pronto a metterci la mano, come sui tanti consapevoli eredi del fu granduca ...continua

    ce la potremmo forse cavare etichettandolo come residuato internazionalista d'antan con scappellamento a destra, il solito bischeraccio toscano di ritorno insomma, ma sarà poi del tutto vero? oddio, sul bischeraccio sarei pronto a metterci la mano, come sui tanti consapevoli eredi del fu granducato cui sembra d'aver avuto in sorte l'onore e l'onere quasi d'aver inventato il mondo tutto, forse la sua bellezza si, ma sempre pronti al tradimento in men che non si dica oltre che a cercar d'infiocchettarla sempre ben benino, costantemente sproloquiando a potenza enne sullo scibile umano, col sesso sempre bene in testa of course. ciò detto, di vauro senesi restano l'immediatezza trasparente nel porsi oltre che una sincerità d'intenti che mai tracimano nella banale inutilità o peggio nel sinistrismo alla volemosebbbbbene ma che anzi, trasportate dalla vignetta al rigo scritto, assurgono a neppur rari momenti di lirico nichilismo poetico velato da malinconiche catarsi spruzzate da dubbi/certezze terzomondisti. il buffone si fa dunque personaggio serio, tocca con mano le miserie del mondo, in definitiva le nostre miserie, e ne esce come rinaturato e corroborato nell'essenza ed a quel punto qualunque toro, ahilui, sarà preso presto per le corna ed anche B. apparirà come un semplice buffetto. l'impianto narrativo, il plot insomma, fa acqua da tutte le parti ma certo non è questo quel che ci interessa: la vince tutto la sua appassionata sincerità, il suo integro porsi senza se e senza ma, nell'appoggiare esponendosi, situazioni e persone con cui tutti noi dovremmo oggi esser maggiormente partecipi...ricominciamo?

    ha scritto il