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Il respiro del deserto

Di

Editore: TEA (Tea Best seller)

3.7
(329)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 618 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850226993 | Isbn-13: 9788850226993 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, custodisce un eccezionale segreto che gli può costare la vita: sa dove si trova la tomba dell'imperatore. E il suo favoloso tesoro. Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin. L'incontro ha il sapore della storia, ma i due ancora non lo sanno. Doublé Skinner, reduce della Grande guerra, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d'America. Tra i due nasce un'amicizia profonda, tanto che Skinner affida proprio a Truman non solo l'appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia-Italia, 2008. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburq un tempo era definito "Casa Bianca galleggiante", perché dimora prediletta del presidente americano Harry Truman. Breil l'acquista, procurandosi così l'ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto...
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  • 3

    hanno clonato Clive Cussler...

    Il dubbio che fosse un libro di Cussler l'ho avuto più volte. Anche se l'eroe è un po' meno muscolare e il mastro cinese che finisce a lavorare alla corte di Federico II mi sembrava un po' fuori ...continua

    Il dubbio che fosse un libro di Cussler l'ho avuto più volte. Anche se l'eroe è un po' meno muscolare e il mastro cinese che finisce a lavorare alla corte di Federico II mi sembrava un po' fuori standard. E' scritto bene, però... rimane un esemplare del cosiddetto "libro da treno". Peccato per il finale. Troppo corto, troppo cervellotico e soprattutto basta con questi lieto fine...

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo molto tempo sono tornata a leggere un libro di Butticchi e devo dire che mi era propio mancato il suo tipo di narrazione storico/avventurosa. Come sempre ci troviamo all'interno di una storia ...continua

    Dopo molto tempo sono tornata a leggere un libro di Butticchi e devo dire che mi era propio mancato il suo tipo di narrazione storico/avventurosa. Come sempre ci troviamo all'interno di una storia che si svilluppa all'inetrno di tre periodi storici: il tredicesimo secolo, gli anni tra il 1846 e il primo conflitto bellico e infine come sempre i giorni nostri dove ritroviamo i personaggi che tanto amiamo Breil, Sara, Bernstein e un gradito ritorno quello del capitano Grandi. Questa volta il mistero, filo conduttore, storico che ci accompagna lungo tutte le pagine riguarda il grande capo mongolo Genjin Khan e il suo tesoro. Di come la sua storia si sia poi intrecciata con quella di numerosi personaggi dal marinaio Double, che per tutta la vita rincorrerà la strada della vendetta, al futuro presidente degli stati uniti d'America Truman. Racconto sempre molto accattivante, non mancheranno mai i colpi di scena e come sempre Oscar Breil sarà coinvolto in mille e più avventure che lo porteranno a una grande consapevolezza ovvero che non può propio stare lontano dalla sua amata Sara. Come sempre un libro certo romanzato ma che ci racconta e insegna tanti fatti che hanno caratterizzato la nostra storia passata. Un libro adatto a tutti gli amanti del genere storico/avventuroso dove non è necessario aver letto i libri precedenti perchè è vero che i personaggi sono ricorrenti ma la storia è a parte. Buona lettura

    ha scritto il 

  • 4

    Il solito Buticchi che non sbaglia un colpo. Storia che si dipana su più secoli e su più fronti e che poi trova un filo comune nel finale. Le storie di Buticchi non sono mai banali e mai scontate e ...continua

    Il solito Buticchi che non sbaglia un colpo. Storia che si dipana su più secoli e su più fronti e che poi trova un filo comune nel finale. Le storie di Buticchi non sono mai banali e mai scontate e riescono sempre ad interessare, con quel giusto mix di avventura e mistero.

    ha scritto il 

  • 3

    Meglio di quanto mi aspettassi....

    Libro dalla lettura scorrevole, interessante intreccio di tre storie diverse che hanno per comune denominatore il tesoro del Khan mongolo. Le tre vicende si svolgono in epoche diverse, nel 13°secolo ...continua

    Libro dalla lettura scorrevole, interessante intreccio di tre storie diverse che hanno per comune denominatore il tesoro del Khan mongolo. Le tre vicende si svolgono in epoche diverse, nel 13°secolo la prima, agli inizi del '900 la seconda e la terza ai giorni nostri. Il libro mi è stato regalato, a dire la vrità io non lo avrei mai comperato, e dopo un po' di titubanze ho deciso di leggerlo. Senza grosse aspettative mi sono calato nella lettura e devo dire che le mie paure di abbandonare il libro metà o di tirare per la lunga la lettura sono state smentite. Meglio così. Il libro non posso certo consigliarlo a tutti e senza riserve ma se volete una lettura non impegnativa per l'estate sotto l'ombrellone potete tranquillamente farci un pensierino.

    ha scritto il 

  • 1

    Secondo libro che leggo di Buticchi, per quanto il primo non mi sia dispiaciuto per niente, questo è davvero un'accozzaglia di cose e avvenimenti con poco senso. Le situazioni si succedono senza ...continua

    Secondo libro che leggo di Buticchi, per quanto il primo non mi sia dispiaciuto per niente, questo è davvero un'accozzaglia di cose e avvenimenti con poco senso. Le situazioni si succedono senza fine, senza che ci si soffermi su particolari a volte anche indispensabili. Una cosa che ho sopportato poco de "Il Respiro del Deserto" sono state le miriadi di situazioni e casualità improbabili. Ecco cosa intendo. Se conosco una persona in Groenlandia, non posso ritrovarla una prima volta in Austria, una seconda in Russia e una terza in Argentina. Ci devono essere spiegazioni plausibili che non siano solo la bieca fortuna (o sfortuna) dei personaggi. Parlo di intrecci narrativi, piani nascosti, uomini che organizzano i propri spostamenti a lungo termine, pedinamenti ecc... Per me questo romanzo è davvero un buco nell'acqua.

    ha scritto il 

  • 3

    SUFFICIENTE

    L'idea di base è buona ma ci sono tante, troppe coincidenze. In alcuni casi direi addirittura clamorose. Si fa leggere, per carità, ma non lascia niente di che.

    ha scritto il