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Il respiro del drago

Di

Editore: Edizioni Piemme

3.6
(502)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 355 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco , Olandese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8858506804 | Isbn-13: 9788858506806 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Tettamanti , Giuliano Traverso

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Fortunato è l'uomo che trova rifugio in se stesso. Una massima che il detective Harry Bosch ha fatto sua e di cui è debitore all'uomo che ora giace sul pavimento dell'emporio di liquori, nella periferia sud di Los Angeles. John Li, un commerciante cinese immigrato da anni negli USA, non ha neppure fatto in tempo ad afferrare la pistola che teneva per difesa sotto il bancone prima di essere freddato con tre colpi al petto. Forse una semplice rapina finita male, niente di insolito in quella zona della città. Ma scorrendo le registrazioni della telecamera di sorveglianza, una sequenza che risale alla settimana prima attira l'attenzione di Bosch: uno strano scambio di denaro tra Li e un giovane asiatico che ha tutta l'aria di essere una tangente. Il ragazzo viene fermato come principale sospettato, e l'ombra della Triade, la potente mafia cinese di cui Los Angeles è una delle roccaforte inizia a insinuarsi tra le pieghe del caso. Ma questa volta Bosch avrebbe preferito che le sue ipotesi non avessero conferma. Perché nel video che riceve sul cellulare sua figlia, tredici anni, è legata e imbavagliata e fissa l'obbiettivo con uno sguardo che a Harry lacera l'anima. Qualcuno a Hong Kong, dove Maddie vive da sei anni con la madre, ha deciso di mandargli un chiaro avvertimento, colpendolo là dove è più vulnerabile. Bosch sapeva che sarebbe successo. Che, prima o poi, le forze oscure con cui combatte ogni giorno l'avrebbero trovata e usata per avere lui. Quel momento è arrivato.
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  • 2

    Dove osano i trapani

    Ormai è quasi impossibile schivare le serie, se si leggono autori più o meno commerciali.
    Un investigativo/poliziesco senza macchia e senza lode, che apre e chiude un capitolo della storia di Bosch in ...continua

    Ormai è quasi impossibile schivare le serie, se si leggono autori più o meno commerciali.
    Un investigativo/poliziesco senza macchia e senza lode, che apre e chiude un capitolo della storia di Bosch in 350 pagine.
    La trama non mi sembra nulla di eccezionale: un omicidio tra i cinesi di L.A.; si tirano in ballo le triadi spendendo qualche parola sulla storia e sul presente; il rapimento e il ritrovamento della figlia; la soluzione finale al caso.
    A volte i dialoghi mi sembrano più che finti. Fin troppo sopra le righe come viene liquidata la faccenda di Hong Kong, con l'avvocato che tiene in scacco a mo' di dottor House i due poliziotti cinesi. Mentre è davvero tirata per i capelli la sottotrama della figlia rapita (che in realtà è autorapitasi).
    In conclusione, è un romanzo commerciale, che più commerciale non si può. Niente di eccezionale.

    ha scritto il 

  • 3

    Langdon, Haller o Bosch? - 22 mar 15

    Siamo al ventesimo libro del maestro che entra nella mia libreria e che leggo con immutato piacere. Avrete però notato qualche punto di gradimento in mano, che, in effetti, mi sembra un libro per così ...continua

    Siamo al ventesimo libro del maestro che entra nella mia libreria e che leggo con immutato piacere. Avrete però notato qualche punto di gradimento in mano, che, in effetti, mi sembra un libro per così dire “di passaggio”. In tutti i seriali (libri, tv, ed altro) ogni tanto c’è quasi la ne-cessità di mettere a posto qualcosa, di chiudere dei capitoli, insomma, “di far pulizia”. Ovvia-mente Connelly è maestro anche in questo, e ci confeziona comunque un libro gradevole, con qualche spunto interessante. Ma in fondo deve trovare il modo di risolvere il nodo Eleanor, la fiamma ex-moglie di Harry. Che si è trasferita ad Hong Kong con la loro figlia Matilde. Allora, andare su e giù tra HK e LA appesantisce le trame. L’autore allora comincia confezionando una finta rapina ai danni di un negozio gestito da un immigrato cinese, che maschera almeno (se non altro) le vessazioni che la mafia cinese detta Triade infligge alle comunità all’estero. Muo-vendosi al solito come un elefante, il nostro Harry Bosch riesce ad emarginare il suo socio Isaac (la Omicidi in America gira sempre in coppia) troppo permissivo, prendere contatto con il dipartimento di poliziotti d’origine cinese per capire i traffici della Triade e mettere in difficoltà figlia ed ex-moglie di là dall’Oceano. Qualcuno, infatti, rapisce Matilde, ed Harry, pensando sia collegato alle morti americane, si precipita ad HK, dove, in un giorno di 37 ore, tra l’arrivo e la partenza di un aereo della Catahy, riesce a risolvere molto ed a fare molto casino. Con l’aiuto delle sue conoscenze nei vari dipartimenti, decifra un video con le immagini del rapimento di Matilde, aiutato da Eleanor e dal suo nuovo compagno, irrompe nell’hotel del rapimento, dove vengono assaliti da una banda di vietnamiti. Nel conflitto a fuoco, la donna muore (e così ce la togliamo di torno). Nella confusione, riesce ad ottenere l’indirizzo del ragazzo presunto rapitore della figlia. Ma nella casa troverà solo altri morti, ma non la figlia. Seguendo le tracce di un cellulare trovato per caso, risale ai veri rapitori, che volevano la ragazza per trapianti illegali di organi. Prima che venga imbarcata clandestinamente per chissà dove, uccide un altro po’ di cattivi, libera Matilde e con lei ritorna a LA. Dove capisce che la Triade c’entra poco con il morto, e che quindi le due vicende sono scollegate tra loro. Tramite tutta una serie di ragionamenti con il cino-detective e con l’aiuto di una nuova tecnica per il riconoscimento delle impronte anche sui bossoli delle pallottole, comprende che il vero responsabile della morte del negoziante è il figlio. Anzi, per essere esatto, i figli, che la mente è la sorella maggiore. Ovviamente mentre capisce tutto ciò, Isaac, ignaro del più, nel tentativo di arrestare il giovane, viene coinvolto in un conflitto a fuoco ed ha la peggio. C’è tempo anche per vedere un cammeo in cui compare Mickey Haller, il fratellastro di Bosch, che usa le sue capacità da avvocato di prima linea, per sbaragliare i tentativi di ingabbiare le attività di Harry e di accusarlo di una serie di uccisioni in quel di Cina. Quindi, come si diceva, un episodio di transizione, alla fine del quale ci troviamo: Harry senza un socio ingombrante che ne rallenta l’azione, Harry senza più una ex-moglie di difficile gestione, Harry con una figlia che si trasferisce con lui a Los Angeles (e qui vedremo come riuscirà a cavarsela Connelly nel futuro, sparirà anche Matilde o Harry troverà una nuova fiamma?), Mickey che compare nelle vicende di Harry così come Harry in quelle di Mickey (e forse in un futuro lavoreranno insieme?). Per finire, due note, una positiva una no. La prima deriva dalla passione di Connelly per il jazz, e dalla citazione di un trombettista che avevo amato nei primi anni Settanta, e che pensavo pochi ricordassero: il polacco Tomasz Stanko, le cui incisioni ricercavo nelle prime incursioni polacche con il grande Giuzzo. La seconda è una bella tirata d’orecchi a chi ha deciso il titolo italiano, che stravolge il senso dell’originale (e forse chi ha deciso il titolo non ha avuto imbeccate da chi ha letto il libro). Perché i Nove Dragoni sono la traduzione in inglese di Kowloon, nome di uno dei malfamati quartieri di Hong Kong, dove si svolge molta parte dell’azione cinese di Harry, dove vive la figlia Matilde, dove la stessa conosce il poco raccomandabile Qing, diciassettenne che inscenerà il rapimento, per poi esserne travolto (ed ucciso). Ed i nove sono rappresentati dagli otto picchi montuosi che circondano il quartiere, essendo il nono l’imperatore stesso. Allora, da dove viene il respiro del titolo? Ed un drago non è un dragone! Inoltre nella copertina viene raffigurato un “9” che brucia. Quale ne sarebbe il significato recondito? Insomma, come mai, nel 90% delle volte, il marketing italiano prende delle toppe così clamorose?

    ha scritto il 

  • 5

    Gway lang go

    È la prima volta che leggo questo autore e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
    Mi è piaciuta la storia ed anche il suo stile.
    Anche se sono 355 pagine si leggono in un battibaleno perch ...continua

    È la prima volta che leggo questo autore e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
    Mi è piaciuta la storia ed anche il suo stile.
    Anche se sono 355 pagine si leggono in un battibaleno perché l’autore incanta il lettore e non gli fa più staccare gli occhi dalle pagine.

    Passiamo alla trama.

    Siamo a Los Angeles ed un commerciante cinese immigrato da molti anni negli Stati uniti giace sul pavimento del suo negozio, probabilmente si tratta di una rapina finita male.
    Però controllando meglio gli indizi, Bosch scopre e ferma uno dei principali sospettati che è anche un membro della Triade, la mafia cinese.
    Subito dopo riceverà sul suo cellulare un video dove mostreranno sua figlia imprigionata. Lo ricatteranno e messo alle strette deciderà di partire per Hong Kong, per salvare sua figlia Maddie.
    Qui rincontrerà la sua ex moglie che lo aiuterà a risolvere il caso.
    Tra suspense e varie peripezie il lettore si ritroverà a combattere al fianco di Bosch in una lotta contro il tempo e la mafia.

    Ve lo consiglio, buona lettura!

    “Fortunato è l’uomo che trova rifugio in se stesso”

    ha scritto il 

  • 4

    Thriller action alla vecchia maniera. Conciso e esagerato è una lettura rapida e coinvolgente. Mi è piaciuta molto l'ambientazione ad Hong Kong che faceva sembrare di essere in una pellicola di Johnni ...continua

    Thriller action alla vecchia maniera. Conciso e esagerato è una lettura rapida e coinvolgente. Mi è piaciuta molto l'ambientazione ad Hong Kong che faceva sembrare di essere in una pellicola di Johnnie To.

    ha scritto il 

  • 3

    Triade di stelline

    Onestamente, Bosch è sempre Bosch, ma questa volta l'ha sparata grossa. Evidentemente Connelly voleva dare una svolta nelle vicende del mitico detective. Ed ha usato la mannaia.

    ha scritto il 

  • 4

    Decollo lento ma finale con il botto, Bosch data l'eta' (si pensa avesse avuto almeno 25 anni quando nel 1974 fu sequestrata Patricia Hearst pag. 135) e' un po' rompi... ma poi ritorna l'Harry di sem ...continua

    Decollo lento ma finale con il botto, Bosch data l'eta' (si pensa avesse avuto almeno 25 anni quando nel 1974 fu sequestrata Patricia Hearst pag. 135) e' un po' rompi... ma poi ritorna l'Harry di sempre colui che risolve tutto in modo esageratoooo La parte centrale mi ricorda molto Jean Reno in Wasabi anche se piu' drammatico

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Due stelline

    L'unico colpo di scena é quando fanno secca la ex moglie, per il resto....personaggi abbozzati e trama così così.bosch scatena la terza guerra mondiale in un solo fine settimana

    ha scritto il 

  • 4

    Non c'è niente da fare, Michael Connelly non riesce a deludermi mai. Un thriller poliziesco per nulla scontato,come sempre protagonista Henry Bosch, il detective più famoso di Connelly. Io lo consigli ...continua

    Non c'è niente da fare, Michael Connelly non riesce a deludermi mai. Un thriller poliziesco per nulla scontato,come sempre protagonista Henry Bosch, il detective più famoso di Connelly. Io lo consiglio a tutti gli appassionati del genere,se iniziate a leggere questo autore non lo lascerete più!!

    ha scritto il