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Il resto è rumore

Ascoltando il XX secolo

Di

Editore: Bompiani (Overlook)

4.5
(142)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 874 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845262871 | Isbn-13: 9788845262876 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Andrea Silvestri

Genere: History , Music , Non-fiction

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Descrizione del libro
Ricostruendo momenti cruciali e opere-simbolo, "Il resto è rumore" conduce il lettore nel labirinto della musica del Ventesimo secolo, e allo stesso tempo rilegge la Storia attraverso il succedersi delle avanguardie musicali, dalla Vienna di inizio Novecento con Mahler e Strauss all'arte bolscevica di Sostakovic, dalla musica atonale e dodecafonica nella Berlino anni Venti fino a Messiaen e Ligeti. L'autore non si sofferma solo sulle figure dei musicisti, ma anche sui dittatori, i mecenati miliardari e i dirigenti che tentarono di controllare la musica che veniva composta; gli intellettuali che si sforzarono di porsi come giudici in fatto di stile; gli scrittori, pittori, ballerini e registi che accompagnarono i compositori sui sentieri solitari della ricerca; il pubblico che osannò, vituperò o ignorò quanto i compositori proponevano; le tecnologie che cambiarono il modo di realizzare e ascoltare musica; e le rivoluzioni, le guerre calde e fredde, i flussi migratori e le profonde trasformazioni sociali che rimodellarono il contesto in cui si svolgeva l'attività musicale.
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  • 4

    nonostante le 4 stelle assegnate vien voglia di porsi anche criticamente nei confronti di questo testo, soprattutto dopo aver letto le sperticate lodi acritiche delle recensioni qui sotto.
    in effetti ...continua

    nonostante le 4 stelle assegnate vien voglia di porsi anche criticamente nei confronti di questo testo, soprattutto dopo aver letto le sperticate lodi acritiche delle recensioni qui sotto.
    in effetti si tratta di un bel romanzone, i cui protagonisti sono i massimi compositori del secolo passato, gli inventori di quella musica che tuttora, forse senza che molti se ne accorgano, è ancora la musica contemporanea.
    da questo punto di vista l'intento dell'autore, pienamente riuscito, è quello di mostrare tutte le connessioni tra i vari mondi e le varie epoche, compresa quella che stiamo vivendo.
    e però non mi spingerei a definirlo un manuale o un saggio musicologico: la scrittura è decisamente efficace ma tuttavia di carattere giornalistico o narrativo, il che è un bene perché in questo modo, forse, potrà permettere a molti di avvicinarsi senza grossi patemi d'animo a questo argomento e a questa musica che appare ostica ai più.
    ma certamente tutto il progetto è viziato da un certo germano-americo-centrismo di cui fa per lo più le spese Debussy il quale, a mio parere il vero iniziatore di tutto, è relegato in una specie di ruolo di padre nobile all'inizio del libro (a scapito di Strauss e dio sa quanto poco lo avrebbe gradito il francese che odiava quest'ultimo), salvo poi concedergli l'onore della citazione conclusiva e, chissà perché, il riconoscimento meritato che però è nascosto solamente nell'appendice in cui vengono segnalate le incisioni discografiche di riferimento.
    l'edizione tascabile che ho letto io, poi, è piena di refusi e in generale pare esserci una scarsa cura redazionale e in sede di traduzione, anche se comprensibile, vista la mole del volume.
    dunque una lettura da consigliare per chi la volesse sostituire al classico giallo sotto l'ombrellone.
    poi però sarebbe bene andare oltre, peccato però che la maggior parte dei saggi indicati nell'appendice non siano tradotti in italiano e che, per quelli tradotti, non siano segnalati titolo italiano e casa editrice, vedasi ad esempio gli scritti di Feldman (ma forse sono usciti dopo...)

    ha scritto il 

  • 5

    Consiglio vivamente la lettura di questo libro agli appassionati di musica, ache quelli che fanno fatica a raccapezzarsi nell'ascolto delle creazioni novecentesche. Quasi come in un romanzo, i persona ...continua

    Consiglio vivamente la lettura di questo libro agli appassionati di musica, ache quelli che fanno fatica a raccapezzarsi nell'ascolto delle creazioni novecentesche. Quasi come in un romanzo, i personaggi e le musiche si intersecano, si dividono, si contrappongono (anzi, si contrappuntano); l'autore evita il lessico specialistico, ma riesce comunque ad essere esaustivo sui particolari tecnici delle composizioni esemplificate. Lo si può leggere dal principio alla fine, ma la sua struttura libera può portare il lettore a una lettura di consultazione, come anche a una lettura non direzionata. Molto interessante anche l'inquadramento della musica all'interno dell'avvicendarsi degli avvenimenti politici ed economici nel secolo breve. Da leggere più volte per il solo piacere di farlo.

    ha scritto il 

  • 4

    La musica come storia

    Ross racconta la storia della musica contemporanea, non compone un manuale, ma la presenta come una storia di uomini e del loro fare arte nel loro svolgimento temporale. Come un racconto, segue lo svo ...continua

    Ross racconta la storia della musica contemporanea, non compone un manuale, ma la presenta come una storia di uomini e del loro fare arte nel loro svolgimento temporale. Come un racconto, segue lo svolgimento cronologico, non una artificiosa distinzione per autori o scuole, per cui si vedono i medesimi "personaggi" incrociarsi, ritornare, evolversi. Dà veramente il senso di una storia e al contempo rende scorrevole la lettura. Il resoconto storico è approfondito dall'analisi musicale, puntuale e appassiona, che ha la capacità di far sentire viva la musica. Un testo che può leggere tranquillamente chi non sa nulla di musica contemporanea, ma che ha anche qualcosa da dire anche a chi ne sa.

    ha scritto il 

  • 0

    Davvero un bellissimo manuale di storia della musica, ma un po' troppo "manuale" per me in questo momento. Da riprendere in mano in caso di necessità (o di maggior voglia di impegnarmi in cotanta lett ...continua

    Davvero un bellissimo manuale di storia della musica, ma un po' troppo "manuale" per me in questo momento. Da riprendere in mano in caso di necessità (o di maggior voglia di impegnarmi in cotanta lettura).

    ha scritto il 

  • 5

    WOW

    Una lettura molto impegnativa, intervallata da altre veloci letture tra una parte e l'altra, ma che alla fine soddisfa e incanta. Qui c'è amore e visione: stupendo se gli accordi potessero diventare u ...continua

    Una lettura molto impegnativa, intervallata da altre veloci letture tra una parte e l'altra, ma che alla fine soddisfa e incanta. Qui c'è amore e visione: stupendo se gli accordi potessero diventare udibili alla sola lettura.
    Da custodire e riaprire ogni volta che, ascoltando, si vorrà anche capire.

    ha scritto il 

  • 4

    Musica da vedere

    Partiamo dalle note dolenti, che riguardano tutte l'edizione italiana: è scandaloso che un libro di una certa visibilità e importanza come questo abbia avuto una così scarsa cura redazionale (refusi, ...continua

    Partiamo dalle note dolenti, che riguardano tutte l'edizione italiana: è scandaloso che un libro di una certa visibilità e importanza come questo abbia avuto una così scarsa cura redazionale (refusi, indice analitico mancante - a me non è piaciuta granché neanche la.traduzione...).
    Per quanto riguarda il contenuto del tomone in questione si affronta con piacere e con fatica. Con piacere perché colma una lacuna credo comune a molti, anche intellettuali, sulla musica classica inserendola nella sua evoluzione storica e in connessione con le altre arti. In più Ross possiede il dono di far vedere la musica, di fartela toccare. E ci riesce servendosi di una ricerca alle spalle settenale (chapeu alla mole bibliografica) intensissima. La fatica sta poi tutta nel cercare di star dietro all'autore e alla sua capacità demiurgica.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho preso questo libro in biblioteca, ma me ne dispiaccio, perché sarebbe da tenere a disposizione e da consultare prima di ogni concerto. Un testo che affronta in maniera ampia ed esauriente la musica ...continua

    Ho preso questo libro in biblioteca, ma me ne dispiaccio, perché sarebbe da tenere a disposizione e da consultare prima di ogni concerto. Un testo che affronta in maniera ampia ed esauriente la musica del ventesimo secolo, con qualche tecnicismo di difficile comprensione ai non addetti ma nel complesso interessante ed istruttivo. Se non mi ha insegnato ad apprezzare Cage e Stockhausen, per lo meno mi ha fatto capire i motivi per cui mi risultano così ostici. D'altra parte mi ha fatto scoprire compositori che ritenevo troppo difficili appunto perché moderni.
    Unico appunto all'editore italiano, la revisione effettuata in modo carente, per cui il testo è zeppo di refusi.

    ha scritto il