Il richiamo della foresta

Di

4.1
(4243)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Galego , Catalano , Spagnolo , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Portoghese , Norvegese , Svedese

Isbn-10: 885661734X | Isbn-13: 9788856617344 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Animali , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Perché l'ho letto solo ora?

    Il mio rammarico è quello di essermi privato, nell'adolescenza, di un'emozione profonda e unica, come quella che oggi ho avvertito leggendo per la prima volta questo capolavoro.
    L'unicità di questo ro ...continua

    Il mio rammarico è quello di essermi privato, nell'adolescenza, di un'emozione profonda e unica, come quella che oggi ho avvertito leggendo per la prima volta questo capolavoro.
    L'unicità di questo romanzo perfetto emerge da due o tre qualità singolari, difficilmente riscontrabili di regola: la capacità di appassionare e commuovere senza ricorrere a sentimentalismi o artifici, è la prima. Più si irrigidisce, più coinvolge, con assoluta economia di mezzi.
    La seconda è la focalizzazione d'autore sul personaggio-cane, su ciò che prova Buck, senza che questa scelta letteraria faccia scadere l'inevitabile antropomorfismo in maniera o in gratuita melensaggine. Anzi diremmo che la psicologia degli umani è elementare, quella dei cani è assai complessa: c'è un ribaltamento.
    Poi ancora, la capacità di London di unire atavismo, darwinismo, naturalismo e misticismo in un impasto stilistico straordinario, in cui la cura cinematografica del dettaglio (ricordo la scena straordinaria della scommessa sulle capacità di traino di Buck…) si sposa con la rappresentazione di un mondo di nostalgia, di passato lontanissimo, di spazi immemorabili, di distese infinite...

    ha scritto il 

  • 4

    Il dominatore della foresta

    E' un libro avvincente che narra le avventure vissute da Buck, un cane coraggioso e vigoroso, in una terra selvaggia popolata da uomini avidi.
    Il protagonista si rivela piuttosto in gamba nei boschi s ...continua

    E' un libro avvincente che narra le avventure vissute da Buck, un cane coraggioso e vigoroso, in una terra selvaggia popolata da uomini avidi.
    Il protagonista si rivela piuttosto in gamba nei boschi selvaggi e in tante situazioni pericolose, è legato a il suo ultimo padrone da una profonda amicizia.
    Mario.

    ha scritto il 

  • 5

    Buck, dalla vita domestica alla foresta.

    Entriamo nella pelle (e nel pelo) di Buck, un grosso cane che vive beato nella bella casa dei suoi padroni. Ci entriamo agevolmente, perché London sa scrivere molto bene ed è qui la chiave della belle ...continua

    Entriamo nella pelle (e nel pelo) di Buck, un grosso cane che vive beato nella bella casa dei suoi padroni. Ci entriamo agevolmente, perché London sa scrivere molto bene ed è qui la chiave della bellezza e potenza di questo libro. La capacità di vedere con gli occhi di Buck, il suo fidarsi dell'uomo e la disperazione dovuta alla perdita di questa profonda e illimitata fiducia, lo scontro con gli altri cani, lo scoprire una realtà ben più selvaggia ed infine il richiamo della foresta. Vale la pena di leggerlo almeno una volta nella vita. Fantastico.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ultima volta l'avevo letto moltissimi anni fa, non ricordo con precisione quando fu, ma ricordo che lo lessi un giorno di influenza in pieno inverno e davanti al camino acceso. Ovviamente andavo anc ...continua

    L'ultima volta l'avevo letto moltissimi anni fa, non ricordo con precisione quando fu, ma ricordo che lo lessi un giorno di influenza in pieno inverno e davanti al camino acceso. Ovviamente andavo ancora a scuola ma non ricordo a che livello della scuola, se elementari o medie.
    E mi ricordo che mi sorpresi a piangere di commozione e rabbia nella scena finale, l'avevo già letto il romanzo e mi era piaciuto molto, ma quella volta mi commosse sino alle midolla.
    *
    Questa volta ho scoperto, a distanza di due decenni circa, un romanzo molto più "profondo" per alcuni versi, e molto più "grezzo" per altri. Ho molto gradito la nota finale di Gianni Celati e mi chiedo perché i traduttori non si impongano sempre di scriverci qualcosa su come è stato tradurre il libro e come hanno notato la lingua di partenza. Ho pure scoperto (grazie Gianni) che la crassa imbecillità degli USA impone la "moda" (o non so come chiamarla) di "modernizzare" il testo di London al punto che le differenze tra l'edizione del 1903 e quelle che oggi comprano gli utenti odierni degli USA sono notevoli.
    Per la serie, non solo siamo ignoranti come delle manguste etiliste, ma ci teniamo pure a peggiorare la nostra scarsa cultura!

    ha scritto il 

  • 4

    Il richiamo della Storia

    La Storia, insegna Jack London in questo libro, è un filo lunghissimo, rosso e inseguibile, fin alle origini; dalla matassa prima che si è dipanata, all'alba dei tempi, srotolandosi fino a noi, che ne ...continua

    La Storia, insegna Jack London in questo libro, è un filo lunghissimo, rosso e inseguibile, fin alle origini; dalla matassa prima che si è dipanata, all'alba dei tempi, srotolandosi fino a noi, che ne stringiamo il capo e presto saremo costretti a passarlo alle nuove generazioni e ad aiutare lo svolgimento - della matassa appunto.
    Prima che una storia di cani, è un libro sull'imponenza della Storia, sulla tortuosità dei suoi percorsi, sulla miscelazione continua, sulle curve e sui perigli che l'animo umano attraversa per trovare (o ri-trovare) sè stesso - o finendo fatalmente per perdersi in un crepaccio, vittima della propria demiurgica vanità.

    A mio parere, la Storia, in questo libro, è iconograficamente rappresentata da una serie di personaggi che influiscono diversamente sull'animo del protagonista. La Storia PRESENTE, è l'uomo col maglione rosso che, nel secondo capitolo, ammansisce la rabbia di Buck e lo doma al comando dell'uomo: è la vita nella quale ci troviamo, senza possibilità di scelta, che con crudele dirigismo ci impone un luogo e le sue leggi.
    La sopravvivenza, come si vedrà per i tre quarti del libro, non è ubbidirvi ciecamente, non è sottostarvi, MA farle proprie; seguirle per distorcerle al proprio ISTINTO (l'unico richiamo al quale Buck non mancherà mai d'obbedire).
    Ed è proprio l'istinto a farsi Storia nel vero senso della parola, come risultante del tempo, degli incroci, dell'inconoscibile bagaglio che il passato, colle sue ombre e le sue soluzioni, allestisce e regala alle generazioni future - ma lo seppellisce, profondamente, nel sangue, nelle combinazioni peptidiche, e il suo richiamo è docile, quasi una impressione.
    Per questo Buck deve prima riuscire a comprendere e dominare il presente, conoscere i suoi rischi, rafforzare la propria decisione, il proprio coraggio, la propria saggezza - la consapevolezza del presente,si fa crudele a volte, spietata, ma anche caritatevole, fondamentalmente, nell'immaginario di London, è la GIUSTIZIA che agisce, spesso, nel ristabilire l'ordine, tirando con sè anche degli innocenti.
    Ma, si diceva, conosciuto il presente, l'orecchio e l'udito si affinano, e sentono il richiamo, è L'URLO a sconvolgerlo: come nei romanzi d'Elsa Morante, l'urlo (qui un ululato) squarcia la notte imprimendo col suo sconvolgente potere, uno sgomento e una inquietudine universali.
    Ed è come se la storia riavvolgesse la matassa, e noi, col capo fra le dita, stretti nella presa, regredissimo all'originale di noi stessi.

    Questo è ciò che ristagna ne "il richiamo della foresta, al di là dell'intreccio molto bello e molto ben strutturato, veloce e crudo, come la vita del suo autore; vagabondo e ieratico, forastico ma anche dolce nel proprio rigido affetto. Un libro stratificato, più profondo di quanto si possa pensare alla prima impressione.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo romanzo d'avventura ambientato nel Nord America. Un grande ed emozionante classico. Il personaggio principale è il cane Buck. Il cane all'inizio domestico che vive con una famiglia, poi vie ...continua

    Bellissimo romanzo d'avventura ambientato nel Nord America. Un grande ed emozionante classico. Il personaggio principale è il cane Buck. Il cane all'inizio domestico che vive con una famiglia, poi viene rubato e diventa un cane da slitta (conosce la cattiveria umana), poi scoprirà l'amore di un uomo fino al richiamo della foresta. Un cane che conosce la sofferenza però non si arrenderà mai e mai dimenticherà chi gli ha voluto bene. Libro che parla anche dell'amicizia vera e sincera tra un cane e il suo "padrone". Libro per ragazzi da rileggere in età adulta.

    ha scritto il 

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