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Il rifiuto

Considerazioni semiserie di un fisico sul mondo di oggi e di domani

Di

Editore: Einaudi

4.3
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 129 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806013548 | Isbn-13: 9788806013547 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Non-fiction , Science & Nature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un sunto di buonsenso, molto ironico e ben argomentato, anche dove inizialmente, con un po' di pregiudizio intellettuale, tenderemmo... be', posso parlare solo per me quindi è meglio dire che tenderei, io, a puntare i piedi e a contestare le tesi del professor Toraldo di Francia. Ma seguendo ragi ...continua

    Un sunto di buonsenso, molto ironico e ben argomentato, anche dove inizialmente, con un po' di pregiudizio intellettuale, tenderemmo... be', posso parlare solo per me quindi è meglio dire che tenderei, io, a puntare i piedi e a contestare le tesi del professor Toraldo di Francia. Ma seguendo ragioni e ragionamenti e riflettendoci su è davvero difficile ribattere se non con "Accidenti, ha proprio ragione!". Il bello è che gli bastano poche righe per mettere in crisi comportamenti consolidati e linee di pensiero ritenute stabili e corrette. Senza giri di parole o interminabili, e spesso incomprensibili, storielle zen/new age sul senso della vita, della natura e altri sensi senza senso. L'autore guarda il lettore dritto negli occhi e con garbo, logica e onestà gli dice cosa non va e dove sta la magagna. Tra i tanti un passo che mi ha davvero divertito: ---- Bisogna sentire quelle entusiasmanti descrizioni della foresta, della savana, degl'indigeni (per l'audace uomo del safari l'«indigeno» è rimasto quello che dice: badrone, badrone, e che si guarda con un sorriso). E il brivido che dà il leone, intravisto da lontano, non è paragonabile a nessun'altra esperienza. Perché poi quel leone lo si debba uccidere non lo sa nessuno; forse semplicemente perché è il suo «ruolo» nella caccia grossa. Per inciso, ricordo uno spagnolo che era arrivato a convincermi che il toro nella corrida si diverte, perché sa di partecipare a un grande spettacolo, a un'opera d'arte; ma poi il toro mi confidò che, per la stessa ragione, anche il torero si diverte quando viene incornato e sbudellato. ---- Aggiungo un sentito ringraziamento all'amica @ale*es che mi ha regalato questa bella lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Scovato su anobii, trovato al Libraccio di Bologna a metà prezzo....i 4 euro meglio spesi della mia vita....e giusto per contraddire il messaggio forte dell'ultimo capitolo "non delegate, siate liberi e responsabili" mi affido al commento del solito Procyon....

    ha scritto il 

  • 4

    Classe dell'altro ieri.

    L'autore è un fisico ed anche un filosofo.
    (empirico sia chiaro! Mica ho cambiato idea)


    Con brio scorrevole ed onestà intellettuale stabilisce alcune condizioni della società fino a teorizzare necessari rifiuti per non essere sommersi da protesi inutili, cultura inclusa.


    Ov ...continua

    L'autore è un fisico ed anche un filosofo. (empirico sia chiaro! Mica ho cambiato idea)

    Con brio scorrevole ed onestà intellettuale stabilisce alcune condizioni della società fino a teorizzare necessari rifiuti per non essere sommersi da protesi inutili, cultura inclusa.

    Ovviamente c'è una dose di utopia, talvolta himalayana, ma l'impianto generale ha dalla sua un'indubbia correttezza d'impostazione ed i passaggi logici sono chiari. Per cui anche se non siete sempre d'accordo (io tra questi *) è un libro leggibilissimo tutt'ora e assai serio.

    In ogni caso - come sottoprodotto - otterrete una messe di nozioni scientifiche e metodi e interazioni tra scienza-cultura umanistica e vita pratica in genere, che non sono così frequentemente concentrati e facilmente divulgati. Vera cultura robusta insomma.

    Se pensate che l'argomento sia sdato, e che oggi solo interessi la penuria di fonti d'energia o minerali critici, ricordate che quasi tutti i prodotti tecnici di largo consumo sono in fase ultramatura e che vi stanno spremendo soldi per comperare ulteriori performance risibili, facendo cartello tra loro per non produrre a due lire ciò che vi converrebbe acquistare. Altro che stantìo. Preveggente.

    Risente ovviamente di alcune particolarità dei tardi anni settanta, ad esempio per evidenziare alcuni interessanti punti cruciali, usa la tecnica del colloquio galileiano con tre personaggi fittizi ma plausibili: un guru radicalchic che somiglia al notissimo scrittore Moralini e una sturmfemministarrabbiata tipo V. Solanas. Due figure emblematiche che i piccini d'oggidì stenterebbero a credere quanto spazio occupassero nel dibbbattito socio-cultural-politico, il cazzeggio insomma, in quegli anni.

    Nonostante oggi nel mondo ce ne siano così pochi, meno della tigre viola o dello yak arancione, tanto da ispirare quasi la tenerezza che si riserva alle specie in pericolo, era così, pur essendo di fatto poche centinaia, erano creduti mille volte di più e scimmiottati da milioni.

    In compenso il terzo personaggio - ahimè - un ricco paraculo sburòn del sottobosco politico industriale è vispo e vivo e vegeto tutt'ora, con pochi cambiamenti, nonostante ebbe l'impudenza di autodefinirsi, invece che lo Zombie, addirittura "il nuovo che avanza".

    Non è più pubblicato. Pare che l'Editore preferisca concentrarsi sul core business.

    Colonna sonora: Pink Floyd - Wish You Were Here

    Ah, i più piccini possono stupirsi che allora ci fosse qualcuno come l'Autore, che dialogasse con gente di cui - di fatto - non condivideva che poco. Erano altri tempi. Si credeva servisse, non come oggi che se un pisquano chiede se fa bene ad andare a cent'allora contro un muro gli si sorride e consiglia "Centotrenta! Vai agile! Vai sul sicuro!".

    (*) Ad esempio teorizza la necessaria abolizione della proprietà privata. A parte che ne parla come una cosa differita che prima o poi l'uomo farà, atteggiamento che ricorda chi dice "il protone non è eterno, bensì ha una vita media di venticinque miliardi di anni", non conosce il mio cuginetto Gerberto. Lo conoscesse esigerebbe non solo un rogito blindato per casa sua, ma pure un fucile nel caso veda Gerberto, detto Flagello di Zio, affacciarsi sul vialetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Ha il tono del vecchio zio brontolone questo fisico che, nel 1978, anticipa col suo pamphlet i vari (e spesso meno seri) movimenti di 'decrescita' oggi tanto di moda. L'etica del rifiuto è individuale: ciascuno dovrebbe saper scegliere, dire i suoi no. All'auto, alla casa, alla montagna di cose i ...continua

    Ha il tono del vecchio zio brontolone questo fisico che, nel 1978, anticipa col suo pamphlet i vari (e spesso meno seri) movimenti di 'decrescita' oggi tanto di moda. L'etica del rifiuto è individuale: ciascuno dovrebbe saper scegliere, dire i suoi no. All'auto, alla casa, alla montagna di cose inutili che ci sommerge. Ma anche, e forse soprattutto, al falso incremento dei beni culturali. Così, con voce burbera, Toraldo di Francia smaschera le imposture del viaggio, del consumo musicale, dello sport in TV. Puntando al 'ritiro della delega': basta affidare ad altri la decisione di cosa voglio, cosa mi serve, cosa è giusto desiderare. Ognuno deve prendere coscienza e operare le sue scelte, aumentando possibilmente il numero dei no. Non guasta che questo rimbrotto venga mosso sempre col sorriso dell'ironia e dell'autoironia sulle labbra.

    ha scritto il 

  • 4

    Grazie all'opera meritoria di alcuni anobiani questo libro arguto e conciso circola in pdf, nonostante l'oblio editoriale. Oblio non casuale, se penso che alla sua morte, nei giorni scorsi, pochissimi e di poche righe i ricordi dell'autore. Eppure quest'uomo parlava di decrescita 40 anni fa, in m ...continua

    Grazie all'opera meritoria di alcuni anobiani questo libro arguto e conciso circola in pdf, nonostante l'oblio editoriale. Oblio non casuale, se penso che alla sua morte, nei giorni scorsi, pochissimi e di poche righe i ricordi dell'autore. Eppure quest'uomo parlava di decrescita 40 anni fa, in maniera assai più articolati e intelligente di certi filosofastri della decrescita del nuovo millennio. Parlava del rapporto tra scienza e società in un modo che abbiamo scordato. Rivendicava il ruolo della responsabilità individuale in anni già dominati dalle giustificazioni collettive, pur non rinunciando a parlare di sociale. Non un genio. Un uomo che rifletteva senza paraocchi. Merce rara. E pare non ripubblicabile.

    Un grazie a Paola tramite cui ho reperito questo testo che non conoscevo.

    ha scritto il 

  • 0

    Rifiuto di tutto quello che la Terra non potrà mai dare a tutti

    La possibilità di un ritorno alla natura come atto volontario dell’Umanità sembra veramente improbabile, nel senso di difficile da praticare, ma potrebbe essere una realtà tra qualche anno, qualcosa che avviene semplicemente perché la Terra non ce la fa più. Il primitivismo fa risalire le cause d ...continua

    La possibilità di un ritorno alla natura come atto volontario dell’Umanità sembra veramente improbabile, nel senso di difficile da praticare, ma potrebbe essere una realtà tra qualche anno, qualcosa che avviene semplicemente perché la Terra non ce la fa più. Il primitivismo fa risalire le cause della disumanità dell’uomo, della sua alienazione, alla ipercivilizzazione. Toraldo, al contrario, al suo non opporsi abbastanza con la sua intelligenza alla natura, al non essere riuscito a eliminare “comportamenti fossili, relitti di uno stato evolutivo ormai oltrepassato”. Sia Toraldo che i primitivisti, pur partendo da analisi opposte, propongono come tentativo di via d’uscita da una condizione ambientale non più sostenibile, scelte, cambiamenti drastici di stile di vita. Sono sempre grata a tutti gli studiosi appassionati e sinceri che non si limitano a porre e ad analizzare i problemi e a farmeli capire, ma che tentano anche di offrire metodi e vie d’uscita. Mi ha fatto piacere leggere tutte le riflessioni e tutti i ragionamenti di Toraldo sui temi principali che riguardano l’esistenza delle persone che vivono in questa epoca ma la mia mente é destinata a dimenticare quasi tutto nel giro di pochissimi giorni. Il titolo però basterà a contenere tutto quello che di necessario devo ricordare “Il rifiuto”.

    Rifiuto di tutto quello che non scelgo, che non mi serve, ma che mi é imposto, dalla pubblicità, dalle mode, dalle convenzioni.

    Rifiuto di tutto quello che ho di troppo e che mi soffoca e mi opprime.

    Rifiuto di tutto quello che la Terra non potrà mai dare a tutti.

    Rifiuto della proprietà per non sentirmi come un cane che continua a lasciare la sua urina in giro per delimitare il territorio.

    Il rifiuto per non cadere vittima della legge della saturazione delle capacità mie individuali e per non contribuire alla saturazione dell’ambiente terrestre. Per non cadere nella trappola della legge dell’inversione fine – strumento e per convincermi che il neolitico ha esaurito il suo programma da un bel pezzo e che é ora di mettermi in salvo insieme al resto dell’umanità.

    Il rifiuto se non servirà a salvare la Terra, perché troppo tardi come molti scienziati sostengono, può servire a rendere più serene e gioiose le nostre vite individuali.

    Una lettura che é servita a farmi sentire meno sola e meno ingenua e utopista di quanto non mi senta quando affronto certi argomenti con gli altri. Mi riferisco alla facilità con cui ci si professa di sinistra e si é solidali con tutti gli sfruttati e gli emarginati e poi si viva in maniera costosa, certamente non accessibile a tutti, anzi accessibile a pochissimi, argomento affrontato da Toraldo nel capitolo su Fausto Romini. Ma negli ultimi tempi questa causa eccitante di conflitto é quasi venuta a mancare, si accettano le regole del mercato già dall’inizio della discussione, non lo si chiama più capitalismo e tutto é divenuto più semplice. Toraldo di Francia é morto il 26 aprile 2011. Ringrazio Cesare, il mio amico di Anobii, di avermelo fatto conoscere.

    ha scritto il 

  • 5

    Autodifesa

    Un libro che insegna la difesa, la sopravvivenza nel mondo del consumismo e del marketing.
    Sembrava molto difficile riuscirci. Sembrava fosse necessaria una ideologia, che invece ha dimostrato di essere molto fallibile e molto imperfetta e di aver creato piu' danni di quelli che ha risolto. Ed in ...continua

    Un libro che insegna la difesa, la sopravvivenza nel mondo del consumismo e del marketing. Sembrava molto difficile riuscirci. Sembrava fosse necessaria una ideologia, che invece ha dimostrato di essere molto fallibile e molto imperfetta e di aver creato piu' danni di quelli che ha risolto. Ed invece, come sempre accade, la soluzione era li' sotto i nostri occhi e Toraldo ce la mostra. Il fatto che debba persino scrivere ben 128 pagine (meravigliose) per mostrarcela da' la coretta dimensione di quanti strati distorsivi della percezione ci sono tra noi e il mondo che viviamo osserviamo esperimentiamo. Una risposta semplice da dire, e molto difficile da mettere in pratica. E sta tutto li' : tra il dire ed il fare ..... Grazie Toraldo : tu ce lo hai detto, adesso tocca a noi, e non ci sono scuse .... Bellissimo libro

    ha scritto il 

  • 4

    Un punto di partenza, spunti di riflessione sparsi per riflettere su qualcosa a cui oggi non si pensa abbastanza: abbiamo troppo, compriamo troppo. Oggi più che mai avere cose in numero maggiore e migliori nella qualità viene considerato come un desiderio legittimo e, anzi, moralmente auspicabile ...continua

    Un punto di partenza, spunti di riflessione sparsi per riflettere su qualcosa a cui oggi non si pensa abbastanza: abbiamo troppo, compriamo troppo. Oggi più che mai avere cose in numero maggiore e migliori nella qualità viene considerato come un desiderio legittimo e, anzi, moralmente auspicabile (ci dicono che dobbiamo far "girare l'economia"), ma qualcosa non torna, qualcosa mi ha sempre fatto pensare che così non và, e Toraldo riesce a spiegare il fenomeno con quella che chiama la legge dell'estrapolazione lineare (quant'è vero, è un concetto arguto a cui non avevo mai pensato: "Millenni e millenni di selezione naturale hanno connaturato questa legge col nostro comportamento: tanto più bene x, tanta più sopravvivenza y. Si comincia a pensare che la legge valga illimitatamente anche quando x non è piccola. E' la legge dell'estrapolazione lineare."....ma "Ormai siamo in regime di saturazione delle capacità. Tutti i beni si stanno convertendo in mali. Bisogna rifiutarli."), e l'effetto che procura l'avere troppo è purtroppo quello che Toraldo chiama la "legge dell'inversione fine/strumento", per cui ad esempio l'automobile non è più il mezzo per spostarsi, ma diventa il fine, un piacere fine a se stesso, quindi ci si dedica tempo, rubandolo ad altre cose. Toraldo dice che, in questa società in cui i bambini vengono bombardati fin da piccoli dalla pubblicità e condizionati a desiderare di possedere più cose, bisognerebbe educare i giovani al rifiuto di ciò che è superfluo, che non ci serve, che da bene si è trasformanto in male. Be' le sue parole mi hanno dato un input in più per insegnare ai miei bambini a discriminare e a ponderare bene prima di scegliere di possedere un oggetto, e quando avranno l'età per capire proporrò loro la lettura di questo saggio. Grazie a Cesaresa26 per avermi fatto conoscere Toraldo di Francia.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho appena finito di leggerlo e mi sento sporco.
    Quando si riesce in poche pagine, con la semplicità con cui due più due fa quattro, a trasmettere l'ignominia e l'immobilità che ci trasciniamo da 30 anni (sembra scritto ieri) atraverso pochi ma saldissimi cardini, non c'è nient'altro che inchinars ...continua

    Ho appena finito di leggerlo e mi sento sporco. Quando si riesce in poche pagine, con la semplicità con cui due più due fa quattro, a trasmettere l'ignominia e l'immobilità che ci trasciniamo da 30 anni (sembra scritto ieri) atraverso pochi ma saldissimi cardini, non c'è nient'altro che inchinarsi alla saggezza. Vedere circolare l'opera fra anobii mi ridà fiducia nello scambiarsi le nostre opinioni: forse non c'è solo un grande esperto di marketing di libri lassù che spinge un bottone e decide cosa farci leggere a seconda di cosa clicchiamo. Standing ovation per Cesare26!! Farò un proselitismo degno del peggiore marketing multilivello..cercando di innalzare di un centimetro le nostre coscienze e nascondendo quanto razzoliamo male. Ma quanto sono efficaci i dialoghi? Quanto siamo sordi quando ci parliamo addosso? Questo professore ci spiega che potremmo aprire la bocca senza proferire suono e probabilemnte gli effetti non cambierebbero. E' spaventoso quanto rimane di attualità e quanto continuiamo a indietreggiare senza sosta... se campo, me lo rileggo fra altri trent'anni, e vediamo se almeno uno spiraglio si è aperto.

    Colonna sonora : variazioni Goldbergh eseguite da Ketih Jarrett al clavicembalo

    ha scritto il 

  • 4

    Toraldo è un uomo che ha un bel modo di ragionare. Non sono d'accordo su alcuni punti, come giustificare l'amico Romini comunista a parole e capitalista nell'essenza, ma il contesto generale è degno di nota.
    Sono sempre più convinta che la storia sia un circolo è che ogni tema importante sia semp ...continua

    Toraldo è un uomo che ha un bel modo di ragionare. Non sono d'accordo su alcuni punti, come giustificare l'amico Romini comunista a parole e capitalista nell'essenza, ma il contesto generale è degno di nota. Sono sempre più convinta che la storia sia un circolo è che ogni tema importante sia sempre attuale, come l'inquinamento, lo sport per delega, i politici tutti simili fra loro nel fregare il cittadino..... Toraldo decisamente ragiona bene, anche sulla parte del femminismo: inutile dire che sono perfettamente in linea con lui! Ringrazio Paola e soprattutto Cesare per avermi fatto leggere questo libro. Se non sapessi che è stato scritto nel 1978, lo giudicherei attuale ;)

    ha scritto il 

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