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Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo

Di

Editore: Laterza

3.7
(100)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8842091014 | Isbn-13: 9788842091011 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Cooking, Food & Wine , History

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Descrizione del libro
La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono meglio.</p><p>Perché il pane è un simbolo di civiltà? Cosa può insegnarci la pasta sul rapporto tra forma e sostanza? Che cosa significa dividere le carni, e non poter dividere la minestra? Ricercare la ricetta perfetta è ideologicamente corretto? Le ricette di cucina hanno qualcosa in comune con le ricette del medico? Perché al barbecue cucinano sempre i maschi? I piccoli gesti della vita quotidiana hanno un senso quasi mai banale. Aiutano a riflettere su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. «Un’idea a cui sono particolarmente affezionato», scrive Montanari, «è che le pratiche di cucina non solo costituiscono un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società, ma in molti casi rivelano meccanismi fondamentali del nostro agire materiale e intellettuale. La cucina può così essere assunta come metafora della vita — a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia metafora della cucina».
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  • 0

    "Burdèla..." *

    Una raccolta di articoli incentrati sul cibo e sull'arte culinaria in genere. Tante pillole di storia, cultura, tradizioni, riflessioni, aneddoti, evoluzioni e ritorni al passato per raccontare il ruolo del cibo nella storia dell'uomo, superando il suo significato primario: garantire la sopravviv ...continua

    Una raccolta di articoli incentrati sul cibo e sull'arte culinaria in genere. Tante pillole di storia, cultura, tradizioni, riflessioni, aneddoti, evoluzioni e ritorni al passato per raccontare il ruolo del cibo nella storia dell'uomo, superando il suo significato primario: garantire la sopravvivenza. Una chicca che, se sviluppato, potrebbe diventare un bel saggio.

    * "...prendi una piada ai cereali, mettici la ricotta e la marmellata di fichi e le mejo che l'andar con un omo!"**

    **Le perle della Lella- -La sua piadineria a Rimini è un'istituzione!

    http://www.youtube.com/watch?v=UWb66KNewIE

    Se capitate a Rimini fate una capatina dalla Lella.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia del cibo, delle nostre abitudini alimentari e dell'origine di tradizioni e costumi. Il progredire del gusto e il suo continuo mutare, i ritmi della natura e della cucina 'tipica', i piatti che connotano città o regioni che sono tutto fuorché storicamente insediati. Piacevole lettura sca ...continua

    La storia del cibo, delle nostre abitudini alimentari e dell'origine di tradizioni e costumi. Il progredire del gusto e il suo continuo mutare, i ritmi della natura e della cucina 'tipica', i piatti che connotano città o regioni che sono tutto fuorché storicamente insediati. Piacevole lettura scandita da ritmi che ricordano il tempo di una ricetta, magari in compagnia di un buon bicchiere di vino.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo. Quello che è il pregio (pezzi piccoli, leggibili separatamente), è anche il difetto: una forzata semplificazione, anche se piena di tanti spunti interessanti, specie per chi questi temi li segue da dilettante.

    ha scritto il 

  • 3

    "il sandwich è stato inventato dal conte di Sandwich", si legge fra le altre cose nell'illuminante brano "Sì, ma la macchina a vapore può farcela?" di Allan S. Konisberg*.


    in quella si ripercorre l'iter faticoso dell'invenzione del tramezzino con puntuali rimandi e riferimenti che all'uomo ...continua

    "il sandwich è stato inventato dal conte di Sandwich", si legge fra le altre cose nell'illuminante brano "Sì, ma la macchina a vapore può farcela?" di Allan S. Konisberg*.

    in quella si ripercorre l'iter faticoso dell'invenzione del tramezzino con puntuali rimandi e riferimenti che all'uomo del XXI secolo possono apparire iperbolici finchè questi non dovesse scontrarsi con la beffarda realtà nella quale invece chi vi scrive s'è imbattuto non più tardi di ieri a pranzo.

    a milano, in via broletto c'è uno di quei posti per mangiare che negli anni 80 del millenovecento si chiamavano paninoteche. com'è nella consuetudine di queste attività commerciali, fin dall'esterno vi si magnifica l'innumerevole varietà di panini possibili che è possibile gustare al solo accomodarsi e affidando la propria ordinazione al signor enzo che muto, sobrio e ispirato, dietro un bancone lindo e onusto di caci e presciutti e pomidori, confeziona panini dal 1962.

    avendo io fatto colazione a mezza mattina, davanti a tanta disponibilità mi sono voluto concedere solo un toast. un toast. ma siccome sono talvolta preso di capriccio - altri dice scassacazzo - mi salta l'uzzolo di chiedere un toast con doppio formaggio.

    cioè con tanto formaggio, dice per conferma la cameriera efficiente e milanese.

    -certo, non solo da una parte: sopra e sotto

    che curiosa richiesta (altri dice scassacazzo), pensa la cameriera efficiénte e milanès: come?!

    un poco imbarazzato e col timore di mortificare il mastro paniniere che confeziona dal 1962 faccio gesti orizzontali con le mani a significare gli strati: fetta di pane, fetta di formaggio prosciutto formaggio pane.

    ah, ma certo! scrive una cosa sul blocchetto e lo porta a quel banco dietro il quale il silente enzo affetta imburra tosta e incarta. dal 1962.

    confabula, mi indica ad enzo che solleva lo sguardo da una pagnottella "trussardi" bresaola rucola e balsamico. torna ma...lo vuole doppio mi ha detto, no? sì, se è possibile: pane formaggio prosciutto formaggio pane. e dell'acqua. naturale?fuorifrigo? come le è più comodo doppio formaggio. doppio. lei guarda enzo. enzo cala lo sguardo.

    mi arriva un toast così: dal basso, in ordine di apparizione: pane, fetta di prosciutto cotto, pane (pane?!), formaggio, prosciutto cotto, pane.

    valutando la bizzarria della confezione sono costretto a considerare che enzo, che fa 3460 panini diversi dal 1962, ha raddoppiato tutto in questo toast club dall'arditissima costruzione, tutto tranne quello che gli avevo chiesto io.

    così mentre addentavo quella babele ripensavo ai primi esperimenti del conte di Sandwdich che, nel "1745: al cospetto dei Pari del Regno Unito (...) esibisce due fette di tacchino con in mezzo una fetta di pane"; "nel 1750 il Conte espone e reclamizza tre diverse fette di prosciutto sovrapposte l'una all'altra" e annuncia "tre fette di pane messe l'una sull'altra" cosa che aumenta la sua fama e per la quale "viene mandato a chiamare da Voltaire". sono le 4.17 del mattino del 27 aprile 1758 quando "annuncia una creazione consistente in più strisce di prosciutto racchiuse, sopra e sotto, tra due fette di pane di segale. E in un impeto di ispirazione guarnisce il capolavoro con della senape."

    andava bene? perfetto.

    --- come il toast scriteriato, il libro è curioso. una simpatica raccolta di fatti e aneddoti interessanti (e per questo, ben sapendolo, l'ho comprato: mi serviva una fonte di fattarelli che non fosse la settimana enigmistica). pertanto è un libriccino così: utile ma non indispensabile, e nemmeno una lettura imprescindibile.

    a differenza del toast scriteriato, questo libro dentro un po' di senso ce l'ha, però se mai vorrete bene a montanari non sarà per questo zibaldone.

    ___ *in "Getting Even", Random House NYC

    ha scritto il 

  • 4

    Ma quante ne sa nonno Montanari? Aneddoti, dotterie, anacardi e ricettari, artusi e infusi, patate e patatine, canederli, gnocchi, torte e tortellini. Non sono un'abbuffona, ma sono esperta di Mangiami e Bevimi e qui: testa mia fatti capanna, per accogliere tante notizie e annotazioni da prendere ...continua

    Ma quante ne sa nonno Montanari? Aneddoti, dotterie, anacardi e ricettari, artusi e infusi, patate e patatine, canederli, gnocchi, torte e tortellini. Non sono un'abbuffona, ma sono esperta di Mangiami e Bevimi e qui: testa mia fatti capanna, per accogliere tante notizie e annotazioni da prendere quasi la gotta intellettuale. Scherzo, non c'è nessun pericolo, c'è solo una grande passione per ciò che siamo (ciò che mangiamo).

    ha scritto il 

  • 3

    Divulgazione, come un antipasto ...

    Non è che la polpetta, stanca di manipolazioni, si riposi sul divano; è che l’impasto della stessa si riposa e si amalgama. Un po’, dice Montanari, come quello che succede nella nostra mente quando elaboriamo le idee. O quando, leggendo un libro, ne assaporiamo solo la crosta e non l’interno, o i ...continua

    Non è che la polpetta, stanca di manipolazioni, si riposi sul divano; è che l’impasto della stessa si riposa e si amalgama. Un po’, dice Montanari, come quello che succede nella nostra mente quando elaboriamo le idee. O quando, leggendo un libro, ne assaporiamo solo la crosta e non l’interno, o ingoiamo il tutto senza sentire le tante sfumature (come mio nipote). Sempre che il cuoco ce l’abbia messe. Trattasi di raccolta di articoli pubblicati su giornali in momenti diversi. Svantaggi: solo brevi commenti su singoli aspetti dell’alimentazione e del cibo e la possibilità di ripetersi. Vantaggi: si legge un brano o due, poi si può passare ad altro e ritornare senza perdersi il filo logico (che, vista la composizione, non c’è). Intanto uno può “assaggiare” l’argomento, se interessa può approfondire, se non interessa, qualcosa comunque avrà imparato (si spera). Chi come me, non a digiuno stretto ma non gastronomo, si è lasciato sedurre dal titolo e dall’autore lo legge volentieri, commentando “questo lo avevo già sentito”. Il lettore esperto studioso dell’argomento lasci perdere, così non dovremo leggere commenti sulla superficialità della trattazione.

    ha scritto il