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Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo

By Massimo Montanari

(164)

| Mass Market Paperback | 9788842091011

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Book Description

La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono meglio.</p><p>Perché i Continue

La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono meglio.</p><p>Perché il pane è un simbolo di civiltà? Cosa può insegnarci la pasta sul rapporto tra forma e sostanza? Che cosa significa dividere le carni, e non poter dividere la minestra? Ricercare la ricetta perfetta è ideologicamente corretto? Le ricette di cucina hanno qualcosa in comune con le ricette del medico? Perché al barbecue cucinano sempre i maschi? I piccoli gesti della vita quotidiana hanno un senso quasi mai banale. Aiutano a riflettere su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. «Un’idea a cui sono particolarmente affezionato», scrive Montanari, «è che le pratiche di cucina non solo costituiscono un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società, ma in molti casi rivelano meccanismi fondamentali del nostro agire materiale e intellettuale. La cucina può così essere assunta come metafora della vita — a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia metafora della cucina».

27 Reviews

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  • 7 people find this helpful

    "Burdèla..." *

    Una raccolta di articoli incentrati sul cibo e sull'arte culinaria in genere. Tante pillole di storia, cultura, tradizioni, riflessioni, aneddoti, evoluzioni e ritorni al passato per raccontare il ruolo del cibo nella storia dell'uomo, superando il s ...(continue)

    Una raccolta di articoli incentrati sul cibo e sull'arte culinaria in genere. Tante pillole di storia, cultura, tradizioni, riflessioni, aneddoti, evoluzioni e ritorni al passato per raccontare il ruolo del cibo nella storia dell'uomo, superando il suo significato primario: garantire la sopravvivenza.
    Una chicca che, se sviluppato, potrebbe diventare un bel saggio.

    * "...prendi una piada ai cereali, mettici la ricotta e la marmellata di fichi e le mejo che l'andar con un omo!"**

    **Le perle della Lella- -La sua piadineria a Rimini è un'istituzione!

    http://www.youtube.com/watch?v=UWb66KNewIE

    Se capitate a Rimini fate una capatina dalla Lella.

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    dascama said on Aug 3, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Come dicono le altre recensioni, è un po' ripetitivo, ma è lo stesso interessante e brillante. Bello vedere come cucina, cultura, storia e sociologia siano strettamente legate fra loro.

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    Nostalgiaplatz said on Jul 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pieno di notizie, anedotti e curiosità. A volte è un po' ripetitivo: si ede che è una raccolta di articoli pubblicati in momenti diversi

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    Yarnspinner said on Jul 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia del cibo, delle nostre abitudini alimentari e dell'origine di tradizioni e costumi. Il progredire del gusto e il suo continuo mutare, i ritmi della natura e della cucina 'tipica', i piatti che connotano città o regioni che sono tutto fuorch ...(continue)

    La storia del cibo, delle nostre abitudini alimentari e dell'origine di tradizioni e costumi. Il progredire del gusto e il suo continuo mutare, i ritmi della natura e della cucina 'tipica', i piatti che connotano città o regioni che sono tutto fuorché storicamente insediati. Piacevole lettura scandita da ritmi che ricordano il tempo di una ricetta, magari in compagnia di un buon bicchiere di vino.

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    AlessandraE said on Jun 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tre stelle e mezzo. Quello che è il pregio (pezzi piccoli, leggibili separatamente), è anche il difetto: una forzata semplificazione, anche se piena di tanti spunti interessanti, specie per chi questi temi li segue da dilettante.

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    Avanzi di cucina said on Mar 7, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "il sandwich è stato inventato dal conte di Sandwich", si legge fra le altre cose nell'illuminante brano "Sì, ma la macchina a vapore può farcela?" di Allan S. Konisberg*.

    in quella si ripercorre l'iter faticoso dell'invenzione del tramezzino con pu ...(continue)

    "il sandwich è stato inventato dal conte di Sandwich", si legge fra le altre cose nell'illuminante brano "Sì, ma la macchina a vapore può farcela?" di Allan S. Konisberg*.

    in quella si ripercorre l'iter faticoso dell'invenzione del tramezzino con puntuali rimandi e riferimenti che all'uomo del XXI secolo possono apparire iperbolici finchè questi non dovesse scontrarsi con la beffarda realtà nella quale invece chi vi scrive s'è imbattuto non più tardi di ieri a pranzo.

    a milano, in via broletto c'è uno di quei posti per mangiare che negli anni 80 del millenovecento si chiamavano paninoteche. com'è nella consuetudine di queste attività commerciali, fin dall'esterno vi si magnifica l'innumerevole varietà di panini possibili che è possibile gustare al solo accomodarsi e affidando la propria ordinazione al signor enzo che muto, sobrio e ispirato, dietro un bancone lindo e onusto di caci e presciutti e pomidori, confeziona panini dal 1962.

    avendo io fatto colazione a mezza mattina, davanti a tanta disponibilità mi sono voluto concedere solo un toast.
    un toast.
    ma siccome sono talvolta preso di capriccio - altri dice scassacazzo - mi salta l'uzzolo di chiedere un toast con doppio formaggio.

    cioè con tanto formaggio, dice per conferma la cameriera efficiente e milanese.

    -certo, non solo da una parte: sopra e sotto

    che curiosa richiesta (altri dice scassacazzo), pensa la cameriera efficiénte e milanès: come?!

    un poco imbarazzato e col timore di mortificare il mastro paniniere che confeziona dal 1962 faccio gesti orizzontali con le mani a significare gli strati: fetta di pane, fetta di formaggio prosciutto formaggio pane.

    ah, ma certo!
    scrive una cosa sul blocchetto e lo porta a quel banco dietro il quale il silente enzo affetta imburra tosta e incarta. dal 1962.

    confabula, mi indica ad enzo che solleva lo sguardo da una pagnottella "trussardi" bresaola rucola e balsamico.
    torna
    ma...lo vuole doppio mi ha detto, no?
    sì, se è possibile: pane formaggio prosciutto formaggio pane. e dell'acqua.
    naturale?

    fuorifrigo?
    come le è più comodo
    doppio formaggio.
    doppio.
    lei guarda enzo. enzo cala lo sguardo.

    mi arriva un toast così: dal basso, in ordine di apparizione:
    pane,
    fetta di prosciutto cotto,
    pane (pane?!),
    formaggio,
    prosciutto cotto,
    pane.

    valutando la bizzarria della confezione sono costretto a considerare che enzo, che fa 3460 panini diversi dal 1962, ha raddoppiato tutto in questo toast club dall'arditissima costruzione, tutto tranne quello che gli avevo chiesto io.

    così mentre addentavo quella babele ripensavo ai primi esperimenti del conte di Sandwdich che, nel "1745: al cospetto dei Pari del Regno Unito (...) esibisce due fette di tacchino con in mezzo una fetta di pane"; "nel 1750 il Conte espone e reclamizza tre diverse fette di prosciutto sovrapposte l'una all'altra" e annuncia "tre fette di pane messe l'una sull'altra" cosa che aumenta la sua fama e per la quale "viene mandato a chiamare da Voltaire".
    sono le 4.17 del mattino del 27 aprile 1758 quando "annuncia una creazione consistente in più strisce di prosciutto racchiuse, sopra e sotto, tra due fette di pane di segale. E in un impeto di ispirazione guarnisce il capolavoro con della senape."

    andava bene?
    perfetto.

    ---
    come il toast scriteriato, il libro è curioso. una simpatica raccolta di fatti e aneddoti interessanti (e per questo, ben sapendolo, l'ho comprato: mi serviva una fonte di fattarelli che non fosse la settimana enigmistica).
    pertanto è un libriccino così: utile ma non indispensabile, e nemmeno una lettura imprescindibile.

    a differenza del toast scriteriato, questo libro dentro un po' di senso ce l'ha, però se mai vorrete bene a montanari non sarà per questo zibaldone.

    ___
    *in "Getting Even", Random House NYC

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    monsieur Hulot said on Jan 10, 2013 | 3 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (164)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Mass Market Paperback 222 Pages
  • ISBN-10: 8842091014
  • ISBN-13: 9788842091011
  • Publisher: Laterza
  • Publish date: 2009-11-01
  • Also available as: Paperback , eBook
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