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Il risveglio di Endymion

By Dan Simmons

(471)

| Paperback | 9788804474982

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Book Description

L'inquisizione è tornata a colpire. Nell'anno del Signore 3131, la Chiesa, garante dell'immortalità fisica a tutti i suoi fedeli, ingaggia una crociata contro gli Ouster, indomiti mutanti di origine umana. E lancia nello spazio una spietata caccia a Continue

L'inquisizione è tornata a colpire. Nell'anno del Signore 3131, la Chiesa, garante dell'immortalità fisica a tutti i suoi fedeli, ingaggia una crociata contro gli Ouster, indomiti mutanti di origine umana. E lancia nello spazio una spietata caccia a Aenea - la fanciulla ritenuta il nuovo messia - per carpire il segreto della sua forza misteriosa. Mentre Endymion è custodito nella cella della morte, la ribellione dei giusti sta per giungere al suo atto finale: tutto ruota intorno a Aenea, dotata di grandi poteri e portatrice di oscure verità...
Dopo "Hyperion", "La caduta di Hyperion" ed "Endymion", Dan Simmons tocca con questo romanzo l'apice della forza visionaria e immaginativa. E conclude una delle più celebrate, irresistibili e sensazionali saghe fantascientifiche del nostro tempo.

93 Reviews

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    Il risveglio di Endymion è il quarto ed ultimo romanzo della saga di fantascienza di Dan Simmons "I canti di Hyperion", scritto nel 1997 ed edito in Italia da Mondadori nel 2000 nella traduzione di G.L. Staffilano.

    Aenea e Raul Endymion sono riuscit ...(continue)

    Il risveglio di Endymion è il quarto ed ultimo romanzo della saga di fantascienza di Dan Simmons "I canti di Hyperion", scritto nel 1997 ed edito in Italia da Mondadori nel 2000 nella traduzione di G.L. Staffilano.

    Aenea e Raul Endymion sono riusciti a sfuggire alla Pax teletrasportandosi sulla Vecchia Terra. Ma Aenea deve tornare nell'universo conosciuto per adempiere alla profezia di diventare "Colei che insegna". Così i due fuggiaschi, insieme all'androide A.Bettik, ripartono per tornare nella zona della Pax, ma questa volta separati. Quando si reincontreranno Raul avrà accumulato cinque anni di debito temporale, e ritroverà Aenea la splendida donna e messia della profezia.
    La Pax intanto, in combutta con le IA del Tecnonucleo, prepara l'ultima e definitiva battaglia contro i ribelli Ouster.

    Un libro da leggere tutto in un fiato, i cui temi non sono quelli tipici della fantascienza, come del resto tutti quelli dei "Canti di Hyperion". Una profonda riflessione sulla religione, innanzitutto: da una parte una religione di convenienza, che dona l'immortalità, figlia del tema della scomessa di Blaise Pascal; dall'altra la spiritualità, la ricerca di un'essenza superiore e della comunione con l'universo e la natura.

    Ma "Il risveglio di Endymion" non è soltanto questo: anche il tema dell'evoluzione è centrale, soprattutto dell'evoluzione umana. Da una parte gli esseri umani discendenti dell'Egemonia dei Mondi, che colonizzavano i pianeti "terraformandoli" e rendendoli i più simili alla Vecchia Terra, dall'altro gli Ouster, esseri umani che hanno imparato a vivere nello spazio e ad adattarsi perfettamente agli ambienti in cui si trovavano, fino a diventare completamente diversi dagli esseri umani emigrati dalla Vecchia Terra durante l'Egira.

    Un libro perfetto, con un finale all'altezza delle migliaia delle pagine dei "Canti di Hyperion". Unica pecca? Il sesso tra Raul Endymion ed Aenea. Troppo freddo e distaccato, per essere nel futuro e nello spazio. Douglas Adams docet.

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    Zorba said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

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    4 stelle sono troppe. Il voto è da considerarsi una media di tutta la quadrilogia dove i primi 2 tomi sono dei capolavori mentre gli ultimi 2, ahimè, lasciano parecchio a desiderare.
    La sensazione che le oltre 1800 pagine finali potessero essere rias ...(continue)

    4 stelle sono troppe. Il voto è da considerarsi una media di tutta la quadrilogia dove i primi 2 tomi sono dei capolavori mentre gli ultimi 2, ahimè, lasciano parecchio a desiderare.
    La sensazione che le oltre 1800 pagine finali potessero essere riassunte, senza rischio di saltare elementi essenziali, in 1/4 del tutto, è evidente.
    Pagine inutili di spiegazioni di personaggi, pianeti, eventi che ho, talvolta, saltato a piè pari.
    La caratterizzazione dei personaggi è decente e anche la trama di fondo, tutto sommato, ha i suoi punti di forza.
    Di debolezze, però, ce ne sono molte. A partire dai perduranti punti intterogativi su alcuni focali elementi della storia (uno su tutti: lo Shrike) per concludere con un finale troppo alla "famiglia Bradford".

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    Skoltan said on Feb 9, 2014 | Add your feedback

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    Il cerchio si chiude

    Se dopo aver letto Endymion (unica, leggerissima, flessione dei Canti di Hyperion) avete pensato che Simmons avesse sparato le cartucce migliori con i primi due romanzi della tetralogia vi dovrete ricredere. I misteri vengono svelati, l ...(continue)

    Se dopo aver letto Endymion (unica, leggerissima, flessione dei Canti di Hyperion) avete pensato che Simmons avesse sparato le cartucce migliori con i primi due romanzi della tetralogia vi dovrete ricredere. I misteri vengono svelati, le domande trovano risposta; una saga così non poteva che concludersi in questo modo: con un capolavoro!

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    HeavyRain said on Sep 26, 2013 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    A conti fatta, tutto il ciclo potrebbe chiudersi con La Caduta Di Hyperion.

    Endymion e Il Risveglio Di Endymion si basano sul classico trucco "eh, ma la spiegazione che vi ho già dato non era quella vera". E così scopriamo che le lunghissime spiegaz ...(continue)

    A conti fatta, tutto il ciclo potrebbe chiudersi con La Caduta Di Hyperion.

    Endymion e Il Risveglio Di Endymion si basano sul classico trucco "eh, ma la spiegazione che vi ho già dato non era quella vera". E così scopriamo che le lunghissime spiegazioni dell'entità Ummon (fra l'altro, uno dei passaggi più potenti del ciclo) sono in realtà fregnacce, scopriamo che il Vuoto che Lega è veramente la Forza dell'Ammmhore (e personalmente stavo tanto bene con l'idea che l'amore fosse una metafora per noi che la spiegazione della spazio-tempo di Planck non la capiamo) e che tutto era predeterminato. La sensazione è la stessa di quando si concludono i sequel della Fondazione di Asimov e si scopre che un personaggio che non era mai stato nominato tirava le fila di tutto. Qua va un po' meglio perchè almeno A.Bettik compare fin quasi dall'inizio, ma il trucco è lo stesso di bassa lega.

    Rimane la questione, è un bel romanzo? No, è lontano anni luce dal meglio di Simmons, tra intere pagine che si fanno saltare a piè pari, elenchi di persone e pianeti, strambate new age un tanto al chilo e poi spiegoni per tirare le file di dove si era arrivati, solo a tratti si fanno strada alcune buone idee. Il regno militare della Chiesa Cattolica e il travaglio personale di Padre De Soya sono la migliore realizzazione di questi ultimi due tomi. Il ritorno di personaggi da Hyperion riesce ad essere a tratti inutile, Kassad e Rachel si fanno un ulteriore twist nel tempo ma non fanno nulla di rilevante, il ruolo dello Shrike resta fuffoso, non si capisce perchè diventi un alleato contro il Nucleo mentre nel futuro si dovrà scontrare con Kassad, bisogna comunque ammettere che la scena finale con lo Shrike che veglia sulla tomba di Sileno ha una sua potenza.
    La realizzazione peggiore è l'amore tra Aenea e Raul, tra scopate a gravità zero e predestinazioni che tolgono anche il minimo interesse alla vicenda.

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    Paolo said on Sep 10, 2013 | Add your feedback

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    Di gran lunga il più bello dei quattro libri che compongono la saga. Ho amato la storia di Aenea e man mano ho tentato di capire come si sarebbe svolta, ma quando pensavo di aver capito ricevevo sempre sorprese, totali o parziali che fossero. A metà ...(continue)

    Di gran lunga il più bello dei quattro libri che compongono la saga. Ho amato la storia di Aenea e man mano ho tentato di capire come si sarebbe svolta, ma quando pensavo di aver capito ricevevo sempre sorprese, totali o parziali che fossero. A metà libro, per un attimo, ho pensato che fossero i suoi nemici ad avere ragione... ovviamente sbagliandomi. E anche verso la fine, quando pensavo di aver ormai capito tutto... è ottimo il modo in cui viene svelato l'ultimo interrogativo che ancora restava. Non posso non dare 5 stelle, mi è spiaciuto un sacco il fatto che la storia fosse definitivamente finita... mi sarebbe piaciuto continuare a scoprire il futuro dei suoi amici, del suo compagno... di tutta l'umanità.

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    albertoivan1981 said on Aug 25, 2013 | Add your feedback

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    Dopo il mezzo passo falso di "Endymion", Dan Simmons cerca di riportarsi in carreggiata con il romanzo che chiude definitivamente il ciclo dei "Canti di Hyperion".
    Diciamo subito che "Il Risveglio di Endymion" non è un libro facile, anche per via del ...(continue)

    Dopo il mezzo passo falso di "Endymion", Dan Simmons cerca di riportarsi in carreggiata con il romanzo che chiude definitivamente il ciclo dei "Canti di Hyperion".
    Diciamo subito che "Il Risveglio di Endymion" non è un libro facile, anche per via della sua lunghezza, ma soprattutto a causa dei suoi pregi e dei suoi difetti.
    La scrittura è corposa, a tratti aulica, i concetti espressi si fanno di volta in volta più complicati e filosofici. Non è un caso, infatti, se molti danno anche l'etichetta Religione e Filosofia a "Il Risveglio di Endymion", per quanto si tratti di una evidente esagerazione.
    La storia e la struttura stessa della narrazione, con tanti, tantissimi riferimenti al primo volume del ciclo e ai personaggi lì presenti, in alcuni momenti rende un po' ostico andare avanti e si è costretti a fermarsi un attimo a pensare e a frugare nella memoria. Senza una legenda di nomi o qualcosa di simile, a volte è un po' difficile ricordare chi fosse il tal personaggio e cosa avesse fatto (soprattutto se "Hyperion" lo si era letto anni e anni fa, magari ancora in edizione Mondadori).
    Nonostante (o forse proprio per merito di) questi ostacoli, che sono naturalmente tra i pregi di questa opera, la lettura scorre e riesce a farsi seguire. Questo anche perchè la quantità di fatti e situazioni raccontate è enorme. Sicuramente è maggiore e più intricata di quel lineare e lungo viaggio, a tratti degno di un romanzo di space opera di medio livello, a cui si era ridotto il precedente "Endymion". No, qui si riprende invece lo stile che aveva contraddistinto "La Caduta di Hyperion", con tanti personaggi, ciascuno in punti nevralgici dell'universo, a diretto contatto con i centri del potere e le decisioni che contano.
    E' evidente l'impegno di Simmons nel creare una sorta di dicotomia, di dualità: così come "Endymion" dovrebbe riprendere "Hyperion" per il tema del viaggio (seppur con risultati decisamente diversi), così "Il Risveglio di Endymion" dovrebbe riprendere "La Caduta di Hyperion" per stile e metodi narrativi.
    Se l'intreccio narrativo dunque funziona, sono altre le pecche di questo romanzo, sia dal punto di vista concettuale che di mera scrittura.
    Quella che, infatti, era nata come una grandiosa saga di fantascienza, basata su viaggi nel tempo e nello spazio, guerre, intelligenze artificiali e mille altre cose, qui diviene a tratti una vicenda religioso/messianica. Alcuni dei concetti alla base dei primi libri, come la libertà di scelta, l'accettazione (e la bellezza) della diversità delle forme di vita umana (anche e soprattutto là dove si evolve in qualcosa di apparentemente alieno), sono mantenuti. Ma Simmons ogni tot di pagine ci tiene a sottolineare come alcune cose dette dei primi 2 libri fossero menzogne o semplificazioni materiali e a sostituire fatti e concetti scientifici con rivelazioni filosofiche. Ogni idea meta-scientifica viene svilita e definita come la visione miope e terra-terra di qualcosa di incomprensibile e metafisico. Un modo di fare ripetuto tanto spesso da far ben presto pensare al lettore a un cambio di rotta in corso d'opera (che neanche noi escludiamo). Per quanto, dunque, la storia si lasci seguire e riesca anche ad appassionare e a coinvolgere, ci sembra quindi un po' riduttivo, semplicistico e (diciamolo) opportunistico, riportare tutta la vicenda solo alla figura messianica di Aenea (per quanto lei continui a dire di NON essere un messia).
    La tecnologia viene superata (e ridicolizzata), dalla fede e dalla religione che permettono gesti e azioni ben più grandi e incredibili. Addirittura viene demonizzata, perchè descritta come qualcosa di distruttivo e innaturale. Mentre motore di tutto, fin dall'inizio del primo libro, alla fine si rivela essere la vita, con la V maiuscola, entità metafisica e metadimensionale che tutto muove e tutto dirige per i suoi scopi, come una sorta di grande architetto.
    Dall'altra parte, inoltre, vi sono alti e bassi anche a livello di scrittura. Simmons passa, senza soluzione di continuità, da momenti frenetici, in cui fa succede mille cose in contemporanea, ad altri in cui si prende 50/100 pagine di vacanza. Ad esempio descrizioni, similitudini e metafore riguardo a TUTTE le catene montuose di un pianeta e a TUTTE le sue formazioni nuvolose, che sembrano puri e semplici esercizi di stile fini a se stessi.
    Per concludere, tirando le fila non solo de "Il Risveglio di Endymion", ma di tutto il ciclo, il mio consiglio non può che essere di leggerlo. Si tratta di un consiglio che sembra andare contro al tono di questa recensione, è vero. Molto semplicemente questi quattro libri insieme sono, effettivamente, una grande opera che qualsiasi appassionati di SF dovrebbe leggere.
    Non si può, però, neanche negare che, iniziato benissimo con un capolavoro che trascende le etichette di genere e proseguito con un grandissimo libro di fantascienza, il ciclo abbia poi avuto un tonfo con il terzo e si sia poi solo un po' rialzato con l'ultimo capitolo, pur senza tornare ai fasti dell'inizio e, soprattutto, prendendo una strada che sembra tradire l'idea originale. Avvisati di questo, quindi, si potrebbe riuscire a leggere gli ultimi due volumi nella giusta ottica e, magari, anche apprezzarli maggiormente.

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    Engash-Krul said on Aug 20, 2013 | Add your feedback

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