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Il ritorno del giovane principe

Di

Editore: Corbaccio

3.2
(111)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 886380351X | Isbn-13: 9788863803518 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudia Marseguerra

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Un uomo viaggia solo lungo le strade desolate della Patagonia, quando incontra un ragazzo accasciato sul ciglio, mezzo morto di fame. L'uomo lo soccorre e lo fa salire sulla sua automobile. Ancora non sa che questo incontro è destinato a dare inizio a un'avventura straordinaria. I due viaggiatori, così diversi, instaurano un dialogo profondo e sorprendente che tocca tutti i grandi interrogativi dell'esistenza umana. E così il viaggio si trasforma in un percorso spirituale che va dall'innocenza dell'infanzia alla consapevolezza della maturità, dalle piccole cose quotidiane al trascendente, dalla tristezza all'allegria e all'entusiasmo di vivere.
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  • 4

    Il principe dei nostri valori perduti

    Sì, è proprio come pensate, si tratta del romanzo che fa da sequel a “Il piccolo principe” di Saint-Exupéry.
    Questo “ritorno” però non è stato scritto dallo stesso autore de “Il piccolo principe”, ma ...continua

    Sì, è proprio come pensate, si tratta del romanzo che fa da sequel a “Il piccolo principe” di Saint-Exupéry.
    Questo “ritorno” però non è stato scritto dallo stesso autore de “Il piccolo principe”, ma da Roemmers, il quale ha saputo dare il giusto carattere e poesia alla continuazione di quel libro tanto amato.

    Il piccolo signorino è cresciuto, ora è un ragazzo, un adolescente e ha lasciato il suo amato asteroide per venire tra noi sulla Terra.
    Il principino però non è cambiato, con gli anni ha mantenuto i suoi bei capelli color del grano, i suoi occhi azzurri, il suo dolce viso ed il suo carattere gentile e generoso con tutti anche se ha dovuto soffrire.

    Lo scrittore ha mantenuto uno stile molto semplice ed adatto a tutti.
    I brevi capitoli con cui è diviso il romanzo invogliano il lettore a terminare prima la lettura.

    Passiamo alla trama di questo dolce libretto.

    Uno dei protagonisti è lo stesso autore che si trova alla guida della sua auto tra i paesaggi sconfinati della Patagonia. Ad un certo punto vede sul ciglio della strada il protagonista principale, il giovane principe.
    Dopo averlo caricato in auto ed averlo aiutato, il loro viaggio continuerà per parecchi chilometri e tutto ciò li farà conoscere meglio.
    Insieme avranno la possibilità di aiutare molte persone.
    Lo scrittore grazie al percorso che ha intrapreso con il principe riscoprirà i valori più puri.
    Lo stesso lettore attraverso queste parole ricche di emozioni e poesia si troverà in un mondo ricco di valori e purezza.
    Questo principe puro di cuore, ricco di innocenza e di buoni propositi ci accompagnerà per solo 114 pagine, troppo poche, ma bellissime e da leggere tutte in un fiato.

    Perciò se avete amato il libro di Saint-Exupéry non potete non leggere questo insieme di dolcezza e poesia.
    Lo consiglio a tutti, sia ai grandi che ai piccini, per riscoprire i valori puri da tempo perduti.

    “Forse esiste il dolore del mondo perché così possiamo amare e apprezzare la felicità. Forse esiste l’odio perché così possiamo sperimentare la grazia spirituale del perdono. La verità è che, senza difficoltà, sarebbe impossibile migliorare come esseri umani e scoprire il nostro vero io. Sono proprio i momenti più critici a tirar fuori il meglio che teniamo nascosto dentro.”

    ha scritto il 

  • 1

    Caro Roemmers, il tuo si che è un folle viaggio!

    Credere di poter scrivere il seguito del Piccolo Principe! Ahahahahah. E io, cretina, che ti ho anche letto!
    Per l'amor di Dio, qualche frase carina e coccolosa c'è, ma è l'insieme che non regge. Non ...continua

    Credere di poter scrivere il seguito del Piccolo Principe! Ahahahahah. E io, cretina, che ti ho anche letto!
    Per l'amor di Dio, qualche frase carina e coccolosa c'è, ma è l'insieme che non regge. Non si può pretendere di far ritornare il Piccolo Principe e catapultarlo in un altro mondo!
    Caro Roemmers, non è che hai realizzato male il libro, è che proprio l'idea non doveva passarti per la testa!
    E poi, diciamolo, sembra la predica della messa fatta apposta per accattivare l'attenzione del credente assonnato!

    Tuttavia, si possono trarre aspetti positivi da ogni cosa.
    Ecco qui quelli che ho tratto da questo libro.
    "Le nostre vite sarebbero molto più positive se la smettessimo di giudicare noi stessi e gli altri, se invece di lamentarci per ogni minimo inconveniente e chiederci fino all'esasperazione se ci meritiamo le difficoltà che ci capitano o se avremmo potuto evitarle, applicassimo le nostre capacità alla risoluzione dei problemi e ad accettare ciò che non si può cambiare. Come dice un antico proverbio orientale, è meglio accendere un fiammifero che continuare a maledire l'oscurità."

    "Spesso agiamo sotto l'impulso della paura e della sfiducia, anziché lasciarci guidare da un amore che assai di frequente preferiamo reprimere."

    ha scritto il 

  • 1

    Non ho mai amato particolarmente il Piccolo principe. Lo trovavo pretenzioso moralistico e noioso.
    Ora che ho letto questo, rivaluto l'originale.
    Senz'altro uno dei libri più brutti che mi siano mai c ...continua

    Non ho mai amato particolarmente il Piccolo principe. Lo trovavo pretenzioso moralistico e noioso.
    Ora che ho letto questo, rivaluto l'originale.
    Senz'altro uno dei libri più brutti che mi siano mai capitati.
    Una sequenza di discorsi moralistici e banali, a livello conversazione tra vecchietti sull'autobus, impartiti ad un improbabile adolescente felice di farsi indottrinare.
    Mi dispiace che qualcuno abbia speso i soldi per regalarmi questo libro e spero che nessun altro faccia lo stesso errore.

    ha scritto il 

  • 4

    Alcuni libri recano al lettore questo dono: di presentargli in forma scritta cio' che i suoi pensieri e il suo cuore gia' sanno.

    E' vero, come scritto in altri commenti a questo libro, che l'autore r ...continua

    Alcuni libri recano al lettore questo dono: di presentargli in forma scritta cio' che i suoi pensieri e il suo cuore gia' sanno.

    E' vero, come scritto in altri commenti a questo libro, che l'autore risulta a volte insopportabilmente saccente.
    E' vero, come scritto in altri commenti a questo libro, che forse l'idea di utilizzare il nome del "piccolo principe" puo' sembrare una po' una furbata (ma non e' vero, almeno a mio parere, che la figura rappresentata del piccolo principe sia in questo testo in secondo piano rispetto alla voce narrante.

    Ed e' vero, assolutamente vero, che molti degli "insegnamenti" impartiti dall'autore al piccolo principe e a al lettore, sono delle assolute banalita! Cose ovvie. Cose cosi ovvie, che come il piccolo principe dimostra, nemmeno l'autore si ricorda di metterle in pratica

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Il ritorno del giovane principe che poteva anche starsene dove stava

    Pubblicizzarlo come presunto sequel de "Il piccolo principe" mi sembra qualcosa simile alla bestemmia letteraria. Nonostante abbia trovato un paio di passaggi interessanti (che ho riportato nelle note ...continua

    Pubblicizzarlo come presunto sequel de "Il piccolo principe" mi sembra qualcosa simile alla bestemmia letteraria. Nonostante abbia trovato un paio di passaggi interessanti (che ho riportato nelle note), nel complesso questo libricino di 100 pagine ti lascia ben poco e non si fa ricordare per nulla, se non per il fatto che il principe è uno dei due personaggi principali. Grande furbata Roemmers!
    Non capisco nemmeno perché definirlo romanzo (qualcuno mi spieghi i requisiti di lunghezza che deve avere un romanzo per essere considerato tale perché non ci capisco più nulla!) e penso che sarebbe stato più efficace se l'autore l'avesse scritto sotto forma di saggio.
    Altra cosa: il principe non è affatto il protagonista del romanzo! Il personaggio principale è l'autore, che "usa" il giovane malcapitato raccattato per strada per sbatterci in faccia le sue lezioni di vita e le sue grandi rivelazioni sui massimi sistemi filosofici: cos'è la felicità, cos'è l'amore e così via. Il tutto, se mi è concesso dirlo, con una larga dose di arroganza e di "Te lo spiego io che lo so, altro che quello che sai tu, povero bambino ancora ignorante del mondo". E non puoi salvarti in corner nelle ultime 10 righe dicendo che è stato il principe ad insegnare tutto a te, caro Roemmers! Il ruolo del "maestro saccente" è reso evidente in alcuni passaggi quando trapela il fastidio causato dall'essere stato interrotto dal giovane adepto, per non parlare dell'interruzione della sinfonia meccanica...Roemmers, ma seriamente? Inoltre alcune scenette mi cadono un po' sul banalotto.
    Ultima cosa: la dedica principale è a Gesù Cristo? Con tutto il rispetto, MA ANCHE NO.

    ha scritto il 

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