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Il ritorno del maestro di danza

Di

Editore: Marsilio (Tascabili maxi)

3.8
(975)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 491 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8831707477 | Isbn-13: 9788831707473 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi in un casolare sperduto nel nord della Svezia. Ma un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango.
Il trentasettenne ispettore di polizia Stefan Lindman, un tempo collega della vittima, si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Sulle tracce dell'assassino, che dalla Svezia portano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia.
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  • 3

    un po' arzigogolato...

    non mi appassiona la scrittura di mankell..è sicuramente bravo nelle descrizioni ma è un po' troppo decadente nelle trame...e poi è un po' ripetitivo nel mettere gli omicidi che vengono dal passato remoto

    ha scritto il 

  • 4

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planetaria, ma quel che m'ha favorevolmete colpi ...continua

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planetaria, ma quel che m'ha favorevolmete colpito è il contrappunto tra il rapporto con la morte vissuto dal protagonista che ha appena saputo di avere un cancro e la visione che di questo rapporto hanno gli esponenti dei gruppi neonazisti di cui parla il libro. Nel primo la lotta per la vita, con i suoi scoramenti o slanci, ne mostra il valore purché sia, nei secondi il valore può scendere a 0 se la vita è quella degli altri, restando in altissima considrazione soltanto la propria.
    Dicono che l'opera vorrebbe trattare, attraverso l'artificio del giallo, il problema dei rinascenti gruppi neonazisti nelle società evolute come quella svedese: certo non ne fa un'analisi sociologica sul perché di questa rinascita, si limita a far presente il problema. A me è parso che faccia molto di più: con l'artificio che ho descritto sopra, espone la propria visione della vita intesa non come idilliaca adesione ad un immaginario religioso, ma come reale, concreta ed unica possibilità che abbiamo per stare su questo mondo con sofferenze e gioie e con dignità per tutti.
    Nella mia prima recensione di un'opera di Mankell notavo la "nordicità" come un difetto ben evidente, l'aspetto permane ma ora sono propenso a spostarlo nel campo dei pregi, per la visione laica che questa "nordicità" infonde all'opera.

    ha scritto il 

  • 4

    Con Mankell si va sempre sul sicuro: storie avvincenti, personaggi profondi e ben caratterizzati, e soprattutto senza quell'aura da "supereroi" che si trova in tanti altri protagonisti del genere.
    Immagino che l'ambientazione scandinava - fredda, buia e un poco malinconica - possa allontana ...continua

    Con Mankell si va sempre sul sicuro: storie avvincenti, personaggi profondi e ben caratterizzati, e soprattutto senza quell'aura da "supereroi" che si trova in tanti altri protagonisti del genere.
    Immagino che l'ambientazione scandinava - fredda, buia e un poco malinconica - possa allontanare qualcuno, ma a mio parere è perfetta per un romanzo di questo tipo.

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero un gran bel libro:scrittura fluida e accattivante! È il primo libro di Mankell che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. . In un libro giallo credo sia importante riuscire a crearsi anche una propria "indagine mentale" su quanto accaduto, e Mankell in questo libro fo ...continua

    Davvero un gran bel libro:scrittura fluida e accattivante! È il primo libro di Mankell che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. . In un libro giallo credo sia importante riuscire a crearsi anche una propria "indagine mentale" su quanto accaduto, e Mankell in questo libro fornisce gli elementi sufficienti per farti diventare detective per qualche giorno!

    ha scritto il 

  • 4

    Cercavo velocemente un libro da leggere senza dovermi studiare recensioni e so che con Mankell vado sul sicuro. Non sono rimasta delusa neppure questa volta; nonostante la trama non sia così avvincente per essere un "giallo", si ritrovano le atmosfere malinconiche e a volte un po' angoscianti cos ...continua

    Cercavo velocemente un libro da leggere senza dovermi studiare recensioni e so che con Mankell vado sul sicuro. Non sono rimasta delusa neppure questa volta; nonostante la trama non sia così avvincente per essere un "giallo", si ritrovano le atmosfere malinconiche e a volte un po' angoscianti così tipiche della letteratura nordica, l'introspezione che spesso vince sull'azione, il freddo climatico che si riesce a percepire attraverso la carta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    En parejas...

    A pesar de ser bastante largo mantiene bien la tensión. Lo que más me ha gustado es como se no muestra totalmente parte de la trama mientras que el resto permanece oculto; se establece una relación muy interesante entre los dos asesinos y los dos policías; bailando por parejas...

    ha scritto il 

  • 4

    Il ritorno del maestro di danza è la dimostrazione che per scrivere un romanzo giallo degno di questo nome, non sono necessari tutti quegli orrendi stereotipi a cui gli autori degli ultimi anni ci hanno tristemente abituato.
    La trama è umana, verosimile. Ma non per questo meno coinvo ...continua

    Il ritorno del maestro di danza è la dimostrazione che per scrivere un romanzo giallo degno di questo nome, non sono necessari tutti quegli orrendi stereotipi a cui gli autori degli ultimi anni ci hanno tristemente abituato.
    La trama è umana, verosimile. Ma non per questo meno coinvolgente o appassionante. Il protagonista non è un superuomo, senza macchia e senza paura, affascinante, pieno di risorse e circondato da belle donne (un triste cliché ormai consolidato nella recente letteratura). Stefan Lindman è un comune poliziotto che collabora con le forze dell'ordine di un piccolo e tranquillo paesino svedese alla ricerca di un efferato quanto atipico serial killer. E' uno di noi, una persona vera, con le sue paure, le sue debolezze, i suoi difetti.

    Nelle pagine di questo romanzo si respira un profumo squisitamente retrò, un modo di scrivere old style, che riesce a tenerci incollati alla lettura fino all'ultima riga. L'autore sa dipanare la matassa degli eventi con abilità e con il giusto tempismo, e il tutto senza eccessi, mai sopra le righe.
    Giudizio assolutamente positivo: quattro stelle meritatissime.

    ha scritto il 

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