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Il ritorno del maestro di danza

By Henning Mankell

(161)

| Mass Market Paperback | 9788831707473

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Book Description

Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi in un casolare sperduto nel nord della Svezia. Ma un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del d Continue

Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi in un casolare sperduto nel nord della Svezia. Ma un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango.
Il trentasettenne ispettore di polizia Stefan Lindman, un tempo collega della vittima, si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Sulle tracce dell'assassino, che dalla Svezia portano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia.

151 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Gran bella storia, molto molto avvincente. Bella scoperta Mankell.

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    Jens said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il capolavoro di Mankell al di fuori della serie di Kurt Wallander. Ne leggerò altri e valuterò se qualcuno mi piacerà ancora di più. :)

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    Tudor said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un po' arzigogolato...

    non mi appassiona la scrittura di mankell..è sicuramente bravo nelle descrizioni ma è un po' troppo decadente nelle trame...e poi è un po' ripetitivo nel mettere gli omicidi che vengono dal passato remoto

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    GIOMMA said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planeta ...(continue)

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planetaria, ma quel che m'ha favorevolmete colpito è il contrappunto tra il rapporto con la morte vissuto dal protagonista che ha appena saputo di avere un cancro e la visione che di questo rapporto hanno gli esponenti dei gruppi neonazisti di cui parla il libro. Nel primo la lotta per la vita, con i suoi scoramenti o slanci, ne mostra il valore purché sia, nei secondi il valore può scendere a 0 se la vita è quella degli altri, restando in altissima considrazione soltanto la propria.
    Dicono che l'opera vorrebbe trattare, attraverso l'artificio del giallo, il problema dei rinascenti gruppi neonazisti nelle società evolute come quella svedese: certo non ne fa un'analisi sociologica sul perché di questa rinascita, si limita a far presente il problema. A me è parso che faccia molto di più: con l'artificio che ho descritto sopra, espone la propria visione della vita intesa non come idilliaca adesione ad un immaginario religioso, ma come reale, concreta ed unica possibilità che abbiamo per stare su questo mondo con sofferenze e gioie e con dignità per tutti.
    Nella mia prima recensione di un'opera di Mankell notavo la "nordicità" come un difetto ben evidente, l'aspetto permane ma ora sono propenso a spostarlo nel campo dei pregi, per la visione laica che questa "nordicità" infonde all'opera.

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    Panz said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Con Mankell si va sempre sul sicuro: storie avvincenti, personaggi profondi e ben caratterizzati, e soprattutto senza quell'aura da "supereroi" che si trova in tanti altri protagonisti del genere.
    Immagino che l'ambientazione scandinava - fredda, bui ...(continue)

    Con Mankell si va sempre sul sicuro: storie avvincenti, personaggi profondi e ben caratterizzati, e soprattutto senza quell'aura da "supereroi" che si trova in tanti altri protagonisti del genere.
    Immagino che l'ambientazione scandinava - fredda, buia e un poco malinconica - possa allontanare qualcuno, ma a mio parere è perfetta per un romanzo di questo tipo.

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    ale said on May 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Davvero un gran bel libro:scrittura fluida e accattivante! È il primo libro di Mankell che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. . In un libro giallo credo sia importante riuscire a crearsi anche una propria "indagine mentale" s ...(continue)

    Davvero un gran bel libro:scrittura fluida e accattivante! È il primo libro di Mankell che leggo e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. . In un libro giallo credo sia importante riuscire a crearsi anche una propria "indagine mentale" su quanto accaduto, e Mankell in questo libro fornisce gli elementi sufficienti per farti diventare detective per qualche giorno!

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    Piripina84 said on Apr 2, 2014 | Add your feedback

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