Il ritorno del maestro di danza

Di

Editore: Marsilio (Farfalle)

3.8
(1023)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 491 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8831792032 | Isbn-13: 9788831792035 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Lo Härjedalen, nel nord della Svezia, è una terra di foreste sterminate, i cui lunghi inverni sono a stento rischiarati dal bagliore della neve. È qui, in un casolare sperduto, che Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi. E qui, un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango. Il trentasettenne Stefan Lindman, ispettore della polizia di Boràs, un tempo collega della vittima, per non doversi confrontare con la malattia che lo tormenta si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Esiste un legame tra la sua morte atroce e le sue convinzioni politiche? E qual è il ruolo della rete neonazista che, sempre più nitida, viene alla luce e sembra toccare lo stesso Lindman molto da vicino? Sulle tracce dell'assassino, che dalla Svezia portano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia. Lo attende una rivelazione sconvolgente, oltre all'amara consapevolezza che la follia che per anni devastò l'Europa non è affatto sepolta.
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  • 3

    Mi piace il Thriller nordico, ma in tutta sincerità questa storia l'ho trovata interessante ma noiosa: lo svolgimento è stato lento e poco avvincente, con un epilogo altrettanto piatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Tanti piccoli passi compongono un ottimo thriller

    Si legge veramente con entusiasmo.
    Molti libri vanno avanti a "passi da gigante" nel senso che c'è il colpo di scena e poi il libro si appiattisce. Qui invece i passettini sono da formica e danno una ...continua

    Si legge veramente con entusiasmo.
    Molti libri vanno avanti a "passi da gigante" nel senso che c'è il colpo di scena e poi il libro si appiattisce. Qui invece i passettini sono da formica e danno una continuità fantastica.

    Cercando proprio di fare i critici, mr Mankell dovrebbe spiegarmi perchè continua a ripetere le cose 200 volte, non sono mica tonto eh ? Se proprio "ti pagano a pagine scritte" (!!!) soffermati su qualche descrizione dei personaggi a livello fisico che manca completamente. (ripeto, queste critiche sono inezie rispetto all'ottimo libro)

    consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 3

    Apprezzo moltissimo gli scrittori scandinavi e sicuramente Mankell si posiziona tra i migliori nel suo genere. La gelida ambientazione non impedisce alla storia di scaldare i nostri cuori con persona ...continua

    Apprezzo moltissimo gli scrittori scandinavi e sicuramente Mankell si posiziona tra i migliori nel suo genere. La gelida ambientazione non impedisce alla storia di scaldare i nostri cuori con personaggi meravigliosamente caratterizzati. E' sempre presente nei libri di Mankell la descrizione della situazione politica del momento, ciò permette al lettore di inquadrare al meglio l'intreccio della storia e le motivazioni che spingono i personaggi a commettere determinate azioni.

    ha scritto il 

  • 3

    un po' arzigogolato...

    non mi appassiona la scrittura di mankell..è sicuramente bravo nelle descrizioni ma è un po' troppo decadente nelle trame...e poi è un po' ripetitivo nel mettere gli omicidi che vengono dal passato re ...continua

    non mi appassiona la scrittura di mankell..è sicuramente bravo nelle descrizioni ma è un po' troppo decadente nelle trame...e poi è un po' ripetitivo nel mettere gli omicidi che vengono dal passato remoto

    ha scritto il 

  • 4

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevol ...continua

    letto in 24 ore complice un viaggio aereo interminabile, ma quando l'ho messo in valigia già ero sicuro sarebbe successo, perché ormai m'è noto quanto la scrittura di Mankell sia scorrevole e piacevole.
    La trama è ben congegnata, a dimensione planetaria, ma quel che m'ha favorevolmete colpito è il contrappunto tra il rapporto con la morte vissuto dal protagonista che ha appena saputo di avere un cancro e la visione che di questo rapporto hanno gli esponenti dei gruppi neonazisti di cui parla il libro. Nel primo la lotta per la vita, con i suoi scoramenti o slanci, ne mostra il valore purché sia, nei secondi il valore può scendere a 0 se la vita è quella degli altri, restando in altissima considrazione soltanto la propria.
    Dicono che l'opera vorrebbe trattare, attraverso l'artificio del giallo, il problema dei rinascenti gruppi neonazisti nelle società evolute come quella svedese: certo non ne fa un'analisi sociologica sul perché di questa rinascita, si limita a far presente il problema. A me è parso che faccia molto di più: con l'artificio che ho descritto sopra, espone la propria visione della vita intesa non come idilliaca adesione ad un immaginario religioso, ma come reale, concreta ed unica possibilità che abbiamo per stare su questo mondo con sofferenze e gioie e con dignità per tutti.
    Nella mia prima recensione di un'opera di Mankell notavo la "nordicità" come un difetto ben evidente, l'aspetto permane ma ora sono propenso a spostarlo nel campo dei pregi, per la visione laica che questa "nordicità" infonde all'opera.

    ha scritto il 

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