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Il ritorno del reale

L'avanguardia alla fine del Novecento

Di

Editore: Postmedia

3.3
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Altri

Isbn-10: 8874900260 | Isbn-13: 9788874900268 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Carneglia

Genere: Art, Architecture & Photography

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Descrizione del libro
Il testo spiega non solo come si è arrivati alla scena attuale, offrendo un'analisi degli ultimi quarant'anni di storia dell'arte (dal minimalismo al postmoderno, dalla pop art all'arte pubblica), ma rilegge anche l'arte dal dopoguerra ad oggi svelando i retroscena e le strategie di una società globale che ha favorito "una cultura visiva sempre più amministrata da un mondo dell'arte dominato da figure promozionali con scarso spirito critico, e da un mondo mediale di aziende di comunicazione e intrattenimento che non ha alcun interesse per qualsivoglia analisi critica."
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  • 4

    Ottimo libro del grande Foster, bravissimo autore e critico d'arte. Ci parla della neo-avanguardia sorta verso la metà del 900 e che si riallaccia alle avanguardie storiche dei primi anni del 900 xkè l'arte è un filone continuo e la ricerca artistica attuale non può essere studiata ed analizzata ...continua

    Ottimo libro del grande Foster, bravissimo autore e critico d'arte. Ci parla della neo-avanguardia sorta verso la metà del 900 e che si riallaccia alle avanguardie storiche dei primi anni del 900 xkè l'arte è un filone continuo e la ricerca artistica attuale non può essere studiata ed analizzata senza fare un raffronto con le ricerche precedenti! si concentra in particolar modo sugli anni sessanta, settanta e ottanta e marginalmente arriva fino ai giorni nostri, questa è l'unica pecca per quanto mi riguarda! comunque sicuramente da consigliare x ki si occupa di arte contemporanea!

    ha scritto il 

  • 4

    Non un testo essenziale, ma degno del nome del suo autore

    Di letture sull'arte delle ultime decadi, così come di apologie, di accuse denigratorie, di celebrazioni della stessa, ve ne sono a bizzeffe. Si ravvisa una sorta di morte della critica, una morte perpetua celebrata, questa sì, in ogni tentativo di racconto univoco di "storia contemporanea dell'a ...continua

    Di letture sull'arte delle ultime decadi, così come di apologie, di accuse denigratorie, di celebrazioni della stessa, ve ne sono a bizzeffe. Si ravvisa una sorta di morte della critica, una morte perpetua celebrata, questa sì, in ogni tentativo di racconto univoco di "storia contemporanea dell'arte" per lo meno cosciente del ruolo che la stesura ha. Questo testo non sfugge a tale empasse. Ma questo non né fa un libro mediocre, anzi: Foster sfrutta la debolezza della critica contemporanea, ricorrendo agli strumenti dell'estetica, sfuggendo quindi alla "comunicazione", l'ente che per Perniola rappresenta ha generato e sostenuto l'attuale rinuncia alla critica. Sfuggire alla comunicazione ha un costo alto: rinunciare alla completezza. Questa è una delle critiche maggiori mosse a Foster, ma non si capisce perché in un testo di critica dell'arte contemporanea, anche se questo si presuppone di ripercorrere percorso storico ben definito. Percorso storico storico tutt'altro che lineare. Questo libro inizia con una domanda sulla storia critica: cosa permette il recupero critico di una pratica del passato? Come possiamo comprendere l'insistenza di questi ritorni storici? Da qui lo stesso Foster fa un paragone con Panofskiy: egli rispondeva con una distanza intellettuale tra presente e passato<i/>. Foster propone un modello avanzato di azione differita, un collegamento di anticipazione e ricostruzione. Il libro di conclude con una domanda sulla corretta distanza: Panofsky rispondeva con una richiesta di verità della prospettiva, Foster avanza un modello di inquadramento parallattico che tenta di tenere sotto controllo anche le nostre proiezioni del presente.

    ha scritto il