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Il ritorno delle gru

Di

Editore: Bompiani (I Grandi, 37)

4.0
(394)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 411 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845211665 | Isbn-13: 9788845211669 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Più che una spy story, come dovrebbe essere sulla carta, è un romanzo di costume, di filosofia, di riflessione e confronto tra culture; con la "scusa" di raccontare la storia di questo assassino ...continua

    Più che una spy story, come dovrebbe essere sulla carta, è un romanzo di costume, di filosofia, di riflessione e confronto tra culture; con la "scusa" di raccontare la storia di questo assassino multietnico si racconta e riflette sul Giappone e sulla cultura orientale e sul suo incontro con quella occidentale, e poi sulla cultura basca e le sue implicazioni, con dissertazioni sulla speleologia (che forse chi non è mai stato in grotta non può capire veramente - fortunatamente non è il mio caso) e con un'infarinatura di rapporti tra poteri nel ventesimo secolo che coinvolge il mondo arabo, le aziende energetiche e la questione palestinese. Un bel mischiotto? Forse sì. Però rimane un romanzo interessante, da leggere con calma e che pone alcune domande filosofiche non banali. Per lettori esperti :)

    ha scritto il 

  • 3

    Non avevo mai letto nulla di Trevanian sapevo solo che il film “Assassinio sull’Eiger” era tratto da un suo libro. Un amico mi ha consigliato “Il ritorno delle Gru” magnificando la storia e ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Trevanian sapevo solo che il film “Assassinio sull’Eiger” era tratto da un suo libro. Un amico mi ha consigliato “Il ritorno delle Gru” magnificando la storia e il personaggio principale in pratica mi stava descrivendo un capolavoro. Sono andato in biblioteca, l’ho preso in prestito e mi son messo a leggerlo con tutto il mio impegno. Partiamo dalla storia, spionaggio anni ’70 verosimile per certi versi irreale per altri (come ad esempio nella vicenda del dirottamento del concorde), letta oggi risulta inevitabilmente datata visto come il mondo è cambiato, ma tutto sommato gradevole. I personaggi che sono il vero punto debole del libro, quelli di contorno sono più che altro macchiette (il basco un Rodomonte dei poveri, caciarone e presuntuoso, i “cattivi” inevitabilmente stupidi e così via), gli unici degni di nota sono il protagonista e i giapponesi (il maestro e il generale). Veniamo dunque a Nikolaj Hel fulcro e, di fatto, centro del romanzo… personaggio talmente perfetto da risultare antipatico, bello, intelligentissimo, poliglotta, genio della matematica e della crittografia, amatore perfetto e instancabile, assassino perfetto ecc… praticamente un dio prestato alla vita terrena, meditativo, filosofico ma eppure null’altro che assassino. Profondamente razzista nei confronti dei non giapponesi pur essendo lui meticcio (anche qui un filo razzista “russo senza sangue slavo”). Sull’argomento probabilmente il personaggio riflette null’altro che il razzismo che i giapponesi nutrono per tutto il resto del mondo e forse anche un po’ le idee dell’autore che paiono abbastanza antisemite dove per semiti si intendono sia gli israeliano che i palestinesi. Misogino fino all’eccesso considerando le donne null’altro che degli strumenti di piacere. Insomma un bel personaggino che però pare un eroe e non si capisce il perché. La scrittura di Trevanian è lenta e strapiena di particolari molte volte inutili, la sequenza dell’esplorazione della grotta lunghissima, senza capo né coda e illeggibile. Fino a due terzi scorre comunque bene ed è anche godibile quando, però, inizia l’azione sembra che all’autore dia fastidio parlane e diventa frettoloso, accumula i fatti senza dare il tempo di capirli per arrivare rapidamente al finale che sembra buttato lì perché un finale serviva. Il titolo italiano si riferisce a una fase del Go che è il gioco in cui, ovviamente, Hel eccelle anche se se ne parla di continuo ma non si spiega in cosa consista. Il titolo originale è Shibumi una parola giapponese che non ha traduzione in italiano e che grosso modo indica un grande senso di raffinatezza unito a modestia dell’apparenza e dell’esistenza… non si capisce come questo si attanagli a Nikolaj Hel o anche solo a Trevanian che addirittura si auto celebra con una nota a fondo pagina come fosse un disclaimer “Nel corso di questo libro, Nicholai Hel si avvarrà della tecnica di nudo uccidere, che però non sarà mai descritta nei particolari. In un libro precedente l'autore descriveva una pericolosa ascensione in montagna. Durante la trasformazione di tale romanzo in un insipido film, un giovane e brillante scalatore rimane ucciso. In un libro successivo l'autore illustrò un metodo per rubare dei quadri in qualsiasi ben protetto museo. Poco dopo la pubblicazione della versione italiana di questo libro, tre dipinti furono rubati a Milano con lo stesso identico metodo descritto, e due di essi rimasero irrimediabilmente mutilati. Un mero senso di responsabilità sociale gli impone ora di evitare esatte descrizioni tecniche e di avvenimenti che, pur rivestendo, forse, un certo interesse per un pugno di lettori, potrebbero contribuire al male fatto a (e da) i non iniziati. Per lo stesso motivo, l'autore terrà parzialmente in ombra certe avanzate tecniche sessuali che potrebbero essere pericolose, e sarebbero certamente dolorose, per il neofita.” Nota che ho trovato ridicola e inutilmente autocelebrativa.

    ha scritto il 

  • 5

    Una piacevolissima sorpresa da una lettura derivata: dopo aver apprezzato, in questo stesso mese, Il potere del cane di don Winslow, girando per decidere cos'altro di suo leggere mi imbatto in ...continua

    Una piacevolissima sorpresa da una lettura derivata: dopo aver apprezzato, in questo stesso mese, Il potere del cane di don Winslow, girando per decidere cos'altro di suo leggere mi imbatto in Satori, riscrittura di un altro romanzo, Shibumi, di Trevanian, e così, in preparazione del primo, mi dedico al secondo. Costruito secondo la sequenza delle fasi del gioco giapponese del go, che si conclude con il ritorno delle gru nel nido (primo sottotitolo dell'edizione italiana), il libro traccia l'etica dell'assassino perfetto (secondo sottotitolo italiano) Nikolaj Hel, straordinario personaggio che è un intreccio di razze (russa e tedesca), lingue (ne parla sette) e culture (orientale e occidentale), un magistrale giocatore di go, un esperto nell'arte marziale del nudo uccidere (come il Bullseye dei fumetti Marvel è in grado di fare di qualunque oggetto di uso quotidiano un'arma letale), un killer che è anche grandioso amante (come il protagonista del manga Crying Freeman), uno speleologo internazionale, un giardiniere e filosofo e guerriero, un asceta e mistico in odore di santità e un vandalo e vendicatore rapace, un uomo virile che reduce dal campo di battaglia indossa morbide vesti e passeggia con ammirata compassione per i petali cadenti dei ciliegi, un uomo coraggioso e gentile, un antieroe medievale (di un Medioevo nipponico e non europeo) il cui merito è di attaccare e distruggere i sistemi (dal danneggiare volontariamente la propria Volvo al ricattare i governi plutocratici), un uomo che aspira alla dignità e allo shibumi, una bellezza poco appariscente, raffinata e dimessa, modesta e perfetta, elegante e semplice. Il ritratto di questo personaggio, della sua etica, rende il romanzo un vero capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    romanzo divertentissimo, si legge d'un fiato

    all'inizio appare datato, con il calcolatore, la CIA e la Casa Madre che tutto domina...

    ma poi lascia da parte le avanzatissime tecnologie del 1979 e si ...continua

    romanzo divertentissimo, si legge d'un fiato

    all'inizio appare datato, con il calcolatore, la CIA e la Casa Madre che tutto domina...

    ma poi lascia da parte le avanzatissime tecnologie del 1979 e si concentra sul protagonista, Nikolay Hel e la storia prende le ali ambientata tra Cina, Giappone e Paese Basco, inverosimile e piena di luoghi comuni, ma ben scritta, ben congegnata

    sarà un libro che regalerò spesso

    ha scritto il 

  • 3

    Gli uccelli di Orhy sono felici solo ad Orhy

    Il titolo del libro m’ispirava assai, così l’ho fatto passare davanti alla lunga fila degli altri in attesa di essere letti. Loro, poverini, si saranno sentiti come le persone digiune che di ...continua

    Il titolo del libro m’ispirava assai, così l’ho fatto passare davanti alla lunga fila degli altri in attesa di essere letti. Loro, poverini, si saranno sentiti come le persone digiune che di primo mattino vanno a farsi fare il prelievo per le analisi; si mettono in fila, scrutano con occhio assassino tutti quelli che arrivano dopo di loro, quando finalmente sono a un passo dall’essere chiamati.. zacchete! arrivano sei donne incinte e quattro mamme con bambini e si ritrovano altre dieci persone davanti.

    A tratti la lettura m'ha lievemente annoiato, lo ammetto, e ci sono voluti dodici giorni prima di riuscire a finirlo, ma ho imparato cose indispensabili. Non mi spiego come ho fatto finora a vivere senza.

    Primo di tutto ho scoperto che lo Shibumi del titolo non è il nome di battesimo di Trevanian, bensì un termine che significa bellezza poco appariscente, grande raffinatezza sotto apparenze comuni, comprensione più che conoscenza, silenzio eloquente. Però nell’arte non si chiama più shibumi ma labi, e vuol dire elegante semplicità, mentre in filosofia diventa wabi e sta per serenità spirituale non passiva, l’essenza senza l’angoscia del divenire. Tutto ciò si condensa facilmente in ma che due balls!

    Poi ho appreso che esiste un antico gioco giapponese, il Gò, simile agli scacchi ma molto più complesso, in cui il ritorno delle gru al nido simboleggia il ritiro di un avversario sconfitto. I giapponesi dicono: tsuru no sugomori, cioè le gru tornano al nido, che sarebbe il nostro l’è tornà a casa con la coa fra le gambe.

    E infine ora so quello che ogni donna deve sapere: al contrario di quella giapponese la dieta degli occidentali comprende grandi quantità di grassi animali, e questo comporta che noi per loro puzziamo; quindi a letto si smorzano un pochetto e ci mettono di più ad avere l’orgasmo. Interessante, vero?

    Il protagonista, Nicholai Qualcosa, è un saccente borioso, pieno di spocchia e superbia, di un’antipatia unica. Da adolescente decide di diventare uomo di shibumi, ma per una serie di circostanze diventa invece il miglior assassino prezzolato in circolazione. Su tutta la vicenda grava l’ombra pesante della CIA. Il resto della storia leggetelo su altre recensioni perché in questi giorni vado un po’ di fretta; ora che son tornate le gru parto io. Ma non pensate subito male! Niente ferie, solo 15 giorni di volontariato in Mozambico.

    ... così ci faccio un figurone e non mi criticate. Shalom a tutti.

    ☆☆☆ in raccoglimento mistico su una zampa

    ha scritto il 

  • 4

    Il genere (spy story? Thriller politico?) non e' il mio preferito. Il personaggio (perfetto, anche nel suo essere scostante) mi risulta piu' che altro antipatico. Cinquecento e passa pagine che ...continua

    Il genere (spy story? Thriller politico?) non e' il mio preferito. Il personaggio (perfetto, anche nel suo essere scostante) mi risulta piu' che altro antipatico. Cinquecento e passa pagine che ruotano attorno ad un unico episodio. Eppure l'ho letto con avidita'.

    ha scritto il