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Il ritorno di Rian

Di

Editore: Harlequin Mondadori (I Grandi Romanzi Storici 636)

3.0
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000115611 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Romance

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Descrizione del libro
la saga dei Becket Vol. 6

Francia - Inghilterra, 1815
Ferito gravemente durante la battaglia di Waterloo e creduto morto dai famigliari, Rian Becket viene portato nella dimora dell'enigmatico Conte Beltrane, dove la bella Lisette lo aiuta a guarire dalle ferite del corpo e dell'anima. Un giorno, tuttavia, la sua avvenente infermiera dichiara di dover lasciare la villa per evitare le attenzioni lascive del padrone di casa e invita Rian a fuggire insieme a lei. Senza esitare il giovane accetta e le offre ospitalità a Becket Hall. Ma durante il viaggio, malgrado la prepotente attrazione che prova per la fanciulla, Rian inizia a sospettare che Lisette non sia davvero chi sostiene di essere e che abbia intenzioni assai diverse da quelle dichiarate. Possibile che sia la complice del peggior nemico della sua famiglia? E se così fosse, cosa potrebbe fare lui per contrastare la donna che è ormai padrona del suo cuore?
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  • 1

    TITOLO: Il ritorno di Rian
    AUTRICE: Kasey Michaels
    TITOLO ORIGINALE: The Return of the Prodigal
    USCITA ITALIANA: GRS 636 giugno 2008
    GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
    Francia – Inghilterra, 1815
    Ferito gravemente durante la battaglia di Waterloo e creduto morto dai famig ...continua

    TITOLO: Il ritorno di Rian
    AUTRICE: Kasey Michaels
    TITOLO ORIGINALE: The Return of the Prodigal
    USCITA ITALIANA: GRS 636 giugno 2008
    GIUDIZIO PERSONALE: 1/5
    Francia – Inghilterra, 1815
    Ferito gravemente durante la battaglia di Waterloo e creduto morto dai famigliari, Rian Becket viene portato nella dimora dell'enigmatico Conte Beltrane, dove la bella Lisette lo aiuta a guarire dalle ferite del corpo e dell'anima. Un giorno, tuttavia, la sua avvenente infermiera dichiara di dover lasciare la villa per evitare le attenzioni lascive del padrone di casa e invita Rian a fuggire insieme a lei. Senza esitare il giovane accetta e le offre ospitalità a Becket Hall. Ma durante il viaggio, malgrado la prepotente attrazione che prova per la fanciulla, Rian inizia a sospettare che Lisette non sia davvero chi sostiene di essere e che abbia intenzioni assai diverse da quelle dichiarate. Possibile che sia la complice del peggior nemico della sua famiglia? E se così fosse, cosa potrebbe fare lui per contrastare la donna che è ormai padrona del suo cuore?
    Un unico grido si solleva: basta con questi Becket! Probabilmente l'ultima storia darà una delle migliori, ma questa era davvero qualcosa di totalmente inutile nel complesso della serie, se non fosse per il fatto che porta avanti la vicenda che unisce tutta la serie e ritroviamo Edward Beales questa storia non avrebbe ragion d'essere. Si riprende il filo da dove lo avevamo lasciato ossia con Rian Becket che, come sospettavamo, non è morto, è stato a lungo malato, ha perso una mano ed è stato a lungo intontito dall'oppio che gli veniva somministrata. Ma ora la sua infermiera, Lisette Beatty ha deciso di farlo riemergere da quel torpore e di aiutarlo anche con il suo amore. In realtà le è stato chiesto, da parte del padre, di riaccompagnarlo a casa per scoprire dove si trovano tutti gli altri Becket...
    Di questo libro NON mi è piaciuto:
    Come ho già detto l'ho trovato del tutto superfluo, così come parecchi di questi libri della serie Becket in realtà. Per carità, grazie a questo episodio finalmente i Becket si trovano faccia a faccia (o quasi) con Beales, ma la storia di Rian praticamente non esiste: è un convalescente che deve tornare a casa, che inizia una relazione con la sua infermiera, che nel viaggio di ritorno supera qualche disavventura. È come se questo romanzo fosse un intermezzo tra episodi più importanti, almeno nel precedente c'era la battaglia di Waterloo, qui non succede nulla di rilevante davvero.
    Rian è un eroe pallido, inadeguato a questo ruolo. Non ho riscontrato in lui né tutto quel fascino che gli si attribuisce da più parti, né l'irruenza giovanile, né tantomeno quel minimo di tormento che l'invalidità gli avrebbe dovuto dare. È come un inetto gestito da altri, ora da Lisette, così come per tutta la vita ha subito le imposizioni del padre e dei fratelli, da cui diceva di volersi liberare. Evidentemente non c'è riuscito. In lui non ravviso nessuno sviluppo psicologico.
    Lisette avrebbe potuto essere un personaggio interessante, in quanto figlia e vittima di un uomo perfido. Rischia di diventarne complice, anche per il desiderio di conquistarne l'affetto. Il suo evidente tormento non viene adeguatamente trattato, bisognava che l'autrice (o il traduttore) si soffermasse di più sul dolore di aver trovato il proprio padre solo per scoprire che è un essere ignobile che ha perfino ucciso sua madre. Non mi piace che si sia infilata nel letto del protagonista, non si sa per quale motivazione.
    Purtroppo, gli altri Bcket, che avrebbero potuto dare sostanza alla storia, si vedono poco e solo nella parte finale, che è infatti decisamente più vivace. Di fronte alla scarsa personalità di Rian c'era bisogno di molto altro!
    Di questo libro mi è piaciuto:
    Trovo che l'unico personaggio che sia stato adeguatamente sviluppato, che risulti vivo e vivace e che dia sprint alla storia sia solo Jasper. È un servo semplice d'animo e di pensiero ma ha quella umanità e quell'immediatezza che mancano sicuramente agli altri personaggi.
    L'ho trovato un libro penoso!

    SERIE: Becket
    Ritorno a Becket Hall
    Una debuttante pericolosa
    Il segreto di Eleanor
    Un matrimonio di convenienza
    L’impavida Miss Becket
    Il ritorno di Rian
    L’ultima sfida dei Becket

    ha scritto il 

  • 3

    "L'amore era vederla con la punta di uno stiletto premuta contro la gola e capire all'istante che la propria vita non avrebbe avuto alcun valore se lei non ne avesse più fatto parte. L'amore era vedere il suo labbro spaccato, il livido sulla sua guancia, e non desiderare che di uccidere l'uomo ...continua

    "L'amore era vederla con la punta di uno stiletto premuta contro la gola e capire all'istante che la propria vita non avrebbe avuto alcun valore se lei non ne avesse più fatto parte. L'amore era vedere il suo labbro spaccato, il livido sulla sua guancia, e non desiderare che di uccidere l'uomo che aveva osato farle del male. L'amore era guardarla mentre tutte le sue convinzioni le venivano tolte, lasciandola affranta e smarrita, e non anelare che a regalarle dei nuovi sogni, a cancellare i suoi incubi, a tenerla fra le sue braccia, guarirla e vederla di nuovo sorridere.
    L'amore era sentirla chiamarlo Rian Becket, canzonarlo per il suo eccessivo sentimentalismo e, se fosse stato molto, molto fortunato, svegliarsi ongi mattina al suo fianco per i cinquanta anni successivi."

    ha scritto il 

  • 2

    difficilmente abbandono un libro, anche se lentamente ma riesco ad arrivare alla fine, questo però.........proprio non ce l'ho fatta, sarà colpa della traduzione,non so,sono arrivata a pag.60 e mi sono arresa...

    ha scritto il