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Il ritratto di Dorian Gray

Di

Editore: Rizzoli (SuberBur)

4.3
(29638)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 269 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Giapponese , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Olandese , Catalano , Finlandese , Greco , Turco , Polacco , Basco , Ceco , Galego

Isbn-10: 8817150169 | Isbn-13: 9788817150163 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ugo Dèttore ; Contributi: Bernhard Fehr

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , Rilegato in pelle , eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un capolavoro d'arte

    Un mix ben dosato di narrazione, angoscia, arte...un risultato magnifico. Scrittura scorrevole con tanti appigli a cui aggrapparsi nei momenti più drammatici. Talmente irreale da sembrare vero. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    « Ognuno di noi ha Paradiso e Inferno dentro di sé »

    Londra, fine ‘800. Dorian Gray è un giovane borghese affascinante, altero, cultore dell’arte, che conserva ancora intatta la purezza di un’adolescenza appena sfumata. La sua indescrivibile bellezza cattura e stimola l’ispirazione dell’amico Basil, artista squattrinato e sognatore, autore del ritr ...continua

    Londra, fine ‘800. Dorian Gray è un giovane borghese affascinante, altero, cultore dell’arte, che conserva ancora intatta la purezza di un’adolescenza appena sfumata. La sua indescrivibile bellezza cattura e stimola l’ispirazione dell’amico Basil, artista squattrinato e sognatore, autore del ritratto che dà il titolo al romanzo e che assumerà un ruolo centrale nella vita di Dorian, condizionandola al punto da divenire un’ossessione.
    Lord Henry, gentiluomo cinico e spregiudicato, introduce Dorian nell’ambiente dei salotti londinesi, intrisi di falsità e frivolezze, e lo accompagna come mentore in un percorso a ritroso, alla ricerca del piacere puro e distaccato, libero da qualunque coinvolgimento affettivo.
    Il ritratto, nel quale Basil aveva rappresentato la bellezza della gioventù, per Dorian fungerà da specchio di un’anima sempre più corrotta, consumata e svilita nella spasmodica ricerca dell’appagamento dei sensi; infatti esso, in principio stupendo come il suo modello, diventa testimone silenzioso del mutamento, del lento e progressivo degrado del protagonista. Perché Dorian, come un moderno Faust, ha fatto un patto col diavolo: conserva la sua giovinezza e quella bellezza di cui lui stesso è follemente innamorato, mentre ad invecchiare è il ritratto che diventa ogni giorno più ripugnante. Terrorizzato dalla sua visione e dal sentimento di vergogna che gli suscita, Dorian non esita a nasconderlo in una vecchia e polverosa soffitta, lontano dallo sguardo altrui.
    Attraverso questa stupenda metafora, Oscar Wilde non fa altro che rivelarci la più cara verità del decadentismo fin de siècle, e cioè che la vita è un’opera d’arte e come tale va vissuta. È questa la filosofia di vita che Dorian ha imparato da lord Henry, ma lungo un percorso che appariva così promettente e affascinante si insinuano episodi sconvolgenti. Intento a perseguire il suo ideale estetico e limitandosi a godere di emozioni che non hanno nulla di autentico, non si accorge che la vita gli sfugge di mano: un amore che poteva essere perfetto e che, invece, finisce tragicamente, proprio come su un palcoscenico; le amicizie tormentate, le frequentazioni losche; fino all’emblematico caso del rapporto con Basil, dal quale tutto ha avuto inizio e con il quale tutto, macabramente, si conclude.
    E sullo sfondo ancora il ritratto, sempre lì ad attendere la sua conversione, a riassumere su di sé la tragedia di una vita consacrata ad un piacere mai realmente vissuto.
    L’autore è riuscito, con eleganza, ad accompagnarci in questo viaggio nella debolezza dell’uomo, mettendone a nudo desideri, passioni, contraddizioni. « L’artista non ha intenti morali » scrive nella prefazione: e infatti la storia di Dorian si sottrae a qualunque giudizio, perché è la storia di un Male scontato attraverso il dolore. Grazie ad una prosa delicatissima, in più punti lirica, resa impeccabilmente nella traduzione di Benedetta Bini, anche noi lettori finiamo per arrenderci di fronte al fascino di un’esistenza che, forse perché “maledetta”, svela a noi stessi ciò che siamo, quanto amiamo, desideriamo e, troppo spesso, ciecamente ci illudiamo.

    ha scritto il 

  • 3

    Lui scende dal pendio cammina sicuro tra i pezzi di roccia e le crepe della terra arida. Quando arriva giù guarda verso l'alto e poi poggia le mani sulla roccia.
    Aspetta, urla da lontano Federica. Lui si volta verso di lei la guarda e non dice mezza parola. Ho un'idea per quella roccia,
    ...continua

    Lui scende dal pendio cammina sicuro tra i pezzi di roccia e le crepe della terra arida. Quando arriva giù guarda verso l'alto e poi poggia le mani sulla roccia.
    Aspetta, urla da lontano Federica. Lui si volta verso di lei la guarda e non dice mezza parola. Ho un'idea per quella roccia, quasi un trucco, urla Federica, vuoi sentirlo? Mi piacciono i trucchi, ma l'hai pensato bene?, urla lui. Veramente non lo so, urla Federica, ho solo pensato che, allora aspettiamo, urla più forte lui, pensaci ancora un po', perché?, chiede Federica urlando, ma lui non risponde poggia le mani sulla roccia e comincia a spingere.

    Albert: delusa?
    Federica: no. adesso mi studio tutto e poi gli dico.
    Albert: brava, mon amour, come posso aiutarti?
    Federica: ce l'hai lì la stampante 3D?
    Albert: oui.
    Federica: ok. per adesso niente ti dico io dopo. bisogna piantarla con gli sforzi inutili. non li sopporto.
    Federica guarda la roccia.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita

    Ho aspettato che fosse lì ad invecchiare come una buona bottiglia di vino, certa che in qualunque momento della mia vita lo avessi letto non mi avrebbe deluso e così è stato. Annata 1890, eppure così soave.
    Wilde col suo grande talento, figlio ribelle dell’austera età vittoriana, protagoni ...continua

    Ho aspettato che fosse lì ad invecchiare come una buona bottiglia di vino, certa che in qualunque momento della mia vita lo avessi letto non mi avrebbe deluso e così è stato. Annata 1890, eppure così soave.
    Wilde col suo grande talento, figlio ribelle dell’austera età vittoriana, protagonista della scena culturale da oltre un secolo, ha scritto un’opera d’arte intramontabile dall’inossidabile smalto, curandone anche la prefazione, altro imperdibile tassello che impreziosisce il romanzo, molto ricco di significati da cogliere tra le righe.
    Dorian, giovane di impareggiabile bellezza, è la fonte principale d’ispirazione creativa del pittore Basilio, suo pigmalione artistico, che ha dedicato alla ricerca della bellezza il solo scopo nella vita. Ai due personaggi si affianca il cinico sputasentenze Lord Wottom, personalità influente che snocciola aforismi e scuote la mente del protagonista dal torpore. E’ interessante seguire la traiettoria esistenziale del giovane, l’emergere di un lato oscuro che lo istiga a compiere azioni criminose e traghetta precipitosamente la sua coscienza nei bassifondi.
    “Dicono che i grandi eventi dell'umanità si svolgono nello spirito. Ed è nello spirito, solo nello spirito, che si commettono i grandi peccati dell'umanità »
    Un vero peccato è non leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    ne sutor ultra crepidas

    Recensire Oscar Wilde è impresa temeraria e certamente inutile. Allora ci limitiamo a qualche pensiero in libertà.

    Di chi parla l'autore? Di sè forse?
    La prospettiva di salvezza, la speranza si realizzano in quel curioso, e un pò ridicolo, intento di Dorian Grey di "diventar buono" ...continua

    Recensire Oscar Wilde è impresa temeraria e certamente inutile. Allora ci limitiamo a qualche pensiero in libertà.

    Di chi parla l'autore? Di sè forse?
    La prospettiva di salvezza, la speranza si realizzano in quel curioso, e un pò ridicolo, intento di Dorian Grey di "diventar buono" ?

    No di certo.

    Un grande scrittore si rivolge sempre ad una platea indeterminata di lettori, e non impartisce lezioni.

    Diventar buoni significa allora, forse, aderire a un progetto di elevazione. Gray come Scrooge, perchè no? con le prove rituali dell'omicidio - massima colpa per gli uomini e per Dio - e dei lavacri simbolici nel secondo caso.

    Restano geniali l'invenzione alla base del libro e l'inversione finale, perfetta la scrittura e la scansione "noir". Certi dialoghi stucchevoli, così come i personaggi che posano oltremodo e hanno sempre la risposta giusta, sono lo specchio dell'epoca, che non abbiamo conosciuto nè possiamo reinvertarla. Dunque ce li teniamo e godiamo così perchè così li hanno disegnati, direbbe la bionda di Roger Rabbit.

    ha scritto il 

  • 5

    The Picture of Dorian Gray (1890)

    Un giovane rovinato dal proprio fascino, e da quella gioventù che egli stesso aveva invocato. Nella bellissima favola di Oscar Wilde, Dorian Gray vende l'anima, ma a differenza degli altri Faust, il Diavolo fa tuttuno con colui che lo evoca. Non c'è più bisogno che Mephisto presieda al contratto, ...continua

    Un giovane rovinato dal proprio fascino, e da quella gioventù che egli stesso aveva invocato. Nella bellissima favola di Oscar Wilde, Dorian Gray vende l'anima, ma a differenza degli altri Faust, il Diavolo fa tuttuno con colui che lo evoca. Non c'è più bisogno che Mephisto presieda al contratto, basta uno specchio.

    ha scritto il 

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