Vienna 1971. In un appartamento nel cuore della città una giovane donna sta per incontrare sua madre. Non si vedono da trent'anni. Helga era bambina quando, in una Berlino già sventrata dalle bombe, la madre l'aveva abbandonata per inseguire il ... Continua
Ha scritto il 09/04/17
La vita di una bambina nella Berlino sotto le bombe alleate. Un libro che offre un punto di vista diverso dal solito: qui sono le sofferenze del "nemico" ad essere raccontate.Un libro da leggere, anche se è un pugno nello stomaco; ma anche l'orrore ...Continua
Ha scritto il 28/03/17
un libro per ragazzi
carino, non aggiunge molto al già raccontato. poco probabili le considerazioni, riflessioni e osservazioni fatte da una bambina che avrebbe avuto poco più di 5 anni all'epoca e meno ancora il personaggio del fratellino di 3 anni che è già un ...Continua
Ha scritto il 16/02/17
Anche la popolazione tedesca ha sofferto la guerra e la distruzione. "Eravamo andati oltre il sopportabile, oltre il visibile, oltre l'immaginabile, oltre l'umano. Eppure in seguito dovetti imparare che la nostra sofferenza non era stata nulla in ...Continua
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Ha scritto il 30/01/17
Ricordare l'annientamento.
"Sotto il nazismo ero qualcuno, adesso non sono nessuno".C'è da restare basiti e sconvolti come Helga Schneider se cercando la propria madre a trent'anni dal rogo di Berlino dell'Aprile 1945, trent' anni dopo una separazione che forse in realtà è ...Continua
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Ha scritto il 20/08/16
La storia della caduta della Germania nazista attraverso la vita dell'autrice abbandonata dalla madre e con il padre in guerra. Una storia di privazioni: di cibo, di passioni, di amore. Ma una storia vitale, di speranza e paura e del difficile ...Continua
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Ha scritto il Jan 11, 2017, 20:32
"Le strade erano deserte, la gente stava rannicchiata nelle cantine, stanca, sfiduciata, rassegnata. Le strade erano vuote, dimenticate. I morti non si contavano, ma loro stavano bene, ormai. Molti li invidiavano."
Ha scritto il Jan 10, 2017, 18:46
"Fin da piccoli abbiamo visto le vetrine infrante dei negozi degli ebrei e le saracinesche imbrattate con la parola Jude. La gente la pronuncia con prudenza, con diffidenza, con imbarazzo o con timore, come se si riferisse a una malattia contagiosa;"
Ha scritto il Dec 22, 2012, 03:52
Doveva essere un crepuscolo eroico quello che Goebbels aveva ipotizzato nell'eventualità di una sconfitta, ma la fine del Terzo Reich fu mesta, ingloriosa e miserabile.
Pag. 186
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Ha scritto il Dec 22, 2012, 03:50
Senza amore si campa, senza cibo né acqua no.
Pag. 152
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Ha scritto il Dec 22, 2012, 03:50
Il terrore era ormai consuetudine, compagno della nostra esistenza; la fame e la sete un tributo forzato a una causa che da tempo si era rivelata una gigantesca trappola. Aspettavamo.
Pag. 148
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