Il rogo di Berlino

Di

Editore: Adelphi (La collana dei casi, 32)

4.0
(1022)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 229 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845911373 | Isbn-13: 9788845911378 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Vienna 1971. In un appartamento nel cuore della città una giovane donna sta per incontrare sua madre. Non si vedono da trent'anni. Helga era bambina quando, in una Berlino già sventrata dalle bombe, la madre l'aveva abbandonata per inseguire il più atroce dei deliri nazisti: lasciati marito e figli, era entrata volontaria fra quelle SS che spingevano nei forni crematori i corpi sfiniti di tanti milioni di ebrei. Ora, dopo pochi formali abbracci, la conduce verso un armadio dentro al quale è riposta una perfetta uniforme nazista. Sospira, nostalgica. E Helga scappa, corre per le scale, si allontana per sempre da lei e da quella feroce e implacabile fedeltà.
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  • 4

    Il romanzo è un resoconto dell'ultima fase della Seconda Guerra Mondiale, la fase della disastrosa campagna in Russia, dei bombardamenti sulla Germania e dell'avanzata delle armate bolsceviche, così c ...continua

    Il romanzo è un resoconto dell'ultima fase della Seconda Guerra Mondiale, la fase della disastrosa campagna in Russia, dei bombardamenti sulla Germania e dell'avanzata delle armate bolsceviche, così come è stata vissuta dagli abitanti di Berlino.
    Leggendo, mi è stato inevitabile il confronto con "Ognuno muore solo", per la vicinanza del tema. Si tratta, però, di due opere dalla forma e dal senso profondamente diversi. Il romanzo di Fallada è ambientato un po' prima, in una Berlino di regime ma non ancora sotto attacco, ma questa non è l'unica differenza. Si tratta di un'opera di maggiore spessore, che mette in scena un ricco concerto di personaggi e che sviluppa, a partire dalla Berlino nazista, una riflessione sulla natura umana, sul collaborazionismo e la dissidenza, sul coraggio e l'indifferenza. Per questo, devo dire, la ho in generale preferita all'opera della Schneider, che si focalizza sulle vicende di una singola famiglia e che degli "eventi più grandi" al di fuori della cantina in cui è per gran parte ambientato fornisce solo un accenno.
    D'altra parte, "Il rogo di Berlino" è un'opera di maggiore immediatezza, immediatezza che è tipica del genere autobiografico e che è amplificata dalla scelta di un punto di vista di bambina. Helga è un narratore forse non sempre affidabile, ma che osserva l'orrore senza filtri e preconcetti e proietta il lettore direttamente al suo interno. Questo basta a dare forma a un romanzo che lascia il segno.
    Tre stelline e mezzo.

    ha scritto il 

  • 2

    Germania Anno Zero

    sicuramente il libro è molto interessante da un punto di vista storico perché offre una visuale poco conosciuta, specie in lingua italiana, nella sterminata produzione letteraria riguardante la Second ...continua

    sicuramente il libro è molto interessante da un punto di vista storico perché offre una visuale poco conosciuta, specie in lingua italiana, nella sterminata produzione letteraria riguardante la Seconda Guerra Mondiale, cioè quella della popolazione civile tedesca che ha sopportato e patito immani sofferenze sotto i bombardamenti a tappeto indiscriminati anglo-americani. Azioni belliche, quest'ultime, che oggi nessuno esiterebbe a definire terroristiche perché dirette in massima parte verso i civili (donne, vecchi e bambini, profughi, feriti etc) e il patrimonio architettonico e culturale. Purtroppo da un punto di vista letterario l'interesse non è altrettanto notevole perché Helga Schneider non è Primo Levi; solo lui era in grado di trattare questa tragica materia con uno stile così lucido e asciutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Viaggio nell'orrore accompagnando una bambina e suo fratello abbandonati dalla madre che diventa una carceriera di un lager nazista. Profondo, drammatico, faticoso a volte, illuminante di un pensiero ...continua

    Viaggio nell'orrore accompagnando una bambina e suo fratello abbandonati dalla madre che diventa una carceriera di un lager nazista. Profondo, drammatico, faticoso a volte, illuminante di un pensiero e di 8una realtà che altro non era che "la banalità del male". Da leggere per capire.

    ha scritto il 

  • 3

    nella guerra non ci sono vincitori, ma solo vinti.
    questo potrebbe benissimo essere il riassunto di questo libro.
    le memorie di un'adulta volute raccontare con la voce di una bambina, che non hanno sa ...continua

    nella guerra non ci sono vincitori, ma solo vinti.
    questo potrebbe benissimo essere il riassunto di questo libro.
    le memorie di un'adulta volute raccontare con la voce di una bambina, che non hanno saputo esprimere la freschezza e l'innocenza di una bambina, e secondo me anche un po' infarcite dalle rielaborazioni mentali dell'adulta.
    mentre leggevo ho spesso pensato, ma come può essere così lucida e pragmatica una bambina?

    MI avrebbe fatto molto più effetto ed empatia se la voce narrante fosse stata Helga adulta che rivisitava e ricordava con il lettore le sue esperienze di bambina.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho fatto fatica a leggerlo, non tanto per il tema crudo della vita ai tempi della caduta di Berlino, ma perché non è una storia vista attraverso gli occhi di una bambina ma sono i ricordi di una bamb ...continua

    Ho fatto fatica a leggerlo, non tanto per il tema crudo della vita ai tempi della caduta di Berlino, ma perché non è una storia vista attraverso gli occhi di una bambina ma sono i ricordi di una bambina ritrasmessi da un mente adulta e in questo secondo me perde freschezza e autenticità.

    ha scritto il 

  • 2

    Concordo con quanti prima di me hanno dato al libro un punteggio medio basso. La storia è sicuramente e potenzialmente molto toccante e interessante perchè pone un punto di vista diverso sulla seconda ...continua

    Concordo con quanti prima di me hanno dato al libro un punteggio medio basso. La storia è sicuramente e potenzialmente molto toccante e interessante perchè pone un punto di vista diverso sulla seconda guerra mondiale al quale, probabilmente, non siamo abituati. Purtroppo il tutto è sciupato da una narrazione assolutamente asettica ed approssimativa ricca di parti importanti tagliate via con l'accetta e parti insignificanti inutilmente dettagliate (tipo bisogni corporali di diverso tipo, comportamenti assolutamente insopportabili del fratellino di turno, etc). Un vero peccato... anche perchè ho acquistato la seconda "puntata" del romanzo e avrei potuto farne a meno.

    ha scritto il 

  • 2

    un fake da leggere giusto così perchè non si ha nulla da fare.

    La storia è vera, ed è anche noiosa fino alla morte.
    Tutto è descritto in modo asettico e si ha bisogno di un caffè per stare svegli.
    Ottimo da leggere in bagno o a letto prima di dormire.
    OSSERVAZION ...continua

    La storia è vera, ed è anche noiosa fino alla morte.
    Tutto è descritto in modo asettico e si ha bisogno di un caffè per stare svegli.
    Ottimo da leggere in bagno o a letto prima di dormire.
    OSSERVAZIONE: non tutte le esperienze sul periodo della guerra vanno scritte, o almeno non in questo triste modo di scrivere.
    Succede tutto e nulla in questo libro, lo potreste anche sfogliare a caso e non perdereste veramente nulla di importante.
    Solo l'ultima pagina a livello di scrittura si salva in qualità dal resto.
    Non sprecate tempo se non ne avete.
    Leggete altro.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto e mi spiace solo di una cosa: che a scuola nessuno mi abbia parlato di questo libro insieme ai "classici" di Primo Levi e Anne Frank. Credo sia davvero importante leggerlo per avere una vis ...continua

    L'ho letto e mi spiace solo di una cosa: che a scuola nessuno mi abbia parlato di questo libro insieme ai "classici" di Primo Levi e Anne Frank. Credo sia davvero importante leggerlo per avere una visione d'insieme sulla seconda guerra mondiale, per rendersi conto che da qualunque punto si guardi e si viva la guerra questa fa sempre e solo schifo.

    Per quanto riguarda lo stile dell'autrice è molto asciutto e le parole usate, seppur semplici, sono dure e rendono benissimo la tragicità della storia. Tra l'altro, nella mia ignoranza, pensavo fosse una bella traduzione, invece ho scoperto che lei scrive proprio in italiano. :)

    Da leggere!

    ha scritto il 

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