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Il romanzo di Alessandro

Di

Editore: Mondadori

4.1
(182)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804548967 | Isbn-13: 9788804548966 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Valerio Massimo Manfredi, topografo del mondo antico, già docente inprestigiose università italiane ed estere, autore di romanzi di successoispirati al mondo antico, ripropone la vicenda di Alessandro Magno, il remacedone che nel IV secolo avanti Cristo concepì il disegno della conquistadel mondo e creò un impero sterminato, dal Danubio all'Indo, un condottieroeroico, un imperatore adorato come un dio, ma anche un uomo tormentato chevisse di passioni violente.
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  • 4

    Libro molto interessante: Alessandro pare essere, semplicemente, il più grande re, conquistatore, generale della storia.
    Tra mito e leggenda e con 23 secoli di distanza, è difficile trovare testimonia ...continua

    Libro molto interessante: Alessandro pare essere, semplicemente, il più grande re, conquistatore, generale della storia.
    Tra mito e leggenda e con 23 secoli di distanza, è difficile trovare testimonianze e prove, ma anche se fosse romanzata, dev'essere stata una vita bellissima.

    ha scritto il 

  • 5

    La regina sedeva immobile sul suo trono con le guance bagnate di lacrime. Lo fissò con uno sguardo pieno di compassione e gli disse: -Alzati, mio fedele amico. Alzati e non biasimare la tua generosità ...continua

    La regina sedeva immobile sul suo trono con le guance bagnate di lacrime. Lo fissò con uno sguardo pieno di compassione e gli disse: -Alzati, mio fedele amico. Alzati e non biasimare la tua generosità e il tuo coraggio. Ciò che è avvenuto era fatale che avvenisse. Quando Ciro prese la città di Sardi e la diede alle fiamme, che cosa pensarono i lidi della loro miseria? E che cosa pensarono i babilonesi quando deviò l'Eufrate e si impadronì della capitale gettando in catene il loro re? Anche noi abbiamo incendiato e massacrato, abbiamo represso nel sangue molte ribellioni, abbiamo bruciato templi e santuari. Ora lo stesso destino tocca a noi, alle nostre meravigliose città, ai nostri santuari, non perché Alessandro sia cattivo. Io lo conosco: conosco i suoi sentimenti, so di quale tenerezza e riguardo sia capace e se fossi stata presente sono certa che sarei riuscita ad ottenere la sua clemenza, a far trionfare in lui la luce di Ahura Mazda contro le tenebre di Ariman. Lo hai mai guardato negli occhi?
    -Sì, mia signora, e ne ho avuto paura.
    (Il romanzo di Alessandro, Valerio Massimo Manfredi, Mondolibri su licenza Mondadori 2005, pag. 475)

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei peggiori libri di Manfredi. Scritto male e poco avvincente, dispersivo, irreale nei dialoghi, rende difficile l'immersione della storia.
    La storia stessa un po' lo salva, Alessandro il Grande ...continua

    Uno dei peggiori libri di Manfredi. Scritto male e poco avvincente, dispersivo, irreale nei dialoghi, rende difficile l'immersione della storia.
    La storia stessa un po' lo salva, Alessandro il Grande è veramente degno di essere letto e conosciuto. Inoltre la vicenda stessa in svariati punti riesce a commuovere ed esaltare, ma sono pochi punti di picco nel mare di un romanzo piatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Alexandros! Grande conquistatore, un re amato dai suoi soldati e sempre con veri amici al suo fianco compreso Peritas il suo cane e Bucefalo il suo splendido destriero!

    Bellissimo questo libro che ci racconta le gesta di Alessandro un re che grazie alla sua forza, alla volontà, all'aiuto degli dei, alla sua potenza e al suo eroismo, battaglia dopo battaglia partendo ...continua

    Bellissimo questo libro che ci racconta le gesta di Alessandro un re che grazie alla sua forza, alla volontà, all'aiuto degli dei, alla sua potenza e al suo eroismo, battaglia dopo battaglia partendo dall'antica Grecia riesce a conquistare gran parte dell'Asia arrivando fino alle sponde del fiume Indo.
    Mi rimarranno impresse nella memoria le commoventi pagine dove conosciamo la lealtà senza limiti della "Torma di Alessandro" formata dai suoi sette amici cresciuti con lui, che lo seguiranno ovunque ed in ogni battaglia amandolo profondamente!
    Alessandro uomo di parola, un vero leone, che riesce a farsi rispettare, temere ed amare anche dai suoi avversari, una grande figura storica da conoscere, morto troppo presto e per questo è diventato un grande mito!
    "Agire con onore ed essere clemente ogni volta che è possibile è nella facoltà dell'uomo e nella sua scelta. Questa è l'unica dignità che gli è concessa da quando è messo al mondo, l'unica luce prima delle tenebre di una notte senza fine...."

    ha scritto il 

  • 2

    Davvero non ci siamo. Personaggi sommari (ma come si fa a liquidare Efestione come il miglior amico!?) e storie sommarie...Per chi volesse conoscere davvero Alessandro, senza passare da Arriano e le s ...continua

    Davvero non ci siamo. Personaggi sommari (ma come si fa a liquidare Efestione come il miglior amico!?) e storie sommarie...Per chi volesse conoscere davvero Alessandro, senza passare da Arriano e le sue agiografiche Anabasi, si legga "Alessandro Magno" di Lane Fox (Ed. Einaudi).

    ha scritto il 

  • 3

    "Tutti coloro che scrissero di Alessandro preferirono il meraviglioso al vero"...

    … così disse il geografo greco Strabone, e Manfredi si è mantenuto nel solco di questa consolidata tradizione nel narrare, con qualche licenza storica, la vita e le imprese di Alessandro Magno. Nel ro ...continua

    … così disse il geografo greco Strabone, e Manfredi si è mantenuto nel solco di questa consolidata tradizione nel narrare, con qualche licenza storica, la vita e le imprese di Alessandro Magno. Nel romanzo troviamo infatti prodigi a iosa, sogni premonitori, visioni (sempre veritiere) e altri elementi di tal fatta. Devo ammettere che la mia idea di romanzo storico è un tantino più rigorosa, e pertanto avrei fatto volentieri a meno di certe scene indubbiamente suggestive (per quanto fin troppo “cinematografiche”) ma parecchio fantasiose.
    Per quanto riguarda i personaggi, Alessandro, ovviamente, giganteggia. Un po’ troppo. Tanto che le figure che lo attorniano (per lo meno in questa versione, risultato di una discutibile operazione di “taglia e cuci” operata sulla trilogia Alèxandros) finiscono per costituire una folla anonima in cui molti dei componenti (perfino quelli più importanti, come gli amici intimi di Alessandro) sono poco più di un nome. Resta il fascino indiscutibile di questo condottiero enigmatico, pieno di carisma e un po’ inquietante, molto ben reso dall’autore, per quanto un pizzico di approfondimento psicologico in più non avrebbe guastato; in particolare, il personaggio si sarebbe prestato a un’analisi un po’ più dettagliata delle motivazioni alla base della sua "doppia natura": da un lato il giovane sensibile, colto e rispettoso, dall’altro il sovrano irascibile capace di compiere azioni sconsiderate e perfino nefande.
    La parte migliore è senza dubbio la prima (quella condensata da Il figlio del sogno), che ripercorre l’infanzia e la prima giovinezza di Alessandro. La seconda (tratta da Le sabbie di Amon) perde mordente a causa del suo ridursi, per forza di cose, a un’infinita sequenza di battaglie. A proposito delle battaglie, non mi sono piaciute molto per un semplice motivo: vengono narrate quasi sempre da un punto di vista "esterno", con uno stile più consono a un saggio o alla voce fuori campo di un documentario che a un romanzo. Siamo di fronte allo studioso che ha preso il sopravvento sul romanziere, finendo per rendere i tre quarti del romanzo non proprio emozionanti.
    Perché allora tre stellette? Fino a ieri sarebbero state due, ma mentre lo finivo mi sono resa conto che questa storia ha comunque lasciato un’impronta profonda in me. Forse perché, a conti fatti, ne viene fuori un ritratto impietoso, ma vero, dell’essere umano. Perché tale era il più grande condottiero dell’antichità: un semplice uomo. Cosa gli ha permesso, allora, di compiere imprese tanto straordinarie da divenire un personaggio praticamente leggendario? Fortuna? Intelligenza? Carisma? Determinazione? Un mix di tutti questi fattori, probabilmente, unito alla semplice casualità. Quella stessa casualità priva di senso e di scopo che lo fece morire ancora giovane, all’apice della gloria e in maniera banale. Quella stessa casualità che spinge gli uomini in ogni direzione possibile, e che poi si diverte a disfare tutto ciò che hanno fatto.
    In conclusione, posso capire il perché del grande successo di quest’opera. Non posso annoverarla fra i libri che mi sono rimasti nel cuore, ma ha comunque lasciato il segno.

    ha scritto il 

  • 4

    I romanzi di Manfredi sono sempre una garanzia, questo soprattutto è molto bello. Alessandro è stato un grande re e un grande conquistatore, questo romanzo ripercorre tutta la sua vita.

    ha scritto il