Il rosso e il nero

2 voll.

Di

Editore: B.U.R.

4.0
(5845)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 543 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Portoghese , Spagnolo , Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Olandese , Catalano , Chi semplificata

Isbn-10: A000100372 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , eBook , Rilegato in pelle

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Oltre ad un'ottima occasione per ripassare un po' di storia francese del periodo post-napoleonico, restaurazione, dissidi tra gesuiti e giansenisti, scontro tra una borghesia in crescita e il ceto nob ...continua

    Oltre ad un'ottima occasione per ripassare un po' di storia francese del periodo post-napoleonico, restaurazione, dissidi tra gesuiti e giansenisti, scontro tra una borghesia in crescita e il ceto nobiliare aggrappato ai propri privilegi si è letteralmente catturati dalla psicologia del protagonista e dalle sue ambizioni, sogni, desideri. Julien Sorel è messo a nudo da Stendhal, senza che si senta minimamente il "tocco" dello scrittore. Gli alti e bassi di un'anima, le sue pulsioni si dispiegano in una sorta di flusso di coscienza ai suoi primordi letterari. La grandezza dell'autore si palesa nel linguaggio, magistrale fin dalle prime righe, senza mai cedimenti e sa creare tre ritratti indimenticabili, profondamente diversi: il giovane di umili origini che aspira ad un futuro eroico, purtroppo irrealizzabile in un tempo che all'eroismo non concede alcuna chance (finito il tempo di Robespierre e Napoleone), la giovane madre sensibile, fervente cattolica, eternamente in lotta tra passione e paura della dannazione, e la nobile Matilde che, come Julien Sorel è preda e vittima di emozioni contrastanti, nel suo caso desideri di gloria e orgoglioso attaccamento alla propria origine altolocata.

    ha scritto il 

  • 2

    Io l'ho abbandonato per noia a 100 pagine dalla fine (che poi ho scoperto leggendo l'introduzione). Tanta colpa ce l'ha la traduzione del 1913 che appesantisce molto e a volte è addirittura incomprens ...continua

    Io l'ho abbandonato per noia a 100 pagine dalla fine (che poi ho scoperto leggendo l'introduzione). Tanta colpa ce l'ha la traduzione del 1913 che appesantisce molto e a volte è addirittura incomprensibile. Cercate un'edizione con traduzione più moderna.

    ha scritto il 

  • 2

    Ci ho riprovato e...

    ...fino a metà tutto bene, ma poi... la domanda è stata: ma succede qualcosa? E la riposta è: sì, ma solo negli ultimi capitoli (o poco prima), come già era successo per "La certosa di Parma". Stendha ...continua

    ...fino a metà tutto bene, ma poi... la domanda è stata: ma succede qualcosa? E la riposta è: sì, ma solo negli ultimi capitoli (o poco prima), come già era successo per "La certosa di Parma". Stendhal continua, purtroppo, a non fare per me. Soffi vissuto 150 anni fa forse avrei capito meglio tutti i riferimenti culturali e sociali (che sono tantissimi) e che letti oggi, senza un'adeguata preparazioni, ho trovato fossero poco chiari e anche un bel po' contorti. Pazienza.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ho attribuito 4 stelline, le ultime 50 pagine però ne meritavano 5.
    Un grande romanzo romantico.
    Ah! dopo aver letto libri del genere, mi sento sempre fuori posto nell'epoca attuale. Sarei dovuto ...continua

    Gli ho attribuito 4 stelline, le ultime 50 pagine però ne meritavano 5.
    Un grande romanzo romantico.
    Ah! dopo aver letto libri del genere, mi sento sempre fuori posto nell'epoca attuale. Sarei dovuto nascere tra 700 e 800. Probabilmente avrei seguito Napoleone fino ai confini del mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    Julien Sorel sogna la carriera militare (il rosso), ma capisce che nella sua epoca può salire di condizione sociale solo grazie alla divisa religiosa (il nero).
    Un romanzo che è politico pur senza par ...continua

    Julien Sorel sogna la carriera militare (il rosso), ma capisce che nella sua epoca può salire di condizione sociale solo grazie alla divisa religiosa (il nero).
    Un romanzo che è politico pur senza parlare apertamente di politica. Mostra la Francia della Restaurazione come una nazione corrotta, piena di intrighi, fatta di doppiogiochisti spinti dal solo intento di acquisire cariche pubbliche e ricchezze.
    Julien vuole salire di condizione sociale, sogna una rapida ascesa come il suo mito Napoleone Bonaparte, ma nella società in cui vive ci sono solo intrighi e disonestà, è impossibile migliorare la propria condizione sociale se non svendendosi a chi ha già il potere. Nella sua vita pianificata come una campagna militare piomba però la passione amorosa, lui prima la gestisce come una guerra, poi ne finisce travolto.

    Un romanzo ricco di contenuti, scritto in modo semplice ed essenziale, si fa leggere ed è adatto per trascorrere ore piacevoli.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ascesa del giovane e ambizioso seminarista Julien, paragonabile al gioco d'azzardo richiamato dai colori del titolo, non funge soltanto da specchio di un'epoca in cui la vita ecclesiastica era cons ...continua

    L'ascesa del giovane e ambizioso seminarista Julien, paragonabile al gioco d'azzardo richiamato dai colori del titolo, non funge soltanto da specchio di un'epoca in cui la vita ecclesiastica era considerata pura carriera, quasi al pari di quella militare. Ma anche del bisogno di affermare se stessi solo nella voglia di emergere, cosa nella quale non riuscirà il nostro predestinato anti-eroe. Eppure, nel lungo sfogo finale, si intravede una confessione liberatoria al dio illuminista, resa da un moribondo vittima solo di se stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Tante tematiche

    Difficile analizzare e recensire un romanzo come questo. Le tematiche sono tante e diverse, dall'ambizione personale e irrealizzabile del protagonista, al tema amoroso (con mille sfaccettature e appro ...continua

    Difficile analizzare e recensire un romanzo come questo. Le tematiche sono tante e diverse, dall'ambizione personale e irrealizzabile del protagonista, al tema amoroso (con mille sfaccettature e approfondimenti psicologici), a quello della "scalata sociale" dall'esito tragico; dalla rappresentazione della società del tempo (con contrapposizione ben analizzata tra la società di campagna e quella parigina), ai riferimenti storico/politici, alla non proprio velata critica al clero. Il romanzo si fa comunque leggere facilmente e scorrevolmente, senza digressioni né descrizioni eccessivamente dettagliate e con una cura particolare solo all'approfondimento psicologico. Voto comunque tre stelle perché non trovo niente di particolarmente memorabile e toccante.

    ha scritto il 

  • 0

    Diario di bordo:
    pag 62 (su 315) : mi barcameno tra la noia e la considerazione che tuttavia Julien Sorel non è arrivista senza cuore, ma anzi propulsore di grande passione, di fuoco che arde. Si può ...continua

    Diario di bordo:
    pag 62 (su 315) : mi barcameno tra la noia e la considerazione che tuttavia Julien Sorel non è arrivista senza cuore, ma anzi propulsore di grande passione, di fuoco che arde. Si può essere disposti a tutto per un ideale e la sete di rivalsa sociale? La risposta esatta probabilmente è sì, ma a me piacciono quelli che rispondono no.

    Sto pensando di mollare, anche se è una cosa che non sopporto (mollare). Stringo i denti ancora un po', via.

    ha scritto il 

  • 4

    Posso spiegare...

    ...tutto.
    Il masssimo per un romanzo e' di tre stelle. Ve ne e' una in piu' poiche' tutta la storia e' impregnata, avvolta, circondata da connotazioni storico politiche della Francia del 1830 che so ...continua

    ...tutto.
    Il masssimo per un romanzo e' di tre stelle. Ve ne e' una in piu' poiche' tutta la storia e' impregnata, avvolta, circondata da connotazioni storico politiche della Francia del 1830 che sono lo sfondo ( serio) dove le vicissitudini (romanzesche) del protagonista si sviluppano.
    Amore , ambizione , politica, intrigo, religione, delitto, insomma tutto ciò che caratterizza gli uomini da sempre e in quel momento di restaurazione in particolare, sono ingredienti presenti ed attivi nell'opera anche se qualche volta, a mio avviso, non miscelati coerentemente.
    Lo stesso Julien , delle volte appare incomprensibile in alcuni atteggiamenti e non sembra mai avere una direzione precisa.
    Qualcosa non mi ha convinto ma siamo pur sempre in serie A.

    ha scritto il 

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