Il rosso e il nero

Di

Editore: Newton Compton (Biblioteca Economica Newton)

4.0
(5878)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 317 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Portoghese , Spagnolo , Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Olandese , Catalano , Chi semplificata

Isbn-10: 8879835866 | Isbn-13: 9788879835862 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bontempelli ; Prefazione: Alberto Cappi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , Non rilegato , Tascabile economico , eBook , Rilegato in pelle

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
"Il rosso e il nero", pubblicato nel 1830, narra della vicenda di Julien Sorel, giovane di umili natali, intelligente e sensibile, che cerca di farsi largo tra la mediocrità imperante nella Francia della Restaurazione sfruttando i favori e poi innamorandosi di due donne.
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  • 4

    Inconfondibile Stendhal

    Ad essere sincera ho prerito la Certosa di Parma, molto più animata rispoetto a Il rosso e il nero. Ho trovato la narrazione ciclica e ripetitiva nei suoi stessi cicli. Un po' noiosa ma pur sempre cap ...continua

    Ad essere sincera ho prerito la Certosa di Parma, molto più animata rispoetto a Il rosso e il nero. Ho trovato la narrazione ciclica e ripetitiva nei suoi stessi cicli. Un po' noiosa ma pur sempre capace di rialzare l'attenzione nei punti "morti". Lo stile non mi permetto neanche di commentarlo, per me emeplare!

    ha scritto il 

  • 1

    Storia di uno scemo

    Sarà anche una cronaca fedele di quello che si faceva ai tempi in cui è stato scritto ma raramente un libro considerato importante ha un personaggio così imbecille, che non è mai capace di capire quel ...continua

    Sarà anche una cronaca fedele di quello che si faceva ai tempi in cui è stato scritto ma raramente un libro considerato importante ha un personaggio così imbecille, che non è mai capace di capire quello che sta facendo, le prime 100 pagine raccontano la storia di due scemi con tutti gli errori che fanno in continuazione, e non è un libro da ridere !! Credo di poterlo classificare come il grande classico che mi ha deluso di più, ho fatto una fatica terribile a finirlo

    ha scritto il 

  • 2

    Non è bastata la sottile ironia che l'Autore ha usato per descrivere, peraltro assai bene, la società francese della Restaurazione in tutte le sue ambizioni ed idiosincrasie; né sono bastati i ritratt ...continua

    Non è bastata la sottile ironia che l'Autore ha usato per descrivere, peraltro assai bene, la società francese della Restaurazione in tutte le sue ambizioni ed idiosincrasie; né sono bastati i ritratti dei notevoli personaggi che si susseguono, passando dalla campagna francese, all'alta società parigina (su tutti ho apprezzato il Principe Korasoff, che mi ha ricordato il Lord Henry del Dorian Gray); nonostante tutto ciò, dicevo, ho faticato non poco ad arrivare alla fine del romanzo perché il perno narrativo dell'opera, le avventure galanti del protagonista Julien Sorel, mi hanno sommamente annoiato. Mi aspettavo più azione e meno circonvoluzioni mentali, sono rimasto deluso.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Libro da leggere e da rileggere.
    Nietzsche definì Stendhal come l'ultimo psicologo francese, a ragione. Infatti in questo romanzo assistiamo alla scalata dell'ambizione da parte di Julien Sorel, un gi ...continua

    Libro da leggere e da rileggere.
    Nietzsche definì Stendhal come l'ultimo psicologo francese, a ragione. Infatti in questo romanzo assistiamo alla scalata dell'ambizione da parte di Julien Sorel, un giovane abate, animato da un unico fine: il successo.
    Non svelo alcun altro particolare poiché sarebbe sacrilego, tuttavia consiglio una ripassata storica del periodo, per poter meglio gustare quest'opera senza tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Oltre ad un'ottima occasione per ripassare un po' di storia francese del periodo post-napoleonico, restaurazione, dissidi tra gesuiti e giansenisti, scontro tra una borghesia in crescita e il ceto nob ...continua

    Oltre ad un'ottima occasione per ripassare un po' di storia francese del periodo post-napoleonico, restaurazione, dissidi tra gesuiti e giansenisti, scontro tra una borghesia in crescita e il ceto nobiliare aggrappato ai propri privilegi si è letteralmente catturati dalla psicologia del protagonista e dalle sue ambizioni, sogni, desideri. Julien Sorel è messo a nudo da Stendhal, senza che si senta minimamente il "tocco" dello scrittore. Gli alti e bassi di un'anima, le sue pulsioni si dispiegano in una sorta di flusso di coscienza ai suoi primordi letterari. La grandezza dell'autore si palesa nel linguaggio, magistrale fin dalle prime righe, senza mai cedimenti e sa creare tre ritratti indimenticabili, profondamente diversi: il giovane di umili origini che aspira ad un futuro eroico, purtroppo irrealizzabile in un tempo che all'eroismo non concede alcuna chance (finito il tempo di Robespierre e Napoleone), la giovane madre sensibile, fervente cattolica, eternamente in lotta tra passione e paura della dannazione, e la nobile Matilde che, come Julien Sorel è preda e vittima di emozioni contrastanti, nel suo caso desideri di gloria e orgoglioso attaccamento alla propria origine altolocata.

    ha scritto il 

  • 2

    Io l'ho abbandonato per noia a 100 pagine dalla fine (che poi ho scoperto leggendo l'introduzione). Tanta colpa ce l'ha la traduzione del 1913 che appesantisce molto e a volte è addirittura incomprens ...continua

    Io l'ho abbandonato per noia a 100 pagine dalla fine (che poi ho scoperto leggendo l'introduzione). Tanta colpa ce l'ha la traduzione del 1913 che appesantisce molto e a volte è addirittura incomprensibile. Cercate un'edizione con traduzione più moderna.

    ha scritto il 

  • 2

    Ci ho riprovato e...

    ...fino a metà tutto bene, ma poi... la domanda è stata: ma succede qualcosa? E la riposta è: sì, ma solo negli ultimi capitoli (o poco prima), come già era successo per "La certosa di Parma". Stendha ...continua

    ...fino a metà tutto bene, ma poi... la domanda è stata: ma succede qualcosa? E la riposta è: sì, ma solo negli ultimi capitoli (o poco prima), come già era successo per "La certosa di Parma". Stendhal continua, purtroppo, a non fare per me. Soffi vissuto 150 anni fa forse avrei capito meglio tutti i riferimenti culturali e sociali (che sono tantissimi) e che letti oggi, senza un'adeguata preparazioni, ho trovato fossero poco chiari e anche un bel po' contorti. Pazienza.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ho attribuito 4 stelline, le ultime 50 pagine però ne meritavano 5.
    Un grande romanzo romantico.
    Ah! dopo aver letto libri del genere, mi sento sempre fuori posto nell'epoca attuale. Sarei dovuto ...continua

    Gli ho attribuito 4 stelline, le ultime 50 pagine però ne meritavano 5.
    Un grande romanzo romantico.
    Ah! dopo aver letto libri del genere, mi sento sempre fuori posto nell'epoca attuale. Sarei dovuto nascere tra 700 e 800. Probabilmente avrei seguito Napoleone fino ai confini del mondo.

    ha scritto il 

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