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Il ruggito della mamma tigre

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.5
(79)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 235 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 882005048X | Isbn-13: 9788820050481 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Claudia Leonetti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Education & Teaching , Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 4

    Chi ne parla male non l'ha letto

    Chi ne parla male non l'ha letto.
    L'autrice è chiaramente ironica e conscia che il suo metodo educativo è forzato.
    In ogni caso fa porre a noi madri tanti interrogativi sui metodi educativi che portino risultati migliori.

    ha scritto il 

  • 5

    Obiettivo comune

    "I genitori occidentali si sforzano di rispettare la personalità dei figli incoraggiandoli a perseguire le proprie passioni, supportandone le scelte e assicurando loro una spinta positiva e un ambiente stimolante. I genitori cinesi credono invece che il modo migliore di proteggerli sia prepar ...continua

    "I genitori occidentali si sforzano di rispettare la personalità dei figli incoraggiandoli a perseguire le proprie passioni, supportandone le scelte e assicurando loro una spinta positiva e un ambiente stimolante. I genitori cinesi credono invece che il modo migliore di proteggerli sia prepararli al futuro che li aspetta, mostrando loro di che cosa sono capaci e dotandoli di abilità, abnegazione e una sicurezza di cui nessuno riuscirà mai a privarli."

    Di fronte ad un libro del genere non si può che rimanere a bocca aperta. Difficile accettare una cultura così lontana da noi. Eppure questo libro fa riflettere, ci fa capire il perché di determinati comportamenti e il motivo di tanta severità. Certi metodi educativi sono per noi inaccettabili, ma cosa è giusto e cosa è sbagliato? Non c'è una verità assoluta, dipende solo dalle circostanze.
    Un punto in comune c'è: il bene dei figli, anche se poi una bella visita dallo psicologo non gliela toglie nessuno!!!

    ha scritto il 

  • 3

    mi respinge ma sento che c'è una verità...vero è che insegnare a conquistare i propri desideri, con leggerezza ma anche grande impegno, e imparare a farlo per sé è (sarebbe) un grande dono

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo scritto una lunga recensione, cancellata dal mio iPhone, non so che mi verra' ora ... Ho finito ora il libro, ho letto post delle mie amiche sui vari blog in giro per la rete perché il libro suscita sentimenti contrastanti e molta confusione e curiosità. Antipatia e solidarietà ho provato p ...continua

    Avevo scritto una lunga recensione, cancellata dal mio iPhone, non so che mi verra' ora ... Ho finito ora il libro, ho letto post delle mie amiche sui vari blog in giro per la rete perché il libro suscita sentimenti contrastanti e molta confusione e curiosità. Antipatia e solidarietà ho provato per l'autrice, diversissima da me per le scelte educative ma a tratti simile per reazioni e ingenuità. Si', ingenuità, perché fa rabbrividire guardarla fare degli errori grossolani con una noncuranza e ingenuità disarmante. In questo a volte con paura e terrore mi sono riconosciuta.... E' un libro che scuote, merita un posto sullo scaffale e una lettura dritta alla fine.

    ha scritto il 

  • 3

    "Non sanno fare un bel niente, e meno male! Non pretendo nulla da loro e non cerco di farle venire su come dico io, né di indirizzarle verso un futuro particolare. Mi fido della loro capacità di prendere le decisioni più giuste. Mi piace trascorrere del tempo con loro e le guarderei dormire per o ...continua

    "Non sanno fare un bel niente, e meno male! Non pretendo nulla da loro e non cerco di farle venire su come dico io, né di indirizzarle verso un futuro particolare. Mi fido della loro capacità di prendere le decisioni più giuste. Mi piace trascorrere del tempo con loro e le guarderei dormire per ore. Che rapporto meraviglioso!"

    Un vero peccato che questa madre abbia compassione solo per i suoi cani.

    ha scritto il 

  • 0

    0 stelle ad una madre isterica, frustrata, opprimente, sadica, meschina e chi più ne ha più ne metta

    Pagare 18 euro per un resoconto di meschinità, presunzione, isteria e incapacità è un affronto ai veri lettori; in più Amy Chua (Mamma Tigre) è diventata ricca scrivendo un libro su come ha distrutto e polverizzato ogni traccia di umanità nelle figlie.
    Più che Mamma Tigre la definirei Mamma ...continua

    Pagare 18 euro per un resoconto di meschinità, presunzione, isteria e incapacità è un affronto ai veri lettori; in più Amy Chua (Mamma Tigre) è diventata ricca scrivendo un libro su come ha distrutto e polverizzato ogni traccia di umanità nelle figlie.
    Più che Mamma Tigre la definirei Mamma Cagna; specifico il significato di Cagna (riferito ad una madre) nel mio personale linguaggio: persona priva di empatia e anaffettiva, incapace di essere in sintonia con i bisogni dei figli e con la loro parte più intima e vitale; madre frustrata e fallita che usa i figli come trofei o marionette per raggiungere il successo che non ha mai ottenuto da sè.
    L’autrice dice di essere stata allevata in una famiglia di educazione tradizionalmente rigida ma le cose degne di nota sono due:
    1 lei afferma che visto da fuori può sembrare un inferno ma in realtà ha avuto un'infanzia FELICE, ma basta poco per capire che semplicemente ha idealizzato il suo passato perchè è ovvio che una persona felice non userebbe le figlie per sfogare la sua aggressività repressa
    2 pur essendo la classica cinese tutta disciplina e studio è fondamentalmente una donna irrealizzata: prima studia matematica all'università ma lascia perchè il padre le dice che non è all'altezza poi si butta su economia e infine giurisprudenza, che non provoca interesse o curiosità alla sua mente arida; per non parlare del fatto che il suo desiderio è insegnare ma offrono una cattedra prima al marito.
    Insomma lei è l'incarnazione del fallimento di un'educazione rigida e nonostante tutto decide di riproporla alle figlie non per mancanza di alternative (il marito avrebbe adottato uno stile più morbido) ma perchè lei con tutto quello che ha subito nella sua infanzia non può fare a meno di sfogarlo sulle sue figlie (la psicologa Miller spiega bene questo processo di coazione a ripetere, per cui gli abusati paradossalmente diventano abusatori e non riescono a spezzare questa catena generazionale di maltrattamenti psicologici o fisici). Quindi nonostante l'ovvio fallimento della sua educazione lei decide di usare con le figlie la stessa rigidità che l'ha resa un mostro. E poi poverina si lamenta di essere <<ostracizzata>> perchè ha chiamato la figlia <<spazzatura>>.
    Presunzione di sapere cosa è MEGLIO per le figlie. Ma cosa si intende per meglio? Per Amy significa successo, allora sì che ha senso doverle tartassare con gli esercizi di piano e violino.
    Presunzione di affermare che la sua educazione è superiore a quella permissiva.
    Allora chiariamo una cosa: se veramente si parla della felicità dei FIGLI (e nel caso di questo libro si parla palesemente della felicità della madre attraverso i successi delle figlie: "quelli furono i giorni più belli della MIA vita" "VOLEVO che diventasse la più brava violinista di tutto lo Stato. SAPEVO che soltanto così sarebbe stata FELICE") allora non si può parlare di successo che è un concetto estraneo all'infanzia. Se si parla di felicità sarò ben contenta di lasciare rotolare i miei figli nel fango invece di costringerli a suonare il violino, o li incoraggerò a fare le puzzette ascellari se li farà sentire realizzati. Io consiglio tanta tanta psicoterapia a Amy Chua che voleva addestrare a livelli alti anche il cane giungendo a chiedere quasi in lacrime al marito (un pò meno esigente) che cosa sognasse per il cane (e per fortuna lui ha semplicemente riso mentre io l'avrei presa dolcemente sottobraccio e portata in un ospedale psichiatrico). Oltretutto il cane è stato un premio per la figlia piccola per aver per essersi esibita alla perfezione...oltre ai ricatti e le minacce anche i premi...non conosco metodi più infimi.
    Per non parlare del fatto che lei mostra solo la facciata della loro vita ma non sapremo mai che groviglio di nevrosi covino quelle due povere figlie prodigio; cito solo due esempi: quando Amy chiese alla figlia grande perchè passava tutta la ricreazione da sola, lei rispose che a scuola si DIVERTIVA e non dovevano preoccuparsi (certo come no!); un giorno scoprirono dei segni sul legno del pianoforte ed erano chiaramente segni di morsi provocati dalla piccolina che detestava gli esercizi-tortura di pianoforte.
    Tanto per concludere in bellezza, non puoi non odiare e disprezzare la madre (con un pizzico di pietà, perchè poverina è una persona veramente disturbata che soffre molto) e tifare alla grande per la figlia piccola che all'età di tre anni ha preferito congelarsi in mezzo a una bufera di neve piuttosto che suonare il pianoforte!
    Ora posso buttare questo libro nel mio cestino intellettuale, tenendo bene a mente cosa NON fare con i miei futuri figli.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia non è niente di che, la vita di una famiglia cosi come la concepisce una mamma cinese, quindi con tanti obblighi e nessuna libertà, per le figlie si intende. Solo doveri e tanti sacrifici, non visti dalla mamma tigre come tali. Il finale apre alla diversità di vedute nella pedagogia, in ...continua

    La storia non è niente di che, la vita di una famiglia cosi come la concepisce una mamma cinese, quindi con tanti obblighi e nessuna libertà, per le figlie si intende. Solo doveri e tanti sacrifici, non visti dalla mamma tigre come tali. Il finale apre alla diversità di vedute nella pedagogia, intesa come apertura al metodo americano.
    Interessante punto di vista per una pedagogia totalmente diversa da come è concepita da noi oggi giorno.

    ha scritto il 

  • 3

    una sana via di mezzo...
    Contenta di averlo letto?Sì...
    Lo consiglierei? Sì...
    Condivido? Nì...
    La Chua esagera ed estremizza ma se come paragone prendiamo la gestione nostrana dei figli, forse qualche spunto da lei andrebbe presi.
    Assolutamente condivisibile, invece ...continua

    una sana via di mezzo...
    Contenta di averlo letto?Sì...
    Lo consiglierei? Sì...
    Condivido? Nì...
    La Chua esagera ed estremizza ma se come paragone prendiamo la gestione nostrana dei figli, forse qualche spunto da lei andrebbe presi.
    Assolutamente condivisibile, invece, il desiderio di far affinare ai figli la capacità di riconoscere il bello, a discapito dei gusti, di massa, sempre più scadenti e discutibili.

    ha scritto il