Il rumore dei tuoi passi

Di

Editore: Longanesi

4.0
(858)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830431141 | Isbn-13: 9788830431140 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi.
Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.
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  • 4

    Stile un po' spinto.

    A me questo romanzo è piaciuto. Tema sempre spinoso e personaggi un po' spinti così come lo stile dei dialoghi. A parte questo direi che la trama è ben strutturata e decisamente accattivante. Consigli ...continua

    A me questo romanzo è piaciuto. Tema sempre spinoso e personaggi un po' spinti così come lo stile dei dialoghi. A parte questo direi che la trama è ben strutturata e decisamente accattivante. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia di disperazione, ma assolutamente da leggere.

    "Dicevano che eravamo gemelli, e forse lo siamo stati davvero.
    Non adesso.
    Io ero in piedi, io ero bianca.
    Alfredo era per terra, Alfredo era blu.
    Io ero viva.
    Lui no. " ...continua

    "Dicevano che eravamo gemelli, e forse lo siamo stati davvero.
    Non adesso.
    Io ero in piedi, io ero bianca.
    Alfredo era per terra, Alfredo era blu.
    Io ero viva.
    Lui no. "

    ha scritto il 

  • 3

    Buon esordio

    Ho scoperto l'autrice con il suo secondo romanzo, Acquanera, che mi ha convinta al punto da acquistare il suo romanzo d'esordio. Che è buono, anche se decisamente inferiore al secondo. Lo stile c'è gi ...continua

    Ho scoperto l'autrice con il suo secondo romanzo, Acquanera, che mi ha convinta al punto da acquistare il suo romanzo d'esordio. Che è buono, anche se decisamente inferiore al secondo. Lo stile c'è già, così come i topos dell'autrice, una città inventata, un ambiente rarefatto, stilizzato quasi, una storia di adolescenza difficile. Scrittura tesa, a tratti tagliente. A convincermi meno è stata la vicenda narrata, mi è mancato qualcosa, o forse c'è qualcosa di troppo, troppo straziante, troppo dolorosa, troppo prima di qualunque raggio di luce. O forse, ci penso mentre scrivo queste note, un libro adolescenziale e come tale con una visione in bianco o nero che non è più la mia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Romanzo d’esordio di Valentina D’Urbano, giovane scrittrice romana, che nel 2012 è stato un grande successo editoriale. E’ una storia di degrado, sofferenza, lotta senza speranza per sfuggire ad un de ...continua

    Romanzo d’esordio di Valentina D’Urbano, giovane scrittrice romana, che nel 2012 è stato un grande successo editoriale. E’ una storia di degrado, sofferenza, lotta senza speranza per sfuggire ad un destino già scritto. L’ambientazione è un quartiere degradato della periferia di una grande città, una sorte di ghetto in cui la polizia non entra mai e che le autorità comunali hanno cancellato dai loro radar, a patto che i residenti non creino problemi e non escano dal loro quartiere. In questo luogo vivono dei disperati, senza sogni o prospettive.

    I protagonisti della storia sono due ragazzi, Alfredo e Beatrice, da tutti chiamati i gemelli perché inseparabili. Alfredo è orfano di madre ed il padre è un ubriacone violento che picchia i figli e tenterà anche di ucciderli. Per questo motivo, il bambino viene “adottato” dalla famiglia di Bea. Tra i due bambini si sviluppa un legame fortissimo e tumultuoso, fatto di continui litigi e scontri. I due ragazzi in qualche maniera si completano: Bea è aggressiva, prepotente ma leale, decisa; Alfredo, invece, è insicuro, chiuso in se stesso, bisognoso di affetto. La loro amicizia cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio e crudele, ma anche delicato e luminoso.

    Quando il padre di Alfredo muore in maniera tragica e violenta, la famiglia di Alfredo si disgrega ed il ragazzo precipita nel pozzo senza fondo dell’eroina. Bea lotterà con tutte le sue forze per salvarlo. La sua lotta avrà (pochi) alti e (molti) bassi e, ben presto, la ragazza si renderà conto che è una lotta senza speranze di successo che le sta rovinando la vita. Per un breve momento penserà seriamente di scappare, ma poi resterà al fianco di Alfredo per fedeltà al loro legame ed al loro sogno d’amore.

    Una storia amara e angosciante, capace di emozionare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Che tristezza!!!

    Dall'inizio è una tristezza infinita!!!!Io non riesco a leggere questi libri mi lasciano un amaro dentro!!!Sono rimasta triste per tutta la mattina!Appena finito il libro che tristezza!!!
    mi complimen ...continua

    Dall'inizio è una tristezza infinita!!!!Io non riesco a leggere questi libri mi lasciano un amaro dentro!!!Sono rimasta triste per tutta la mattina!Appena finito il libro che tristezza!!!
    mi complimento con la scrittrice ma anche dò qualche punto di sfavore per la tristezza infinita di tutta la storia!!
    Che fine Barbosa......Uffa........

    ha scritto il 

  • 4

    Ho divorato, con una carissima amica, questo libro in 4 giorni. Valentina D'Urbano ha un modo di scrivere molto particolare... sembra arrabbiata con il mondo, ha una scrittura feroce e quasi cattiva m ...continua

    Ho divorato, con una carissima amica, questo libro in 4 giorni. Valentina D'Urbano ha un modo di scrivere molto particolare... sembra arrabbiata con il mondo, ha una scrittura feroce e quasi cattiva ma molto bella e sincera. Un modo di scrivere ruvido ma che ti catapulta all'interno della Fortezza, un posto che ti puoi immaginare tranquillamente. Personaggi particolari ma a cui non è possibile non affezionarsi. Alla fine è scesa anche una lacrima. Un libro straziante.
    Questa era la versione di Beatrice ma sono curiosa di leggere quella di Alfredo. Credo che rimarrei sorpresa d quello che mi potrebbe regalare la seconda lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    di solito scelgo subito il libro che voglio, ma stavolta nn sapevo che scegliere e mi sono lasciata convincere dalla libraia, devo dire che è stata una buona scelta.
    libro struggente, doloroso,una st ...continua

    di solito scelgo subito il libro che voglio, ma stavolta nn sapevo che scegliere e mi sono lasciata convincere dalla libraia, devo dire che è stata una buona scelta.
    libro struggente, doloroso,una storia che colpisce al cuore.
    l'ho finito in una giornata.
    Alfredo e Beatrice, suicidi di loro stessi, non hanno obiettivi, non hanno quell' imput di cambiare, forse perchè la "fortezza" quel luogo dove sono nati ormai è dentro di loro. Si sono abituati a vivere così che ormai quello per loro è il giusto modo di vivere.Non fare niente, lasciare correre tutto, non avere sogni.
    e cosi si autodistruggono, gli anni passano , tutto cambia , ma loro li fermi forse anche a compiacersi di questo.

    Questo alla lunga porterà soprattutto Alfredo all'autodistruzione inconscia, quando c'è la posso da fare da solo e posso smettere quando voglio, è il mantra che ripete, ma che alla fine non c'è via d'uscita, se non la morte.
    Beatrice è lla sua meta, la sua amica, la sua forza il suo tutto, si amano da una vita, ma nn c'è la fanno ad ad esternarlo, è più facile scappare , fare finta di nulla, lasciare che tutto scorra inesorabilmente.
    ma non basterà il loro legame di "gemelli" a tenerli uniti, no, perchè a volte la realtà è molto crudele , se lo porterà via così in un attimo da solo, senza nessuno, senza bea..
    molto triste, mentre leggi la d'urbano ti porta con se alla fortezza, cammini con loro, guardi quello che vedono loro, e soffri con e per loro.
    veramente un bel libro, crudo, duro ma vero, quello che ti fa capire che a volte i veri colpevoli di ciò che capita siamo noi, perchè non abbiamo la forza di reagire. ma se sei tu il primo a non credere a te stesso il cambiamento non verrà mai..

    ha scritto il 

  • 5

    la "Fortezza", Beatrice e Alfredo.... Libro bello, forte, crudele.... Mi ha lasciato davvero molte emozioni!
    "Forse era l'ambiente che ci aveva prodotti. Forse ce l'avevamo nel sangue. Forse era la ge ...continua

    la "Fortezza", Beatrice e Alfredo.... Libro bello, forte, crudele.... Mi ha lasciato davvero molte emozioni!
    "Forse era l'ambiente che ci aveva prodotti. Forse ce l'avevamo nel sangue. Forse era la gente che frequentavamo, la noia, la mancanza di obiettivi. la consapevolezza di non poter essere mai niente di diverso, la presa di coscienza che saremmo stati così tutta la vita. Fuori si susseguivano gli anni e il mondo cambiava. Dentro noi rimanevamo fermi!"

    ha scritto il 

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