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Il rumore sordo della battaglia

Di

Editore: Mondadori

3.5
(112)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 444 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804500646 | Isbn-13: 9788804500643 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Con la discesa di Carlo VII in Italia e l'assedio di Fivizzano comincial'epopea delle armi da fuoco, ma il giovane Sebastiano detesta l'abitudinevigliacca del combattimento a distanza e, fattosi discepolo del condottiero diventura Malacarne, contrario all'innovazione, difende il cultodell'aristocrazia guerriera. Passerà di avventura in avventura, tra guerre edamori, fino a cambiare idea e combattere il proprio maestro.Nello stesso tempo, "il Professore", l'autore del romanzo di Sebastiano,conduce un'altra guerra contro il mondo contemporaneo. Tra studentesse conpiercing che lo turbano, extracomunitari che lo inquietano e smanie dirivolta che lo lacerano, la sua parabola finirà nell'abisso.
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  • 3

    Potente ed evocativo lo stile, ottima la capacità di ricreare il contesto sordido della fine della società eroica. Debole, a mio avviso, dal punto di vista più strettamente narrativo.

    ha scritto il 

  • 1

    Pomposamente inconcludente.
    Meglio, dello stesso autore, il seguito:
    "Il rumore sordo della bottiglia",
    storia del drammatico passaggio,
    per i valorosi cantinai della Borgogna
    e il loro vino,
    dal vetro al tetrapack.

    ha scritto il 

  • 2

    prolisso e inconcludente

    perchè leggo questi libri....
    l'ho visto per caso in biblioteca e mi hanno colpito titolo e copertina. Lo apro e vedo che si parla di Medioevo.
    Antonio Scurati non l'avevo mai sentito.
    Dopo la lettura mi chiedo: come fa uno al suo primo romanzo a pubblicare con mondadori. Questo ...continua

    perchè leggo questi libri....
    l'ho visto per caso in biblioteca e mi hanno colpito titolo e copertina. Lo apro e vedo che si parla di Medioevo.
    Antonio Scurati non l'avevo mai sentito.
    Dopo la lettura mi chiedo: come fa uno al suo primo romanzo a pubblicare con mondadori. Questo romanzo poteva avere 100 pagine in meno ed essere più scorrevole senza dover reiterare l'idea centrale, per altro debolissima, un'infinità di volte: il tramonto dell'epoca cavalleresca sancito dalle armi da fuoco.
    Come questo avvenga è cosa nota, come ne sia coinvolto il nostro protagonista è quasi comico. Egli anela la battaglia per buona parte di queste 440 pagine (!!!) sarà coinvolto uscendo quasi sempre sconfitto in 5 grandi scontri che però non ci verranno mai narrati in pieno. Per dire, 20 pagine sugli schieramenti a Fornovo e relative elucubrazioni del nostro fanno spazientire.
    Scurati ha una buona sintassi ricca di termini desueti, ma di rado arriva al punto. La battaglia vera e propria è liquidata in poche battute, così come le successive.
    C'è poi il controcanto ai giorni nostri.
    Un professore che sarebbe l'autore della parte medievale che manda a puttane la sua carriera scolastica per inseguire un ideale vecchio di 500 anni. Spruzzate con un po di sesso, qualche pagina splatter ed ecco il rumore sordo della battaglia.
    Quella che si deve sostenere con il divano per non cadere addormentati!

    ha scritto il 

  • 1

    Proprio non mi piace

    Autore decisamente sopravvalutato. Qui poi ci sono anche ingiustificabili imprecisioni. Per esempio, sapevate che nel 1494 i soldati europei già conoscevano il tabacco? io no! E neanche sapevo che all'epoca esistesse già il Ducato di Toscana.Insomma, se ci si picca di essere colti intellettuali, ...continua

    Autore decisamente sopravvalutato. Qui poi ci sono anche ingiustificabili imprecisioni. Per esempio, sapevate che nel 1494 i soldati europei già conoscevano il tabacco? io no! E neanche sapevo che all'epoca esistesse già il Ducato di Toscana.Insomma, se ci si picca di essere colti intellettuali, bisogna documentare meglio le proprie pubblicazioni.

    ha scritto il 

  • 2

    Il rumore sordo della televisione. Nel baratro della narrativa TVcentrica

    Le idee ci sono; il grande affresco storico anche, così come una certa capacità di scrittura. Purtroppo ci vorebbero almeno 100 pagine in meno. 100 pagine di tiritere sugli avvenimenti dell'epoca, di descrizioni che sembrano la sceneggiatura di una fiction di canale 5, di una confraternita dipint ...continua

    Le idee ci sono; il grande affresco storico anche, così come una certa capacità di scrittura. Purtroppo ci vorebbero almeno 100 pagine in meno. 100 pagine di tiritere sugli avvenimenti dell'epoca, di descrizioni che sembrano la sceneggiatura di una fiction di canale 5, di una confraternita dipinta come una banda di serial killer, di dialoghi da TV.
    In definitiva Wu Ming/Luther, Eco e Il Mestiere delle Armi sono di un'altra categoria.

    ha scritto il 

  • 3

    Insomma...

    Il nodo attorno cui si sviluppa tutto il romanzo è costituito dal passaggio dall'epoca dei cavalieri, eroi nobili, elevatisi al di sopra delle genti comuni in virtù di una vita votata al codice cavalleresco, all'epoca delle armi da fuoco, in cui le battaglie sono combattute dal popolo armato. Sic ...continua

    Il nodo attorno cui si sviluppa tutto il romanzo è costituito dal passaggio dall'epoca dei cavalieri, eroi nobili, elevatisi al di sopra delle genti comuni in virtù di una vita votata al codice cavalleresco, all'epoca delle armi da fuoco, in cui le battaglie sono combattute dal popolo armato. Sicuramente un aspetto ben reso nella narrazione che, a mio avviso, si perde nell'ultima parte trasformandosi in un delirio, un po' insensato, su un gruppo di uomini ancora legati al vecchio mondo e in opposizione al progresso in campo guerresco. Probabile che questo faccia parte delle intenzioni dell'autore per trasmettere al lettore il disorientamento del mondo cavalleresco di fronte al suo inesorabile tramonto.
    Decisamente eccessive e scabrose alcune descrizioni di donne e violenze sessuali perpetrate nei loro confronti.
    Come già scritto nei precedenti commenti, sono rilevabili alcune inesattezze storiche.
    Nel complesso non si è dimostrato ciò che mi aspettavo dopo aver letto la trama e i commenti riportati in copertina.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo romanzo storico. Estremamente realistico e conivolgente a patto di riuscire a superare le prime 50 pagine.
    Ma se lo si fa si viene ripagati ampiamente con un'agrodolce metafora della fine di un'era.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro strano. Si sviluppa attraverso due piani narrativi: il primo ambientato alla fine del '400 ed il secondo nel presente dove si racconta dello scrittore del primo piano narrativo.
    La parte che si svolge nel presente è francamente inutile mentre la seconda lo diventa negli ultimi due cap ...continua

    Libro strano. Si sviluppa attraverso due piani narrativi: il primo ambientato alla fine del '400 ed il secondo nel presente dove si racconta dello scrittore del primo piano narrativo.
    La parte che si svolge nel presente è francamente inutile mentre la seconda lo diventa negli ultimi due capitoli.
    Si vagheggia di una fantomatica setta di guerrieri legati alla tradizione della guerra "classica" in lotta contro la modernità (fondamentalmente l'uso delle armi da fuoco che sarebbe contrario alle norme della cavalleria) in nome di un mitico "modo di combattere tradizionale".
    Spiega vagamente il funzionamento di una "banda" di mercenari nell'italia del '400 sfiorando alcune grandi battaglie come Fornovo, Pavia e Barletta.
    Tutto sommato deludente.

    ha scritto il