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Il sé viene alla mente

La costruzione del cervello cosciente

By Antonio R. Damasio

(81)

| Paperback | 9788845926716

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Book Description

A lungo la coscienza è stata sovrapposta a nozioni quali «spirito» o «anima», quasi che l'ultima parola sull'argomento spettasse di necessità alla filosofia o alla teologia. Da qualche tempo, tuttavia, i neuroscienziati hanno fatto della coscienza – Continue

A lungo la coscienza è stata sovrapposta a nozioni quali «spirito» o «anima», quasi che l'ultima parola sull'argomento spettasse di necessità alla filosofia o alla teologia. Da qualche tempo, tuttavia, i neuroscienziati hanno fatto della coscienza – che insieme alla natura profonda della materia e dello spaziotempo costituisce l'ulti­mo baluardo del sapere occidentale – uno dei loro oggetti di indagine prediletti: e si vanno profilando acquisizioni sorprendenti e controintuitive. Fra i massimi neuroscienziati spicca Antonio Damasio, che in questo densissimo libro approda a una sorta di summa della sua ricerca trentennale, dove i fondamenti di quella prospettiva antidualistica che lo ha reso celebre (si pensi al legame tra regioni cerebrali «arcaiche», come l'amigdala, e più recenti, come la corteccia prefrontale, nella genesi delle scelte morali e dei processi decisionali) sono integrati da nuove e complesse sequenze: quella sull'inciden­za delle emozioni e dei sentimenti primordiali (il piacere e il dolore) come ponti connettivi tra il proto-sé e il sé; quella sul discrimine tra percezione e rappresentazione degli eventi interni ed esterni al nostro corpo come base biologica, unitamente alla memoria, nella costruzione dell'identi­tà individuale; e in particolare – frutto di una personalissima ricerca di unità ispirata alla rilettura di Spinoza – quelle sulle varietà fenomeniche di coscienza, che nella comparazione tra gli esseri umani e gli altri animali (a cominciare dai primati) o nelle differenze tra lo «stato» dei bambini nati senza corteccia e quello del coma vegetativo degli adulti mostrano un'infinita gamma di sfumature percettive e cognitive, insieme avvincenti e inquietanti. L'e­sito, a conclusione di un ciclo avviato da L'errore di Cartesio, è un'idea della coscienza come «processo», geniale elusione del dualismo e insieme del monismo che sfrutta e porta magistralmente a compimento un’intuizione di William James.

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  • 1 person finds this helpful

    Un libro che sconsiglio caldamente di leggere. Mi sembra inutilmente prolisso e ripetitivo. La sua scrittura a volte sembra al limite dello sconclusionato e ripete per buona parte del libro le sue tesi già esposte in precedenti pubblicazioni. Non è d ...(continue)

    Un libro che sconsiglio caldamente di leggere. Mi sembra inutilmente prolisso e ripetitivo. La sua scrittura a volte sembra al limite dello sconclusionato e ripete per buona parte del libro le sue tesi già esposte in precedenti pubblicazioni. Non è del tutto trasparente nel suo atteggiamento infatti solo dopo oltre trento pagine parla del tema fondamentale dei "qualia" e lo suddivide in due problemi che indica rispettivamente con qualia 1 e qualia 2. Il primo che si riferisce al sentimento "il secondo problema è più profondo" cito lo stesso D."riguarda ..come vengono generati gli stati del sentire?". Sulla suddivisione niente da dire ma non posso non sottolineare che le prime trecento pagine riguardano il tema 1 filosoficamente non interessantissimo e sul tema due l'autore se la cava con tre paginette in cui riporta ipotesi di altri autori.!! Insomma complessivamente un ibrido fra pseudo pubblicazione scientifica e cattiva divulgazione. Forse è per questo che Damasio , nonostante pubblichi molto è poco citato dai principali attori delle neuroscienze.

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    Lost Henry said on Dec 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Excursus originale, lontano dalle malattie

    Questa introduzione all'anatomia funzionale della coscienza m'è piaciuta. Perchè proprio nel modo che io preferisco, l'autore accompagna il lettore in un giro dettagliato e approfondito nel vivo del suo tema specifico, senza divagazioni inutili e sup ...(continue)

    Questa introduzione all'anatomia funzionale della coscienza m'è piaciuta. Perchè proprio nel modo che io preferisco, l'autore accompagna il lettore in un giro dettagliato e approfondito nel vivo del suo tema specifico, senza divagazioni inutili e superficiali, e senza asfissiare con eccessivi tecnicismi.
    Damasio ci dà una visione stratificata dell'impalcatura dell'io, alla base della quale si trova un sè più primitivo, che è determinato esclusivamente dal coordinamento e dalle sensazioni. Sopra questo primo costrutto si affastellano poi gli ulteriori livelli del motore della nostra coscienza, che aggiungono narrazione e riferimenti autobiografici all'individuo. L'io, per poter esistere nella nostra mente, sembra configurarsi come un risultato di flussi ciclici di autoreferenza informazionale, un sè che parla di sè e allude e collega sè stesso continuamente alle nuove esperienze; e ha inoltre bisogno di vere e proprie pulsazioni di informazione, onde simultanee di scariche chimiche che attraversino in parallelo i numerosi circuiti neuronali del cervello, in particolare quelli dedicati all'autoriflessione.
    Il celebre neurologo introduce le sue posizioni ragionate su questa disciplina vasta, anche se ancora molto primitiva e iniziale, che si basano sulle più recenti scoperte della medicina, legate a lesioni e disfunzioni che, quando presenti, mettono in luce quali aspetti del sentire e dell'essere coscienti si "guastino", aiutando quindi a comprendere come sono implementate dal cervello.
    La trattazione tiene incollato al testo chi è appassionato di questi argomenti, anche perchè è davvero raro un excursus funzionale piuttosto che fisiologico: l'autore cioè non procede per regioni del cervello, o per enumerazione di malattie; si muove invece esplorando quella che, in base alla sua esperienza, è l'architettura operativa del nostro sè, usando poi come supporto le casistiche mediche e le innumerevoli zone funzionali del nostro organo più importante

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    Crillion said on Oct 16, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un libro oggettivamente brutto! Damasio mira in alto: il volume si presenta sulle prime come una proposta di "summa" del suo pensiero e della sua ricerca. Il tema è sfidante. Di fatto, però, quel che si trova tra le (troppe) pagine del volume non è n ...(continue)

    Un libro oggettivamente brutto! Damasio mira in alto: il volume si presenta sulle prime come una proposta di "summa" del suo pensiero e della sua ricerca. Il tema è sfidante. Di fatto, però, quel che si trova tra le (troppe) pagine del volume non è nient'altro che la ripresa disordinata delle sue tesi classiche: i marcatori somatici, emozione e ragione, ecc. Disorganizzato il piano generale dell'opera, poco stringente l'argomentazione, confuso in linea generale il progetto. Se dopo oltre 400 pagine uno si dovesse chiedere cosa sia il Sé per Damasio farebbe fatica a rispondere. Da non leggere!

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    Piercesare Rivoltella said on Sep 22, 2012 | Add your feedback

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    Chiede impegno, e lo merita.

    Un libro diverso da quel che mi aspettavo. È una ricca argomentazione attorno ad alcune ipotesi (i sentimenti primordiali del corpo come base della coscienza, la creazione del sé come apice del processo evolutivo, articolato in più fasi) che anche ne ...(continue)

    Un libro diverso da quel che mi aspettavo. È una ricca argomentazione attorno ad alcune ipotesi (i sentimenti primordiali del corpo come base della coscienza, la creazione del sé come apice del processo evolutivo, articolato in più fasi) che anche nei passaggi più speculativi rimane estremamente rigorosa e ancorata alle osservazioni. Non mi ha affatto deluso: propone idee (per me) nuove in modo assolutamente convincente. Avrei preferito che alcune posizioni fossero trattate più estesamente (ad esempio, il discorso sui "qualia"): lo stile di Damasio tende all'astrazione, e gli esempi concreti, spesso tratti da casi clinici, non raggiungono neanche lontanamente il potere evocativo, che ne so, delle opere di Sacks. Un libro di divulgazione alta, dunque, indirizzato al profano che nutra un grande interesse per le neuroscienze, piuttosto che al semplice curioso.

    Nota: l'onestà intellettuale di Damasio è ammirevole. Non esce mai dall'ambito puramente scientifico che si è scelto. I termini usati sono "mente", "coscienza" e "sé"; neanche una volta si parla di "anima". I rapidissimi accenni sulla religione, tuttavia, lasciano intuire quanto tagliente diventi il rasoio di Occam quando lo si affila sulla mola dell'indagine razionale. Il termine "anima" non esula semplicemente dal discorso sul rapporto mente/cervello; è *reso superfluo* da tale discorso. Questo almeno è quello che io ho letto fra le righe. Sinceramente, a caldo, non so che cosa pensarne.

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    Guido Q said on Aug 8, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    “Il Sé viene alla mente – La costruzione del cervello cosciente”, titolo originale: “Self Comes to Mind – Constructing the Conscious Brain”, di Antonio Damasio, traduzione di Isabella C. Blum, edizioni Adelphi, ISBN 978-88-459-2671-6.

    Nel corso dell ...(continue)

    “Il Sé viene alla mente – La costruzione del cervello cosciente”, titolo originale: “Self Comes to Mind – Constructing the Conscious Brain”, di Antonio Damasio, traduzione di Isabella C. Blum, edizioni Adelphi, ISBN 978-88-459-2671-6.

    Nel corso dell’opera, l’Autore, professore di neuroscienze, psicologia e neurologia ci porta alla scoperta della mente umana cercando di elaborare una tesi scientifica riguardo alla natura della “Coscienza”. Essa viene intesa, in primo luogo come “consapevolezza di sé”, del proprio corpo e della propria esistenza, ma in rapide escursioni viene anche presa in considerazione la sua accezione più elevata di faro etico e morale del nostro modo di agire.

    Il Libro, veramente molto bello, per quanto oggettivamente impegnativo in termini di attenzione richiesta al lettore, cerca di dare delle risposte ad alcuni dei temi scientifici e filosofici più affascinanti che possano impegnare le nostre meditazioni: Da dove viene la coscienza? Come si è formata? In quale area del corpo o del cervello risiede? Quanto è enucleabile, contrapponibile o inscindibile dalla mente razionale? Perché ci siamo evoluti così?
    Seguendo un filo logico rigorosamente razionale e portando a supporto delle proprie tesi tutti gli indizi scientifici accumulati in anni di ricerche, l’Autore ci guida attraverso un viaggio fra le varie aree nevralgiche del cervello e del sistema nervoso, spiegandone per quanto è noto le rispettive funzioni e relazioni. Parallelamente è portata avanti una tesi che, attraverso il concetto di ”Omeostasi” (termine che spiega la naturale tendenza degli organismi viventi ad autoregolare a livelli ottimali le proprie funzioni vitali), traccia una linea della tendenza evolutiva che dagli organismi “Organizzati” più semplici e basati sulla nostra singola cellula citoplasmatica (che comprende anche i neuroni!) porta alla formazione di esseri sempre più complessi. Secondo l’Autore, la “Mente” sarebbe uno dei risultati messi a punto dall’evoluzione e funzionale all’obiettivo di esprimere e dirigere la volontà delle innumerevoli cellule specializzate costituenti un corpo, ai fini di perseguire la ricerca e il mantenimento dell’omeostasi delle singole componenti e dell’intero organismo. La mente cosciente, capace di memoria storica, di empatia emozionale e di capacità di previsione e astrazione, sarebbe un’ulteriore evoluzione, frutto della capacità degli esseri complessi di valutare secondo una più profonda scala temporale un sistema di ricompense che sfugge al concetto stesso di materialità e, entro certi limiti, anche a quello di percezione strettamente sensoriale. Meravigliosa è veramente la mente umana, che fornisce a noi la possibilità di provare emozioni ricavandole dalle nostre esperienze, dalle nostre aspettative, ma anche da astrazioni pure e semplici e che ci consente di avvicinarci alla conoscenza delle altrui sensazioni mimandole attraverso le nostre capacità empatiche.

    Un ulteriore aspetto rende veramente interessante questo Libro, ed è quello dello studio delle conseguenze delle malformazioni e delle degenerazioni cerebrali. La perdita permanente della coscienza è condizione veramente terribile; peggiori però, a mio avviso, sono quelle condizioni in cui essa permane imprigionata in un corpo che non può più agire liberamente come avviene nei cosiddetti casi di sindrome locked-in. Tali situazioni impongono serie riflessioni etiche e di natura giuridica sui concetti di responsabilità, di bene, di male e di esistenza.

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    Dario Varese said on Jul 31, 2012 | Add your feedback

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    "Il Sè viene alla mente": un 'altra tappa del viaggio di Antonio Damasio, neuroscienziato e intellettuale.
    "La coscienza è un fenomeno affascinante ma elusivo: è impossibile specificare che cosa sia, che cosa faccia, o perchè evolse. Su di essa non ...(continue)

    "Il Sè viene alla mente": un 'altra tappa del viaggio di Antonio Damasio, neuroscienziato e intellettuale.
    "La coscienza è un fenomeno affascinante ma elusivo: è impossibile specificare che cosa sia, che cosa faccia, o perchè evolse. Su di essa non è stato scritto nulla che valga la pena di essere letto" (Stuart Sutherland, International Dictionary of Psychology); eravamo attorno alla fine degli anni '80 del ventesimo secolo; si poteva dire allora che il tempo della ricerca sulla coscienza non era ancora arrivato.
    Antonio Damasio, neuroscienziato di fama internazionale, testimonia, con la propria attività di studioso, che i tempi sono cambiati: da più di dieci anni infatti ha dedicato la propria attenzione al tema del rapporto tra cervello, mente, coscienza, convinto che "ricondurre la mente cosciente alla natura radicandola saldamente nel cervello non sminuisce il ruolo della cultura nella formazione degli esseri umani, nè riduce la dignità umana e non segna nemmeno la fine del mistero e dello sconcerto....al contrario connettere la personalità alla biologia è un'inesauribile fonte di ammirazione e rispetto per tutto ciò che è umano".
    Con i suoi bellissimi libri L'errore di Cartesio, Emozione e Coscienza, Alla ricerca di Spinoza, e l'ultimo, Il Sè viene alla mente, Damasio espone, con linguaggio comprensibile, i risultati della attuale ricerca neurofisiologica su questi temi e ci racconta il proprio pensiero, illuminante, sulla straordinaria storia, durata tempi quasi inimmaginabili, che ha visto il cervello degli organismi viventi comparire nei suoi abbozzi primitivi e progressivamente poi costruirsi, sulla spinta evolutiva potente della selezione naturale, fino alla "comparsa di un cervello cosciente divenuto infine capace di riflettere su se stesso.....", "una mente indipendente e ribelle di fronte alle imposizioni di una natura incurante".
    "..L'indipendenza di cui sto parlando potè affiorare solo una volta che il sè ebbe raggiunto una complessità sufficiente a svelare un quadro più completo della condizione umana: quando gli organismi viventi furono in condizioni di capire che erano sì in gioco il dolore e la perdita, ma anche il piacere, la prosperità e la follia; quando vi furono domande da porre sul passato e sul futuro dell'umanità; quando l'immaginazione fu in grado di mostrare il modo in cui era forse possibile ridurre la sofferenza, minimizzare la perdita e rendere più probabili felicità e fantasie. E' qui che il ribelle cominciò a guidare l'esistenza umana in nuove direzioni , alcune insubordinate, altre accomodanti, ma tutte basate sulla riflessione attraverso la conoscenza: all'inizio mitica, in seguito scientifica - ma pur sempre conoscenza".

    Antonio Damasio è uno di quegli studiosi, pochi ma determinanti nella storia del pensiero, impegnati in campi del sapere ritenuti da sempre per motivi filosofico religiosi al di fuori delle leggi della biologia e della fisica e quindi di per sè non esaminabili con il metodo scientifico.
    Io sono convinta che Damasio, con il suo lavoro su cervello e coscienza, stia contribuendo in modo determinante, come fece Darwin, ad allargare l'area della nostre conoscenze, spostando in là il confine oltre il quale sta l'ignoto con il suo carico ambiguo di oscurità, paura e superstizione.

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    Athmos said on Jun 23, 2012 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (81)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 463 Pages
  • ISBN-10: 8845926710
  • ISBN-13: 9788845926716
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 2012-04-18
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