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Il sangue e il traditore

Di ,

Editore: Nord (Narrativa Nord)

4.0
(360)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 500 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8842916536 | Isbn-13: 9788842916536 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Imriel trilogy, vol.2 * * * Per sfuggire agli intrighi della turbolenta e infida corte di Terre D’Ange, il giovane Imriel de La Courcel, terzo in linea di successione al trono, si è stabilito sotto falso nome a Tiberium. Ma le ombre del passato lo hanno seguito: la sua amante, la bellissima Claudia Fulvia, dopo aver scoperto il suo segreto, lo ha infatti coinvolto nei loschi affari della Gilda Invisibile, una setta segreta ramificata in tutto il regno. E adesso in città qualcuno lo vuole uccidere, come dimostra l’attentato cui il ragazzo è sopravvissuto per miracolo. Perciò, stanco di nascondere la propria identità e di difendersi da nemici senza volto, Imriel capisce che l’unica soluzione è andarsene da Tiberium e affrontare i suoi doveri di principe, accettando il matrimonio combinato con Dorelei mab Bredaia, sorella dell’erede al trono di Alba. E l’occasione di partire si presenta quando l’amico Lucius gli annuncia che si sposerà e gli chiede di accompagnarlo a Lucca, dove si svolgeranno le nozze. Tuttavia, al loro arrivo, i due giovani si trovano di fronte a una scena sconcertante: la torre campanaria è in fiamme, le mura sono circondate da un esercito di mercenari e la promessa sposa di Lucius è stata rapita...
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  • 4

    La Carey è una delle poche certezze letterarie che rimangono. Una delle poche che riesce a scrivere e descrivere scene erotiche, sensuali e cariche di passione senza essere volgare. E poi Terre D'Ange ha sempre il suo fascino.

    ha scritto il 

  • 4

    Kushiel's Scion, parte 2

    Confermo quanto detto nella prima parte. La divisione non ha il minimo di senso, se non quella di guadagnare il doppio sul prezzo di copertina.
    L'intreccio infatti si snoda quasi tutto in questa seconda parte, accentuando ancora di più la sensazione che tutto il primo volume fosse soltanto una lu ...continua

    Confermo quanto detto nella prima parte. La divisione non ha il minimo di senso, se non quella di guadagnare il doppio sul prezzo di copertina. L'intreccio infatti si snoda quasi tutto in questa seconda parte, accentuando ancora di più la sensazione che tutto il primo volume fosse soltanto una lunga introduzione. Inoltre, il romanzo completo non è di una lunghezza così insostenibile da scoraggiare i lettori per la sua mole. Quindi la scelta editoriale è bocciata su tutta la linea. Per quanto riguarda il romanzo in sé, devo spendere una nota critica. La parte sull'assedio mi ha un po' annoiata. Forse il problema è che il personaggio di Imriel non riesce, pur essendo molto ben costruito, ad avere lo stesso carisma e la stessa empatia che provocava Phèdre, che riusciva a rendere interessanti da leggere anche i momenti di relativa "calma". Insomma, avevo l'istinto di saltare interi paragrafi per mandare avanti la storia e arrivare al dunque. Poi non l'ho fatto, perché la Carey ha comunque un ottimo stile anche per gli eventi relativamente poco significativi, ma nella fattispecie più che sentire il crescere della tensione per la battaglia sentivo crescere l'impazienza perché accadesse qualcosa. Altra piccola nota critica: il rapporto tra Imriel e Lucius, secondo me, avrebbe potuto essere trattato in maniera un po' più approfondita. Stessa cosa per gli intrighi, che mi hanno suscitato molta meno curiosità per la loro risoluzione rispetto alla trilogia precedente. Però non posso dire in tutta onestà che sia un brutto libro. È corposo, attento ai dettagli, scorrevole anche nei momenti un po' noiosi, e i personaggi nuovi non fanno rimpiangere del tutto quelli vecchi, Eamonn e Lucius su tutti. Su Sidonie sospendo il giudizio al prossimo libro, ma per ora le prime briciole di un probabile rapporto tra lei e Imriel mi sembrano sparse bene. In sostanza, secondo me questo con questo primo volume la saga di Imriel si colloca un gradino più sotto rispetto alla storia di Phèdre, ma comincia comunque facendo la sua bella figura.

    ha scritto il 

  • 4

    Seconda parte del primo volume della nuova trilogia della Carey...
    sbollita l'eccitazione per il ritorno di vecchi amici (anche il mio cassiliano senza paura mi mancava tanto tanto) il libro mantiene il suo fascino.
    Terre d'Ange o Caerdicca Unitas gli intrighi non possono mancare nella vita dei ...continua

    Seconda parte del primo volume della nuova trilogia della Carey... sbollita l'eccitazione per il ritorno di vecchi amici (anche il mio cassiliano senza paura mi mancava tanto tanto) il libro mantiene il suo fascino. Terre d'Ange o Caerdicca Unitas gli intrighi non possono mancare nella vita dei de Montréve, ancora meno in quella dei de la Courcel...se a questo aggiungiamo la pietà di Kushiel il mix non può che farsi esplosivo. Ma non sempre fare l'eroe è così semplice come nelle storie dei cantori e i sacrifici possono dover essere necessari...

    ha scritto il 

  • 5

    Per sfuggire agli intrighi della turbolenta e infida corte di Terre D’Ange, il giovane Imriel de La Courcel, terzo in linea di successione al trono, si è stabilito sotto falso nome a Tiberium. Ma le ombre del passato lo hanno seguito: la sua amante, la bellissima Claudia Fulvia, dopo aver scopert ...continua

    Per sfuggire agli intrighi della turbolenta e infida corte di Terre D’Ange, il giovane Imriel de La Courcel, terzo in linea di successione al trono, si è stabilito sotto falso nome a Tiberium. Ma le ombre del passato lo hanno seguito: la sua amante, la bellissima Claudia Fulvia, dopo aver scoperto il suo segreto, lo ha infatti coinvolto nei loschi affari della Gilda Invisibile, una setta segreta ramificata in tutto il regno. E adesso in città qualcuno lo vuole uccidere, come dimostra l’attentato cui il ragazzo è sopravvissuto per miracolo. Perciò, stanco di nascondere la propria identità e di difendersi da nemici senza volto, Imriel capisce che l’unica soluzione è andarsene da Tiberium e affrontare i suoi doveri di principe, accettando il matrimonio combinato con Dorelei mab Bredaia, sorella dell’erede al trono di Alba. E l’occasione di partire si presenta quando l’amico Lucius gli annuncia che si sposerà e gli chiede di accompagnarlo a Lucca, dove si svolgeranno le nozze. Tuttavia, al loro arrivo, i due giovani si trovano di fronte a una scena sconcertante: la torre campanaria è in fiamme, le mura sono circondate da un esercito di mercenari e la promessa sposa di Lucius è stata rapita...

    ha scritto il 

  • 4

    Anche per questo secondo volume, mantengo ferma l'impressione già espressa per il primo capitolo delle vicende di Imriel..storia avvincente ma non altrettanto magnetica rispetto alla trilogia su Phèdre.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Beato Elua, che noia!

    Recensione a Kushiel's Scion (Il trono e la stirpe, Il sangue e il traditore)
    "Kushiel's Scion" è il primo volume della seconda trilogia di Jacqueline Carey ambientato in Terre d'Ange.
    Tanto per cambiare, in Italia c'è la "simpatica" tendenza di dividere in più parti un romanzo quando lo ...continua

    Recensione a Kushiel's Scion (Il trono e la stirpe, Il sangue e il traditore) "Kushiel's Scion" è il primo volume della seconda trilogia di Jacqueline Carey ambientato in Terre d'Ange. Tanto per cambiare, in Italia c'è la "simpatica" tendenza di dividere in più parti un romanzo quando lo si pubblica, perciò ogni volume della trilogia è diviso in due. "Il trono e la stirpe" e "Il sangue e il traditore" sono i primi volumi. Consiglio: leggeteli assolutamente uno di seguito all'altro. Mentre nella prima trilogia la voce narrante era quella di Phedre, qui diventa Imriel il punto focale della storia. Siccome è lunghissimo spiegare chi siano entrambi (dovrei riassumere le 2400 pagine e rotti della prima trilogia) do per scontato che lo sappiate perché avete già letto "Il dardo e la rosa", "La prescelta e l'erede" e "La maschera e le tenebre". Altrimenti, fatelo prima di continuare con questa recensione. Ho letto la triologia di Phedre qualche anno fa, ma ricordo bene che mi aveva profondamente emozionato; cosa che invece non è accaduta con Imriel. Il cambio di punto di vista (da femminile a maschile) è anche interessante e devo dire che la Carey è stata brava. Il problema di questo libro è che in più di ottocento pagine succede pochissimo. Si può riasusmere in: Imriel cresce, va a studiare a Tiberium, si trova coinvolto suo malgrado nell'assedio di Lucca, torna a casa. Molto, moltissimo spazio è dedicato a rivangare il passato. E' ragionevole rievocare eventi accaduti nella precedente trilogia (anche se dopo millecinquecento volte che vengono ripetuti uno comincia a stancarsi), ma ci sono pagine e pagine che rimuginano su cose successe nel libro stesso. Il lettore se le ricorda, le ha appena lette, non è necessario ribadirle ogni cinque minuti! E poi non c'è la sensualità che c'era nella trilogia di Phedre, non ci sono quegli avvenimenti terribili (ma comunque narrati con delicatezza) che ti facevano venire la pelle d'oca. E Joscelin (che per chi non lo sapesse è il personaggio più figo di tutta la letteratura) rimane sullo sfondo... Grandissima delusione, davvero. In realtà, preso di per sé, "Kushiel's Scion" non è così cattivo; in realtà, a parte l'odiosa tendenza di Imrel di lamentarsi, ci sono ottimi personaggi e trovate molto interessanti. Tuttavia, nel confronto con la precedente trilogia perde tantissimo. Spero proprio che i due libri successivi tirino su il livello.

    ha scritto il 

  • 3

    Gli eroi troppo buoni sono un bel po' noiosi, il pio Enea insegna, e anche Ettore alla fine fa sbavare per un po' della cattiveria di Achille.
    E qui Imriel fa venire voglia che si materializza la sua cattivissima madre a fare qualche sfracello di popoli e regni.
    Imri - che ha finalmente smesso di ...continua

    Gli eroi troppo buoni sono un bel po' noiosi, il pio Enea insegna, e anche Ettore alla fine fa sbavare per un po' della cattiveria di Achille. E qui Imriel fa venire voglia che si materializza la sua cattivissima madre a fare qualche sfracello di popoli e regni. Imri - che ha finalmente smesso di piagnucolare a ogni piè sospinto - si trova invischiato nelle trame della Gilda segreta (talmente segreta che non ci si capisce niente) per finire nell'assedio di Lucca, uno dei più noiosi nella storia del fantasy. Ci sarà un motivo se Omero della guerra di Troia non ha narrato tutti i 10 anni, ma giusto gli ultimi giorni? Ecco, Carey dovrebbe rileggersi Omero e imparare a tagliare qua e là.

    Ps: sempre sia ringraziato l'acquisto del Kindle.

    ha scritto il 

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