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Il secolo breve !! SCHEDA DOPPIA E INCOMPLETA !!

1914-1991

Di

4.3
(1178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata

Isbn-10: A000095445 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: History , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
!! SCHEDA DOPPIA !!

http://www.anobii.com/books/01e265fb2145d40405/

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  • 0

    PIU' CHE UNA RECENSIONE E' UN ANEDDOTO

    All'uscita del libro vidi la presentazione che lo stesso Autore ne fece alla Fiera del Libro di Torino. Ne fui molto interessato ma fra me e me pensai:" Un libro così corposo ma non di narrativa non l ...continua

    All'uscita del libro vidi la presentazione che lo stesso Autore ne fece alla Fiera del Libro di Torino. Ne fui molto interessato ma fra me e me pensai:" Un libro così corposo ma non di narrativa non lo leggerò MAI!!!".
    Due anni dopo il professore di storia contemporanea Gibelli lo diede come testo da studiare per l'esame....

    ha scritto il 

  • 4

    la crisi dei regimi democratici è più acuta oggi, sia perché non è possibile eludere il giudizio dell'opinione pubblica, i cui orientamenti sono indagati con i sondaggi e vengono amplificati dagli onn ...continua

    la crisi dei regimi democratici è più acuta oggi, sia perché non è possibile eludere il giudizio dell'opinione pubblica, i cui orientamenti sono indagati con i sondaggi e vengono amplificati dagli onnipresenti mass media, sia perché le autorità pubbliche devono prendere molte decisioni per le quali l'opinione pubblica non offre alcun indirizzo.

    spesso alle autorità capita di dover prendere delle decisioni che possono andare incontro all'opposizione della maggioranza dell'elettorato, poiché ad ogni singolo elettore non piacciono gli effetti che ne potrebbero derivare sui suoi affari privati, anche se forse ritiene che quelle decisioni potrebbero essere desiderabili nell'ottica dell'interesse generale.

    è per questa ragione che alla fine del secolo in molti paesi democratici i politici devono giungere alla conclusione che ogni proposta di aumentare le tasse, per un qualunque scopo, significa un suicidio elettorale. le elezioni perciò diventano una gara di menzogne in materia fiscale.

    allo stesso tempo sia gli elettori che i parlamentari si trovano dinanzi a delle decisioni in materie sulle quali i non esperti - cioè sia la maggioranza sia degli elettori che degli eletti - non hanno una competenza per esprimere un'opinione.

    ha scritto il 

  • 0

    Il secolo breve è un riassunto (!!!) di quello che è stato il mondo a partire dalla prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione d'ottobre alla caduta dell'URSS e ci racconta la storia, i personaggi e i cam ...continua

    Il secolo breve è un riassunto (!!!) di quello che è stato il mondo a partire dalla prima Guerra Mondiale e la Rivoluzione d'ottobre alla caduta dell'URSS e ci racconta la storia, i personaggi e i cambiamenti nella vita degli individui di tutto il mondo, nelle loro abitudini, nella tecnologia e nella società. Fa un po' sorridere leggere i capitoli finali, soprattutto se consideriamo come le tecnologie citate si siano evolute, ma noi parliamo col senno di poi, con gli occhi di chi ha potuto assistere a ciò che è venuto dopo. Avrebbe meritato anche l'autore di conoscere il "sequel" del suo lavoro... E noi che abbiamo la fortuna di vivere nel mondo iperconnesso di oggi (o la sfortuna, in alcuni casi), possiamo confrontarci con il racconto della battaglia sulla Marna magari, ed osservare un mondo che sembra preistorico quando in realtà è passato appena un secolo. La realtà è che i fatti qui narrati sono un'enormità, ed offrono infiniti spunti per approfondire. Cioè, per una persona discretamente curiosa, il modo di passare le serate per i prossimi trenta-quaranta anni. Mi chiedo cosa succederebbe se un testo simile fosse affrontato nelle scuole. Siamo vissuti nel secolo con la quantità maggiore di documenti scritti e con l'ausilio di immagini video e file audio. Perchè non sfruttarli?

    ha scritto il 

  • 5

    Opera omnia

    La carne messa al fuoco da questo saggio non è tanta: è tantissima, la mole di argomenti che viene affrontata è tale da spaventare chiunque ma con un po di buona volontà si viene ripagati perchè l'aut ...continua

    La carne messa al fuoco da questo saggio non è tanta: è tantissima, la mole di argomenti che viene affrontata è tale da spaventare chiunque ma con un po di buona volontà si viene ripagati perchè l'autore dimostra una grandissima competenza nel trattare il quadro sociale, economico politico, militare e culturale degli anni che vanno dal 1914 al 1991.
    L'analisi è sempre attenta, ponderata, e in alcuni passaggi Hobsbwam da quasi prova di preveggenza nell'esporre quello che potrebbe essere il futuro di li a pochi anni.
    Si tratta di un saggio che non si può commentare in maniera più approfondita:bisogna leggerlo, per me si tratta della chiave di volta per capire il Novecento;probabilmente è il miglior saggio storico sul periodo in questione
    Straconsigliato!!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    "Breve", il 900.perchè nel suo libro precedente, "L'Età degli imperi. 1875-1914", Howsban aveva parlato del lungo XiX secolo, o lungo 800: dalla rivoluzione francese alla prima guerra mondiale, un per ...continua

    "Breve", il 900.perchè nel suo libro precedente, "L'Età degli imperi. 1875-1914", Howsban aveva parlato del lungo XiX secolo, o lungo 800: dalla rivoluzione francese alla prima guerra mondiale, un periodo storico più lungo del secolo che conteneva Qui invece, secondo lui il periodo storico è più breve dei cent'anni che lo contengono: dal 1914, inizio della prima guerra mondiale al 1991, crollo dell'URSS e del sistema politico nato dalla rivoluzione d'ottobre.

    Libro ponderoso e impegnativo. L'ho comprato in estate ma l'ho affrontato solo in inverno.
    Sono contento di averlo letto: ho capito meglio il mondo in cui ho vissuto.
    Si divide in tre parti. La prima - "L'età della catastrofe" quelle delle due guerre mondiali intervallate dalla grave crisi economica mondiale del '29 - per fortuna me la sono evitata. Ho vissuto da giovane "L'età dell'oro", più o meno dalla mia nascita (1948) ai miei 25 anni. E ho partecipato da adulto a "La frana": decenni di crisi economica e sociale, che si è prolungata dopo l'89, ma in un contesto mondiale diverso per il crollo del socialismo reale.

    Lettura interessante, ripeto. Mi aspettavo un racconto più cronologico e invece Hobsbawn va piuttosto per grandi temi: per esempio le due guerre mondiali stanno dentro lo stesso capitolo.
    Capire quanto mi è successo intorno è stato esaltante e al contempo mi ha portato a scoprire quanto non avevo capito di quanto mi accadeva intorno. E poi è strana la sensazione dovuta al rendersi conto che avvenimenti per me recenti sono, in effetti ormai storia passata.
    Prima o poi lo rileggerò. In primo luogo rileggerò l'ultimo capitolo, "Verso il terzo millennio". Adesso ci siamo ormai dentro da un po', ma mi sembra che anche qui Hobsbawn mi aiuti a capire.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno sguardo lucido su un periodo complicatissimo.
    Verrebbe da dire che questo libro sia stato scritto soprattutto per se stesso, da un uomo appassionato che a un certo punto della sua vita si è seduto ...continua

    Uno sguardo lucido su un periodo complicatissimo.
    Verrebbe da dire che questo libro sia stato scritto soprattutto per se stesso, da un uomo appassionato che a un certo punto della sua vita si è seduto di fronte a un mare di appunti, carte sparse, castelli da ricostruire.

    Se invece è il libro di uno storico, quel che riporta narra le vicende di un tempo assurdo, e le 600 pagine di narrazione non possono essere altro che un semplice riassunto di un secolo isterico.

    ha scritto il 

  • 4

    Il secolo breve è costituito da tre parti: L'età della catastrofe, L'età dell'oro e La frana, che delineano, rispettivamente, il crollo delle ideologie e della società ottocentesche con i due conflitt ...continua

    Il secolo breve è costituito da tre parti: L'età della catastrofe, L'età dell'oro e La frana, che delineano, rispettivamente, il crollo delle ideologie e della società ottocentesche con i due conflitti mondiali e l'affermazione dei totalitarismi, il rilancio postbellico e la guerra fredda e i cambiamenti socio-culturali, nonché i rivolgimenti dell'economia dagli anni '70.

    Recensione della prima parte - L'età della catastrofe: http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/06/il-secolo-breve-hobsbawm.html

    Recensione della seconda parte - L'eta dell'oro: http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/08/il-secolo-breve-hobsbawm-leta-delloro.html

    Recensione della terza parte - La frana: http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/09/il-secolo-breve-hobsbawm-la-frana.html

    ha scritto il 

  • 5

    Se si riesce a salvaguardare la libertà, si può sempre sperare.

    Il saggio di Hobsbawm deve la sua grande notorietà alla felice intuizione del titolo. Si tratta comunque di un capolavoro della saggistica. Non è propriamente un manuale di storia. E’ un grande “affre ...continua

    Il saggio di Hobsbawm deve la sua grande notorietà alla felice intuizione del titolo. Si tratta comunque di un capolavoro della saggistica. Non è propriamente un manuale di storia. E’ un grande “affresco” scritto, a mio avviso, con uno stile giornalistico. Nel senso che sembra un immenso articolo che descrive il Novecento in modo erudito ma, contemporaneamente, discorsivo.
    Questo rende la lettura piacevole e scorrevole ma, attenzione!, allo stesso tempo richiede una buona conoscenza dei fatti e delle situazioni per essere pienamente compresa. L’autore distribuisce spunti storici ed economico-politici, collegamenti artistici e culturali, escursioni temporali, paragoni geopolitici, ma ovviamente dà per scontato che il lettore sappia di ciò di cui si parla. Il punto di osservazione è evidentemente influenzato dalle opinioni dell'autore, ma nello stesso tempo è quello di uno storico che osserva i fatti descritti con uno sguardo ampio e "dall'alto". Mirabile, a questo proposito, la descrizione dei cosiddetti "anni di piombo" italiani, che oggettivamente hanno un'influenza nulla sul corso della storia, al di la' delle terribili sofferenze delle vittime e dei loro familiari.
    Il “secolo breve” è una denominazione efficacissima. Il Novecento si caratterizza, infatti, per un concentrato di eventi “da brividi”. La distinzione tra la prima fase (1918-1945) e la seconda (1945-1991) è più apparente che reale. Si tratta di due facce della stessa medaglia, quella del dominio delle grandi ideologie nella storia umana. Così com’è del tutto superata (e ciò è ormai riconosciuto da quasi tutti gli storici) la distinzione tra prima e seconda guerra mondiale. Si tratta in realtà di un unico gigantesco conflitto planetario, in cui il ventennio tra il 1918 e il 1938 non è stato altro che un periodo transitorio volto a preparare una distruzione ancora più terribile di quella condotta, in modo quasi incosciente, forse persino idiota, nel corso della cosiddetta Grande Guerra.
    Il “secolo breve” ormai è alle nostre spalle, ma se apriamo la finestra di casa e lo scrutiamo come se osservassimo un paesaggio, vedremmo ancora nitide le contraddittorie immagini di dolore e felicità, sentiremmo ancora vividi gli odori di morte e di festa, udiremmo ancora distintamente le urla di strazio e i canti di gioia.
    Osservare il “secolo breve” provoca un lancinante senso di sgomento. Non saprei se questa emozione è più forte quando si considera l’età della catastrofe (1914-1945), sicuramente gli anni più bui dell’intera storia dell’umanità: il solo pensare che i nostri nonni, ossia persone ancora vive nella nostra mente e nei nostri cuori possano aver vissuto una tal epoca fa star male. Oppure se il senso di sgomento è persino più intenso quando si considera l’età dell’oro (1945-1991), ossia gli anni del boom economico e quindi della diffusione del benessere e della democrazia, almeno nel mondo occidentale e in Italia: il solo pensare che i nostri figli probabilmente non potranno più avere un’epoca di pace e benessere come questa appena trascorsa produce angoscia.
    La speranza, a ogni buon conto, è una virtù che non possiamo che coltivare. Come dice Leo Valiani (citato da Hobsbawm all’inizio del libro) “il Novecento prova che la vittoria degli ideali di giustizia e uguaglianza è sempre effimera, ma, se si riesce a salvaguardare la liberta, si può, tuttavia, ricominciare da capo … non bisogna disperare, neppure nelle situazioni più disperate.”

    ha scritto il 

  • 0

    "Tout comprendre c'est tout pardonner". E'quanto di più difficile si possa fare per questo secolo che ci siamo lasciati alle spalle.

    Ma penso sia stata la filosofia dell''800 che ha alimentato le sper ...continua

    "Tout comprendre c'est tout pardonner". E'quanto di più difficile si possa fare per questo secolo che ci siamo lasciati alle spalle.

    Ma penso sia stata la filosofia dell''800 che ha alimentato le speranze dell'umanità in un mondo giusto e buono. Potevamo pensare che nonostante tutto quello che si era detto si potesse assistere ad un tale spettacolo?

    ha scritto il