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Il secondo sesso

Di

Editore: Il Saggiatore

4.4
(505)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 850 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8842805807 | Isbn-13: 9788842805809 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Andreose , R. Cantini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    Testo fondamentale per ragionare, in primis, sull'evoluzione del ruolo della donna e, secondariamente, sul femminismo. Lungo, articolato, ricco di esempi e non provo di ironia. La prima parte (nella versione originale il volume I) un po' faticosa ma necessaria per comprendere a fondo la seconda. ...continua

    Testo fondamentale per ragionare, in primis, sull'evoluzione del ruolo della donna e, secondariamente, sul femminismo. Lungo, articolato, ricco di esempi e non provo di ironia. La prima parte (nella versione originale il volume I) un po' faticosa ma necessaria per comprendere a fondo la seconda. È stata dura, ma sono molto felice di averlo letto e lo consiglio a tutte le persone che si interrogano sulla differenza di genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è una perla. Era tanto che accarezzavo l'idea di iniziarlo, ma il suo volume mi aveva sempre scoraggiata; cominciando a leggerlo mi sono invece resa conto di trovarlo scorrevole come un romanzo e non ho potuto far altro che divorarlo.
    Fin da quando ho ricordi so di essermi semp ...continua

    Questo libro è una perla. Era tanto che accarezzavo l'idea di iniziarlo, ma il suo volume mi aveva sempre scoraggiata; cominciando a leggerlo mi sono invece resa conto di trovarlo scorrevole come un romanzo e non ho potuto far altro che divorarlo.
    Fin da quando ho ricordi so di essermi sempre interrogata sul significato del mio essere femmina, ma nel leggere quest'opera è stato come se i miei pensieri in proposito, caoticamente ammassati, potessero finalmente dipanarsi con chiarezza davanti a me.
    Essendo scritto nel '49 il libro è chiaramente da ritenersi superato in varie sue parti - come d'altronde già ammetteva sarebbe successo la stessa SdB, essendo ben cosciente di aver intrapreso l'analisi di un soggetto in continua evoluzione -, rimanendo tuttavia un interessante documento storico; vi sono poi temi, tra tutti quello della maternità, che alla luce della società attuale, necessiterebbero di essere sviscerati in modo molto più accurato. Tuttavia pochi autori sono mai riusciti a farmi sentire tanto in sintonia con loro come la dB.
    Questo libro sprona a considerare con occhio lucido i traguardi già raggiunti e le battaglie ancora da combattere riguardo alla condizione femminile, gli riservo un posto d'onore tra i miei scaffali.

    ha scritto il 

  • 4

    Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna.


    Pag. 2 ...continua

    Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna.

    Pag. 271

    Sono probabilmente le righe più famose di un testo che ha fatto epoca, Il secondo sesso di Simone De Beauvoir. Il libro è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 1949, e da allora molte cose sono cambiate, ma rimane il fatto che nella percezione generale la donna rimane l’altro contrapposta a quell’essere che è l’uomo.
    (...)
    Quella del Secondo sesso è una lettura forte. Impegnativa, richiede concentrazione e attenzione, ma non è sempre sullo stesso livello. Il libro è lungo, 700 pagine, ed è difficile mantenere la stessa tensione e chiarezza espositiva in un testo di questa mole. E non tutto per me risuona allo stesso modo, ma questo non è un problema.
    (...)
    è importante leggere certi testi, ascoltare certi pareri, per avere spunti di riflessione su cose che altrimenti ignoreremmo. Si può non condividere la tesi di fondo, ci si può pure annoiare in alcuni passaggi, ma Il secondo sesso è un libro che va letto e su cui bisogna riflettere perché siamo tutti esseri umani.
    Il testo completo: http://librolandia.wordpress.com/2013/07/26/simone-de-beauvoir-il-secondo-sesso/

    ha scritto il 

  • 5

    "Donna non si nasce, si diventa"

    Da convinto femminista, non potevo continuare a ignorare quello che, con giusto merito, viene considerato la Bibbia del movimento. In un viaggio lungo millenni, Simone de Beauvoir smonta, una per una, tutte le prove della presunta superiorità dell'uomo sulla donna. Nonostante sia abbastanza estes ...continua

    Da convinto femminista, non potevo continuare a ignorare quello che, con giusto merito, viene considerato la Bibbia del movimento. In un viaggio lungo millenni, Simone de Beauvoir smonta, una per una, tutte le prove della presunta superiorità dell'uomo sulla donna. Nonostante sia abbastanza esteso, il saggio appare molto scorrevole e risulta accessibile anche a chi non possiede nozioni universitarie. Il testo è diviso in due parti, a loro volta suddivise in sezioni tematiche: nella prima, l'autrice analizza il ruolo della "femmina" dal punto di vista biologico, storico, psicanalitico e sociale; nella seconda, l'attenzione è posta sulle varie fasi della vita e sugli stereotipi imposti alle donne dalla società.
    Pubblicato nel 1949, si rimane immediatamente colpiti dall'incredibile attualità dell'opera, i cui ritratti, maschili e femminili, si adattano benissimo alla realtà italiana contemporanea. E' disarmante constatare come il futuro di eguaglianza sociale auspicato dall'autrice sia ancora da considerare pressoché utopico, dimostrando come la parità sul piano legislativo non abbia decostruito efficacemente tabù e pregiudizi culturali.
    Un libro per tutte le donne che desiderano scoprire se stesse e per tutti gli uomini che vorrebbero comprendere meglio le proprie compagne.

    ha scritto il 

  • 5

    Poco più do 800 pagine. Font: Arial 8. L’unico libro che io abbia mai letto utilizzando più segnalibri! Insomma, monumentale. Ma STUPENDO.


    Il punto di vista che adotta la De Beauvoire è, ovviamente, quello esistenzialista.


    Nel primo libro ho più gradito, tra tutto, la parte della s ...continua

    Poco più do 800 pagine. Font: Arial 8. L’unico libro che io abbia mai letto utilizzando più segnalibri! Insomma, monumentale. Ma STUPENDO.

    Il punto di vista che adotta la De Beauvoire è, ovviamente, quello esistenzialista.

    Nel primo libro ho più gradito, tra tutto, la parte della storia. La parte dei miti è interessante, secondo me, più per coloro che sono venuti in contatto con gli autori analizzati dalla De Beauvoire (non è il mio caso, Stendhal a parte). Ma in generale ho apprezzato di più il secondo libro.

    Va letto tenendo sempre conto che è stato pubblicato nel 1949 (vent’anni prima, per esempio, del femminismo radicale delle Redstockings); questo fa sì che continuamente si possa valutare quanto sia cambiata la situazione della donna , ma – incredibilmente - anche quanto non lo sia.
    Infatti molte delle considerazioni, riportate nel libro, sulla condizione femminile, potrebbero essere scritte al giorno d'oggi.

    “ Perciò oggi, la donna indipendente è divisa tra i propri interessi professionali e la preoccupazione della sua vocazione sessuale; stenta a trovare l’equilibrio; se lo raggiunge, è a prezzo di concessioni, sacrifici, acrobazie che esigono da lei una continua tensione. In questo, molto più che nei dati fisiologici, bisogna ricercare la ragione del suo nervosismo, della sua fragilità.”

    E’ un libro che risveglia, e risvegliò ai tempi della sua pubblicazione, la coscienza femminile, invitando la donna a cercare una seconda “nascita”: “Ciò che non ci è dato per cultura, è necessario recuperarlo attraverso un percorso identificativo di coscienza, conoscenza e decolpevolizzazione di sé”.

    La parte “Conclusione” riporta in incipt una citazione di Laforgue: “No, la donna non è un nostro fratello; con la pigrizia e la corruzione ne abbiamo fatto una creatura diversa da noi, sconosciuta che ha per unica arma il proprio sesso; e ciò significa non solo la guerra perpetua ma anche una cattiva guerra [ …]”.
    “L’umanità - scrive l’autrice - è una cosa diversa da una specie; si definisce nel modo con cui assume la fattità naturale. In verità, anche con la maggior malafede del mondo, è impossibile scoprire tra maschio e femmina umana una rivalità d’ordine propriamente fisiologico.”
    “E’ più facile accusare un sesso che discolpare l’altro”, sostiene Montaigne.

    Insomma la condizione femminile è imposta da una società prettamente dominata dall’uomo, ma per modificare questa realtà uomini e donne devono rivedere l’universo femminile, in una veste di parità e reimpostare i rapporti sulla base del rispetto reciproco.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quel che e' certo e' che finora le capacita' della donna sono state soffocate e disperse per l'umanita' e che e' veramente tempo, nel suo interesse e in quello di tutti, che le sia concesso finalmente di sfruttare tutte le sue possibilita'"

    "Il dramma della donna consiste nel conflitto tra la rivendicazione fondamentale di ogni soggetto che si pone sempre come essenziale e le esigenze di una situazione che fa di lei un inessenziale. Data questa sua condizione, in che modo potra' realizzarsi come essere umano?"

    ha scritto il 

  • 5

    regalo di due sorelle femministe :)
    letto tantissimi anni fa: una faticaccia, ma allora lo ritenevo indispensabile per la mia "formazione"

    prestato, non sono più riuscita a recuperarlo

    visto che sono una nostalgica non ho più voluto ricomprarlo mancandomi le sottolineature e ...continua

    regalo di due sorelle femministe :)
    letto tantissimi anni fa: una faticaccia, ma allora lo ritenevo indispensabile per la mia "formazione"

    prestato, non sono più riuscita a recuperarlo

    visto che sono una nostalgica non ho più voluto ricomprarlo mancandomi le sottolineature e le note che avevo scribacchiato

    però non ho perso l'occasione di averlo in ebook : una nuova vita per le mie radici :)

    ha scritto il 

  • 5

    «Donna non si nasce, lo si diventa»

    Nel 1949, all’indomani del secondo conflitto mondiale, la donna è per lo più ciò che l’uomo decide che sia, eppure il movimento femminile ha già mosso da tempo i suoi primi passi. I miti i più antichi e l’immagine per antonomasia della donna regina del focolare, tuttavia, hanno ancora la meglio s ...continua

    Nel 1949, all’indomani del secondo conflitto mondiale, la donna è per lo più ciò che l’uomo decide che sia, eppure il movimento femminile ha già mosso da tempo i suoi primi passi. I miti i più antichi e l’immagine per antonomasia della donna regina del focolare, tuttavia, hanno ancora la meglio sull’idea dell’emancipazione femminile.

    Una voce forte, però, singola e di grande ascendente, pur involontariamente (parla infatti un’esistenzialista, e non una femminista), dà un messaggio di grande risonanza e sostegno a quel movimento: «Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l'aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell'uomo; è l'insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna».

    La questione del secondo sesso è stata così posta e ciò significherà fin da subito riconoscere una dualità di genere – maschile e femminile – ma anche problematizzare i presupposti dei due ruoli sociali e delle loro identità sessuali. Non solo: il discorso sul secondo sesso rinvierà innanzi tutto provocatoriamente all’idea di uno status minore. Interrogarsi, allora, sfidare il senso comune fu d’obbligo per non perdere di vista la capitalità – non solo teoretica – della questione femminile e per sostenere con impegno ed energia un ripensamento culturale, non privo di ricadute politiche e sociali, dell’alienazione della donna…

    ha scritto il 

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