Il secondo sesso

Di

Editore: Il Saggiatore

4.4
(547)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 850 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8842805807 | Isbn-13: 9788842805809 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Andreose , R. Cantini

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Filosofia , Scienze Sociali

Ti piace Il secondo sesso?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Capolavoro. Un must per ogni donna.

    1949. Simone de Beauvoir, da due anni la compagna di Sartre, ha 35 anni e pubblica “Il secondo sesso”.
    Ed è scandalo.
    Viene definita insoddisfatta, frigida, priapica, ninfomane, lesbica nonché Notre D ...continua

    1949. Simone de Beauvoir, da due anni la compagna di Sartre, ha 35 anni e pubblica “Il secondo sesso”.
    Ed è scandalo.
    Viene definita insoddisfatta, frigida, priapica, ninfomane, lesbica nonché Notre Dame de Sarte, Grande Sartreuse, Simone de Bavoir... ma ciò giova al libro che pare venda 500 copie al giorno: ognuno vuole dire la sua. Anche la Chiesa, che lo mette all'indice. Anche il PCF, che lo ostracizza quando Sartre rompe col partito - e la De Beauvoir viene colpita dall'anatema anche lei.
    In Italia “Il secondo sesso” lo si legge di nascosto (dalla Chiesa E dal partito) e solo in lingua originale perché verrà pubblicato solo nel 1961 sebbene la De Beauvoir fosse sotto contratto con la Mondadori dal 1947.
    Se avessi letto questo libro prima di andare in analisi, forse sarebbe durata la metà e tanti "complessi" da capire e integrare bastava chiedere allo psicologo: “Scusi, ma lei l’ha letta la DB? Allora eviti. Eviti di arrampicarsi sugli specchi per trovare complessi astrusi, quando si tratta invece della più totale normalità. Grazie.”
    Un libro fondamentale per ciascuna donna – credo. Un libo che a distanza di quasi 70 anni mi ha aperto gli occhi e rasserenata su tanti aspetti della mia vita (e della mia condizione di donna). A tratti mi ha stupita di come poco sia cambiato nella mentalità generale in 70 anni, a tratti invece mi ha confortato il constatare che invece qualcosa è cambiato e in meglio.
    Ho apprezzato moltissimo il suo continuo augurio ed esortazione al dialogo con gli uomini (visto che dobbiamo vivere insieme su questa terra è importante cambiare la società insieme) e al non ricercare un'inutile e sterile lotta superiorità di classi (maschi vs femmine) a chi è il migliore e il più forte.
    Unico grande limite del pensiero della DB è una rappresentazione della donna avvilente (che di fatto poi, ritrae fondamentalmente una donna borghese) quando invece avrebbe potuto/dovuto (come invece si fa, giustamente, oggi) mettere in rilievo quanto la propria testa, sopra ogni cosa, incida sull’accettare una determinata condizione; avrebbe potuto/dovuto di far emergere anche tutti gli aspetti positivi della condizione femminile o avrebbe potuto indicare come volgere determinate condizioni in elementi positivi, ovvero iniziare una prospettiva femminile sul mondo (la DB in qualche modo si adegua al fatto che gli "uomini" sono la classe dominante e che per raggiungere l'uguaglianze le donne devono raggiungere i "loro" standard - che a mio avviso è errato, proprio perché siamo diversi. Ognuno deve essere chi è, col rispetto reciproco. Il rispetto: questo è quello che ci vuole per davvero); ma soprattutto quello che manca in questo libro (concediamole il fatto di essere stata la prima a lanciarsi sulla tematica) non racconta mai storie di donne che sono riuscite ad uscire dagli schemi sociali (a cominciare da sé – la sua autobiografia comincerà a scriverla 10 anni dopo la pubblicazione di questo libro) per mostrare alle altre come hanno fatto, per dare alle altre un esempio positivo e concreto di sviluppo sociale (e di pensiero).
    Ciò detto, e lo ripeto, un libro che credo ciascuna donna dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    De Beauvoir ha mostrato l'invisibile che tutti avevano davanti all'occhi: il primo dominio è quello dell'uomo sulla donna e i caratteri maschili sono potuti restare tali e non si sono rivelati a lungo ...continua

    De Beauvoir ha mostrato l'invisibile che tutti avevano davanti all'occhi: il primo dominio è quello dell'uomo sulla donna e i caratteri maschili sono potuti restare tali e non si sono rivelati a lungo trappola e ideologia poiché ogni donna "normale" faceva dell'altro (marito e figlio che fosse) il complemento.

    Io ho passione per questa autrice perché ha reso in romanzo (L'invitata) il problema della lotta hegeliana, accentuando forse troppo un aspetto fra tutti, ma dandoci modo di riflettere sul problema (maschile e contagioso) del voler vincere l'altro. Nel saggio invece c'è una, fra le tante cose, che potrebbe aiutarci a cambiare davvero: la strada per la libertà - lei dice - non sta nell'essere l'uno per l'altra complementi ma nel conoscersi e nel volersi nella imperfetta relazione fra due pari. Pari e multiformi nel patire e nell'agire, nell'iniziativa e nella resa.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Ho conosciuto gli studi gender all' università e precisamente al corso di letteratura inglese. Mi aprirono un mondo. Oggi finisco di leggere "Il secondo sesso" della De Beauvoir e riconosco che è un t ...continua

    Ho conosciuto gli studi gender all' università e precisamente al corso di letteratura inglese. Mi aprirono un mondo. Oggi finisco di leggere "Il secondo sesso" della De Beauvoir e riconosco che è un testo imprescindibile. Quando uscì finì nell'indice dei libri proibiti per i cattolici. Ma non vi trovo nessun problema di fede. Se non la convinzione che il matrimonio, così come concepito dalla società borghese del Novecento, era concezione opprimente per le donne e da superare. Concetto che oggi facilmente diamo per sacrosanto ma che è costato migliaia di diagnosi di isterismo alla generazioni di donne che ci hanno preceduto, classificate come malate quando in realtà erano semplicemente con la vita già segnata per il fatto di essere nate con un sesso invece che un altro. La prima parte è molto filosofica e l'ho trovata noiosa. La seconda invece vale tutta la fatica. Lo stile è eccessivamente verboso per i miei gusti ma si fa leggere bene. Oggi di certe abitudini possiamo sorridere, il libro è datato. Ma è grazie ad esso che le nostre madri hanno iniziato la lotta per la parità. Sarebbe bene capire da dove veniamo per sapere dove andiamo. E in un mondo dove la crisi risveglia gli istinti peggiori e il femminicidio è purtroppo alla ribalta, scopriamo che le donne hanno fatto un percorso che non tutti gli uomini e a volte neppure le donne stesse hanno capito e a loro volta camminato. Gli studi gender possono anche essere estremisti. Ma prima di condannarli in toto andrebbero letti. Con la coscienza che se oggi siamo quelli che siamo lo dobbiamo anche alla capacità contestatoria di chi ha mostrato un'altra via. Quanto servirebbe oggi un cervello libero e critico ad analizzare la situazione odierna, con il disfacimento della famiglia tradizionale e l'emergere dei diritti Lgbt, per chiarirci quali successi sono stati acquisiti, quali sono inutili, quali mancano...

    ha scritto il 

  • 5

    Imprescindibile

    dovrebbe essere imprescindibile nell'educazione di ragazze e ragazzi. Nonostante questo saggio, anzi questa enciclopedia, abbia più di 60 anni descrive meccanismi ancora più o meno subdolamente in aug ...continua

    dovrebbe essere imprescindibile nell'educazione di ragazze e ragazzi. Nonostante questo saggio, anzi questa enciclopedia, abbia più di 60 anni descrive meccanismi ancora più o meno subdolamente in auge. Una lettura tardiva e davvero illuminante.

    ha scritto il 

  • 5

    "...per raggiungere questa suprema vittoria è necessario che uomini e donne, al di là delle loro differenziazioni naturali affermino, senza possibilità di equivoco, la loro fraternità".

    Recensione com ...continua

    "...per raggiungere questa suprema vittoria è necessario che uomini e donne, al di là delle loro differenziazioni naturali affermino, senza possibilità di equivoco, la loro fraternità".

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/10/simone-de-beauvoir-il-secondo-sesso.html

    ha scritto il 

  • 0

    Non ho mai letto niente di Simone de Beauvoir, e sono quindi arrivata ignara a questa lettura, il che sicuramente ha influenzato il mio modo di recepire il Manifesto del femminismo. La ricezione di qu ...continua

    Non ho mai letto niente di Simone de Beauvoir, e sono quindi arrivata ignara a questa lettura, il che sicuramente ha influenzato il mio modo di recepire il Manifesto del femminismo. La ricezione di quest'opera è stata mediata da me come persone vivente in questo secolo e il continuo tener presente che si sta parlando di un libro pubblicato nel 1949. Ho quindi dovuto sempre mediare tra quello che pensavo istintivamente di quello che leggevo e del contesto storico in cui è apparso. Inoltre, io sono tendenzialmente poco predisposta ai libri lunghissimi, che tendono a farmi sentire perseguitata, se continuo a vedermeli in giro, e quindi sono arrivata alla fine un po' stremata.
    Ho apprezzato moltissimo la prima parte, i capitoli dedicati alla biologia, ai miti, alla psicanalisi, all'analisi delle opere di alcuni scrittori. Non ho apprezzato (o forse, capito), il senso della seconda parte con le categorizzazioni delle tipologie di donne, con spiegazioni che, secondo me, non erano scientifiche neanche nel 1949 e con spiegazioni di comportamenti così generalizzanti senza basi solide che mi stupivo di quello che stavo leggendo. Inoltre, l'ho trovata molto ripetitiva. Perchè, secondo me, i concetti di cui parla sono comprensibili già alla prima espressione, non capisco perchè diventare così prolissa fino alla noia dicendo sempre le stesse cose, la nascita della proprietà privata, la sottomissione, donne non si nasce si diventa per tutto il libro. Avevo capito e li avevo fatti miei anche la prima volta, devo dire. Immagino che per l'epoca sia stato un libro rivoluzionario, e che non sia stato facile verbalizzare e interiorizzare dei concetti messi nero su bianco. Mi rimane comunque la sensazione che si poteva tagliare un quarto di libro.
    Sono ovviamente contenta di aver avuto l'entusiasmo e la motivazione per leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Testo fondamentale per ragionare, in primis, sull'evoluzione del ruolo della donna e, secondariamente, sul femminismo. Lungo, articolato, ricco di esempi e non provo di ironia. La prima parte (nella v ...continua

    Testo fondamentale per ragionare, in primis, sull'evoluzione del ruolo della donna e, secondariamente, sul femminismo. Lungo, articolato, ricco di esempi e non provo di ironia. La prima parte (nella versione originale il volume I) un po' faticosa ma necessaria per comprendere a fondo la seconda. È stata dura, ma sono molto felice di averlo letto e lo consiglio a tutte le persone che si interrogano sulla differenza di genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è una perla. Era tanto che accarezzavo l'idea di iniziarlo, ma il suo volume mi aveva sempre scoraggiata; cominciando a leggerlo mi sono invece resa conto di trovarlo scorrevole come un r ...continua

    Questo libro è una perla. Era tanto che accarezzavo l'idea di iniziarlo, ma il suo volume mi aveva sempre scoraggiata; cominciando a leggerlo mi sono invece resa conto di trovarlo scorrevole come un romanzo e non ho potuto far altro che divorarlo.
    Fin da quando ho ricordi so di essermi sempre interrogata sul significato del mio essere femmina, ma nel leggere quest'opera è stato come se i miei pensieri in proposito, caoticamente ammassati, potessero finalmente dipanarsi con chiarezza davanti a me.
    Essendo scritto nel '49 il libro è chiaramente da ritenersi superato in varie sue parti - come d'altronde già ammetteva sarebbe successo la stessa SdB, essendo ben cosciente di aver intrapreso l'analisi di un soggetto in continua evoluzione -, rimanendo tuttavia un interessante documento storico; vi sono poi temi, tra tutti quello della maternità, che alla luce della società attuale, necessiterebbero di essere sviscerati in modo molto più accurato. Tuttavia pochi autori sono mai riusciti a farmi sentire tanto in sintonia con loro come la dB.
    Questo libro sprona a considerare con occhio lucido i traguardi già raggiunti e le battaglie ancora da combattere riguardo alla condizione femminile, gli riservo un posto d'onore tra i miei scaffali.

    ha scritto il 

Ordina per