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Il secondo trattato sul governo

I classici del pensiero libero, 21

Di

Editore: RCS Quotidiani

3.9
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Gialluca ; Prefazione: Angelo Panebianco

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-fiction , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
Locke, con questa opera, ha creato i presupposti di una visione moderna dei rapporti fra la legge, la libertà e il governo fondato sul consenso popolare.

Dalla prefazione di Angelo Panebianco

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  • 4

    Locke è decisamente più simpatico di Hobbes. Certo le sue scorribande giusnaturalistiche e l'insistenza sul concetto di proprietà, alla lunga risultano stucchevoli. Ma nulla più della sua legittimazione del diritto di resistenza del popolo, nei confronti di un sovrano ostile, celebr ...continua

    Locke è decisamente più simpatico di Hobbes. Certo le sue scorribande giusnaturalistiche e l'insistenza sul concetto di proprietà, alla lunga risultano stucchevoli. Ma nulla più della sua legittimazione del diritto di resistenza del popolo, nei confronti di un sovrano ostile, celebra la dignità di una modernità emancipatasi dai gioghi medievali, che esplode un'indipendenza e una fierezza che hanno le fondamenta solide della ragione.

    ha scritto il 

  • 3

    Il solo modo in cui un uomo si spoglia della sua libertà naturale e assume su di sé i vincoli della società civile consiste nell'accordarsi con altri uomini e unirsi ad una comunità al fine di vivere gli uni con gli altri in comodità, sicurezza e pace, nel sicuro godimento della sua proprietà ...continua

    Il solo modo in cui un uomo si spoglia della sua libertà naturale e assume su di sé i vincoli della società civile consiste nell'accordarsi con altri uomini e unirsi ad una comunità al fine di vivere gli uni con gli altri in comodità, sicurezza e pace, nel sicuro godimento della sua proprietà e con una maggiore protezione contro coloro che non vi appartengono

    Se la corrente di pensiero definita "contrattualista" avesse bisogno di uno slogan, questo sicuramente sarebbe perfetto: ne Il secondo trattato sul governo troviamo la sintesi di tutto il filone della filosofia politica definito "contrattualismo" e che ha in John Locke uno dei suoi esponenti di punta. Chi è appassionato di filosofia politica sa perfettamente che questo di Locke è un testo che non si può non aver letto e che (per esempio) è parte fondamentale di qualsiasi programma scolastico o universitario di filosofia. Dal punto di vista concettuale il testo non è né complesso né tantomeno "noioso", soprattutto per chi si avvicina per la prima volta allo studio della filosofia politica e quindi io consiglio di leggere l'opera di Locke con molta attenzione ma anche con molto piacere ed interesse, soprattutto se non si è mai affrontato il tema "filosofia politica" in passato: diciamo che Il secondo trattato sul governo è una specie di manuale per acquisire padronanza della materia e per capire cosa si intenda per "contrattualismo". Detto ciò, Locke non è solo il primo grande "contrattualista" ma è anche e soprattutto il primo grande "liberale" della storia, in quanto tutto il testo è intriso di quei principi che dopo di lui diventeranno i principi cardine del liberalismo: divisione dei poteri, difesa della proprietà privata, concezione del cittadino come individuo libero e non come "suddito dello Stato", ecc... Locke è il campione del pensiero liberale di stampo britannico (oggi sarebbe sicuramente un grande esponente del partito conservatore) ma più in particolare egli è il campione di quel giusnaturalismo che era al suo tempo in "guerra" con il pensiero giuspositivista dominante nell'Europa dell'epoca. Per conoscere la differenza tra giuspositivismo e giusnaturalismo consiglio di leggere questo testo ma, più in generale di interessarsi di filosofia politica perché ne vale la pena, anche solo per comprendere in che mondo viviamo e da dove veniamo...politicamente parlando.

    ha scritto il 

  • 3

    Il "Secondo trattato sul governo" introduce le principali idee di quello che diverrà, nei due secoli successivi, il liberalismo politico: la priorità dei diritti individuali sul potere politico; il governo limitato e basato sul consenso; la divisione dei poteri; il diritto dei governati a control ...continua

    Il "Secondo trattato sul governo" introduce le principali idee di quello che diverrà, nei due secoli successivi, il liberalismo politico: la priorità dei diritti individuali sul potere politico; il governo limitato e basato sul consenso; la divisione dei poteri; il diritto dei governati a controllare e, in casi estremi a rovesciare, i governanti.

    ha scritto il 

  • 5

    La persistenza dell'attualità

    E' un libro fondamentale per diventare "elettori consapevoli".
    E' incredibile come un testo di oltre 3 secoli fa possa risultare così attuale. Ridondante, prolisso, ma portatore di principi di democrazia che (a parte le democrazie anglosassoni) larga parte delle attuali autodefinitesi democ ...continua

    E' un libro fondamentale per diventare "elettori consapevoli".
    E' incredibile come un testo di oltre 3 secoli fa possa risultare così attuale. Ridondante, prolisso, ma portatore di principi di democrazia che (a parte le democrazie anglosassoni) larga parte delle attuali autodefinitesi democrazie sembrano aver dimenticato; non solo la ns povera Italia, ma le neodemocrazie del SudAmerica o dell'Africa.
    Qui si ritrovano i principi contro le liste bloccate e la politica dei nominati, la separazione dei poteri (Montesquieu arriverà 50 anni dopo), il sistema di check&balance ancora oggi efficiente ed efficace negli Us, attinge a concetti giusridici formulati dal diritto romano e prefigura concetti che saranno formulati oltre 250 anni dopo (per es la suddivisione dei poteri di Weber).
    Forte di un neonato parlamentarismo (mentre il resto del mondo era si e no alla monarchia), ribalta la visione hobbesiana ed estende la collaborazione anche ad altri paesi, toccando inevitabilmente la sfera economica e (seppur legato ad un'idea malthusiana delle risorse) sostiene il libero scambio e getta le basi per il concetto di vantaggio competitivo (senza arrivare ovviamente alla utilità marginale).
    Un libro non solo da leggere prima di andare a votare, ma da far leggere a chi vuole farsi eleggere ed interrogarlo; se non l'ha capito, a casa.

    ha scritto il 

  • 3

    Locke è forse il più famoso dei giusnaturalisti,forse anche il più semplice e scorrevole, ma lascia comunque perplessi,a volte è difficile riscontrare un paradigma logico ed ontologico adeguato alla base della sua filosofia, ma sembra solo una vana ricerca di giustificazione dell'origine del gove ...continua

    Locke è forse il più famoso dei giusnaturalisti,forse anche il più semplice e scorrevole, ma lascia comunque perplessi,a volte è difficile riscontrare un paradigma logico ed ontologico adeguato alla base della sua filosofia, ma sembra solo una vana ricerca di giustificazione dell'origine del governo e della proprietà privata.

    ha scritto il 

  • 4

    e' l'espressione massima della filosofia politica di Locke (insieme alla lettera sulla tolleranza), è chiaro e si capisce bene come da lui sia poi nato il liberismo.
    alla base di questo trattato c'è la fiducia nell'uomo verso il quale locke è molto ottimista...sarebbe bello potelo credere

    ...continua

    e' l'espressione massima della filosofia politica di Locke (insieme alla lettera sulla tolleranza), è chiaro e si capisce bene come da lui sia poi nato il liberismo.
    alla base di questo trattato c'è la fiducia nell'uomo verso il quale locke è molto ottimista...sarebbe bello potelo credere

    ha scritto il