Il seggio vacante

Di

Editore: Salani

3.7
(4046)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 553 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Olandese , Portoghese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale

Isbn-10: 8867150960 | Isbn-13: 9788867150960 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Piraccini

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace Il seggio vacante?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Per la cittadina di Pagford, la morte improvvisa di Barry Fairbrother è uno shock. In apparenza, Pagford è un ridente villaggio inglese, con la sua piazza del mercato lastricata in pietra e la sua antica abbazia. Dietro questa bella facciata, invece, c'è una cittadina in guerra. Guerra dei ricchi contro i poveri, dei figli verso i genitori, delle mogli con i mariti, degli insegnanti con gli allievi. Pagford non è quello che sembra. Attorno al seggio lasciato vuoto da Barry nel consiglio municipale si scatena la guerra più feroce che Pagford abbia mai vissuto: chi uscirà vincitore da un confronto gravido di passioni, ambiguità e colpi di scena?
Ordina per
  • 4

    Quanta realtà...

    Mi ha colpito questa storia, dopo la saga di Harry! Così reale, senza mezzi termini. Viene vista la morte improvvisa di un membro della comunità da ogni altro personaggio del romanzo, e ognuno la pres ...continua

    Mi ha colpito questa storia, dopo la saga di Harry! Così reale, senza mezzi termini. Viene vista la morte improvvisa di un membro della comunità da ogni altro personaggio del romanzo, e ognuno la presenza senza filtri.
    Ho trovato molto crude le relazioni dei personaggi con i propri figli: quanti errori si fanno a cercare di fare il genitore!
    Meno male che compare qualche speranza, nel saper riconoscere i propri errori e nel cercare di ricostruire un rapporto ripartendo dalla realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Il secondo esordio da scrittrice della Rowling ha superato la prova. Ritornare alla scrittura dopo un capolavoro come la saga di Harry Potter non può che essere considerato, per qualsiasi autore, come ...continua

    Il secondo esordio da scrittrice della Rowling ha superato la prova. Ritornare alla scrittura dopo un capolavoro come la saga di Harry Potter non può che essere considerato, per qualsiasi autore, come una seconda prova d'esordio. L'autrice abbandona le atmosfere magiche e manichee di Hogwarts per narrare le vicende personali e familiari di una cittadina della campagna inglese che assurge a vera e propria rappresentazione della contemporaneità occidentale nel microcosmo di una realtà locale. Pagford non è il ritratto della piccola borghesia campagnola inglese, ma la trasposizione in piccolo di una realtà decisamente più ampia, che arriva ad includere l'intero mondo occidentale contemporaneo, i suoi problemi, le sua ansie identitarie, le sue insicurezze, le sue paure, le sue tragedie, grandi e piccole, domestiche e sociali. Leggere il seggio vacante equivale ad immergersi, pagina dopo pagina, cominciando solo verso la metà del libro a comprenderne la necessità di una prosa lenta e all'apparenza inizialmente troppo dispersiva, in un ritratto drammatico della società contemporanea e delle mille maschere che la popolano.

    ha scritto il 

  • 5

    quando si e' bravi a scrivere....

    Per anni consigliato, per anni colpevolmente snobbato. Un capolavoro puro di letteratura. Misa' che la Rowling e' proprio brava!!! Un romanzo torrenziale dove la piu' minima sfumatura diventa fondamen ...continua

    Per anni consigliato, per anni colpevolmente snobbato. Un capolavoro puro di letteratura. Misa' che la Rowling e' proprio brava!!! Un romanzo torrenziale dove la piu' minima sfumatura diventa fondamentale nell'intreccio di questa storia in cui uomini e donne ciniche e vuote hanno la meglio. Quanto e' lontana questa finzione magistralmente aricolata dalle nostre realta' quotidiane?

    ha scritto il 

  • 3

    Un pó delusa

    Viste varie recensioni avevo grandi aspettattive e invece mi ha un pó delusa.
    Molto lento, la storia ha cominciato a prendere ritmo ben oltre la metà del libro che comunque mi è piaciuto.
    Lei scrive ...continua

    Viste varie recensioni avevo grandi aspettattive e invece mi ha un pó delusa.
    Molto lento, la storia ha cominciato a prendere ritmo ben oltre la metà del libro che comunque mi è piaciuto.
    Lei scrive molto bene.

    ha scritto il 

  • 2

    Recensioni positive mi hanno spinto a prenderlo, ma l'ho trovato lento e in alcune parti poco coinvolgente, quasi noioso. I temi sono interessanti, ma non mi ha entusiasmato.

    ha scritto il 

  • 4

    Dalla magia alla realtà

    L’anno inizia con un libro che mi sono ritrovata a leggere per caso, sempre che il caso — soprattutto quando si parla di libri — esista. Lo hanno preceduto i primi due titoli delle serie su Rocco Schi ...continua

    L’anno inizia con un libro che mi sono ritrovata a leggere per caso, sempre che il caso — soprattutto quando si parla di libri — esista. Lo hanno preceduto i primi due titoli delle serie su Rocco Schiavone (“Pista nera” e “La costola di Adamo”, Antonio Manzini, Sellerio) in cui la scansione dei capitoli è per giornate.
    Apro il primo libro non Potteriano di J.K. Rowling e mi trovo davanti alla stessa scansione della narrazione. Domenica. Ecco, c’è sempre un testimone che passa tra il libro che ho appena finito di leggere e quello che sto incominciando. Segnano percorsi che conoscono solo loro. Tessono trame invisibili inframmiste a quelle che narrano.
    Il romanzo si apre con una morte. Le ultime ore di vita di un uomo che ricopriva un ruolo pubblico rilevante nella sua cittadina, che ha sempre lottato per le sue idee e per dare una chance di riscatto a chi per nascita non pareva poterne avere.
    Le reazioni alla sua scomparsa danno il via agli accadimenti che si dipanano per tutto il libro, in un susseguirsi serrato — tra presente e passato — fino a giungere all’inevitabile attimo che segna la svolta da cui tutto precipita.
    La coralità è una cifra a cui j.K.Rowling non sa rinunciare. Tanti i personaggi che si presentano al proscenio. Di ognuno si colgono l’intero e i dettagli, le luci e le ombre. (È una che sa scrivere davvero, Potter o Pagford che sia).
    Madri, padri, nonni, adulti poco cresciuti, irrisolti, feriti, incapaci di uscire dalle bolle in cui si sono nascosti per anni mentendo ogni giorno a se stessi e a coloro con cui dividono la vita pubblica e privata.
    Figlie e figli che reagiscono ognuno a proprio modo a dolori diversi, problemi che originano sempre in famiglie il cui unico intento sembra voler mantenere in ordine la sola facciata.
    C’è tanto Harry Potter in ognuno di loro. Ma la magia questa volta non salva nessuno.

    L’incipit:
    "Barry Fairbrother non voleva uscire a cena. Aveva avuto un mal di testa martellante per quasi tutto il fine settimana e stava lottando contro il tempo per consegnare il pezzo al giornale locale entro la scadenza".

    La citazione:
    "Ma certe volte quel ricordo la confondeva e allora era assalita dai dubbi. Era difficile sapere cosa credere. Da piccola aveva spesso sentito cose che poi i grandi avevano contraddetto e smentito".

    ha scritto il 

  • 4

    Più che un romanzo questo libro potrei definirlo uno spaccato di vita vera, un saggio su come descrivere i mille caratteri di un personaggio. La Rowling si conferma ancora come un'abile scrittrice con ...continua

    Più che un romanzo questo libro potrei definirlo uno spaccato di vita vera, un saggio su come descrivere i mille caratteri di un personaggio. La Rowling si conferma ancora come un'abile scrittrice con quest'opera corale, che ahimè ho dovuto abbandonare agli inizi perchè non è proprio scorrevolissima. L'ho ripreso un mese fa e a spizzichi e bocconi l'ho portato a conclusione, e devo dire che mi sento di aver fatto la cosa giusta! Non aspettatevi Harry Potter o affini...qui si parla della cruda vita vera...meritava in definitiva una seconda possibilità! Il voto sarebbe un 3 stelle e mezzo ma ne ho messe 4 per alzarle (seppur leggermente) la media...stiamo comunque parlando della Rowling, diamine! :D

    ha scritto il 

  • 1

    Ma che voleva dire zia Rowling?

    La vicenda si svolge a Pagford, cittadina della provincia inglese, sconvolta dall’improvvisa morte del consigliere comunale Barry Fairbrother. Ad ucciderlo non è stato un killer spietato, ingaggiato p ...continua

    La vicenda si svolge a Pagford, cittadina della provincia inglese, sconvolta dall’improvvisa morte del consigliere comunale Barry Fairbrother. Ad ucciderlo non è stato un killer spietato, ingaggiato per eliminare un consigliere scomodo, bensì un attacco cardiaco. Il suo seggio vacante presso il consiglio comunale innescherà una guerra per accaparrarsi la sua carica.
    Un incipit avvincente, insomma! Ti immagini già un romanzo basato tutto sulla politica e sulle varie tattiche per far eleggere i favoriti delle varie fazioni alla carica del defunto Fairbrother. Invece, il romanzo prende una piega diversa…

    Trai tanti romanzi letti, ce n’erano alcuni che alternavano un inizio alquanto piatto e lento ad un finale più spedito, intrigante, capace di farti divorare le ultime 300 pagine in pochissimo tempo senza neanche accorgertene; per “Il Seggio Vacante” è accaduto l’opposto, perché le premesse erano delle migliori: un improvviso attacco cardiaco e le vicende delle due cittadine di Pagford e Yarvill per il complesso abitativo dei Fields ti catturano sin da subito, soprattutto dopo le varie dinamiche che determina la morte di Barry Fairbrother. Poi, però, si perde e, secondo me, il vero problema è che la Rowling mette troppa carne a cuocere!

    Non sono riuscita a capire il tema centrale quale fosse:
    - la tossicodipendenza?;
    - il giusto supporto a chi è in riabilitazione?;
    - la droga e il sesso nell’età minorile?;
    - il cyberbullismo?;
    - l’ipocrisia nella società di oggi?;
    - la violenza domestica?;
    - le incomprensioni tra genitori e figli?;
    - l’intolleranza verso il diverso?

    Cosa??? Cosa volevi comunicarci zia Rowling? Io proprio non l’ho capito e questa cosa mi ha fatto odiare tutto il libro.

    No, no, no! Non ci siamo proprio!
    Cara zia Rowling, se avessi letto Il Seggio Vacante nel 2012, appena pubblicato, ti avrei detto “Zia bella, forse per te dopo Harry Potter non c’è futuro!”. Menomale che l’ho letto ora, nel 2016, e dopo la trilogia di Cormoran Strike, per questo so e posso dire che la Rowling sa scrivere anche di babbani. E, dunque, mi chiedo: cosa è andato storto nella stesura de Il Seggio Vacante? C’erano tante belle premesse, ma la verità è che la Rowling, per dirla in termini scolastici, è brava ma non si applica!!

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante avessi letto tutta la saga di Harry Potter e, nonostante la Rowling sia un'ottima scrittrice, ho fatto una grandissima fatica a farmi coinvolgere e trascinare da questo libro. Tanti persona ...continua

    Nonostante avessi letto tutta la saga di Harry Potter e, nonostante la Rowling sia un'ottima scrittrice, ho fatto una grandissima fatica a farmi coinvolgere e trascinare da questo libro. Tanti personaggi, tanti nomi, tante storie e capitoli brevi per conoscerli. Tuttavia, i libri "difficili" per me rappresentano più una sfida che un invito ad abbandonarli; e infatti, ritengo di essere stata ripagata: basta solo un po' di memoria e costanza nella lettura, per imparare a riconoscere e amare tutti i personaggi. Alla fine, quelli che sembrano protagonisti buttati a caso, rivelano essere personaggi di una stessa unica trama. Buone le caratterizzazioni e magistrale la Rowling nel creare un intreccio così complesso ma, alla fine, di così semplice lettura. Guarderò la mini serie tv.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per