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Il segno di Attila

Di

Editore: Piemme

3.6
(162)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 525 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838475474 | Isbn-13: 9788838475474 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
451 d.C.: al culmine di un'atroce guerra nelle Gallie, Unni e Romani, con iloro alleati Visigoti, sono giunti alla resa dei conti. Decine di migliaia diuomini si fronteggiano nella fatale piana dei Campi Catalaunici, in unconfronto che segnerà per sempre la storia d'Europa. Due eserciti immensi, duegrandi condottieri, entrambi capaci di infiammare i loro uomini e spingerlialle più grandi imprese. E se l'unno Balamber è disposto a sacrificare la suavita per salvare quella di Attila, il romano Sebastiano sì batterà finoall'estremo agli ordini di Flavio Ezio: due uomini coraggiosi, accomunatidallo stesso senso dell'onore e divisi dalla guerra e dal bel volto di unadonna intrepida e misteriosa...
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  • 3

    La storia mi è sembrata un po' slegata ed alcuni personaggi forse un po' troppo stereotipati come Sebastiano...interessante la figura anche se appena accennata di Ezio e dell'unno balamber. Complessivamente godibile per il ritmo della narrazione, consigliato a chi ama molto la storia

    ha scritto il 

  • 3

    STORICAMENTE BEN DOCUMENTATO, ANCHE SE NON APPORTA NIENTE DI NUOVO, TUTTAVIA COME ROMANZO NON CONVINCE PIENAMENTE. I PERSONAGGI HANNO POCO RILIEVO E IL RACCONTO, CORRETTO DAL PUNTO DI VISTA STILISTICO, RESTA PERO' PIATTO E QUA E Là POCO AVVINCENTE.

    ha scritto il 

  • 3

    E' una versione romanzata di un episodio storico. Narrata da ambo le parti senza favoreggiamenti. Il fatto che sia romanzata la legge più leggera di un libro di storia e le storie dei protagonisti si intrecciano egregiamente. L'unica pecca e che Guido, o il suo copy editor, non sono stati molto a ...continua

    E' una versione romanzata di un episodio storico. Narrata da ambo le parti senza favoreggiamenti. Il fatto che sia romanzata la legge più leggera di un libro di storia e le storie dei protagonisti si intrecciano egregiamente. L'unica pecca e che Guido, o il suo copy editor, non sono stati molto attenti nell'uso dei termini. Molti 'modi di dire' a mio avviso non stanno bene nei dialoghi di quel tempo. E in un capitolo, addirittura, da che è notte completa e buio senza stelle che oscura la vista, il tempo di essere accompagnati dal vescovo e averlo svegliato e già dice che era giorno fatto! In conclusione è piacevole se piace l'azione.

    ha scritto il 

  • 4

    Utile e piacevole

    Non sono un appassionato di romanzi storici, ma questo libro mi ha saputo catturare fin dalla prima pagina.
    Utile a chi vuole conoscere qualcosa di più su un periodo importante per il passaggio dall'antichità al medioevo.
    Piacevole da leggere dall'inizio alla fine, con uno stile pulito.
    Due carat ...continua

    Non sono un appassionato di romanzi storici, ma questo libro mi ha saputo catturare fin dalla prima pagina. Utile a chi vuole conoscere qualcosa di più su un periodo importante per il passaggio dall'antichità al medioevo. Piacevole da leggere dall'inizio alla fine, con uno stile pulito. Due caratteristiche da notare: (neutra) durante la narrazione, sembra che l'autore si soffermi particolarmente sulle violenze e sui soprusi (magistrale la sequenza della tragica fine dell'unno colpevole di aver torturato e ucciso brutalmente una bambina innocente). (occasione mancata): forse, con più coraggio, l'autore avrebbe potuto allungare la narrazione, con risultati ancora migliori.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro storico

    anche se non adoro i libri sull'antichità classica (l'ho studiata a scuola). Si perde e ci fa perdere un po' nelle descrizioni dei vari barbari, ma avevo sempre desiderato capirci qualcosa oltre La Germania di Tacito. Non vengono descritti molto i caratteri fisici e culturali dei popoli ma con il ...continua

    anche se non adoro i libri sull'antichità classica (l'ho studiata a scuola). Si perde e ci fa perdere un po' nelle descrizioni dei vari barbari, ma avevo sempre desiderato capirci qualcosa oltre La Germania di Tacito. Non vengono descritti molto i caratteri fisici e culturali dei popoli ma con il pretesto del fronte comune contro Attila (il peggio del peggio) Cervo ci illumina sui vari popoli esistenti al tramonto dell'Impero Romano. Verso la fine diviene anche più interessante, cosa strana in questo tipo di libri. Sarebbe più dal tre al quattro comunque.

    ha scritto il 

  • 2

    Ambientazione accurata ma i personaggi paiono davvero anacronistici nei comportamenti e nelle riflessioni. Molto ingenuo in alcuni episodi, più convincente in altri. Ho preferito, nella descrizione dello stesso periodo, "Imperator" di Castelli

    ha scritto il 

  • 3

    La storia dell'epocale battaglia dei Campi Catalaunici è raccontata attraverso le vicende di vari personaggi, tra i quali spiccano l'ufficiale romano-germanico Sebastiano e l'unno Balamber.
    La prima parte del romanzo inizia abbastanza lentamente: Balamber appare subito come un personaggio ambiguo ...continua

    La storia dell'epocale battaglia dei Campi Catalaunici è raccontata attraverso le vicende di vari personaggi, tra i quali spiccano l'ufficiale romano-germanico Sebastiano e l'unno Balamber. La prima parte del romanzo inizia abbastanza lentamente: Balamber appare subito come un personaggio ambiguo, teso tra la figura del buono e del cattivo. Sebastiano al contrario appare stereotipato, e almeno per me fallisce nel catturare l'immaginazione nonché l'affetto del lettore. Lo stile è altalenante, e si alternano belle pagine con altre scritte di fretta, poco armoniose e con termini anacronistici (es. mal caduco per epilessia, termine databile all'età moderna). Segue una seconda parte più interessante, se si eccettua un episodio abbastanza accessorio di un attacco a una villa romana dove non si può non fare il tifo per gli unni, data la disarmante banalità dei personaggi romani. Si arriva dunque in prossimità della battaglia, e all'improvviso il libro ingrana. Belle pagine si susseguono una dietro l'altra, i personaggi romani rivelano un minimo di profondità psicologica, l'unno Balamber (che appare più un mongolo, dato che l'autore per sua ammissione attinge alla descrizione del popolo di Gengis Khan per descrivere quello di Attila) emerge come il vero anti-eroe, e a questo punto è quasi impossibile non tifare per Attila e i suoi. Le ultime pagine sono da letteratura, davvero belle.

    A livello di storicità l'autore ha fatto un buon lavoro, gli unici anacronismi sono di linguaggio ma la storia è assolutamente coerente, forse anche troppo data la sopracitata banalità di alcuni personaggi; sembra quasi che l'autore sia più attento a fare lo storico che il romanziere. Laddove ha avuto più spazio, ossia tra gli unni, su cui le fonti sono abbastanza scarse, emergono invece la penna e la fantasia di un ottimo scrittore. Devo comunque ammettere di aver fatto un po' di fatica ad "ambientarmi" all'inizio, e per chi non conosca bene il periodo storico, è offerto poco aiuto per capire dove siamo e cosa sta succedendo. Un paio di salti su Wikipedia hanno risolto il problema, ma questo non dovrebbe necessario per inquadrare la storia, semmai approfondirla.

    In conclusione un libro che poteva essere bello, ma forse consegnato troppo di fretta, senza revisioni necessarie, che rimane privo di uno stile armonioso. Gli avrei dato tre stelle e mezzo, ma quattro proprio no. Per chi ama il periodo storico, rappresenta comunque una lettura interessante. Aspetto fiducioso nuove opere dell'autore: il talento c'è, speriamo anche il tempo e la concentrazione per fare un gran romanzo.

    ha scritto il 

  • 0

    451 d.C.: al culmine di un'atroce guerra nelle Gallie, Unni e Romani, con i loro alleati Visigoti, sono giunti alla resa dei conti. Decine di migliaia di uomini si fronteggiano nella fatale piana dei Campi Catalaunici, in un confronto che segnerà per sempre la storia d'Europa. Due eserciti immens ...continua

    451 d.C.: al culmine di un'atroce guerra nelle Gallie, Unni e Romani, con i loro alleati Visigoti, sono giunti alla resa dei conti. Decine di migliaia di uomini si fronteggiano nella fatale piana dei Campi Catalaunici, in un confronto che segnerà per sempre la storia d'Europa. Due eserciti immensi, due grandi condottieri, entrambi capaci di infiammare i loro uomini e spingerli alle più grandi imprese. E se l'unno Balamber è disposto a sacrificare la sua vita per salvare quella di Attila, il romano Sebastiano sì batterà fino all'estremo agli ordini di Flavio Ezio: due uomini coraggiosi, accomunati dallo stesso senso dell'onore e divisi dalla guerra e dal bel volto di una donna intrepida e misteriosa...

    ha scritto il