Il segno di Excalibur

Le cronache di Camelot, vol.6

Di

Editore: Piemme

3.9
(427)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 473 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8838470987 | Isbn-13: 9788838470981 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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  • 2

    E così archivio anche la saga delle Cronache di Camelot. Devo dire che mi sono piaciuti più i primi libri dove c'è l'inizio del sogno, quello di fondare una città indipendente sia militarme che econom ...continua

    E così archivio anche la saga delle Cronache di Camelot. Devo dire che mi sono piaciuti più i primi libri dove c'è l'inizio del sogno, quello di fondare una città indipendente sia militarme che economicamente da parte degli antenati di Artù, che gli ultimi libri in cui si parla della vita del grande condottiero e re. Perchè se nei primi libri vediamo l'unione di più famiglie che credono in un ideale comune e un numero impressionante di personaggi, tutti molto ben delineati, negli ultimi libri ci sono principalmente solo Merlino e Artù. Whyte dà poco risalto a coloro che gli stanno intorno, sia tra gli amici che tra i nemici, e risulta un lunghissimo monologo da parte di Merlino su tutto ciò che fa Artù. Diventa noioso e faticoso da leggere, perchè narrando tutto in prima persona, Merlino ci toglie la magia e la poesia dell'epoca. Lui vede solo doveri, addestramenti, allenaze, matrimoni favorevoli, tutto con un calcolo dietro che non lascia spazio a fantasie di alcun genere. E' l'unica pecca che ho trovato a questa bella saga.

    ha scritto il 

  • 3

    Sinceramente credo sia quello che meno mi ha "preso" della saga..un po' troppe guerre e combattimenti per i miei gusti...e l'evento centrale (probabilmente) della storia è rimasto secondo me trascurat ...continua

    Sinceramente credo sia quello che meno mi ha "preso" della saga..un po' troppe guerre e combattimenti per i miei gusti...e l'evento centrale (probabilmente) della storia è rimasto secondo me trascurato..comunque aspettiamo di leggere i futuri capitoli per dare un giudizio complessivo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un pò meglio del predente, quanto meno si vede il Merlino mago-druido e ricompare Artù che finalmente estrae la spada dalla roccia. Peccato che il libro si concluda così, con l'estrazione della spada ...continua

    Un pò meglio del predente, quanto meno si vede il Merlino mago-druido e ricompare Artù che finalmente estrae la spada dalla roccia. Peccato che il libro si concluda così, con l'estrazione della spada e l'inizio di una nuova guerra. Nei libri successivi non si parla di Artù, dunque se volete qualcosa su di lui avete sbagliato saga!

    ha scritto il 

  • 5

    La prima parola che mi viene in mente è bello.
    La giusta conclusione della saga, seguendo il senso cronologico, visto che gli ultimi due libri della collana narrano fatti paralleli al filone principal ...continua

    La prima parola che mi viene in mente è bello.
    La giusta conclusione della saga, seguendo il senso cronologico, visto che gli ultimi due libri della collana narrano fatti paralleli al filone principale.
    Svela i giusti elementi, pianificando la strada agli eventi che caratterizzano il mito. Da questa lettura possiamo capire come si avvia la carriera magica di Merlino e quella cavalleresca di Artù, secondo due vite distinte ma intrecciate.
    Ottima conclusione.

    ha scritto il 

  • 2

    Probabilmente non era il momento giusto...

    Di solito adoro i romanzi di cappa e di spada. E non disdegno le avventure di Merlino e re Artu, ma questa volta mi sembravano troppo "sbrodolate", tirate per le lunghe.
    Un Merlino condottiero (ma mol ...continua

    Di solito adoro i romanzi di cappa e di spada. E non disdegno le avventure di Merlino e re Artu, ma questa volta mi sembravano troppo "sbrodolate", tirate per le lunghe.
    Un Merlino condottiero (ma molto meno carismatico del mago) e un Artu ragazzotto (anche un po' capriccioso) che non mi hanno appassionato, nel lungo racconto di come fanno ritorno a Camelot dopo l'esilio forzato.
    O forse è lo stile dell'autore, un po' mono-tono, che non riesce a creare suspance, nè aspettative.
    Forse ci riproverò.

    ha scritto il 

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