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Il segreto degli Slan

Urania 8

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.5
(352)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Olandese , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000050863 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
Per nove anni la mamma lo aveva allevato e preparato per quel momento, pure si sentì stringere alla gola, quando mentalmente disse: "Buona fortuna, mamma!". Perché Jommy era una slan, apparteneva cioè alla super-razza che, dotata di antenne nascoste tra i capelli e di poteri telepatici straordinari, gli uomini perseguitavano e trucidavano a vista. Perché? Qual era il cosmico segreto degli slan? Che cosa andavano silenziosamente preparando nella titanica metropoli del più remoto futuro? Tra grattacieli di 500 piani, alti un chilometro?

* Edizione Urania 8 (1953)

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  • 3

    Sarebbero due stelle e mezzo...

    Nella prima metà è spesso ripetitivo. A volte un po' noioso. Nella seconda metà smette di essere ripetitivo, però nel descrivere le scene d'azione è un po' troppo dettagliato e alla lunga stanca.
    Di positivo c'è una buona dose di avventura: il protagonista si barcamena in varie peripezie. Inoltre ...continua

    Nella prima metà è spesso ripetitivo. A volte un po' noioso. Nella seconda metà smette di essere ripetitivo, però nel descrivere le scene d'azione è un po' troppo dettagliato e alla lunga stanca. Di positivo c'è una buona dose di avventura: il protagonista si barcamena in varie peripezie. Inoltre ci sono parti davvero notevoli, come un intrigo politico gestito magistralmente. Eccetera. Nel finale l'autore risolve tutti i misteri grazie a un personaggio che spiega bene la situazione, ma poi lascia in sospeso molte vicende, insomma una fine senza una completa conclusione, un cliffhanger. Probabilmente voleva scrivere un seguito. Ci ha pensato Kevin J. Anderson (Slan Hunter, 2007 - Urania 1526) basandosi sul materiale lasciato da Van Vogt stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantascienza ad alto grado di introspezione

    Alfred E. Van Vogt ha una vera e propria passione per i personaggi in grado di usare i "poteri nascosti" della mente, e ne Il Segreto degli Slan i protagonisti principali sono i membri di una nuova razza che il pensiero lo leggono, lo usano per comunicare tra di loro e per condizionare gli esseri ...continua

    Alfred E. Van Vogt ha una vera e propria passione per i personaggi in grado di usare i "poteri nascosti" della mente, e ne Il Segreto degli Slan i protagonisti principali sono i membri di una nuova razza che il pensiero lo leggono, lo usano per comunicare tra di loro e per condizionare gli esseri umani non dotati delle loro stesse facoltà mentali.

    La storia è incentrata sulle vicende di Jommy Cross, Slan con le antenne a cui viene strappata la madre in tenera età e che dovrà far fronte ai pericoli di un ambiente ostile - tutti gli danno la caccia, alcuni lo sfruttano a proprio vantaggio - in attesa di raggiungere la maturità. Con essa sopraggiungerà anche la verità, e la capacità di farne uso per il bene di se stesso e dei suoi simili.

    Storia di un futuro non precisato pubblicata nel 1941, Il Segreto degli Slan è una lettura piacevole contenente gli elementi classici delle storie di Van Vogt con tecnologie e voli spaziali, continui capovolgimenti di fronti - talmente repentini da risultare sovente troppo improbabili - e colpi di scena che tengono incollati alla pagina fino alla fine. C'è parecchia "introspezione", certo, e magari il livello non è lo stesso de I ribelli dei 50 Soli o Crociera nell'Infinito. Ma quel che c'è vale il prezzo del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico dei cosiddetti «anni d’oro» che a quanto mi consta merita questo appellativo fino alla fine.
    Certo oggi appare uno strano miscuglio di vecchio e nuovo: ambientato molti secoli nel futuro (una quindicina mi sembra!), ha pure l’aspetto degli anni ‘40, anche delle sue ingenuità – per cer ...continua

    Un classico dei cosiddetti «anni d’oro» che a quanto mi consta merita questo appellativo fino alla fine. Certo oggi appare uno strano miscuglio di vecchio e nuovo: ambientato molti secoli nel futuro (una quindicina mi sembra!), ha pure l’aspetto degli anni ‘40, anche delle sue ingenuità – per certi versi rivela l’epoca in cui è stato scritto piú che non quella che vuole descrivere, ma tutto ciò non è davvero ai miei occhi una qualità disprezzabile, per quanto involontaria. Soltanto in un caso –nel capitolo VIII– mi è sembrato assumere un carattere un po’ comico, – ma di solito è davvero avvincente, dal ritmo sempre sostenuto nel portarci lungo la vita del superuomo Jommy Cross, e l’adempimento della sua missione, dall’infanzia fino al (prevedibile?) ma perfetto finale!

    Una particolarità che –una volta di piú– m’ha colpito è l’uso che si fa della parola scienza: lo stesso che ancor oggi, per contrasto, rimane in eredità a coloro che hanno seri problemi metafisici da risolvere (quelli che perdon tempo nel locus communis che la scienza non spiega tutto &c. &c.) – ma che nel caso d’un van Vogt (a parte i suoi propri problemi «dianetici», come spiega Moskowitz nella sua introduzione), ha il carattere di riflesso ottimistico: lo stupore di tutto ciò che si poteva creder possibile – e è questo che la trasforma in una parola magica!

    P.S. Infelici davvero alcune scelte d’impaginazione: C’(a capo)era – –

    ha scritto il 

  • 2

    C'e' del potenziale...

    Grande autore di fantascienza ma con qualche piccolo difetto nello sviluppo delle storie.
    Era partito bene con delle basi interessanti, a meta' comicia a perdersi in lunghi discorsi macchinosi e congetture ipotetiche.
    Si nota troppa fretta nel portare la trama al colpo di scena (facilmente intuib ...continua

    Grande autore di fantascienza ma con qualche piccolo difetto nello sviluppo delle storie. Era partito bene con delle basi interessanti, a meta' comicia a perdersi in lunghi discorsi macchinosi e congetture ipotetiche. Si nota troppa fretta nel portare la trama al colpo di scena (facilmente intuibile) finale, cosi' sembra di perdere dei pezzi o di non avere letto dei passaggi. Peccato perche' c'era del potenziale....

    ha scritto il 

  • 2

    Che brutto questo libro!!! Non posso dare un buon valore ad una storia sconclusionata,che salta dei passaggi e durante la lettura ci si ritrova in posti di cui non si era nemmeno a conoscenza come se si fosse teletrasportati. Il finale poi...lasciamo perdere. No,no,no.

    ha scritto il 

  • 3

    Slan è caratterizzato dai tratti che caratterizzano Van Vogt, nel bene e nel male. Purtroppo, rispetto ad altri suoi romanzi, ha mancato di appassionarmi e mi ha dato l'impressione di essere un pò datato. I colpi di scena che mettono in pericolo il protagonista sono così continui e sospetti che f ...continua

    Slan è caratterizzato dai tratti che caratterizzano Van Vogt, nel bene e nel male. Purtroppo, rispetto ad altri suoi romanzi, ha mancato di appassionarmi e mi ha dato l'impressione di essere un pò datato. I colpi di scena che mettono in pericolo il protagonista sono così continui e sospetti che finiscono per non emozionare molto. Lo stile e la narrazione sono un pò troppo secchi, danno una certa sensazione di ingenua semplicità. Bella però l'ambientazione, e originale l'idea della guerra fredda (e non) tra le tre razze. Carino anche il finale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tutto ruota attorno a Jommy Cross, talmente forte e insuperabile che non riesce nemmeno a proteggere la vita di una donna che ha appena incontrato e della quale si è perdutamente innamorato al primo sguardo, tanto che in quei tre minuti durante i quali si parlano decidono di avere un figlio.
    Donn ...continua

    Tutto ruota attorno a Jommy Cross, talmente forte e insuperabile che non riesce nemmeno a proteggere la vita di una donna che ha appena incontrato e della quale si è perdutamente innamorato al primo sguardo, tanto che in quei tre minuti durante i quali si parlano decidono di avere un figlio. Donna che è stata presente per tutto il libro, per spiegare qual era il pensiero dei terrestri nei confronti degli Slan, perseguitata dal Capo della polizia segreta che ha avuto centinaia di occasioni per ucciderla, ma lo fa soltanto dopo che ha incontrato Cross... sembra che lei sia stata inserita nel romanzo solo per poter far dire a Cross che non si sarebbe mai potuto innamorare... per poi resuscitare con un ultimo colpo di scena nell'ultima pagina! E se è vero che gli Slan percepiscono tutto, sanno tutto e vedono tutto, perché non riescono a sfuggire ai loro nemici? Dovrebbero sapere dove andranno a cercarli ancora prima che il pensiero divenga cosciente… invece no, gli Slan vengono uccisi con una facilità disarmante! Mi vedo d'accordo con Alexei Panshin (preso testé da Wikipedia): "Molte delle sue storie, comprese quelle che ci colpiscono maggiormente, cadono a pezzi se sottoposte ad un esame rigoroso. Il suo stile è rozzo: privo di sensibilità, privo di grazia e spesso vago. I suoi intrecci sono complicati, ma quando alla fine il turbine si ferma, appaiono contraddittori. [...] i dettagli sono la debolezza di Van Vogt." Scritto in maniera più fluida degli altri che ho letto, la trama, che tuttavia era intrigante fino a circa metà del romanzo, purtroppo non mi convince, scema pian piano verso un finale tirato via. Per un po', lascio da parte Van Vogt e mi dedico ad altri.

    ha scritto il 

  • 3

    Salvato (forse) dal finale

    Libro molto strano questo di van Vogt. Parte bene e ti intriga, nonostante il sapore di romanzo per ragazzi, poi si arena. Mentre la trama scorre troppo velocemente, la narrazione diventa noiosa ed è tremendamente facile distrarsi per poi perdere il filo, vista la rapidità degli eventi. Mentre i ...continua

    Libro molto strano questo di van Vogt. Parte bene e ti intriga, nonostante il sapore di romanzo per ragazzi, poi si arena. Mentre la trama scorre troppo velocemente, la narrazione diventa noiosa ed è tremendamente facile distrarsi per poi perdere il filo, vista la rapidità degli eventi. Mentre i personaggi e le loro azioni sembravano all'inizio assolutamente credibili, tendono successivamente a diventare troppo "facili" nella parte centrale del libro, perdendo tutta la loro plausibilità e sfiorando l'assurdo. Il tocco di un grande autore si vede comunque nel modo in cui narra la storia: lo stile, le parole ti catturano. Ma la storia in sé sembra ingenua, come quelle dei romanzi per ragazzi, ma inadatta a questi ultimi dati i temi complessi trattati. Forse sono i 60 anni passati dalla sua pubblicazione ad essere causa di tale apparente ingenuità. D'altronde l'accostamento di astronavi con cabine telefoniche un po' fa ridere. Ma già dall'inizio non è poi tanto difficile accettare questa atmosfera retrò in ambito fantascientifico, i problemi sono altri. Non voglio entrare nei dettagli della trama, per non rovinare la lettura del libro. Mi limito a dire che si nota una certa approssimazione nella concatenazione dei fatti, che a tratti sono semplicemente riassunti adducendo scuse improbabili e forzate, per giustificare il dirigersi dell'azione in una certa direzione. Ciò che davvero salva il romanzo e mi ha spinto a dargli almeno 3 stelline è il finale. Non parlo tanto del capitolo finale (che è tremendamente tirato per i capelli), ma proprio dell'ultima pagina, addirittura le ultime frasi, in cui si delinea un colpo di scena che permette di chiudere la storia in bellezza.

    ha scritto il 

  • 2

    La trama sembrava promettente, in un ipotetico futuro la Terra è abitata dagli Slan, esseri telepatici, dalla mente geniale, naturalmente odiati e perseguitati dagli uomini.
    L'inizio della storia non era neanche niente male, c'erano il piccolo Cross dal cuore d'oro, la tremenda vecchietta, Kathl ...continua

    La trama sembrava promettente, in un ipotetico futuro la Terra è abitata dagli Slan, esseri telepatici, dalla mente geniale, naturalmente odiati e perseguitati dagli uomini. L'inizio della storia non era neanche niente male, c'erano il piccolo Cross dal cuore d'oro, la tremenda vecchietta, Kathleen...i primi tre quarti della storia me li sono bevuti d'un fiato. Se poi l'autore non avesse messo tutti quei “... anni dopo” sarebbe anche potuto essere un bel romanzo.

    Poi a un certo punto non si capisce più niente, all'incirca quando Cross cattura Corliss, un po' prima forse. Un paio di capitoli di buio totale, scritti da schifo, confusionari al massimo, fino ad arrivare ad un finale che oscilla tra il banale e il tirato via.

    Ecco come sprecare una buona idea.

    Non riesco a capire se il problema sia io o i romanzi di fantascienza che leggo. (Dei personaggi così piatti e delle storie così scialbe come ho trovato nei romanzi di fantascienza non le ho trovate da nessuna parte)

    ha scritto il