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Il segreto degli Slan

Urania 8

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.5
(360)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Olandese , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000050863 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
Per nove anni la mamma lo aveva allevato e preparato per quel momento, pure si sentì stringere alla gola, quando mentalmente disse: "Buona fortuna, mamma!". Perché Jommy era una slan, apparteneva cioè alla super-razza che, dotata di antenne nascoste tra i capelli e di poteri telepatici straordinari, gli uomini perseguitavano e trucidavano a vista. Perché? Qual era il cosmico segreto degli slan? Che cosa andavano silenziosamente preparando nella titanica metropoli del più remoto futuro? Tra grattacieli di 500 piani, alti un chilometro?

* Edizione Urania 8 (1953)

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  • 3

    Aurea mediocritas

    Non male, nemmeno eccezionale. Si potrebbe chiudere qui e andare tutti a casa.
    Dalla sua, il romanzo ha l'età (1940 è tanto tempo fa...) e il non trascurabile pregio di scostarsi dal sensazionalismo t ...continua

    Non male, nemmeno eccezionale. Si potrebbe chiudere qui e andare tutti a casa.
    Dalla sua, il romanzo ha l'età (1940 è tanto tempo fa...) e il non trascurabile pregio di scostarsi dal sensazionalismo tipico di alcune storie dell'epoca, generalmente pubblicate su riviste di settore. Slan infatti fu inzialmente diffuso a puntate su Astounding Science-Fiction (sì, quella con i razzi, i robot e i mostri colorati in copertina), ma la coerenza interna al racconto non ne risente e si fila fino in fondo con un discreto piacere.

    Buona anche la tematica e la caratterizzazione di alcuni personaggi (in particolare il dittatore Kier Gray), così come il ritmo che si assesta su una cadenza lieve e solo a volte affrettata, in grado di condurre la partita fino al termine senza troppe dificcoltà.

    Per contro si avverte un certo piattume di fondo (ed è per questo che non amo particolarmente Van Vogt), un'inspiegabile uniformità che livella un po' tutto verso il basso, lasciando il lettore con la classica sensazione del qualcosa che non torna. Non ci sono mai grossi ardori e non ci si riesce ad immedesimare del tutto con Jommy Cross, il "mutante" protagonista della storia, forse un filo stereotipato (nonostante legga nel pensiero!) e un altro filo noiosamente perbene e moralista.

    Inoltre, i diversi salti temporali, anche di numerosi anni, non contribuiscono a conferire cremosità e omogeneità al romanzo, che corre sicuro come la puntata di un serial televisivo che, tuttavia, non si può definire né troppo bello e né troppo brutto. Il rischio, nonostante tutto e nonostante il fascino del diverso che - sebbene mai approfondito a dovere - c'è, è quello dell'anonimato: uno di quei romanzi carini che dopo qualche tempo non ricordi più bene e del quale ti andrà di rispondere così: "ah quello con i tizi che leggono nel pensiero".

    Un ultimo rammarico per il finale che lascia aperte troppe porte, non riuscendo a cucinare a dovere i trecento e fischia kg di carnazza al fuoco che l'autore ha man mano voluto mettere sul fuoco (razzismo, arrivismo, lotte politiche, amore, autoaffermazione, fratellanza, odio sociale. Nessuna di queste brasate a dovere). No pain, no gain! caro Alfred, ci voleva uno sforzo in più!

    Nel 2007, sulla base di una bozza mai terminata di un centinaio di pagine e su autorizzazione della moglie di Van Vogt, lo scrittore Kevin Anderson si è preso la briga di congegnare un ideale seguito con il titolo di Slan Hunter. Com'è questo seguito? E che ne so.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli uomini in quanto massa fanno sempre il gioco di qualcun altro… mai il proprio.

    http://www.ryo.it/2014/12/30/il-segreto-degli-slan/ Il segreto degli Slan (noto anche come Slan) è un romanzo d’appendice di Alfred Elton van Vogt pubblicato originariamente su rivista nel 1940 e come ...continua

    http://www.ryo.it/2014/12/30/il-segreto-degli-slan/ Il segreto degli Slan (noto anche come Slan) è un romanzo d’appendice di Alfred Elton van Vogt pubblicato originariamente su rivista nel 1940 e come volume a sé stante nel 1946.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbero due stelle e mezzo...

    Nella prima metà è spesso ripetitivo. A volte un po' noioso. Nella seconda metà smette di essere ripetitivo, però nel descrivere le scene d'azione è un po' troppo dettagliato e alla lunga stanca.
    Di p ...continua

    Nella prima metà è spesso ripetitivo. A volte un po' noioso. Nella seconda metà smette di essere ripetitivo, però nel descrivere le scene d'azione è un po' troppo dettagliato e alla lunga stanca.
    Di positivo c'è una buona dose di avventura: il protagonista si barcamena in varie peripezie. Inoltre ci sono parti davvero notevoli, come un intrigo politico gestito magistralmente. Eccetera.
    Nel finale l'autore risolve tutti i misteri grazie a un personaggio che spiega bene la situazione, ma poi lascia in sospeso molte vicende, insomma una fine senza una completa conclusione, un cliffhanger. Probabilmente voleva scrivere un seguito.
    Ci ha pensato Kevin J. Anderson (Slan Hunter, 2007 - Urania 1526) basandosi sul materiale lasciato da Van Vogt stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantascienza ad alto grado di introspezione

    Alfred E. Van Vogt ha una vera e propria passione per i personaggi in grado di usare i "poteri nascosti" della mente, e ne Il Segreto degli Slan i protagonisti principali sono i membri di una nuova ra ...continua

    Alfred E. Van Vogt ha una vera e propria passione per i personaggi in grado di usare i "poteri nascosti" della mente, e ne Il Segreto degli Slan i protagonisti principali sono i membri di una nuova razza che il pensiero lo leggono, lo usano per comunicare tra di loro e per condizionare gli esseri umani non dotati delle loro stesse facoltà mentali.

    La storia è incentrata sulle vicende di Jommy Cross, Slan con le antenne a cui viene strappata la madre in tenera età e che dovrà far fronte ai pericoli di un ambiente ostile - tutti gli danno la caccia, alcuni lo sfruttano a proprio vantaggio - in attesa di raggiungere la maturità. Con essa sopraggiungerà anche la verità, e la capacità di farne uso per il bene di se stesso e dei suoi simili.

    Storia di un futuro non precisato pubblicata nel 1941, Il Segreto degli Slan è una lettura piacevole contenente gli elementi classici delle storie di Van Vogt con tecnologie e voli spaziali, continui capovolgimenti di fronti - talmente repentini da risultare sovente troppo improbabili - e colpi di scena che tengono incollati alla pagina fino alla fine. C'è parecchia "introspezione", certo, e magari il livello non è lo stesso de I ribelli dei 50 Soli o Crociera nell'Infinito. Ma quel che c'è vale il prezzo del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico dei cosiddetti «anni d’oro» che a quanto mi consta merita questo appellativo fino alla fine.
    Certo oggi appare uno strano miscuglio di vecchio e nuovo: ambientato molti secoli nel futuro ( ...continua

    Un classico dei cosiddetti «anni d’oro» che a quanto mi consta merita questo appellativo fino alla fine.
    Certo oggi appare uno strano miscuglio di vecchio e nuovo: ambientato molti secoli nel futuro (una quindicina mi sembra!), ha pure l’aspetto degli anni ‘40, anche delle sue ingenuità – per certi versi rivela l’epoca in cui è stato scritto piú che non quella che vuole descrivere, ma tutto ciò non è davvero ai miei occhi una qualità disprezzabile, per quanto involontaria.
    Soltanto in un caso –nel capitolo VIII– mi è sembrato assumere un carattere un po’ comico, – ma di solito è davvero avvincente, dal ritmo sempre sostenuto nel portarci lungo la vita del superuomo Jommy Cross, e l’adempimento della sua missione, dall’infanzia fino al (prevedibile?) ma perfetto finale!

    Una particolarità che –una volta di piú– m’ha colpito è l’uso che si fa della parola scienza: lo stesso che ancor oggi, per contrasto, rimane in eredità a coloro che hanno seri problemi metafisici da risolvere (quelli che perdon tempo nel locus communis che la scienza non spiega tutto &c. &c.) – ma che nel caso d’un van Vogt (a parte i suoi propri problemi «dianetici», come spiega Moskowitz nella sua introduzione), ha il carattere di riflesso ottimistico: lo stupore di tutto ciò che si poteva creder possibile – e è questo che la trasforma in una parola magica!

    P.S. Infelici davvero alcune scelte d’impaginazione: C’(a capo)era – –

    ha scritto il 

  • 2

    C'e' del potenziale...

    Grande autore di fantascienza ma con qualche piccolo difetto nello sviluppo delle storie.
    Era partito bene con delle basi interessanti, a meta' comicia a perdersi in lunghi discorsi macchinosi e conge ...continua

    Grande autore di fantascienza ma con qualche piccolo difetto nello sviluppo delle storie.
    Era partito bene con delle basi interessanti, a meta' comicia a perdersi in lunghi discorsi macchinosi e congetture ipotetiche.
    Si nota troppa fretta nel portare la trama al colpo di scena (facilmente intuibile) finale, cosi' sembra di perdere dei pezzi o di non avere letto dei passaggi.
    Peccato perche' c'era del potenziale....

    ha scritto il 

  • 2

    Che brutto questo libro!!! Non posso dare un buon valore ad una storia sconclusionata,che salta dei passaggi e durante la lettura ci si ritrova in posti di cui non si era nemmeno a conoscenza come se ...continua

    Che brutto questo libro!!! Non posso dare un buon valore ad una storia sconclusionata,che salta dei passaggi e durante la lettura ci si ritrova in posti di cui non si era nemmeno a conoscenza come se si fosse teletrasportati.
    Il finale poi...lasciamo perdere. No,no,no.

    ha scritto il 

  • 3

    Slan è caratterizzato dai tratti che caratterizzano Van Vogt, nel bene e nel male. Purtroppo, rispetto ad altri suoi romanzi, ha mancato di appassionarmi e mi ha dato l'impressione di essere un pò dat ...continua

    Slan è caratterizzato dai tratti che caratterizzano Van Vogt, nel bene e nel male. Purtroppo, rispetto ad altri suoi romanzi, ha mancato di appassionarmi e mi ha dato l'impressione di essere un pò datato. I colpi di scena che mettono in pericolo il protagonista sono così continui e sospetti che finiscono per non emozionare molto. Lo stile e la narrazione sono un pò troppo secchi, danno una certa sensazione di ingenua semplicità. Bella però l'ambientazione, e originale l'idea della guerra fredda (e non) tra le tre razze. Carino anche il finale.

    ha scritto il