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Il segreto del bosco vecchio

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(1653)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8804598948 | Isbn-13: 9788804598947 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , CD audio

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    “Dimenticati si erano, completamente dimenticati. Dimenticati di noi genî, dimenticati della voce del vento, del linguaggio degli uccelli. Pochi mesi erano bastati".

    Terminata nel 1934 dal ventisettenne Dino Buzzati, questa «storia meditata da oltre due anni», come lui stesso scrive, rappresenta il canto d’addio all’infanzia perduta, scritta nel momento in cui ogn ...continua

    Terminata nel 1934 dal ventisettenne Dino Buzzati, questa «storia meditata da oltre due anni», come lui stesso scrive, rappresenta il canto d’addio all’infanzia perduta, scritta nel momento in cui ogni uomo acquisisce la piena consapevolezza che l’età più importante della propria vita è ormai definitivamente alle proprie spalle. Secondo una tradizione consolidata, Buzzati descrive questo passaggio come una cesura netta che separa il mondo magico dell’innocenza infantile dalla realtà cinica e utilitaristica dell’universo adulto, il tempo in cui si accoglie qualsiasi esperienza dentro di sé perché l’identità in costruzione ha fame di input esterni dal tempo in cui l’identità ormai delineata si impone di affermare sé stessa al mondo esterno. Tutto questo viene reso da Buzzati con un registro vagamente surreale che, a me personalmente, non lo fa piacere molto; ma la storia in sé può ancora attrarre molti nuovi lettori.

    ha scritto il 

  • 4

    Il segreto del Bosco Vecchio è una favola dolceamara, dai toni lievi, permeata di magia. Buzzati affronta il rapporto tra Uomo e Natura raccontando una storia fantastica, in cui rocce, venti, alberi e ...continua

    Il segreto del Bosco Vecchio è una favola dolceamara, dai toni lievi, permeata di magia. Buzzati affronta il rapporto tra Uomo e Natura raccontando una storia fantastica, in cui rocce, venti, alberi e bestie sono dotati di personalità e voci proprie, in cui è rappresentato l'aspetto sacro e mistico dei boschi e delle montagne, il legame profondo e indissolubile che unisce gli uomini alle altre creature. Un legame che, oggi come allora, l'industrializzazione e la tecnologia ci hanno fatto dimenticare, ma che non è andato perduto e che dovremo recuperare, se vogliamo salvare il mondo dalla catastrofe ecologica.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Bosco Vecchio è un luogo misterioso, suggestivo, magico.. un bosco vivo popolato da geni, da animali parlanti e da tutte quelle forme di vita che lo fanno respirare che lo fanno vivere.. il vento M ...continua

    Il Bosco Vecchio è un luogo misterioso, suggestivo, magico.. un bosco vivo popolato da geni, da animali parlanti e da tutte quelle forme di vita che lo fanno respirare che lo fanno vivere.. il vento Matteo, quel vento così battagliero ma anche così dolce da far suonare una musica celestiale passando tra i rami..
    Ma non tutti possono cogliere la bellezza, la poesia e i segreti della natura, del bosco, della vita.. solo i bambini ancora innocenti che grazie alla loro semplicità e capacità di sognare riescono a capire e a parlare con le creature del bosco.. Buzzati con questo racconto cerca di riportarci a quella fanciullezza che forse c’è ancora in noi..
    Dal libro: ”E' questione di sensibilità: alcuni la posseggono di natura; altri non l'avranno mai, e passeranno impassibili, in quelle notti fortunate, lungo le tenebrose foreste, senza neppur sospettare ciò che là dentro succede."
    Che dire...meraviglioso!

    scritto il 7 set 2009

    ha scritto il 

  • 4

    (Mais peu d’entre elles s’en souviennent.)

    ...l'antichissimo Bosco vecchio, carico di una misteriosa vita. [p 80]

    Noi si era là, come al solito, dietro ai tronchi, e si facevano segni di saluto. Loro ci passavano vicini senza darci neppure un' ...continua

    ...l'antichissimo Bosco vecchio, carico di una misteriosa vita. [p 80]

    Noi si era là, come al solito, dietro ai tronchi, e si facevano segni di saluto. Loro ci passavano vicini senza darci neppure un'occhiata. Noi li chiamavamo per nome. Nessuno che si voltasse. Non riuscivano più a vederci, ecco la ragione, non udivano più le nostre voci. [...] Dimenticati si erano, completamente dimenticati. Dimenticati di noi geni, dimenticati della voce del vento, del linguaggio degli uccelli. Pochi mesi erano bastati. [...] Avevano finito di essere bambini, non se lo immaginavano neppure. Il tempo, c'è poco da dire, era passato anche sopra di loro e non se n'erano affatto accorti. A quell'età è naturale. A quell'età si guarda avanti, non si pensa a quello che è stato. Ridevano spensieratamente come se nulla fosse successo, come se tutto un mondo non si fosse chiuso dietro di loro. [pp 114-115]

    ...questa forse è la notte famosa in cui tu finirai di essere bambino. [...] Di questa notte i più non si accorgono, non sospettano nemmeno che esista, eppure è una netta barriera che si chiude d'improvviso. Capita di solito nel sonno. Sì, può darsi che sia la tua volta. Tu domani sarai molto più forte, domani comincerà per te una nuova vita, ma non capirai più molte cose: non li capirai più, quando parlano, gli alberi, né gli uccelli, né i fiumi, né i venti. [p 149]

    ha scritto il 

  • 4

    Buzzati ci regala, con Il segreto del Bosco Vecchio, una storia per tutti, bambini che vogliono sognare e adulti che desiderano tornare fanciulli, ma comprendere con la loro maturità il profondo signi ...continua

    Buzzati ci regala, con Il segreto del Bosco Vecchio, una storia per tutti, bambini che vogliono sognare e adulti che desiderano tornare fanciulli, ma comprendere con la loro maturità il profondo significato dell'essere bambini.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/10/il-segreto-del-bosco-vecchio-buzzati.html

    ha scritto il 

  • 4

    Buzzati rimane sé stesso sempre; quando scrive rivolgendosi in modo esplicito anche a lettori più giovani riesce con l'uso magistrale della lingua, con la capacità di creare atmosfere e di evocare pre ...continua

    Buzzati rimane sé stesso sempre; quando scrive rivolgendosi in modo esplicito anche a lettori più giovani riesce con l'uso magistrale della lingua, con la capacità di creare atmosfere e di evocare presenze a catturare chi legge. I molteplici livelli di lettura a cui si presta questo libro meravigliano per la ricchezza e la semplicità con cui vengono posti davanti a noi.
    Qui il racconto della vicenda del Colonnello Procolo , impostato come una favola, serve da ponte per veicolare messaggi profondi, vividi.
    Il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza, la perdita di innocenza che il crescere pare comportare inevitabilmente; ma pure la meschinità dell'avido, che arriva in posti per lui, forestiero, nuovi e si comporta da padrone calpestando tradizioni millenarie come nel Bosco Vecchio. Questo, e molte altre cose, riesce a dire Buzzati in un romanzo breve ma carico di contenuti, affascinante, che ci trasporta in un luogo misterioso e magico.

    ha scritto il 

  • 3

    Doveva essere una lettura finalizzata a consigli scolastici, ma Buzzati resta uno scrittore brulicante di espressioni, immagini, battibecchi epici. Adatto, quindi, ad ogni età.

    ha scritto il 

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