Il segreto del bosco vecchio

Di

Editore: Il Narratore Audiolibri

3.9
(1712)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: CD audio | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8888211411 | Isbn-13: 9788888211411 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
40 cap
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  • 5

    80 anni sono trascorsi dalla pubblicazione di questo libro, non c'è più la guerra in Etiopia, non ci sono più Mussolini ed Hitler...ma il tema della salvaguardia della propria libertà intellettuale e ...continua

    80 anni sono trascorsi dalla pubblicazione di questo libro, non c'è più la guerra in Etiopia, non ci sono più Mussolini ed Hitler...ma il tema della salvaguardia della propria libertà intellettuale e della difesa delle proprie idee, anche se fuori dal coro, è più che mai attuale...
    Così, ora, come allora, se non si vuole perdere il contatto con i valori veri e profondi della vita, è fondamentale conservare uno sguardo innocente e uno spirito puro...come i bambini...
    ...ovunque ci troveremo, potremo sentire la voce degli alberi, degli uccelli e degli animali...potremo ascoltare la voce...e anche il silenzio del vento...magari mentre riposa fra le maglie della rete di un peschereccio o cullato dal dolce rollio di un trabaccolo ormeggiato in porto...
    Il "Bosco Vecchio" può essere ogni luogo...lo vedi? Lo senti?

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro veramente molto bello, fa sognare, immergere e immedesimare in questo mondo di creature magiche e sagge. L'unica pecca è che il ritmo del libro è spesso molto lento, e la trama è interessante ...continua

    Un libro veramente molto bello, fa sognare, immergere e immedesimare in questo mondo di creature magiche e sagge. L'unica pecca è che il ritmo del libro è spesso molto lento, e la trama è interessante ma non eccezionale.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando un romanzo che a distanza di anni, ti rimane impresso nella mente e non lo dimentichi...ecco un grande romanzo. "Il segreto del Bosco Vecchio" è stato per me (e per i miei figli), un meravigl ...continua

    Quando un romanzo che a distanza di anni, ti rimane impresso nella mente e non lo dimentichi...ecco un grande romanzo. "Il segreto del Bosco Vecchio" è stato per me (e per i miei figli), un meraviglioso dono e lo rimarrà sempre... Il respiro dell'essenza della vita trasportato dal vento, l'incantesimo della Natura che nulla potrà mai dissolvere.

    ha scritto il 

  • 4

    Guardare il mondo con occhi di bambino

    "Il segreto del bosco vecchio", pubblicato per la prima volta nel 1935, è un racconto surreale in cui i particolari fantastici convivono con la quotidianità delle azioni dei vari personaggi. Gli uccel ...continua

    "Il segreto del bosco vecchio", pubblicato per la prima volta nel 1935, è un racconto surreale in cui i particolari fantastici convivono con la quotidianità delle azioni dei vari personaggi. Gli uccelli parlano, gli alberi sono le dimore dei genii, i venti discutono e hanno comportamenti umani, gli animali rispecchiano in qualche modo alcuni difetti delle persone, le ombre se in disaccordo con le persone se ne distaccano e se ne vanno irritate.

    I due protagonisti del libro sono il colonnello Sebastiano Procolo, un militare tutto d'un pezzo, e il vento Matteo, la cui storia corre parallela. Entrambi sono destinati a terminare, scomparendo, il loro cammino di formazione; ed entrambi, durante lo svolgimento della storia, si evolvono maturando e cambiando prospettive.

    "Fin che si è piccoli, non ci sono attenzioni che bastino; quando poi si è diventati grandi, si è faticato e si è stanchi, non c'è un cane che ci guardi."

    Dino Buzzati è bravissimo, il romanzo, in cui il tempo sembra essere fisso, scorre velocemente in modo semplice, diretto, fantasioso ed è ricco di considerazioni di fondo sull'esistenza umana.

    "Poveretti anche loro, non ne avevano colpa. Avevano finito di essere bambini, non se l'immaginavano neppure. Il tempo era passato anche sopra di loro e non se n'erano affatto accorti. A quell'età si guarda avanti, non si pensa a quello che è stato. Ridevano spensieratamente come se nulla fosse successo, come se tutto un mondo non si fosse chiuso dietro a loro."

    La morale del racconto, nemmeno troppo velata, sta nella frase che il vento Matteo dice al nipote del colonnello, prima di morire:

    "Tu domani sarai molto più forte, domani comincerà per te una nuova vita, ma non capirai più molte cose: non li capirai più, quando parlano, gli alberi, né gli uccelli, né i fiumi, né i venti... rideresti anzi di queste cose".

    Solo guardando le cose con gli occhi puri e innocenti dei bambini possiamo entusiasmarci davanti alle cose belle e semplici del mondo, senza inaridirci....

    ha scritto il 

  • 3

    “Dimenticati si erano, completamente dimenticati. Dimenticati di noi genî, dimenticati della voce del vento, del linguaggio degli uccelli. Pochi mesi erano bastati".

    Terminata nel 1934 dal ventisettenne Dino Buzzati, questa «storia meditata da oltre due anni», come lui stesso scrive, rappresenta il canto d’addio all’infanzia perduta, scritta nel momento in cui ogn ...continua

    Terminata nel 1934 dal ventisettenne Dino Buzzati, questa «storia meditata da oltre due anni», come lui stesso scrive, rappresenta il canto d’addio all’infanzia perduta, scritta nel momento in cui ogni uomo acquisisce la piena consapevolezza che l’età più importante della propria vita è ormai definitivamente alle proprie spalle. Secondo una tradizione consolidata, Buzzati descrive questo passaggio come una cesura netta che separa il mondo magico dell’innocenza infantile dalla realtà cinica e utilitaristica dell’universo adulto, il tempo in cui si accoglie qualsiasi esperienza dentro di sé perché l’identità in costruzione ha fame di input esterni dal tempo in cui l’identità ormai delineata si impone di affermare sé stessa al mondo esterno. Tutto questo viene reso da Buzzati con un registro vagamente surreale che, a me personalmente, non lo fa piacere molto; ma la storia in sé può ancora attrarre molti nuovi lettori.

    ha scritto il 

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