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Il segreto di Lady Audley

Di

Editore: Fazi (Le porte, 84)

3.8
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 497 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881124882 | Isbn-13: 9788881124886 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Vatteroni ; Postfazione: Sandra Petrignani

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Uscito a puntate tra il 1861 e il 1862 sulle pagine delle riviste letterarie del tempo, riscuotendo uno straordinario successo di pubblico, il racconto è caratterizzato dal meccanismo dell'indagine a ritroso. L'eroina del romanzo, abbandonata dal marito, riesce a rifarsi una vita inventandosi una nuova identità. La ritroviamo Lucy Audley, moglie di un rispettabile gentiluomo. Ma la sua nuova sicurezza rischia di andare in pezzi quando il giovane e sfaccendato rampollo di casa, Robert Audley, incontra un vecchio compagno di scuola che non vede da anni e che si rivela essere proprio George Talboys, il precedente marito della protagonista. D'un tratto George scompare misteriosamente. Sarà l'amico Robert a intraprendere le indagini...
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  • 4

    Un mistero descritto con uno stile alla Jane Austen, un personaggio doppio così angelico e diabolico allo stesso tempo, un pò di suspence e qualche banalità e personaggi stereotipati.
    Comunque un romanzo appassionante.

    ha scritto il 

  • 3

    Gradevole polpettone vittoriano

    Mary Elizabeth Braddon è una prolifica autrice vittoriana da poco riscoperta, e questo suo romanzo è un delicato mistery che risente un po' troppo della pubblicazione a puntate (è decisamente ridondante in molti punti) e degli stereotipi tipici dei romanzi di questo tipo diffusi all'epoca (come q ...continua

    Mary Elizabeth Braddon è una prolifica autrice vittoriana da poco riscoperta, e questo suo romanzo è un delicato mistery che risente un po' troppo della pubblicazione a puntate (è decisamente ridondante in molti punti) e degli stereotipi tipici dei romanzi di questo tipo diffusi all'epoca (come quello della donna dal doppio volto). Ma vi si trovano anche, sparse qua e là, riflessioni molto moderne e talora pungenti e ironiche che lo rendono comunque una lettura interessante per gli amanti dell'800!Era da quattro stelle fino a oltre la metà, ma perde decisamente tono nel finale, che si trascina un po' troppo...3 stelle e mezza!

    ha scritto il 

  • 4

    "Non ho letto Alexandre Dumas e Wilkie Collins per niente".
    Un romanzo gradevole, ricco di intrighi, colpi di scena, rovesciamento di fronti, in puro stile vittoriano, a tratti un po' lento, opera di una scrittrice quasi dimenticata che alla fine dell'800 invece era famosa quanto Dickens. ...continua

    "Non ho letto Alexandre Dumas e Wilkie Collins per niente".
    Un romanzo gradevole, ricco di intrighi, colpi di scena, rovesciamento di fronti, in puro stile vittoriano, a tratti un po' lento, opera di una scrittrice quasi dimenticata che alla fine dell'800 invece era famosa quanto Dickens.

    ha scritto il 

  • 4

    Un segreto che non ha nulla di segreto

    E' la prima volta che leggo il romanzo di una scrittrice di tardo Ottocento (se escludiamo le sorelle Bronte, ma loro sono troppo famose per non essere lette) e ammetto che acquistai questo titolo più per la curiosità verso questa donna sconosciuta (che a quanto pare, stando alla sua biografia, a ...continua

    E' la prima volta che leggo il romanzo di una scrittrice di tardo Ottocento (se escludiamo le sorelle Bronte, ma loro sono troppo famose per non essere lette) e ammetto che acquistai questo titolo più per la curiosità verso questa donna sconosciuta (che a quanto pare, stando alla sua biografia, ai tempi non era sconosciuta per niente!) e a lungo se n'è rimasto negli scaffali della libreria a prendere polvere, completamente ignorato per titoli più interessanti e, lo ammetto, moderni.
    E, dunque, dopo essermi decisa finalmente a leggerlo e dopo averne terminato la lettura, posso dire che non è stata una perdita di tempo, e anche che se, quando questa cara donna era ancora in vita, scrisse più di ottanta romanzi, le nostre amate case editrici potrebbero benissimo farci un pensierino...

    Parlando della trama e dello stile della Braddon nulla da dire: questo titolo è l'esempio perfetto della sensation novel genere che durante l'epoca vittoriana era di gran voga (una specie di sottogenere del romanzo poliziesco) dove erano presenti sempre strane sparizioni o omicidi, personaggi che si autonominavano detective dell'ultima ora per indagare e svelare il mistero dietro queste morti o sparizioni, il tutto condito con personaggi più o meno ambigui, intricate matasse da svelare, il bene che trionfa sul male, la vittoria dei giusti sui i malvagi, il lieto fine dietro l'angolo...
    Tutto questo rientra benissimo all'interno delle pagine di Il segreto di Lady Audley , un romanzo davvero godibile con ottimi personaggi, profonde riflessioni sulla società del tempo e una trama lineare, lo hanno reso un piacevole passatempo, e un'ottima finestra sull'Inghilterra della seconda metà dell'Ottocento.
    Purtroppo, avendo letto finora pochissimi romanzi gialli o polizieschi, mi è difficile riuscire a fare un confronto, però se devo essere onesta, la parte che tratta della misteriosa sparizione di George Talboys e di Richard Audley che si professa detective e vendicatore, nonostante sia stata trattata con cura e efficienza, purtroppo non riesce a prendere il volo, nemmeno a tenere incollato il lettore alle pagine perché è interessato a sapere chi ha fatto sparire il povero Talboys... perché tutto questo lo si scopre subito, o meglio, si capisce benissimo perché quest'uomo sia sparito all'improvviso e il motivo che ha spinto il cattivo di turno ad agire come ha agito e, più che altro... il lettore riesce a intuire subito chi è stato a farlo sparire!
    Perciò, se si è appassionati di romanzi gialli perché si ama raccogliere gli indizi e fare supposizioni insieme al detective per riuscire a sbrogliare il bandolo della matassa di un omicidio, questo romanzo non va bene, perchè rispetto alle indagini di Richard, la Braddon sembra dimostrare maggiore interesse sui suoi viaggi per sbrogliare questa matassa, sulla sua maturazione come personaggio e come persona, sui continui colpi di scena (banali e scontati, ma comunque non fuori luogo) che sembrano allontanarlo dalla risoluzione del caso...
    Insomma, come ho già detto, se cercate un vero poliziesco vittoriano, lasciate perdere, non è il romanzo adatto.
    Se invece desiderate leggere una perfetta finestra sul tempo, con un personaggio molto interessante e le sue altrettanto interessanti digressioni a proposito della società vittoriana, e in particolare sulle relazioni uomo-donna, allora ve lo consiglio caldamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggo nell'eccellente post-fazione di Sandra Petrignani che Mary Elizabeth Braddon (per me autrice sinora del tutto sconosciuta) ebbe in vita un enorme successo e che ha lasciato qualcosa come ottantacinque romanzi, nove testi teatrali e un numero imprecisato di articoli, saggi etc. ...continua


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    Leggo nell'eccellente post-fazione di Sandra Petrignani che Mary Elizabeth Braddon (per me autrice sinora del tutto sconosciuta) ebbe in vita un enorme successo e che ha lasciato qualcosa come ottantacinque romanzi, nove testi teatrali e un numero imprecisato di articoli, saggi etc.

    Dopo aver letto questo avvincente Il segreto di Lady Audley che nulla ha da invidiare ad un romanzo di Wilkie Collins (a me, ha fatto venire in mente anche, per alcuni aspetti, Thomas Hardy) non posso che augurarmi che in Italia qualcuno si decida a tradurre e pubblicare altre opere della Braddon, traendola dall'oscurità in cui mi sembra sia stata del tutto ingiustamente abbandonata.

    Spero insomma che qualche casa editrice si prenda cura di lei come la Sellerio si è presa cura di un altro grande "dimenticato", e cioè Anthony Trollope.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto nota nella seconda metà dell'Ottocento per i suoi romanzi di argomento "mistery", l'autrice riesce ancora a coinvolgere noi che siamo lettori più disincantati.Un buon libro se si ama questo genere.

    ha scritto il 

  • 5

    " Ho avuto paura di te, Mr Robert Audley" pensò, "ma forse giungerà il momento in cui sarai tu ad avere motivo di temermi"

    Avrei molto da dire al riguardo di quest'opera. Ma è talmente "tanto" che rischierei di scrivere un gran pasticcio.
    Posso confermare che l'intreccio è qualcosa di pazzesco: certo si riconoscono gli schemi e le strutture del sensational novel..ma alla fine del libro sembra quasi che la stor ...continua

    Avrei molto da dire al riguardo di quest'opera. Ma è talmente "tanto" che rischierei di scrivere un gran pasticcio.
    Posso confermare che l'intreccio è qualcosa di pazzesco: certo si riconoscono gli schemi e le strutture del sensational novel..ma alla fine del libro sembra quasi che la storia e la bravura della Braddon trascendano qualsiasi paletto.
    Ore ed ore con un libro in mano che è in grado di sorprendere capitolo dopo capitolo.
    Lady Audley E' o NON E' quella Helen Talboys?
    E George Talboys che fine ha fatto?
    C'è davvero un collegamento tra la giovane moglie dello zio Michael e l'uomo scomparso?

    Vivamente consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    La trama è avvincente e coinvolgente, ricca di colpi di scena, sostenuta da uno stile di scrittura elegante e piacevolmente arcaico. Il libro é ricco di descrizioni che potrebbero appesantire un po' la lettura, ma molto ben scritte.

    ha scritto il 

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