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Il seme del male

Di

3.0
(479)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811694213 | Isbn-13: 9788811694212 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un libro molto bello e molto strano. Molto inquietante, come dice il risvolto di copertina "Una storia di vampiri dove non viene mai scritta la parola vampiro". La Harris riesce a rendere ...continua

    Un libro molto bello e molto strano. Molto inquietante, come dice il risvolto di copertina "Una storia di vampiri dove non viene mai scritta la parola vampiro". La Harris riesce a rendere perfettamente la sensazione di disagio e di inquietudine provata dai protagonisti, e trasmetterla al lettore. Lo svolgimento della vicenda su due piani temporali differenti può sembrare inizialmente un po' ostica da seguire, ma si rileva assolutamente fondamentale ai fini dello svolgimento della storia, così che sembrerebbe difficile leggerla e capirla se fosse scritta in maniera cronologicamente lineare. Assolutamente consigliato!

    ha scritto il 

  • 1

    Si potrebbero spendere fiumi di parole sulla bruttezza di questo libro, a partire dall'insensatezza dell'intera vicenda, passando per la pessima caratterizzazione dei personaggi, finendo con la ...continua

    Si potrebbero spendere fiumi di parole sulla bruttezza di questo libro, a partire dall'insensatezza dell'intera vicenda, passando per la pessima caratterizzazione dei personaggi, finendo con la scrittura, inutilmente ridondante e piena di immagini banali e stereotipate. Ma per amor di brevità userò un solo aggettivo per descriverlo: IMBARAZZANTE.

    ha scritto il 

  • 3

    Avrei voluto sapere di più sulla figura della "beata donzella", avrei voluto più spunti letterari da indagare e approfondire, qualche coordinata..., comunque per esser un romanzo "gotico" scritto ...continua

    Avrei voluto sapere di più sulla figura della "beata donzella", avrei voluto più spunti letterari da indagare e approfondire, qualche coordinata..., comunque per esser un romanzo "gotico" scritto da una ventitreenne ( il suo primo pubblicato) mi pare un buon lavoro ( relativamente parlando ,visto che è tutto molto superficiale e abbozzato), proverò a legger un altro libro della Harris scritto in maturità per vedere l'evoluzione di questa scrittrice ( io Chocolat non l'ho mai letto ne altro di lei)...

    ha scritto il 

  • 3

    Mi accodo a coloro che sono rimasti abbastanza delusi da questo romanzo. Forse la sua colpa è quella di essere un'opera prima, quindi immatura ed incerta? Non saprei. Sta di fatto che sulla carta - ...continua

    Mi accodo a coloro che sono rimasti abbastanza delusi da questo romanzo. Forse la sua colpa è quella di essere un'opera prima, quindi immatura ed incerta? Non saprei. Sta di fatto che sulla carta - perdonate il giochino di parole... - tutto funzionava, eccome: tinte preraffaellite qua e là, una illustratrice come protagonista, due linee temporali parallele, un misterioso diario, un'Inghilterra tutta pioggerellina fredda e dagli orizzonti nebbiosi, creature - vampiri - sovrannaturali capitanate da una bellissima ragazza dai capelli rossicci, luna park e cimiteri violati. Aggiungici il nome - non sono una fan sfegatata della Harris, ma... - ed una gran bella copertina ed il gioco è fatto: la trappola è servita! A tratti veramente noioso, manca di carattere nonostante le premesse. I personaggi non colpiscono, restando fra l'abbozzato ed il poco interessante. Sullo stile narrativo nulla da dire: abbastanza scorrevole, con qualche notevole passaggio. Sa creare atmosfera, e difatti il problema è la trama, il suo svolgersi ed i personaggi. La prova pratica che certe opere, forse, farebbero meglio a restare chiuse nel cassetto.

    ha scritto il 

  • 3

    "Qualcosa in me ricorda e non vuol dimenticare" "Il seme del male può dormire cent'anni prima di risvegliarsi, scuotendosi dal volto la neve dell'inverno e guardando verso la luce del sole."

    Questo ...continua

    "Qualcosa in me ricorda e non vuol dimenticare" "Il seme del male può dormire cent'anni prima di risvegliarsi, scuotendosi dal volto la neve dell'inverno e guardando verso la luce del sole."

    Questo libro scritto in tempi non sospetti, quando i vampiri non erano belli e fascinosi ma solo creature mostruose e malefiche, mi lascia un pò così. Il racconto a due voci (una è quella di D. Holmes, l'altra del narratore) è una buona idea ma per certi tratti trovo la narrazione lenta e poco scorrevole specialmente nella descrizione in terza persona. Voto: tre stelle 1/2.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto!

    Quando ho deciso di acquistare questo libro, non sapevo a cosa andavo incontro, bene ora che l'ho letto, lo so! Non mi è piaciuto, e non perché sia scritto male, anzi se consideriamo che è un ...continua

    Quando ho deciso di acquistare questo libro, non sapevo a cosa andavo incontro, bene ora che l'ho letto, lo so! Non mi è piaciuto, e non perché sia scritto male, anzi se consideriamo che è un bestseller in Inghilterra, però io non ho ricevuto quell'input che mi ha fatto dire il libro l'ho adorato, e purtroppo ancora una volta mi ritrovo ad ammettere che non sempre i libri che hanno un grande successo devono per forza essere ammirati da tutti. Sin dalla presentazione del libro, cosa insolita perché io non la leggo mai, ho compreso che probabilmente il libro non mi avrebbe entusiasmata e così è stato. Forse avrei dovuto abbandonarlo, per poi prenderlo in seguito, si sa, si passano fasi di "blocco del lettore", fasi in cui tutti i libri che si cominciano non colgono l'essenza del momento e si mettono da parte, ma ho voluto leggerlo. Cosa realmente non mi sia piaciuto sinceramente non saprei dirlo, di sicuro l'impostazione, non ho mai amato leggere un libro che abbia due storie che si susseguono contemporaneamente, ma in periodi diversi. Il seme del male ha una struttura particolare, si divide in due, una storia risale agli anni quaranta, l'altra più contemporanea, anni novanta del Novecento. Alcuni protagonisti ripercorrono entrambe le epoche storiche, questo perché parliamo di vampiri. Tutto ruota intorno alle figure di Rosemary, Ginny e Alice, se dovessi spiegarvi come sono coinvolte l'uno con l'altra rischierei di raccontarvi troppo e siccome non voglio, vi lascio con un unica frase: la lettura dei libri è soggettiva, il parere di un lettore è sacro, è lui che legge il libro, è lui che decide se quella trama gli è piaciuta o no, da ciò concludo che anche se a me non è piaciuto, sicuramente ci saranno molti che invece l'hanno divorato, apprezzato, adorato! http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2013/06/trame-e-opinioni-il-seme-del-male-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    Attraverso il potere del desiderio e il desiderio di potere

    Sapendo che questo è stato il primo romanzo di una giovane Joanne Harris, non posso fare a meno di sorridere. L'opera è indubbiamente il lavoro di uno scrittore esordiente e nonostante ciò ...continua

    Sapendo che questo è stato il primo romanzo di una giovane Joanne Harris, non posso fare a meno di sorridere. L'opera è indubbiamente il lavoro di uno scrittore esordiente e nonostante ciò presenta già un ordine e una pianificazione precisa, che non è poco, e presenta già tutti i tratti caratteristici e lo schema sui quali la Harris fonderà lo stile così particolare per la quale è conosciuta e che riecheggia in quasi tutti i suoi libri: il tema dell'ossessione al confine fra sogno e follia, l'indagine psicologica degli abissi d'orrore che l'umanità è capace di raggiungere, del fascino e della repulsioni che suscitano e la forte introspezione, quella patina di mistero e di ineluttabile che permea già le prime pagine di una vicenda conclusa o molto vicina a concludersi e di cui il/i protagonista/i ripercorre le tappe con il lettore, l'ispirazione al concetto burkiano di bello e sublime e, soprattutto, quell'aura così vintage per la quale tutti i suoi romanzi sono immersi in un'atmosfera e in epoche che danno quasi l'idea di voler respingere la modernità come se si trattasse di una sorta 'inquinamento'. Letterario e non.

    ha scritto il 

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