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Il senso del dolore

L'inverno del commissario Ricciardi

Di

Editore: Fandango (Fandango Tascabili, 25)

3.9
(1418)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8860442370 | Isbn-13: 9788860442376 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi.
A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco.
Cominciano con l’inverno le stagioni di Ricciardi: il cammino al confine tra due mondi di un uomo condannato a guardare e amare da una finestra, interprete del disagio di un luogo sospeso tra luce e ombra.
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  • 2

    Non so… qualcosa non mi ha convinto… Forse è l’ambientazione un po datata, forse sono gli accostamenti troppo scontati…Napoli, povertà, dolore, solidarietà, ambizione, disprezzo, rivalsa… Onestamente, ...continua

    Non so… qualcosa non mi ha convinto… Forse è l’ambientazione un po datata, forse sono gli accostamenti troppo scontati…Napoli, povertà, dolore, solidarietà, ambizione, disprezzo, rivalsa… Onestamente, mi è sembrata una storia un po scontata e facile da costruire e da scrivere. Proverò comunque a leggerne altri.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio giudizio resta un po' in sospeso, in attesa della lettura dei prossimi episodi. Mi è piaciuto, ma con moderato entusiasmo. Forse è l'ambientazione retrò che mi coinvolge poco.

    ha scritto il 

  • 4

    Il commissario Ricciardi - ep. 1

    Francamente ero scettica all'idea di affrontare un nuovo personaggio "seriale", ma alla fine mi sono lasciata convincere. E ho fatto bene.
    Siamo nella Napoli dei primi anni Trenta, periodo fascista. R ...continua

    Francamente ero scettica all'idea di affrontare un nuovo personaggio "seriale", ma alla fine mi sono lasciata convincere. E ho fatto bene.
    Siamo nella Napoli dei primi anni Trenta, periodo fascista. Ricciardi è un commissario di polizia ombroso, schivo e riservato: possiede l'oscuro dono di vedere le persone un attimo prima del loro trapasso, quando sono sospese in quel limbo che non è più vita ma che non è ancora morte, quando cercano di rimanere disperatamente attaccate all'ultimo respiro.
    In questo primo episodio, Ricciardi si trova a indagare sulla morte violenta di un famoso cantante lirico, pieno di oscuri segreti.
    Bello, decisamente mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 3

    De Giovanni questa volta ci scrive un giallo secco, senza fronzoli, fin troppo scarno nonostante l'ambientazione possa essere quantomai coreografica. La differenza con le altre storie del Commissario ...continua

    De Giovanni questa volta ci scrive un giallo secco, senza fronzoli, fin troppo scarno nonostante l'ambientazione possa essere quantomai coreografica. La differenza con le altre storie del Commissario Ricciardi è notevole, pochi personaggi sviluppati, nessuna sotto trama che si intrecci con la trama principale. È come se a fronte di un romanzo che costituisce una sorta di pietra miliare nell'epica del suo investigatore de Giovanni punti solo all'essenziale, anche nella prosa che si fa meno lirica, meno descrittiva, e il suo stile ne risente lasciando il suo lettore affezionato perplesso di fronte a un libro che in qualche modo doveva essere scritto ma che tutto sommato forse non voleva essere scritto

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente mi sono decisa a leggere un giallista italiano, e sono felice di aver scelto De Giovanni. Bellissima l'ambientazione d'epoca nella mia città, Napoli, affascinanti i personaggi e in special ...continua

    Finalmente mi sono decisa a leggere un giallista italiano, e sono felice di aver scelto De Giovanni. Bellissima l'ambientazione d'epoca nella mia città, Napoli, affascinanti i personaggi e in special modo Ricciardi. Stile pulito, raffinato, sensibile.
    Sicuramente leggerò presto anche le successive stagioni del commissario triste :)

    ha scritto il 

  • 4

    La verità non è quella che sembra, a volte. Anzi, non lo è quasi mai. È un po' come la strana luce di questi lampioni, vedi...illumina una volta qua, una vilta là. Mai tutto insieme. Allora ci si deve ...continua

    La verità non è quella che sembra, a volte. Anzi, non lo è quasi mai. È un po' come la strana luce di questi lampioni, vedi...illumina una volta qua, una vilta là. Mai tutto insieme. Allora ci si deve immaginare quello che non si vede. Lo si deve intuire da una parola detta o non detta, un'orma, un'impronta. Una nota, a volte...

    E il commissario Ricciardi, con quei suoi occhi verdi, quasi trasparenti...riesce a vedere quello che non è illuminato e spesso riamane invisibile agli occhi degli altri...

    ha scritto il 

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