Il senso di Smilla per la neve

Di

Editore: CDE

3.6
(4852)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 450 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Svedese , Portoghese , Danese , Olandese , Chi tradizionale

Isbn-10: A000006045 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Berni

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Smilla viene dalla Groenlandia, un Paese dove ci sono più di dieci modi per dire "neve". E' una donna indipendente e scontrosa, con specifiche conoscenze di glaciologia e un solo legame affettivo con un bambino, Esajas, figlio di una vicina.Quando, una sera d'inverno, Esajas, muore scivolando da un tetto innevato, Smilla sa che non è stato un incidente. Ha visto le ultime impronte dei suoi passi, e il "senso per la neve" trasmessole dalla madre eschimese le permette di leggerle come fossero scritte. E' così che comincia a investigare, frugando in un mistero che nessuno vuol riconoscere, scoprendo rapidamente che la sua azione è osteggiata, che sta sfidando la polizia e il potere di certe istituzioni legate allo sfruttamento delle risorse minerarie della Groenlandia. Ma opporsi è un gesto che l'ha sempre affascinata.Mentre Copenaghen si prepara a celebrare il Natale e l'inverno ammanta la città nella sua lugna notte, Smilla si trova pericolosamente a confronto con una serie di inquietanti personaggi, coinvolta in un'indagine destinata a portare lontano, in viaggio su una nave la cui meta misteriosa è un punto deserto della calotta polare. Perché là, fra quei ghiacci che conosce, teme e ama, è nascosta la verità che Smilla cerca - e quella che forse ha sempre cercato.Leggere Il senso di Smilla per la neve è conoscere la magia e subire lo shock di un mondo inesplorato, il fascino di paesaggi in cui la natura si rivela nei suoi estremi. Succede di rado che un thriller comunichi un senso così forte dell'ambientazione. Ma il rapporto di Smilla con la neve è quello di due amanti inquietanti, passionali e vendicativi. Ciò che Hoeg ci consegna non è solo un capolavoro di suspense, ma una protagonista ribelle, ostinata, dura da sconfiggere, difficile da dimenticare.Peter Hoeg è nato in Danimarca nel 1957. Nel 1988 ha pubblicato il suo primo romanzo, salutato dalla critica come il debutto "del miglior narratore della sua generazione" e coronato da un grande successo nei Paesi scandinavi. Due anni dopo ha confermato il giudizio con una raccolta di racconti. Ora, con Il senso di Smilla per la neve, è esploso anche sulla scena internazionale.
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  • 1

    Ci ho provato veramente, ma non mi è piaciuto per niente!
    E soprattutto non ci ho capito nulla!
    Dopo 50 pagine volevo buttare via il libro...
    E' tutto così confuso, un grande minestrone e dopo 500 pag ...continua

    Ci ho provato veramente, ma non mi è piaciuto per niente!
    E soprattutto non ci ho capito nulla!
    Dopo 50 pagine volevo buttare via il libro...
    E' tutto così confuso, un grande minestrone e dopo 500 pagine io non ho ancora capito bene cosa sia successo a Esajas.
    La trama è ingarbugliata, con descrizioni lunghissime, inutili...
    Leeeentissimo!
    Statene alla larga!

    ha scritto il 

  • 1

    il senso di smilla per la neve ovvero la morte della lettura

    Non e mia abitudine scrivere e dare un giudizio sulle mie letture( per evitare di influenzare gli altri ,ogni lettore deve farsi un opinione sulle proprie letture ) ma questa volta devo fare un ecce ...continua

    Non e mia abitudine scrivere e dare un giudizio sulle mie letture( per evitare di influenzare gli altri ,ogni lettore deve farsi un opinione sulle proprie letture ) ma questa volta devo fare un eccezione il libro che ho letto il senso di Smilla x la neve e uno di quei libri e romanzi che lascia confusi molto a mio avviso, e con un pizzico di delusione scritto nel 1992 la trama come scritto sopra e la storia di un ragazzino che muore in circostanze misteriose dopo essere precipitato da un tetto la protagonista smilla capisce subito che non e stato un incidente anche perché sapeva che il ragazzo non sarebbe mai andato sul tetto di sua spontanea volontà visto che soffriva di vertigini,comincia la sua ricerca per capire cosa e successo.Alla fine di questa breve trama qualcuno potrebbe pensare e un triller non e un triller , e un giallo nemmeno... E un mix un minestrone di 480 pagine di cui alla fine nn si capisce cosa cerca la protagonista l'autore si allontana presto dal suo vero scopo(tra problemi personali e depressione l'autore spazia tra le origini esperienze personali della protagonista ,finisce cosi per allontanarsi sempre piú dal vero scopo del romanzo capire come é morto il ragazzo caduto dal tetto? il finale non esiste nel senso che non si capisce del tutto chi a ucciso il ragazzo se volete perdere ore di sonno e tempo leggete questo romanzo ma nn vi aspettate nulla di eccezionale ps..come dice il retro della copertina e un romanzo unico anche nel modo come e scritto è sono d'accordo e di una confusione che alla fine viene voglia di finire la lettura il più presto possibile e questa la sensazione che ho avuto leggendo il senso di smilla per la neve

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    C’è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, nevica, e nella lingua che non è più mia la neve è qanik..........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/s/il-senso-di-smilla-per-la- ...continua

    C’è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, nevica, e nella lingua che non è più mia la neve è qanik..........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/s/il-senso-di-smilla-per-la-neve-peter-h%C3%B8eg/

    ha scritto il 

  • 3

    "Il senso di Smilla per la neve" è un libro strano, non facile da leggere, che va assimilato con calma. Probabilmente ci metterò qualche mese a comprenderne a pieno il messaggio. Perché parla di molte ...continua

    "Il senso di Smilla per la neve" è un libro strano, non facile da leggere, che va assimilato con calma. Probabilmente ci metterò qualche mese a comprenderne a pieno il messaggio. Perché parla di molte cose. Della vita e della morte, delle difficoltà di minoranze ad adattarsi alla vita di tutti i giorni, della paura di innamorarsi e di fidarsi degli altri. Della gente senza scrupoli che agisce solo per soldi a discapito della vita altrui, che non ha compassione né prova dolore. Non so se sia una lettura per tutti, certo è che fa riflettere. Smilla è una protagonista androgina che ci guida attraverso tutti gli ostacoli della vita.

    ha scritto il 

  • 0

    Si parla di fare un viaggio in Islanda. Marò e quanto è lontana, marò ma quanto è costosa, marò, dico io, ma quanto fa fridd.
    Figurarsi in Groenlandia.
    Un freddo all’ennesima potenza.
    Non ho il senso ...continua

    Si parla di fare un viaggio in Islanda. Marò e quanto è lontana, marò ma quanto è costosa, marò, dico io, ma quanto fa fridd.
    Figurarsi in Groenlandia.
    Un freddo all’ennesima potenza.
    Non ho il senso di Smilla per la neve.
    A me neve e ghiaccio sembrano un unico ammasso amorfo di bianco, un unico ammasso di non colore.
    Mi suscitano la stessa sensazione di perdita di riferimenti, di mancanza di orientamento, che Smilla accusa in mare aperto.
    Ho imparato invece che esistono molte sfumature di bianco, e parole tante e diverse, per la neve, per il ghiaccio.
    E’ una questione culturale.
    [Alla pelliccia preferisco il corpo nudo.]

    A margine ancora ho pensato a Darwin. All’evoluzione e all’adattamento. Le terre gelate sono l’habitat di foche e trichechi , protetti da spessi strati di grasso.
    Ma gli uomini? Per quanto possano spuntarci i peli non potremmo mai per natura difenderci dal freddo polare.

    Ho visto su google maps Thule, che ora si chiama Qaanaaq.
    (Ci sono meno abitanti che nel mio parco/ condominio.)
    Quattro casarelle in mezzo a montagne di ghiaccio, davanti al mare ghiacciato per buona parte dell’anno.
    Ora è la nuova frontiera del turismo.
    (solo legata e avvolta in un tappetto di pelo di yak potrebbero costringermi ad andarci: soffro di horror vacui e anche di sindrome da paura di congelamento già a 10°)
    Prima di essere nuova frontiera del turismo, la Groenlandia è stata la nuova frontiera della ricerca scientifica e dello sfruttamento economico.
    Data la scarsa densità della popolazione, non c’è stato manco da farsi troppi scrupoli di coscienza – dei groenlandesi chi se ne fotte, imparano il danese e vengono normalizzati - è solo questione di investimenti: il ghiaccio è molto più difficile da addomesticare degli inuit.
    Golia e Davide.
    La Groenlandia, così gigantesca, sottomessa alla Danimarca e a tutte le altre nazioni che possono permettersi di affittarne dei metri cubi, come gli Usa che a Thule hanno impiantato una loro base aerea.
    (petrolio, minerali, e chiossape che altro ancora sotto gli strati compositi di neve.)

    Le pagine del libro di Høeg che gettano un po’ di luce – appena uno spiraglio - sul rapporto tra terre e popoli, tra forze naturali e forze culturali, sono interessanti.
    (chi è Davide, chi è Golia?)
    Smilla, figlia biologica di uno scienziato danese e di una cacciatrice groenlandese, ma per ostinato legame affettivo figlia della cultura inuit e resistente alle sirene dei “dominatori” , dopo la caduta di un bambino dal tetto dell’edificio in cui abitavano entrambi, intraprende la sua ricerca della verità.
    Cosa e come arriva a scoprire però, è fumo, anzi, per stare in tema, è vapore acqueo che non fa manco condensa.

    Il giallo non è il colore della neve per Smilla.

    ha scritto il 

  • 2

    Forse meglio il film ...

    Incuriosita da alcune scene del film, viste di sfuggita in tv a tarda notte, ho deciso di rispolverare il mio e-reader ed iniziare la lettura del thriller di Peter Høeg. Avevo grandi aspettative e pur ...continua

    Incuriosita da alcune scene del film, viste di sfuggita in tv a tarda notte, ho deciso di rispolverare il mio e-reader ed iniziare la lettura del thriller di Peter Høeg. Avevo grandi aspettative e purtroppo sono state tutte disattese. Molto lento, snervante per le lunghe descrizioni tecniche, incomprensibili per i profani come me. La trama è nebulosa, fino a metà libro, dove inizia finalmente a prendere piede un accenno di storia. Poco incalzante, un libro del genere dovrebbe creare tensione e non ansia nel ricordare tutti i nomi. La scrittura è particolare, con qualche perla di saggezza. In generale non lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Thriller ancora valido dopo più di ventanni...

    Questo difficile Thriller ha retto il tempo.
    Di solito non è così facile che lo sia, perchè i rinomati best sellers spesso mi deludono profondamente, per mancanza di profondità, spessore narrativo, e ...continua

    Questo difficile Thriller ha retto il tempo.
    Di solito non è così facile che lo sia, perchè i rinomati best sellers spesso mi deludono profondamente, per mancanza di profondità, spessore narrativo, e appunto durata nel tempo da farlo diventare un classico.

    Questo lo è diventato.

    E' un bel libro, interessante e ricco di suggestioni sul ghiaccio e sulla neve in contrapposizione al senso della vita.
    Metafore, filosofia e riflessioni di questa donna Groenlandese di 37 anni in un'avventura scandagliata tra Danimarca e Groenlandia alla ricerca del perchè si è ucciso un povero bambino in mezzo alla neve fanno ancora riflettere e interessare.

    ha scritto il 

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