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Il senso di Smilla per la neve

MITI collection

By Peter Hoeg

(97)

| Hardcover

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Book Description

483 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'avvincente storia tra Danimarca e Groenlandia delle indagini sulla morte "accidentale" di un bambino portate avanti da un'investigatrice quanto mai anomala: la glaciologa Smilla,vicina di casa e amica del bambino. Cosa rende particolare questo roma ...(continue)

    L'avvincente storia tra Danimarca e Groenlandia delle indagini sulla morte "accidentale" di un bambino portate avanti da un'investigatrice quanto mai anomala: la glaciologa Smilla,vicina di casa e amica del bambino. Cosa rende particolare questo romanzone di 400 e piu'pagine? In primo luogo la protagonista, Smilla, con la sua personalità insolitamente forte , ma anche con le sue paure e soprattutto con la sua solitudine. Poi la Groenlandia, i suoi paesaggi fatti soprattutto di luci e cielo, gli inuit e l'incomprensione di fondo con la mentalità europea. Ed infine il complesso intrigo che man mano si disvela , riportando ad un chiaro disegno di fondo , personaggi, storie ed indizi disseminati nel romanzo. Non manca la denuncia politica della spoliazione di un popolo delle ricchezze della sua terra e dello snaturamento delle sue tradizionali abitudini di vita da parte dell'avido invasore europeo.Sì, è vero, la storia può risultare dispersiva, eccessivamente articolata ,e rendere necessario tornare indietro per ritrovare notizie su un personaggio o un fatto e ricostruire il filo della storia. Per me è stata necessaria una rilettura, e devo dire che è risultato molto più godibile la seconda volta.

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    bubbola said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questa è una finta, perché in realtà mi mancherebbero circa 150 pagine alla fine e non 0 come il target "finished" dovrebbe intendere. Odio farlo, lo giuro, sono disposta a subire le unghie sulla lavagna, titanici non-sense, sonno mortale o ad ...(continue)

    Questa è una finta, perché in realtà mi mancherebbero circa 150 pagine alla fine e non 0 come il target "finished" dovrebbe intendere. Odio farlo, lo giuro, sono disposta a subire le unghie sulla lavagna, titanici non-sense, sonno mortale o addirittura coma pur di finire un libro completamente.
    Ultimamente però il tempo è veramente tiranno e non ho più la salute per dedicarlo a libri la cui lettura è ormai inutile, specie se come in questo caso toccano quasi le 500 pagine. Quest'anno è già successo con Cloud Atlas e ora con Il senso di Smilla per la neve.
    Visto che si spaccia per thriller, uno sarebbe anche spronato a dare un ultimatum e trascinarsi nell'ultimo minuto di corsa per finire il dannato libro, ma in questo caso posso dire tranquillamente che non me ne frega proprio una cippa di cos'è successo al povero Esaajas.
    Non l'avrei affermato se la narrazione si fosse preoccupata di aizzare ancora un po' di interesse in mezzo alle sue infinite lungaggini. Infatti in questo caso il termine nella serie invent che è "lentume" mi va proprio a genio, perché dà il senso di poltiglia con tutto dentro e pure acida.
    Acida non per presunte antipatie nei personaggi, ma per il rimescolamento intestinale che uno si fa a forza di aspettare un twist insperato.
    Ed è insperato perché ad un certo punto è chiaro che ha ben altri fini dal thriller di genere: quindi una storia che funziona per il mistero suscitato, piccoli aiutini nel mezzo, disorientamenti, colpi di scena e magari pure un caso interessante.
    Le indagini svolte dalla signorina Smilla sono noiose quanto la burocrazia da cui si fa sommergere per arrivare al suo dunque, che vorrebbe essere anche il mio, ma non mi vengono date soddisfazioni su questo punto. Sarà che sono stata stordita dall'inconcludenza costante di ogni fine-capitolo e quindi non ero più lucida nelle mie facoltà mentali, però dopo 300 pagine di sofferenza io ho solo capito una cosa: c'è della mafia dietro al povero Esaajas. Il resto è appunto noia. E questo più o meno è suggerito sin dall'inizio (la mafia o la noia? tutte e due).
    Giri di telefonate, battutine che neanche la stessa Smilla trova divertenti mentre le fa, archivi su archivi, spostamenti clandestini la cui soglia di azione-pathos è - ∞, giri di nomi e persone e reindirizzamenti a vuoto, vite personali senza appeal. Io dico: una mattinata in ufficio è più entusiasmante di questo libro.
    Si potrebbe fare anche una cosa giusta eliminando un ragionamento rigido e riduttivo per generi, pensando a questo libro come uno di quelli "dove conta l'atmosfera", ma allora entriamo in un territorio anche più penoso.
    Ma quale atmosfera? Il mondo interiore di Smilla? Stiamo messi bene allora!
    Magari su altri avrà esercitato il fascino che sicuramente Hoeg sperava di ottenere, ma a me la freddezza di Smilla e le sue pillole di saggezza un po' spicciole non hanno fatto molto effetto. Avrà anche le sue ragioni e caratteristiche innate per risultare così com'è, ma ciò che aveva da dirmi non era abbastanza interessante per non farlo sprofondare nello sbatti generale.
    La sua indipendenza data dalle origini groenlandesi stride con gli eventi, perché personalmente avrei voluto che i personaggi vicini a lei fossero pensati e trattati meglio di così, perché forse tutto questo ritratto psicologico attorno a lei mi sapeva di costruito sin dall'inizio. Mi è sembrato innaturale che in un rapporto affettivo "il meccanico" non acquisisca mai un nome, una sua identità. Ma povero cristo. E lo dico perché mi sembra naturale voler chiamare per nome e non con epiteti generici chi comincia a starci a cuore, al di là di una naturale freddezza. Solo per citare un punto ad esempio del suo comportamento.
    Lascio decisamente il piacere di "tutta un'atmosfera" a chi li sa apprezzare, <u>perché io passo</u>, passo le ultime 150 pagine, passo il dunque di tutta sta storia che non vuole arrivare mai e comincia a pretendere troppo dalla mia resistenza ad oltranza. E, come nel caso di Cloud Atlas, non credo che me ne pentirò, visto che mi son letta per curiosità un sunto di come finisce e non ci ho visto niente di fantasmagorico, solo in linea con tutto lo spirito esasperante del libro.

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    universe. said on Jul 18, 2014 | 2 feedbacks

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    un bel thriller, avvincente... letto tanti anni fa... mi piacque molto

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    Simona said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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    Il fatto è che ci sono dei passaggi che mi facevano ridere a crepapelle (letteralmente) per quanto volevano essere densi e importanti e ben scritti e significativi e indimenticabili e non erano niente di tutto ciò. Sono arrivata alla fine giusto perc ...(continue)

    Il fatto è che ci sono dei passaggi che mi facevano ridere a crepapelle (letteralmente) per quanto volevano essere densi e importanti e ben scritti e significativi e indimenticabili e non erano niente di tutto ciò. Sono arrivata alla fine giusto perché è un giallo, neanche articolato benissimo, ma a suo modo abbastanza avvincente da farmi arrivare alla fine. Che è veramente incommentabile.

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    Lau 10 said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

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    Smilla Qaaviqaaq Jaspersen è una ragazza che vive a Copenaghen: sua madre, morta quando lei era ancora una bambina, era un'inuit groenlandese, mentre suo padre è un ricco e celebre medico danese; nonostante gli anni trascorsi in Danimarca Smilla non ...(continue)

    Smilla Qaaviqaaq Jaspersen è una ragazza che vive a Copenaghen: sua madre, morta quando lei era ancora una bambina, era un'inuit groenlandese, mentre suo padre è un ricco e celebre medico danese; nonostante gli anni trascorsi in Danimarca Smilla non è mai riuscita ad adattarsi al suo ambiente sociale.

    Trascorre le proprie giornate sola, con l'unica compagnia di Esajas, un bambino inuit che vede in Smilla l'unica persona da cui lasciarsi accudire senza timore. Quando Esajas viene trovato morto, Smilla non può credere alla versione della polizia, secondo cui il bambino è scivolato dal tetto innevato di un palazzo, in quanto, in base alle sue profonde conoscenze della neve, argomenta che il bambino non può essere morto per un incidente.

    Sfidando la polizia, la donna comincia la sua indagine personale, ricorrendo a ogni mezzo pur di comporre il puzzle di una verità che si dimostrerà, pezzo dopo pezzo, sempre più inquietante.

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    Jack9 said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

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