Il senso di Smilla per la neve

Di

Editore: Mondadori (Oscar bestsellers, 707))

3.6
(4820)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Svedese , Portoghese , Danese , Olandese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8804413832 | Isbn-13: 9788804413837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Berni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il libro inizia con il funerale di Esajas, un bambino apparentemente morto per un caduta accidentale da un tetto. Da questo fatto si sviluppa tutta la narrazione, infatti Smilla, vicina di casa del bambino non è convinta che la morte sia dovuta ad un incidente, perchè essendo originaria della Groenlandia, conosce molto bene la neve e capisce dalle orme lasciate sul tetto che c'è molto da scoprire...Così inizia la sua indagine da sola, perchè la polizia ormai ha archiviato il caso, definendolo incidente. A darle una mano c'è il meccanico con il quale Smilla inizia anche una relazione. Tutte queste indagini portano la protagonista ad affrontare persone pericolose che non hanno problemi a cercare di togliere di mezzo una ficcanaso.
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  • 3

    "Il senso di Smilla per la neve" è un libro strano, non facile da leggere, che va assimilato con calma. Probabilmente ci metterò qualche mese a comprenderne a pieno il messaggio. Perché parla di molte ...continua

    "Il senso di Smilla per la neve" è un libro strano, non facile da leggere, che va assimilato con calma. Probabilmente ci metterò qualche mese a comprenderne a pieno il messaggio. Perché parla di molte cose. Della vita e della morte, delle difficoltà di minoranze ad adattarsi alla vita di tutti i giorni, della paura di innamorarsi e di fidarsi degli altri. Della gente senza scrupoli che agisce solo per soldi a discapito della vita altrui, che non ha compassione né prova dolore. Non so se sia una lettura per tutti, certo è che fa riflettere. Smilla è una protagonista androgina che ci guida attraverso tutti gli ostacoli della vita.

    ha scritto il 

  • 0

    Si parla di fare un viaggio in Islanda. Marò e quanto è lontana, marò ma quanto è costosa, marò, dico io, ma quanto fa fridd.
    Figurarsi in Groenlandia.
    Un freddo all’ennesima potenza.
    Non ho il senso ...continua

    Si parla di fare un viaggio in Islanda. Marò e quanto è lontana, marò ma quanto è costosa, marò, dico io, ma quanto fa fridd.
    Figurarsi in Groenlandia.
    Un freddo all’ennesima potenza.
    Non ho il senso di Smilla per la neve.
    A me neve e ghiaccio sembrano un unico ammasso amorfo di bianco, un unico ammasso di non colore.
    Mi suscitano la stessa sensazione di perdita di riferimenti, di mancanza di orientamento, che Smilla accusa in mare aperto.
    Ho imparato invece che esistono molte sfumature di bianco, e parole tante e diverse, per la neve, per il ghiaccio.
    E’ una questione culturale.
    [Alla pelliccia preferisco il corpo nudo.]

    A margine ancora ho pensato a Darwin. All’evoluzione e all’adattamento. Le terre gelate sono l’habitat di foche e trichechi , protetti da spessi strati di grasso.
    Ma gli uomini? Per quanto possano spuntarci i peli non potremmo mai per natura difenderci dal freddo polare.

    Ho visto su google maps Thule, che ora si chiama Qaanaaq.
    (Ci sono meno abitanti che nel mio parco/ condominio.)
    Quattro casarelle in mezzo a montagne di ghiaccio, davanti al mare ghiacciato per buona parte dell’anno.
    Ora è la nuova frontiera del turismo.
    (solo legata e avvolta in un tappetto di pelo di yak potrebbero costringermi ad andarci: soffro di horror vacui e anche di sindrome da paura di congelamento già a 10°)
    Prima di essere nuova frontiera del turismo, la Groenlandia è stata la nuova frontiera della ricerca scientifica e dello sfruttamento economico.
    Data la scarsa densità della popolazione, non c’è stato manco da farsi troppi scrupoli di coscienza – dei groenlandesi chi se ne fotte, imparano il danese e vengono normalizzati - è solo questione di investimenti: il ghiaccio è molto più difficile da addomesticare degli inuit.
    Golia e Davide.
    La Groenlandia, così gigantesca, sottomessa alla Danimarca e a tutte le altre nazioni che possono permettersi di affittarne dei metri cubi, come gli Usa che a Thule hanno impiantato una loro base aerea.
    (petrolio, minerali, e chiossape che altro ancora sotto gli strati compositi di neve.)

    Le pagine del libro di Høeg che gettano un po’ di luce – appena uno spiraglio - sul rapporto tra terre e popoli, tra forze naturali e forze culturali, sono interessanti.
    (chi è Davide, chi è Golia?)
    Smilla, figlia biologica di uno scienziato danese e di una cacciatrice groenlandese, ma per ostinato legame affettivo figlia della cultura inuit e resistente alle sirene dei “dominatori” , dopo la caduta di un bambino dal tetto dell’edificio in cui abitavano entrambi, intraprende la sua ricerca della verità.
    Cosa e come arriva a scoprire però, è fumo, anzi, per stare in tema, è vapore acqueo che non fa manco condensa.

    Il giallo non è il colore della neve per Smilla.

    ha scritto il 

  • 2

    Forse meglio il film ...

    Incuriosita da alcune scene del film, viste di sfuggita in tv a tarda notte, ho deciso di rispolverare il mio e-reader ed iniziare la lettura del thriller di Peter Høeg. Avevo grandi aspettative e pur ...continua

    Incuriosita da alcune scene del film, viste di sfuggita in tv a tarda notte, ho deciso di rispolverare il mio e-reader ed iniziare la lettura del thriller di Peter Høeg. Avevo grandi aspettative e purtroppo sono state tutte disattese. Molto lento, snervante per le lunghe descrizioni tecniche, incomprensibili per i profani come me. La trama è nebulosa, fino a metà libro, dove inizia finalmente a prendere piede un accenno di storia. Poco incalzante, un libro del genere dovrebbe creare tensione e non ansia nel ricordare tutti i nomi. La scrittura è particolare, con qualche perla di saggezza. In generale non lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Thriller ancora valido dopo più di ventanni...

    Questo difficile Thriller ha retto il tempo.
    Di solito non è così facile che lo sia, perchè i rinomati best sellers spesso mi deludono profondamente, per mancanza di profondità, spessore narrativo, e ...continua

    Questo difficile Thriller ha retto il tempo.
    Di solito non è così facile che lo sia, perchè i rinomati best sellers spesso mi deludono profondamente, per mancanza di profondità, spessore narrativo, e appunto durata nel tempo da farlo diventare un classico.

    Questo lo è diventato.

    E' un bel libro, interessante e ricco di suggestioni sul ghiaccio e sulla neve in contrapposizione al senso della vita.
    Metafore, filosofia e riflessioni di questa donna Groenlandese di 37 anni in un'avventura scandagliata tra Danimarca e Groenlandia alla ricerca del perchè si è ucciso un povero bambino in mezzo alla neve fanno ancora riflettere e interessare.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo. Stile molto particolare. Intreccio diverso dal solito giallo, dalla solita caccia all'assassino. Apre uno finestra sul mondo inuit di cui io sapevo pochissimo. meravigliose descrizioni del ...continua

    Bellissimo. Stile molto particolare. Intreccio diverso dal solito giallo, dalla solita caccia all'assassino. Apre uno finestra sul mondo inuit di cui io sapevo pochissimo. meravigliose descrizioni del ghiaccio e profonde riflessioni sulla vita. "In questo istante [..] mi attacco a questo assurdo ricordo di gioventù, la cui dolcezza non potrò mai più dividere con nessuno.
    Il brutto della morte non è che cambia il futuro. È che ci lascia soli con i nostri ricordi"
    (Il senso di Smilla per la neve. Peter Hoeg)

    ha scritto il 

  • 1

    "Credo che il mio approfondimento sulla cultura groenlandese avrà luogo in un altro momento."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/08/peter-heg-il-senso-di-smilla-per-la-neve.htm ...continua

    "Credo che il mio approfondimento sulla cultura groenlandese avrà luogo in un altro momento."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/08/peter-heg-il-senso-di-smilla-per-la-neve.html

    ha scritto il 

  • 2

    Ho iniziato a leggerlo con grande entusiasmo, l'ho terminato con grande fatica. Forse perché l'ho potuto leggere nei ritsgli di tempo ma non è la prima volta.
    Siamo in Danimarca. Smilla tornando a cas ...continua

    Ho iniziato a leggerlo con grande entusiasmo, l'ho terminato con grande fatica. Forse perché l'ho potuto leggere nei ritsgli di tempo ma non è la prima volta.
    Siamo in Danimarca. Smilla tornando a casa scopre che Esajas, un bambino che abita nel suo palazzo cui è molto affezionata, è morto. Sul tetto, impresse nella neve, solo le sue impronte. Ma Smilla è convinta che non si tratti di un incidente. Esajas aveva il terrore dell'altezza. Inizia a indagare. Scopre che la madre riceve un assegno da un'azienda che estrae la criolite e per la quale lavorava il marito anch'egli morto. La cosa le puzza.
    Il romanzo è troppo lungo, ne bastava anche la metà. Troppe considerazioni, ragionamenti, passaggi sulla storia della Groenlandia, addirittura formule empiriche, interrompono il corso della storia.Non sono riuscito a capire quale scintilla le abbia fatto intuire che non si trattava di una disgrazia nemmeno perché abbia indirizzato in quel senso le indagini. Molto bizzarra l'interazione tra alcuni personaggi. Un esempio: di giorno chiacchierano, la sera tentano di farsi la pelle a vicenda, il giorno dopo si comportano quasi come nulla fosse accaduto.
    E' stato un grande successo.

    ha scritto il 

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