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Il senso religioso

Volume primo del PerCorso

By Luigi Giussani

(69)

| Paperback | 9788817101004

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Book Description

La religiosità, la fede come essenza stessa della razionalità. Quindi NON"Credo perché è assurdo", ma "Credo perché è razionale". Ecco il punto dipartenza di questo libro che è uno Continue

La religiosità, la fede come essenza stessa della razionalità. Quindi NON"Credo perché è assurdo", ma "Credo perché è razionale". Ecco il punto dipartenza di questo libro che è uno dei cardini della filosofia del movimentodi Comunione e liberazione. Un libro che dimostra come il cristianesimo sipropone come risposta imprevedibile, eppure pienamente ragionevole, aldesiderio dell'uomo di vivere scoprendo e amando il proprio destino. "Il sensoreligioso" è il primo volume del "PerCorso" che espone il contenuto dei corsitenuti da Luigi Giussani in oltre quarant'anni di insegnamento.

13 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    "La fede cristiana non è una teoria, non è una visione della vita, ma una vita che cambia qui ed ora, salvata da Cristo."

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    Armando said on Jan 24, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il (non) senso religioso.

    A volte la vita ci costringe a incontri spiacevoli e questo è uno di quelli; nel mio caso sono stata costretta dagli esami di teologia dell'università.
    Premesso che sono atea e quindi sono partita prevenuta, ma non ho mai letto un libro tanto contra ...(continue)

    A volte la vita ci costringe a incontri spiacevoli e questo è uno di quelli; nel mio caso sono stata costretta dagli esami di teologia dell'università.
    Premesso che sono atea e quindi sono partita prevenuta, ma non ho mai letto un libro tanto contraddittorio e pretenzioso!
    L'autore parte dicendo che gli argomenti più interessanti della vita sono quelli non dimostrabili e poi passa le successive 200 pagine a cercare di dimostrare l'esistenza di Dio, con discorsi e ragionamenti che, partendo da basi piuttosto sensate (e spiegate da esempi), arrivano a conclusioni affrettate e assurde, tanto che sembra manchi un passaggio logico, un filo che colleghi il discorso. Molto spesso si perde in spiegazioni pseudo-poetiche o cerca di giustificare le idee espresse con frasi del tipo "sarebbe orribile e contro natura se..se..e se". In alcune pagine gli argomenti vengono semplificati enormemente e lasciano aperta la via a infinite critiche, che non mi metterò a discutere in questa recensione o non si finirebbe più. Come già detto le contraddizioni spuntano come funghi, tanto da chiedersi come abbia fatto Giussani a non accorgersene. Mi sono trovata spesso a non capire se l'autore intendesse dire davvero quello che ha scritto o si fosse semplicemente espresso male. Un'altra critica riguarda infatti l'italiano del libro, che peggiora di pagina in pagina diventando sempre più incomprensibile (forse è entrato in gioco un eccessivo pathos, chissà). Segnalo inoltre un errore del testo (tè in russo si scrive чай e non чаи), senza il quale l'esempio dell'autore non avrebbe funzionato. Concludo dicendo che comunque alcuni ragionamenti fatti sono sensati, ma mi sono trovata a volte nell'imbarazzo se ridere o se piangere di fronte a certe affermazioni. Come non è possibile, a mio parere, dimostrare scientificamente che Dio non esiste, così non ci si dovrebbe lanciare in assurdi tentativi di dimostrare che esiste, dicendo che il mondo è “pieno di evidenze” a riguardo.

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    Triss said on Jan 21, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Vi sono tanti scienziati che, approfondendo la loro esperienza di scienziati, hanno scoperto Dio..."

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    Memy said on Oct 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Il Senso Religioso”, di Luigi Giussani, editrice Rizzoli, ISBN: 978-88-17-04590-2.
    Posto che, come si vedrà, il giudizio riguardo a questo libro non è positivo, sento necessario premettere che spesso incontro un po’ di difficoltà con questo tipo di ...(continue)

    “Il Senso Religioso”, di Luigi Giussani, editrice Rizzoli, ISBN: 978-88-17-04590-2.
    Posto che, come si vedrà, il giudizio riguardo a questo libro non è positivo, sento necessario premettere che spesso incontro un po’ di difficoltà con questo tipo di letture e forse non sono un soggetto particolarmente indicato per darne un giudizio obiettivo. Pertanto, se da una parte ammetto di avere probabilmente una natura, forse irrecuperabile, distratta e poco recettiva verso un certo tipo di letteratura, dall’altra, e almeno in questo caso, mi avvalgo esplicitamente del “Diritto del lettore” che mi consente di definire soggettivamente deludente e poco utile il contenuto di quest’opera. Detto ciò, proverò a motivare più concretamente questo giudizio negativo cominciando, forse un po’ paradossalmente, a elencare i punti condivisibili e quindi, per me percepiti come positivi. Mi tocca, infatti, evidenziare come abbia incontrato parecchi aspetti riguardo ai quali mi sembra di poter concordare con l’Autore. Ad esempio, anch’io sono convinto che sia una necessità e spesso un’esigenza ineludibile dell’essere umano quella di porsi e di cercare di risolvere le grandi domande che si originano a seguito del “Mistero” legato alla nostra natura di esseri viventi razionali e consapevoli, alludo quindi agli interrogativi riguardo al nostro destino, al senso della vita, al nostro ruolo nel mondo e riguardo all’esistenza di un principio causale originario, entità superiore generatrice, senziente, ordinatrice ed anche immanente alla quale imponiamo il nome di “Dio”. Tutto sommato, condivido anche l’approccio dell’Autore che spinge a perseguire e a perfezionare il nostro agire a la nostra ricerca partendo dall’analisi della realtà presente e valendosi dello strumento della “Ragionevolezza”, riguardo a questo, ho anche colto e apprezzato l’ironia dello stesso nello stigmatizzare alcune forzature del pensiero tipiche di alcune correnti filosofiche che producono, in taluni casi, delle conclusioni che si pongono in antitesi con l’evidenza dei fatti. Di nuovo, è comune lo stimolo ad analizzare e a dare un significato, quantomeno personale, a concetti astratti eppure particolarmente rilevanti per l’essere umano e per la società civile come quelli di “Felicità”, “Verità”, “Giustizia” e, “Libertà”. Concordo poi con l’Autore anche riguardo a una certa avversione verso le spinte e le ideologie rivoluzionarie, alle quali preferisco un ben meno cruento sentiero riformista e progressista che possibilmente si accordi con la “Tradizione” e con il patrimonio culturale che essa rappresenta. Anch’io ammiro la rigorosa disciplina personale che porta al dominio delle emozioni fino all’estremo ideale dell’atarassia e concordo pure con Giussani riguardo alla probabile incapacità dell’uomo, essere per sua natura dotato di un elemento “Sensibile”, di mantenere stabilmente questa condizione. Infine, potrei persino aggiungere che mi ha fatto piacere scoprire nell’Autore un senso di ammirazione nei confronti del concetto di “Anarchia”, ideale che io, nella mia particolare interpretazione che questo termine rende possibile, tengo in grandissimo conto; in questo caso però, devo anche rimarcare che le nostre personali conclusioni divergono notevolmente. Dopo aver fatto l’elenco di tutti questi punti di possibile contatto con l’Autore, che per giunta emergono lungo tutto l’arco dell’opera e non solo in parti di essa, diventa forse necessario affermare che la condivisione di singoli, seppur numerosi aspetti non porti necessariamente a comporre infine lo stesso quadro d’insieme e anzi, è proprio caratteristica dei ragionamenti più insidiosi il cercare di spacciare per vero un intero ragionamento cercando di far leva su singole affermazioni indubbiamente corrette. Pertanto, forse adesso sarà più chiaro come, fra gli aspetti che non mi sono piaciuti, vi sia innanzitutto lo stile, che è si semplice e diretto, ma che mi appare in sostanza quello d’imbonitore o di un abile ammaliatore e risulta convincente solo in apparenza. Il ragionamento si svolge scimmiottando in molte parti il linguaggio scientifico e attraverso la continua commistione di argomentazioni logiche e di passaggi demandati al “Sentimento”, oppure al “Buon senso”. Tale modo di esporre gli argomenti a me appare sospetto e non porta alla scoperta di alcun elemento utile a favore della religione o a supporto dell’esistenza di un principio originale identificabile con Dio. Detto ciò, provo nuovamente a giustificare e a mitigare il giudizio pensando che Giussani, probabilmente, abbia scritto quest’opera soprattutto per avvicinare i giovani. A essi l’Autore si rivolge con un notevole entusiasmo e sfoderando un innegabile carisma e indubbie capacità dialettiche, ma anche armato dell’esperienza e delle malizie del buon insegnante. Egli cerca di infondere indubbiamente sicurezza, certezza e fervore, ma a me, che giovane non sono più, le sue argomentazioni non appaiono per niente conclusive. Finirei dicendo che in fondo ho imparato ad amare i miei dubbi e a tenerli in debita considerazione. Tale impostazione, mi sembra, mi distingua nettamente dalla mentalità dell’Autore che sembra identificare nel “Dubbio” un fattore di stasi (non a caso fortemente inviso ai giovani!) quando invece io lo coltivo come strumento di analisi e di prezioso ausilio moderatore nel sovrintendere all’etica comportamentale del mio ”Agire”.

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    Dario Varese said on Jan 21, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una Buona lettura

    Un testo immediato, in cui il lettore viene accompagnato in un "PerCorso", di cui evidentemente questo volume rappresenta la prima tappa (seguono infatti altri due volumi a completare il "PerCorso" di Don Giussani), accompagnato dicevo per mano da Do ...(continue)

    Un testo immediato, in cui il lettore viene accompagnato in un "PerCorso", di cui evidentemente questo volume rappresenta la prima tappa (seguono infatti altri due volumi a completare il "PerCorso" di Don Giussani), accompagnato dicevo per mano da Don Giussani, in un crescendo di analisi che partendo dalla evidenza dell'esperienza, insita nel realismo istintivo, attraversa la ragionevolezza dell'azione conoscitiva, verso lo svelamento del segno che porta alla rivelazione del senso religioso come mistero che è rassicurante nell'analogia del padre. Pur sembrando un pò criptica, la mia recensione tenta di dare un assaggio del testo senza troppi approfondimenti. Posso però garantire che, a mio parere, è un testo da leggere e rileggere, ricevendo così una chiave interpretativa utile per l'uomo comune, l'uomo di tutti i giorni che vuole rapportarsi al mistero, come significato ultimo della sua esistenza... e scusate se è poco !

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    Mattia Degiosa said on Oct 16, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Che cos'è il senso religioso? Ce l'abbiamo tutti? E come funziona? A che cosa serve? Serve?

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    Umberta said on Nov 15, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (69)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 219 Pages
  • ISBN-10: 8817101001
  • ISBN-13: 9788817101004
  • Publisher: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Publish date: 2003-01-01
  • Also available as: Others
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