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Il sentiero dei nidi di ragno

Di

Editore: Einaudi (Nuovi Coralli, 16)

3.9
(8862)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: A000014215 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Italo Calvino

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 0

    Adoro Calvino

    Calvino ha accompagnato le mie letture sin dall'adolescenza e gliene sono grata.sono grata anche per aver scritto questo capolavoro :uno sguardo rivolto al mondo degli adulti,sconvolto dalla guerra è uno sguardo rivolto all'infanzia rubata di Pin.La sua bravura sta in questo:descrivere il dolore, ...continua

    Calvino ha accompagnato le mie letture sin dall'adolescenza e gliene sono grata.sono grata anche per aver scritto questo capolavoro :uno sguardo rivolto al mondo degli adulti,sconvolto dalla guerra è uno sguardo rivolto all'infanzia rubata di Pin.La sua bravura sta in questo:descrivere il dolore,le miserie di uomini adulti attraverso gli occhi di un bambino che non lo e'mai stato.

    ha scritto il 

  • 4

    Mondoboia

    "I tedeschi sono peggio delle guardie municipali. Con le guardie, se non altro, ci si poteva mettere a scherzare, dire: – Se mi lasciate libero vi faccio andare a letto gratis con mia sorella.
    Invece i tedeschi non capiscono quello che si dice, i fascisti sono gente sconosciuta, gente che n ...continua

    "I tedeschi sono peggio delle guardie municipali. Con le guardie, se non altro, ci si poteva mettere a scherzare, dire: – Se mi lasciate libero vi faccio andare a letto gratis con mia sorella.
    Invece i tedeschi non capiscono quello che si dice, i fascisti sono gente sconosciuta, gente che non sa nemmeno chi è la sorella di Pin. Sono due razze speciali: quanto i tedeschi sono rossicci, carnosi, imberbi, tanto i fascisti sono neri ossuti, con le facce bluastre e i baffi da topo." […]
    È triste essere come Pin, “un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi”.
    Pin è una piccola canaglia, canticchia canzonette per i carruggi e ama scimmiottare i grandi, ma si ritrova ben presto in un ginepraio e finisce malmenato e solo. Pin girovaga tra scoscesi sentieri e gerbidi campi con gli occhi gonfi di lacrime, quelle dell’abbandono, lui che avrebbe così tanto bisogno di un vero amico al quale poter mostrare il posto dove i ragni fanno il nido, che solo lui conosce.

    ha scritto il 

  • 3

    Il sentiero dei nidi di ragno è una storia della Resistenza, esperienza alla quale Calvino prese parte personalmente, come moltissimi uomini e donne del suo pubblico; chi non aveva partecipato al movimento, aveva comunque vissuto la guerra civile che si era determinata dopo l'8 settembre e ...continua

    Il sentiero dei nidi di ragno è una storia della Resistenza, esperienza alla quale Calvino prese parte personalmente, come moltissimi uomini e donne del suo pubblico; chi non aveva partecipato al movimento, aveva comunque vissuto la guerra civile che si era determinata dopo l'8 settembre e, per l'autore, il confronto con questa tematica non fu facile e richiese l'adozione di una prospettiva che rendesse più facile raccontare: di qui la scelta di rendere protagonista Pin, un ragazzino di dieci anni che, da ladruncolo di quartiere, diventa, attraverso il contatto con i partigiani, la loro lotta, le loro debolezze e i loro difetti, consapevole del vero valore della ribellione.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/12/il-sentiero-dei-nidi-di-ragno-calvino.html

    ha scritto il 

  • 2

    Sopravvalutato

    Libro con molte contraddizioni, a volte noioso, altre volte irritante, qualche volta molto interessante, in particolare l'analisi delle diverse motivazioni che hanno portato molti italiani fra le file dei partigiani per combattere tedeschi e fascisti. In ogni caso fa pensare che, prima di riuscir ...continua

    Libro con molte contraddizioni, a volte noioso, altre volte irritante, qualche volta molto interessante, in particolare l'analisi delle diverse motivazioni che hanno portato molti italiani fra le file dei partigiani per combattere tedeschi e fascisti. In ogni caso fa pensare che, prima di riuscire a leggere un testo di 148 pagine, sia necessario guadarne 64 di Prefazione (scritta dallo stesso Calvino) e di cronologia della sua vita artistica, con un'aggiunta di una Postfazione di 4 pagine di Cesare Pavese.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma.

    C'è da dire che se ci sono dei libri che io in genere evito di leggere sono quelli scritti da autori italiani del '900 e quelli che parlano della seconda guerra mondiale. Eppure ho deciso, su consiglio della mia professoressa di italiano di leggere Il sentiero dei nidi di ragno e sono stata veram ...continua

    C'è da dire che se ci sono dei libri che io in genere evito di leggere sono quelli scritti da autori italiani del '900 e quelli che parlano della seconda guerra mondiale. Eppure ho deciso, su consiglio della mia professoressa di italiano di leggere Il sentiero dei nidi di ragno e sono stata veramente contenta di averlo fatto perché ho scoperto in Calvino un autore meraviglioso e in questo libro qualcosa di speciale. Pin è uno di quei protagonisti irritanti, eppure mi ha fatto tenerezza, la storia dei partigiani è una di quelle cose che mi annoiano, eppure questa mi ha esaltato e turbato. Insomma. È un libro che consiglierei a tutti, Calvino è un autore speciale e merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo inizio

    Ho macinato parecchia letteratura sulla guerra civile italiana e credo che Il Sentiero sarebbe il libro perfetto da consigliare a chi si approccia per la prima volta all'argomento. L'ottimo inizio per un lettore, e anche per l'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    E così [lei] e [lui] si sono buttati nella pentola con dentro i pop corn, ma non sono morti. Hanno rimbalzato e si sono ritrovati dall'altra parte del tavolo. Dev/essere successo qualcosa di assurdo, ha pensato [lui], come mai non siamo morti? Eppure non abbiamo sbagliato niente, com/è successo? ...continua

    E così [lei] e [lui] si sono buttati nella pentola con dentro i pop corn, ma non sono morti. Hanno rimbalzato e si sono ritrovati dall'altra parte del tavolo. Dev/essere successo qualcosa di assurdo, ha pensato [lui], come mai non siamo morti? Eppure non abbiamo sbagliato niente, com/è successo? [lei] gli è salita sule spalle di nuovo e gli ha detto non ti preoccupare, siamo pur sempre su un tavolo possiamo morire quando vogliamo. Ok, ha detto [lui], ma adesso che facciamo?, e poi io volevo morire mangiando pop corn, perché cazzo non posso morire mangiando i pop corn? Adesso non fare l/agnellino, ha detto [lei], forse dovremmo cogliere l/occasione e proseguire e vedere cosa c/è più avanti. Non lo so, dice [lui] guardando verso destra. Il solito negativo, dice [lei], piantala. Va bene, dice [lui], la pianto, ma tu rimanimi vicina. Ci provo, dice [lei], ma tu non lanciarmi troppo forte. E così [lei] e [lui] hanno ripreso a camminare. [lui] sembra stanco, aveva proprio voglia di morire, [lei] sembra invece più risoluta, per [lei] il tentativo di suicidio è già dimenticato, forse questo perché [lei] è molto più piccola di [lui] e non tiene ancora traccia del passato. Camminano, [lei] sopra [lui], non parlano ma per loro il silenzio non è un problema. Poi [lui] sente un fruscio arrivare dalla sua destra. Non può girarsi e chiede a [lei] se sente la stessa cosa. [lei] dice di sì e propone di fermarsi. Appena in tempo, il fruscio si fa rapidamente più forte e un coltello passa roteando davanti ai loro occhi increduli. Alla vista del coltello, [lei] ricorda improvvisamente il tentativo di suicidio e lo dice a [lui]. Questa è proprio una buona occasione per morire, dice [lei], vero? E [lui] alza gli occhi verso di [lei] e le chiede, morire?, ma di cosa stai parlando? Ah, fa [lei], pensavo di essere io quella piccola, ma tu non scherzi mica. E per un po/ [lei] e [lui] rimangono in silenzio, fermi, a vedere coltelli roteanti sfilare velocemente davanti ai loro occhi.

    ha scritto il 

  • 4

    "I sogni dei partigiani sono rari e corti, sogni nati dalle notti di fame, legati alla storia del cibo sempre poco e da dividere in molti: sogni di pezzi di pane morsicati e poi chiusi in un cassetto."

    Pin è un bambino orfano, antipatico, dispettoso, senza amici della sua età, che vive con una sorella prostituta. Il suo caratteraccio indisponente e la sua lingua lunga non lo fanno amare dai suoi coetanei. E' quindi costretto a vivere in un mondo di adulti che a malapena sopportano i suoi sberle ...continua

    Pin è un bambino orfano, antipatico, dispettoso, senza amici della sua età, che vive con una sorella prostituta. Il suo caratteraccio indisponente e la sua lingua lunga non lo fanno amare dai suoi coetanei. E' quindi costretto a vivere in un mondo di adulti che a malapena sopportano i suoi sberleffi e le sue crudeltà. Fino a che un'ulteriore "bravata"(il furto della pistola di uno degli amanti tedeschi della sorella) lo porta a conoscere un altro mondo: quello dei partigiani, nascosti nell'ombra e in rifugi segreti. Uomini soli, come lui. Adulti che hanno paura, come lui, e che come lui conoscono tanti luoghi segreti, come il posto dove Pin va a scovare i suoi amati e odiati ragni. La prefazione dell'autore e la stupenda immagine finale, valgono da sole tutto il libro. Bello, bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Credo di aver trovato in Calvino uno degli autentici maestri della letteratura italiana contemporanea. Ogni suo libro è una piacevolissima rivelazione, un concentrato di eleganza, fatti, fisionomie degno di attenzione e ammirazione. In questo testo, dal contenuto più impegnato, storicamente parla ...continua

    Credo di aver trovato in Calvino uno degli autentici maestri della letteratura italiana contemporanea. Ogni suo libro è una piacevolissima rivelazione, un concentrato di eleganza, fatti, fisionomie degno di attenzione e ammirazione. In questo testo, dal contenuto più impegnato, storicamente parlando, non mancano riferimenti alla situazione concreta dell'Italia sul finire della seconda guerra mondiale, con l'occupazione nazista contro cui combatterono i nostri partigiani: è in queste vicende che il nostro eroe viene coinvolto, dopo aver osato rubare la pistola a un ufficiale tedesco. La prigione, la via dei campi, l'accampamento dei partigiani... questi sono i luoghi lungo cui ci si muove, ma nulla ha il fascino della sacralità del sentiero dove fanno il nido i ragni, principio e fine di tutto il romanzo, luogo da preservare e tristemente violato (una metafora dell'effetto del nazi-fascismo sul sogno italiano?). i ritratti che si susseguono - soprattutto quelli dei partigiani - rendono il testo prezioso, variegato, più maturo di quel che potrebbe sembrare sul principio... impressione totalmente contraddetta dalla vivificante immagine finale, tra i ragni e le lucciole. Buona lettura!!

    ha scritto il 

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