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Il sentiero dei nidi di ragno

Di

Editore: Einaudi (Nuovi Coralli, 16)

3.9
(8902)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: A000014215 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Italo Calvino

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 2

    Purtroppo non riesco ad appassionarmi ai romanzi di Calvino. Sebbene riconosca che sia un bravissimo scrittore, non riesco a trovare il suo stile avvincente, lo vedo troppo "particolare" e un po' dispersivo.
    Questo libro, che ho dovuto leggere per la scuola, non mi ha entusiasmato particola ...continua

    Purtroppo non riesco ad appassionarmi ai romanzi di Calvino. Sebbene riconosca che sia un bravissimo scrittore, non riesco a trovare il suo stile avvincente, lo vedo troppo "particolare" e un po' dispersivo.
    Questo libro, che ho dovuto leggere per la scuola, non mi ha entusiasmato particolarmente per alcuni motivi: oltre allo stile di scrittura che, come ho già detto, è troppo dispersivo, spesso facevo fatica a seguire il filo della storia, e in alcuni punti dovevo fermarmi e rileggere un paio di volte la pagina. Inoltre la fine mi ha lasciata un po' delusa, specialmente perché non sono riuscita a capirne il senso e, se c'era, il messaggio che voleva trasmettere.
    Spero vivamente che, in futuro, riesca ad appassionarmi ai romanzi di Calvino e ad apprezzarne i contenuti.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sarei accontentata della prefazione

    Non ho più titoli per Italo Calvino. Ormai mi sono rassegnata all’idea che non riuscirò più a leggere un libro prescindendo dalla magia di “Se una notte di inverno un viaggiatore” e “Le città invisibili”. Non credevo però che anche questo libro mi sarebbe piaciuto così tanto; è difficile scrivere ...continua

    Non ho più titoli per Italo Calvino. Ormai mi sono rassegnata all’idea che non riuscirò più a leggere un libro prescindendo dalla magia di “Se una notte di inverno un viaggiatore” e “Le città invisibili”. Non credevo però che anche questo libro mi sarebbe piaciuto così tanto; è difficile scrivere qualcosa sulla Resistenza che non suoni inutilmente retorico per me che sono emiliana.

    L’autore stesso lo ammette candidamente nella prefazione, che per altro vale da sola come un libro; non perdetevela, anzi gustatevela: è probabilmente uno dei migliori scritti sulla letteratura e la cultura italiana post-bellica.

    Ma veniamo alla storia, anzi al sugo della storia. Storia di monelli, di montagne, di guerre storte, di (non)eroi, storia di furore e di donne. C’è in Pin la grazia malinconica e triste di Malpelo, la sua emarginazione di vinto che ancora combatte e la sua capacità di vedere attraverso le maschere altrui, uno sguardo più acuto di quello adulto ma anche infinitamente più ottuso.
    Ma forse per Pin c’è salvezza, forse per Pin c’è una possibilità di amore, di magia, un sentiero di nidi di ragno da seguire e un omone triste e vinto in fondo ad esso. In quest’unica speranza possibile si può forse comprendere qualcosa di più della guerra e della resistenza di ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bambino alle prese con la Resistenza

    E' triste essere come Pin: "un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi". Con queste parole Calvino descrive il p ...continua

    E' triste essere come Pin: "un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi". Con queste parole Calvino descrive il protagonista del romanzo, Pin, che a dispetto della sua giovanissima età si trova invischiato in situazioni che poco hanno a che vedere con l'infanzia (la guerra, la Resistenza, i pestaggi, la morte violenta). Un ragazzino prematuramente cresciuto che agogna di essere adulto, salvo poi rimpiangere della propria età i giochi, lo scherzo, la spensieratezza. E' un romanzo che tocca il cuore e offre uno spaccato della storia d'Italia attraverso gli occhi, non tanto innocenti, di un piccolo uomo.

    ha scritto il 

  • 0

    Adoro Calvino

    Calvino ha accompagnato le mie letture sin dall'adolescenza e gliene sono grata.sono grata anche per aver scritto questo capolavoro :uno sguardo rivolto al mondo degli adulti,sconvolto dalla guerra è uno sguardo rivolto all'infanzia rubata di Pin.La sua bravura sta in questo:descrivere il dolore, ...continua

    Calvino ha accompagnato le mie letture sin dall'adolescenza e gliene sono grata.sono grata anche per aver scritto questo capolavoro :uno sguardo rivolto al mondo degli adulti,sconvolto dalla guerra è uno sguardo rivolto all'infanzia rubata di Pin.La sua bravura sta in questo:descrivere il dolore,le miserie di uomini adulti attraverso gli occhi di un bambino che non lo e'mai stato.

    ha scritto il 

  • 4

    Mondoboia

    "I tedeschi sono peggio delle guardie municipali. Con le guardie, se non altro, ci si poteva mettere a scherzare, dire: – Se mi lasciate libero vi faccio andare a letto gratis con mia sorella.
    Invece i tedeschi non capiscono quello che si dice, i fascisti sono gente sconosciuta, gente che n ...continua

    "I tedeschi sono peggio delle guardie municipali. Con le guardie, se non altro, ci si poteva mettere a scherzare, dire: – Se mi lasciate libero vi faccio andare a letto gratis con mia sorella.
    Invece i tedeschi non capiscono quello che si dice, i fascisti sono gente sconosciuta, gente che non sa nemmeno chi è la sorella di Pin. Sono due razze speciali: quanto i tedeschi sono rossicci, carnosi, imberbi, tanto i fascisti sono neri ossuti, con le facce bluastre e i baffi da topo." […]
    È triste essere come Pin, “un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi”.
    Pin è una piccola canaglia, canticchia canzonette per i carruggi e ama scimmiottare i grandi, ma si ritrova ben presto in un ginepraio e finisce malmenato e solo. Pin girovaga tra scoscesi sentieri e gerbidi campi con gli occhi gonfi di lacrime, quelle dell’abbandono, lui che avrebbe così tanto bisogno di un vero amico al quale poter mostrare il posto dove i ragni fanno il nido, che solo lui conosce.

    ha scritto il 

  • 3

    Il sentiero dei nidi di ragno è una storia della Resistenza, esperienza alla quale Calvino prese parte personalmente, come moltissimi uomini e donne del suo pubblico; chi non aveva partecipato al movimento, aveva comunque vissuto la guerra civile che si era determinata dopo l'8 settembre e ...continua

    Il sentiero dei nidi di ragno è una storia della Resistenza, esperienza alla quale Calvino prese parte personalmente, come moltissimi uomini e donne del suo pubblico; chi non aveva partecipato al movimento, aveva comunque vissuto la guerra civile che si era determinata dopo l'8 settembre e, per l'autore, il confronto con questa tematica non fu facile e richiese l'adozione di una prospettiva che rendesse più facile raccontare: di qui la scelta di rendere protagonista Pin, un ragazzino di dieci anni che, da ladruncolo di quartiere, diventa, attraverso il contatto con i partigiani, la loro lotta, le loro debolezze e i loro difetti, consapevole del vero valore della ribellione.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/12/il-sentiero-dei-nidi-di-ragno-calvino.html

    ha scritto il 

  • 2

    Sopravvalutato

    Libro con molte contraddizioni, a volte noioso, altre volte irritante, qualche volta molto interessante, in particolare l'analisi delle diverse motivazioni che hanno portato molti italiani fra le file dei partigiani per combattere tedeschi e fascisti. In ogni caso fa pensare che, prima di riuscir ...continua

    Libro con molte contraddizioni, a volte noioso, altre volte irritante, qualche volta molto interessante, in particolare l'analisi delle diverse motivazioni che hanno portato molti italiani fra le file dei partigiani per combattere tedeschi e fascisti. In ogni caso fa pensare che, prima di riuscire a leggere un testo di 148 pagine, sia necessario guadarne 64 di Prefazione (scritta dallo stesso Calvino) e di cronologia della sua vita artistica, con un'aggiunta di una Postfazione di 4 pagine di Cesare Pavese.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma.

    C'è da dire che se ci sono dei libri che io in genere evito di leggere sono quelli scritti da autori italiani del '900 e quelli che parlano della seconda guerra mondiale. Eppure ho deciso, su consiglio della mia professoressa di italiano di leggere Il sentiero dei nidi di ragno e sono stata veram ...continua

    C'è da dire che se ci sono dei libri che io in genere evito di leggere sono quelli scritti da autori italiani del '900 e quelli che parlano della seconda guerra mondiale. Eppure ho deciso, su consiglio della mia professoressa di italiano di leggere Il sentiero dei nidi di ragno e sono stata veramente contenta di averlo fatto perché ho scoperto in Calvino un autore meraviglioso e in questo libro qualcosa di speciale. Pin è uno di quei protagonisti irritanti, eppure mi ha fatto tenerezza, la storia dei partigiani è una di quelle cose che mi annoiano, eppure questa mi ha esaltato e turbato. Insomma. È un libro che consiglierei a tutti, Calvino è un autore speciale e merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo inizio

    Ho macinato parecchia letteratura sulla guerra civile italiana e credo che Il Sentiero sarebbe il libro perfetto da consigliare a chi si approccia per la prima volta all'argomento. L'ottimo inizio per un lettore, e anche per l'autore.

    ha scritto il 

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